29
Nov 2011
ore 15:17
ore 15:17
La morte di Lucio Magri, uno dei fondatori del Manifesto
La notizia l'ho sentita questa mattina alla radio mentre ero in dormiveglia e mi sono svegliato subito.
Lucio Magri è morto a Zurigo utilizzando il suicidio assistito, che nel Cantone di Zurigo è legale.
Aveva 79 anni e dopo la morte della moglie era entrato in una grave depressione.
Io ho conosciuto Magri nel 1969 quando è nato il Manifesto, non il quotidiano ma la rivista e il gruppo politico che ad essa faceva riferimento.
L'ho visto per l'ultima volta alcuni anni fa quando eravamo andati tutti a Bologna per festeggiare quel manifesto nato nel 1969.
Le scelte di vita erano cambiate e così le strade, io giornalista del manifesto dapprima e poi giornalista gastronomico, lui politico, deputato, segretario di partito.
Lui però aveva tenuto un legame con le cose che facevo perché era un grande gourmet, un bravo cuoco e anche in questo era un perfezionista, leggeva il Gambero Rosso e di un altro Gambero Rosso, quello di Pierangelini, era un grande ammiratore.
Il manifesto quotidiano aveva ospitato il primo numero del Gambero Rosso che io avevo fondato, scritto, impaginato e pubblicato per la prima volta e tra mille difficoltà il 16 dicembre del 1986 e da allora al febbraio del 1992 le strade tra manifesto e Gambero Rosso erano state comuni, uniche e irripetibili.
Una parte di quel mondo politico, piccola parte io penso, aveva scoperto attraverso quel supplemento la cucina, il vino, i prodotti italiani raccontati in un modo diverso dal solito ed era diventata fedele sostenitrice di quel giornale di 8 pagine dentro un quotidiano politico, di un giornale diverso, disegnato da Maoloni e unico nel panorama giornalistico italiano, e non solo italiano.
Oggi quel lettore appassionato è morto e io sono triste.
Stefano Bonilli
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Era emozionante e sembrava un po' clandestino leggere di gastronomia sul manifesto. Anche se ero ragazzino ne ho un bellissimo ricordo.
Grande insegnamento di vita e di discrezione...
L'articolo su la repubblica di oggi, con quell'indugiare sulla scrivania impero e le coppe martini era indegno! Mi ha disturbato e fatto male... Ma è una posizione personale che volevo condividere con voi...
Ciao A
Suicidio assistito????
Robe da matti.
Massimo rispetto per un gesto di estremo coraggio, checché se ne dica - e se ne dirà, temo. Ciao Lucio!
Lei non ha creanza neppure di fronte alla morte, a lei interessa solo affermare le sue idee, spesso divergenti da coloro che scrivono su questo blog, ma per favore ci risparmi i suoi discorsi sulla vita e sulla morte in presenza di questo evento reale raccontato anche con estremo pudore.
Se lei è cristiano la sua crociata la faccia altrove e si vergogni per avere scritto robe da matti.
Matto colui che ha scelto di morire?
Matte le motivazioni?
Cosa ne sa lei e come si permette di giudicare.
In questo caso stia zitto, è molto meglio.
un'altra occasione persa per tacere...
Uberta, io non giudico.
Ma sono fiero che l'Italia non sarà MAI come la Svizzera.
Impara a rispettare le idee degli altri, tra l'altro la stragrande maggioranza, per quello che può contare.
Non ho mancato di rispetto a Lucio Magri, per il quale, parlandone da vivo, non potrei pensarne peggio, uno dei tanti proletari in cachemire che hanno rovinato l'Italia.
Se un blog e la gente che lo frequenta non piacciono perché uno deve fare capolino, dire due o tre sciocchezze, quasi sempre da uomo di un altro pianeta, e poi andarsene?
Rispetto e profondo dolore, x una persona che ho a mio modo amato e condiviso. Giornata triste. Ma sereno e' vissuto da uomo libero e da uomo libero e' voluto morire.
Invece scelta importante e da ammirare
soprattutto da rispettare
almeno col silenzio degli stupidi
Chi ha vissuto l'esperienza di veder morire una persona amata giorno dopo giorno, per anni, può capire la scelta di Magri. Ed evita di giudicare.
Caro Luca, io odio entrare in polemica con chi non capisce, ma questa volta è proprio insopportabile che tu ti permetta di dire che siamo noi a dover rispettare le tue ridicole posizioni che tenti di far passare per maggioranza quando sei proprio tu a non rispettare quelle degli altri e prima di tutto quelle di Lucio Magri, obbligato ad andare all'estero per una cosa che dovrebbe invece essere possibile ovunque, visto che riguarda solo la sua persona e le sue opinioni.
Sono completamente d'accordo con quello che scrive Cappero. Basterebbe aver visto "Up" per capire un po' meglio.
Neppure i politici più litigiosi e settari se la sono sentita di discutere la scelta di Magri e tutti hanno rispettato un gesto individuale e drammatico.
La vita è mia e così la morte, non può appartenere alla chiesa e tantomeno allo stato o a una maggioranza che vota una legge illiberale.
Un modo onorevole di andarsene. Una scelta di libertà portata fino in fondo. Con Lucio Magri ho condiviso il PDUP ed il Manifesto, con lei, Bonilli, ho condiviso soltanto il Manifesto ( ma questo lei, giustamente, non lo puo' sapere), visto che la mia collaborazione con la redazione milanese iniziava quando quella del gambero rosso terminava.
Oggi siamo tutti un po più' soli. grazie per avercelo ricordato.
Non possiamo scegliere la vita da vivere, lasciateci la scelta della morte.
bellissimo commento che condivido in pieno; la vita era sua, così come la scelta di come morire, non bisogna condannarlo per come ha scelto di morire, anzi, va ammirato per il coraggio provato, quasi non si può scegliere come vivere, almeno che uno abbia la libera scelta di come finire la sua vita; poi, ognuno la pensi pure come vuole, le idee sono sue e nn bisogna condannarle, però sarebbe necessario imparare a rispettare le idee degli altri!
lucidità, dignità, coerenza e coraggio: qualità oggi forse svuotate d'ogni significato, ma davanti alle quali provo ancora ammirazione e commozione. Lucio Magri stella cometa.
Sapete cosa ho provato quando ho letto la notizia?
Rispetto, massimo rispetto, per quella scelta e desiderio di avere altrettanto coraggio per scegliere allo stesso modo, ce ne fosse bisogno.
un grande insegnamento, secondo me
Ce ne fosse uno ogni cento, di uomini così.
Tra l'altro ho fatto un commento al signore del commento numero 3 direttamente sul suo blog/sito e, per la precisione, senza nessuna volgarità o offesa, solo una domanda. Che strano, il commento era prima in attesa di moderazione, poi se adesso ci torno non è proprio più presente, quasi coe se fosse stato cancellato. Stranezze della rete.
Buon tutto, Direttore.
Lui è uno di quelli che "chiagne e fotte", gli altri li cancella e qui viene a dire le sue sciocchezze e parla di censura.
Una volta Steve Jobs disse che la più grande innovazione della vita era la morte. Buon viaggio dott. Magri e che la terra le sia lieve. Una prece da chi crede.