21
Dic 2011
ore 16:17
ore 16:17
Kissinger racconta la vera Cina
Devo dire che è stato abbastanza un caso se mi sono comprato questo librone di più di 500 pagine.Da un lato mi ha convinto all'acquisto l'edizione digitale che ho scaricato sul mio iPad, visto che non mi potevo portare in aereo un peso in più, poi il fatto di partire per la Cina - il diario di viaggio lo potete leggere sulla Gazzetta Gastronomica - mi ha spinto a cercare di capire cosa era successo negli Anni Settanta dello scorso secolo con l'apertura alla Cina decisa da Nixon e attuata da Kissinger.
Invece il libro contiene almeno per un quinto la storia della Cina, il Regno di Mezzo, come lo chiamano loro, perché i cinesi si considerano il centro del mondo, storia che io conoscevo pochissimo da classico occidentale presuntuoso.
Senza questa storia non capisci quello che è accaduto negli ultimi sessanta anni e quello che accadrà.
Il libro è bello per questo e per la ricostruzione di tutto il periodo negoziale degli anni 70' e della guerra del Vietnam, gli incontri di Nixon e Kissinger con Mao e Ciu En Lai e negli ultimi quaranta anni con tutta la nomenclatura, i pettegolezzi e le trattative snervanti.
La parte finale del libro è quella di un Kissinger che invita a non isolare la Cina nè a sottovalutarla per evitare catastrofi.
Un libro da leggere anche se non si prende un volo per Pechino o Shanghai perché ciò che si trova su molti giornali e si ascolta da alcuni politici è solo una caricatura dei cinesi e della Cina.
Henry Kissinger
Cina
Mondadori
pp. 514
€ 22
Invece il libro contiene almeno per un quinto la storia della Cina, il Regno di Mezzo, come lo chiamano loro, perché i cinesi si considerano il centro del mondo, storia che io conoscevo pochissimo da classico occidentale presuntuoso.
Senza questa storia non capisci quello che è accaduto negli ultimi sessanta anni e quello che accadrà.
Il libro è bello per questo e per la ricostruzione di tutto il periodo negoziale degli anni 70' e della guerra del Vietnam, gli incontri di Nixon e Kissinger con Mao e Ciu En Lai e negli ultimi quaranta anni con tutta la nomenclatura, i pettegolezzi e le trattative snervanti.
La parte finale del libro è quella di un Kissinger che invita a non isolare la Cina nè a sottovalutarla per evitare catastrofi.
Un libro da leggere anche se non si prende un volo per Pechino o Shanghai perché ciò che si trova su molti giornali e si ascolta da alcuni politici è solo una caricatura dei cinesi e della Cina.
Henry Kissinger
Cina
Mondadori
pp. 514
€ 22
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Va in Cina direttore? Stavolta non la invidio.
Viaggiare col paraocchi ideologico in questi anni di grandi cambiamenti è triste.
Salve Direttore,
le scrivo solo per inviarle i miei auguri, qualunque cosa sia quello che desidera o (non) crede. Mi ha fatto compagnia per tutto l´anno, lei è per me come di casa e salutarla in questi giorni mi sembra proprio necessario ;-)
Per la Cina, le auguro ancora di stupirsi e lasciarsi stupire.
Mio marito (tedesco) ha trascorso lì un periodo per lui indimenticabile durante i suoi studi universitari, anni fa, prima che tutto cambiasse o evolvesse.
Mio fratello (italiano ;-))è stato recentemente a Shanghai per lavoro e le sua impressioni sono di tutt`altro tipo..
Auguri ancora
EurSosia
Grazie degli suguri e stai tranquilla che continuerò a stupirmi e ad avere curiosità perché questa è l'essenza del viaggio.
Shanghai non è la Cina come New York non è gli Stati Uniti, sono entrambe città che sprigionano grande energia ma non sono rappresentative perché sono molto avanti rispetto al resto delle loro due nazioni.
Auguri di buone feste
stefano
questi appunti di viaggio sono sempre interessantissimi e sono secondo me la perla di questo blog. complimenti !
la cina dev'essere veramente un mondo tutto da scoprire e sono sicuro che noi non ne sappiamo più o meno nulla.
Direttore dice bene, si lasci stupire. Se le riesce vada a mangiare al Ye Shanghai, 338 Huang Pi Nan Road nel centralissimo quartiere di Xintiandi. Non se ne pentirà.
Ganbei Ganbei!
Il librone è la clasica strenna natalizia, quella che le zie regalano ai nipoti e altri nipoti reglano ad altre zie. Un po' come una volta "Il Meglio Di E. Baigi" o di Indro Montanelli. K. parla di una Cina che esisteva. Irrilevante.
Il libro è irrilevante per chi come Stucchi conosce la storia cinese e il presente grazie, immagino, a numerosi viaggi in Cina.
Per i vecchi zii come me, che sto viaggiando in una Cina completamente cambiata rispetto a quella che ho visto nel 2004 il libro è stato molto utile e quindi lo consiglio ai curiosi, non agli intellettuali.
Non ho letto questo libro.
Sulla Cina ne ho letti alcuni recenti (Rampini) ed altri, di altri, sul Presidente Mao ed il suo periodo storico.
Su questo di Bonilli, sono perplesso sull'Autore: nel suo passato politico ne ha combinate di tutti i colori, specialmente in America del Sud ed in Cile in particolare.
Non so quindi quanto il suo racconto sia di parte e quanto racconti la "vera Cina".
.
Ciao
Leggo solo adesso la sua risposta piccata. Come le capita parecchie volte non ha capito niente, che c'entra l'ideologia? E' un posto in cui non andrei neppure se mi pagassero, a differenza dei posti dove va di solito lei. Tutto lì. Lo vede direttore che vuole solo la claque adorante qualsiasi cosa dica? Io vado nella mia solita New York, che barba.
Buon Natale.
E' semplicemente stupido dire che in un posto che non si conosce non si andrebbe neppure se pagassero - eventualità da escludere al 100% - anche perché questo posto è la città con la più alta crescita e lo sviluppo immobiliare e sociale più interessanti del mondo.
Se poi uno vuole andare a New York va benissimo e della claque chi se ne frega, mi interessa solo l'intelligenza e quella affermazione su Shanghai non lo era e il giudizio sul libro era degno di chi lo ha fatto.
Punto.
Bonilli, se volevi far sapere che andavi in Cina per farti due involtini primavera (eh!) non c'era bisogno di tirare in ballo Kissinger e la sua Cina d'antan. Ci vai, goditela, divertiti, ma non attacarci manici sociostoricopolitici giustificativi.
P.S: A Pechino ci sono comunque discreti Starbucks, ma senza zucchero. Forse ci sono anche pizzerie "Da Mario". Verifica. Anche se Kissinger non ne parla.
Poiche' viaggio poco e sempre a corto raggio in effetti avevo bisogno di far sapere che andavo in Cina perche' ho la mente un po' bacata e poiche' gli articoli che scrivo ogni giorno sulla Gazzetta Gastronomica nessuno sa che ci sono ho usato il paperogiallo per farmi pubblicita'.
Diavolo di uno Stucchi, anche a Natale e' lucido e sempre dal tono gradevole e in forma smagliante e mi ha colto in fallo.
Quanto al libro in questio non potendo stracciare l'ho cancellato dal mio iPad (cosi' faccio sapere che ho l'iPad)
E' Natale e non vado oltre.
La risposta del direttore dice tutto.
Oggi ho scoperto che sono stupido solo per il fatto che non posso non avere interesse a visitare la Cina senza esserci andato.
Bravo Direttore, sempre il solito, gratta gratta non cambi mai. Ma io ti voglio sempre bene e ti leggo sempre.