02
Dic 2011
ore 18:17

Kindle parla italiano

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kindle_papero.jpg

Giusto per Natale Jeff Bezos ha sfornato il Kindle italiano al prezzo di € 99, con tanto di libri a disposizione e gli editori si sono buttati a pesce.
Il sito italiano di Amazon ha già 16.000 titoli in italiano, c'è Mondadori, Rcs, Feltrinelli, Gems e c'è la grande novità, il self publishing, cioè la possibilità di pubblicare un proprio libro direttamente, senza passare dall'editore.
Sono curioso di vedere quale sarà il primo libro di ricette anche se il meccanismo non è certo regalato perché Amazon paga all'autore i diritti ma si fa pagare 12 centesimi a megabyte per i dati trasmessi.
Con la comparsa di Amazon anche le librerie italiane, visto quello che è accaduto negli Usa, stanno cambiando il modello e così la Feltrinelli, che è la più grande catena italiana, già dal 2012 cambierà il modello delle sue librerie diminuendo lo spazio dei libri a favore delle tecnologie, bar più accoglienti e wi fi.

commenti 8

Io scarico i libri in formato kindle sul mio iPad, questa è stata l'astuzia di Bezos, prendere i due mercati, aprirsi, cosa che Apple non fa mai.
Mi sa che per la lettura vince kindle.

02 Dic 2011 | ore 19:33

No non chiuda il paperogiallo, a noi piace... :-D

02 Dic 2011 | ore 22:48

si vede

03 Dic 2011 | ore 00:28

Anche a me piace più paperogiallo che il sito della gazzetta gastronomica che mi sembra un po' confuso, troppe cose tutte assieme.

03 Dic 2011 | ore 12:07

Caro direttore, leggo sempre il suo taccuino e lo trovo quasi sempre stimolante.
Ieri, dopo che molti le hanno scritto di non chiudere il blog lei ha pubblicato questo articolo/suggestione su kindle e nessuno è intervenuto.
Le dico io perché, facendo tesoro della mia lettura costante dei commenti: lei ha un pubblico che legge ma non commenta, cosa abbastanza normale sul web, e un pubblico che commenta ma è interessato solo al mangiare e poco altro.
Parlare di kindle vuole dire porsi il problema degli ebook, del nuovo modo di fare editoria, ovviamente anche quella enogastronomica, ma evidentemente lei ha un pubblico anziano e poco curioso e i suoi numerosi suggerimenti ad aprirsi a temi nuovi cadono nel vuoto.
Me ne dispiace ma non si demoralizzi, siamo in tanti che la leggiamo con curiosità e interesse.
La sua nuova creatura, poi, la trovo bellissima e molto ambiziosa, un qualche cosa che guarda oltre gli angusti confini italici.
Come si conviene e ci si aspetta da un magazine del web

03 Dic 2011 | ore 12:32

Anch'io sono dell'idea che la gazzetta è un progetto ambizioso, ma trovo ancora il suo blog come la copertina di Linus.
Penso anche che la gazzetta per imboccare la sua rotta abbia bisogno di una guida sicura che la faccia uscire dal porto, senza cozzare con le altre navi.
Lei comanda due navi?

03 Dic 2011 | ore 14:56

Se questo è stato ed è il mio quaderno di appunti non vedo problema, anzi, il paperogiallo si trasformerà sempre più in un momento di riflessione mentre la Gazzetta Gastronomica è un vero magazine, un giornale che si arricchisce ogni giorno di notizie, racconti e fotografie e quindi richiederà il mio impegno di giornalista.

03 Dic 2011 | ore 23:14

sia chiaro, il mio non voleva essere un intervento polemico.
Da lettore affezionato del papero giallo, il Bonilli-pensiero è sempre stato un appuntamento quotidiano.
Sul papero giallo si ha quasi la sensazione di dialogare con lei sullo stesso tavolo, sulla GG il discorso è diverso. Postare, commentare su GG ha un sapore diverso, più distaccato.
Allora da lettore affezionato ho bisogno di capire dove leggere la sua recensione o il suo sproloquio, il suo racconto o il suo viaggio gastronomico.
E mi pare di capire che questo sarà sempre il papero giallo.
Guardo, osservo la GG e la tengo in stand by perchè devo capire ancora come fruirne al meglio e soprattutto la forma che dovrà prendere...
e poi Flipboard non me la aggiorna !

04 Dic 2011 | ore 01:42

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