10
Gen 2012
ore 00:05
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L'aereo a elica e la locomotiva
Perché scrivo ancora questo blog?
Perché mettersi davanti al computer e scrivere qualcosa che hai in mente, che pensi e su cui hai ragionato è un privilegio, tanto più se c'è anche chi ti legge e ragiona con te.
Trovo invece facebook, dove molto ho scritto, navigato e dibattuto, una specie di metastasi della rete, qualche cosa di moda, che si scrive di pancia più che di testa, un dialogo spesso senza senso in uno spazio sempre più affollato.
Ognuno fa come più gli piace, a me è tornato a piacere il silenzio del blog, molti lettori, commenti quando se ne ha voglia.
Che piacere ho provato quando a Hong Kong un importante operatore del settore alberghiero mi ha detto che la prima lettura il mattino era il papero giallo.
Un piacere mentale, c'entra poco l'ego, c'entra più la parte ancora sana del mio cervello che proprio la scrittura di questo blog mantiene in esercizio.
Sono in giro per il mondo da quasi un mese e ho visto paesi e città diversissime, da Shanghai che ti toglie il fiato ma non ti lascia tranquillo, trasmette inquietudine tanta è la distanza con una città europea, a Hong Kong, grande mercato finanziario, palcoscenico di buone cucine, a Sydney, dove ormai mi sento di casa tante sono state le volte che l'ho visitata, a Auckland, sempre un po' trista e lontana per finire col sud della New Zealand, verde e periferica, ne è simbolo il trenino che da Marlborough ci ha portato a Kaikoura, da dove si parte per vedere le balene, in una tipica giornata invernale di pioggia anche se qui in New Zealand è estate pienissima.


Una locomotiva diesel e quattro vagoni, di cui uno aperto per via del panorama, che si apprezza se non piove, un trenino che corre parallelo al mare e alla strada, il controllo delle prenotazioni e l'assegnazione dei posti fatto a penna da una burbera massaia in divisa, tutti in fila per circa venti minuti, altro che mac o pc, binario unico, un solo treno all'andata, rientro con un pulman la sera.
Qui i servizi pubblici praticamente non esistono, se si esclude Air New Zealand, che però sta per essere venduta.
E su un Bombardier a elica di 50 posti di Air New Zealand abbiamo volato oggi pomeriggio da Marborough a Auckland.
All'arrivo a Auckland si scende allo scalo nazionale, si cammina a piedi sulla pista fino al ritiro bagagli, un solo nastro, quasi nessuna attesa.

E' un'altra dimensione del tempo e dello spazio, con noi viaggiano tante famiglie con bambini piccoli, il volo sembrava più un asilo in vacanza che un volo nazionale.
Quando siamo decollati da Marlborough la distesa infinita di vigneti che ci si è presentata mi ha fatto capire più di ogni altro discorso che ormai il Sauvignon Blanc è diventato terreno di speculazione finanziaria, una corsa all'oro liquido che probabilmente rovinerà questo vino.
A Auckland piove, andiamo a mangiare in un ristorante inserito nella top qualcosa, l'Harbourside Bar and Grill, al primo piano dell'imbarcadero, ordiniamo sardine panate e fritte, sono una pena, una chowder di cozze, vongole giganti, patate, salmone ecc... buona, fish & cips da mandato di cattura, baby snapper, che sarebbe un pesce del pacifico senza spine e senza sapore e una bottiglia di Sauvignon Blanc 2011 Brancott Estate che è una spremuta di limone da NZ $ 61.
Forse questo cortocircuito del tempo e della cena è il modo di certificare che il lungo viaggio è finito e si torna a Roma con pensieri un po' più positivi dell'Italia turistica che, lo capisci da quaggiù agli antipodi, avrebbe tutto per stravincere il confronto mondiale.
Ma ha gli italiani che pensano che sole, paesaggio e bellezze artistiche gli siano dovute.
Per non parlare della cucina.
Foto di S. Bonilli
Perché mettersi davanti al computer e scrivere qualcosa che hai in mente, che pensi e su cui hai ragionato è un privilegio, tanto più se c'è anche chi ti legge e ragiona con te.
Trovo invece facebook, dove molto ho scritto, navigato e dibattuto, una specie di metastasi della rete, qualche cosa di moda, che si scrive di pancia più che di testa, un dialogo spesso senza senso in uno spazio sempre più affollato.
Ognuno fa come più gli piace, a me è tornato a piacere il silenzio del blog, molti lettori, commenti quando se ne ha voglia.
Che piacere ho provato quando a Hong Kong un importante operatore del settore alberghiero mi ha detto che la prima lettura il mattino era il papero giallo.
Un piacere mentale, c'entra poco l'ego, c'entra più la parte ancora sana del mio cervello che proprio la scrittura di questo blog mantiene in esercizio.
Sono in giro per il mondo da quasi un mese e ho visto paesi e città diversissime, da Shanghai che ti toglie il fiato ma non ti lascia tranquillo, trasmette inquietudine tanta è la distanza con una città europea, a Hong Kong, grande mercato finanziario, palcoscenico di buone cucine, a Sydney, dove ormai mi sento di casa tante sono state le volte che l'ho visitata, a Auckland, sempre un po' trista e lontana per finire col sud della New Zealand, verde e periferica, ne è simbolo il trenino che da Marlborough ci ha portato a Kaikoura, da dove si parte per vedere le balene, in una tipica giornata invernale di pioggia anche se qui in New Zealand è estate pienissima.
Una locomotiva diesel e quattro vagoni, di cui uno aperto per via del panorama, che si apprezza se non piove, un trenino che corre parallelo al mare e alla strada, il controllo delle prenotazioni e l'assegnazione dei posti fatto a penna da una burbera massaia in divisa, tutti in fila per circa venti minuti, altro che mac o pc, binario unico, un solo treno all'andata, rientro con un pulman la sera.
Qui i servizi pubblici praticamente non esistono, se si esclude Air New Zealand, che però sta per essere venduta.
E su un Bombardier a elica di 50 posti di Air New Zealand abbiamo volato oggi pomeriggio da Marborough a Auckland.
All'arrivo a Auckland si scende allo scalo nazionale, si cammina a piedi sulla pista fino al ritiro bagagli, un solo nastro, quasi nessuna attesa.
E' un'altra dimensione del tempo e dello spazio, con noi viaggiano tante famiglie con bambini piccoli, il volo sembrava più un asilo in vacanza che un volo nazionale.
Quando siamo decollati da Marlborough la distesa infinita di vigneti che ci si è presentata mi ha fatto capire più di ogni altro discorso che ormai il Sauvignon Blanc è diventato terreno di speculazione finanziaria, una corsa all'oro liquido che probabilmente rovinerà questo vino.
A Auckland piove, andiamo a mangiare in un ristorante inserito nella top qualcosa, l'Harbourside Bar and Grill, al primo piano dell'imbarcadero, ordiniamo sardine panate e fritte, sono una pena, una chowder di cozze, vongole giganti, patate, salmone ecc... buona, fish & cips da mandato di cattura, baby snapper, che sarebbe un pesce del pacifico senza spine e senza sapore e una bottiglia di Sauvignon Blanc 2011 Brancott Estate che è una spremuta di limone da NZ $ 61.
Forse questo cortocircuito del tempo e della cena è il modo di certificare che il lungo viaggio è finito e si torna a Roma con pensieri un po' più positivi dell'Italia turistica che, lo capisci da quaggiù agli antipodi, avrebbe tutto per stravincere il confronto mondiale.
Ma ha gli italiani che pensano che sole, paesaggio e bellezze artistiche gli siano dovute.
Per non parlare della cucina.
Foto di S. Bonilli







E' inconsueto commentare il 9 gennaio 212 alle ore 16.47 ad un post scritto il 10 gennaio 2012...;-)))
comunque BUON ANNO!
...e beato te che sei in giro da un mese per il mondo!
Mi sembra di non leggere toni entusiastici riguardo la Nuova Zelanda, a differenza invece di Cina ed Australia. Sbaglio ?
D'accordissimo con l'ultimo pensiero, fa sempre piacere leggerla, buon rientro.
caro Direttore,
e' stato anche verso sud dell'isola meridionale della Nuova Zelanda? Per avere una visione attuale su come riprende la vita' e il paesaggio li dopo 2 tremendi terremoti e tante scaosse di assestamento.
Uno dei vantaggi del Blog e poter lasciare impressioni piu' estese e durature.
Buon rientro,
E' inconsueto dialogare con uno che sta a + 10 ore di fuso orario, è vero,
Adesso io, che ho un po' di insonnia da fuso strano, sto scrivendo alle 6,50 del mattino del 10 gennaio e voi non siete ancora andati a letto la sera del 9 gennaio.
Cose da antipodes...
@Massimo No, nessuna delusione, sono entusiasta della New Zealand ma anche molto metereopatico e passare una giornata in treno sotto un diluvio, perdere uno spettacolo della natura e poi volare a Auckland e trovare vento e pioggia mi ha condizionato.
Per avere un fotogramma della bellezza quaggiù mi basta ricordare lo spetacolo delle Marlborough Sounds viste dall'alto, da togliere il fiato.
Invece sul Sauvignon Blanc ho capito molte cose, il tempo di scriverle.
Grazie per la condivisione, non smetta di scrivere... e buon rientro, l'estate e' qui!
sacrosanto.
buon anno carissimo Stefano.
> lo capisci da quaggiù agli antipodi, avrebbe tutto per stravincere il confronto mondiale.
concordo
http://mammi.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/01/08/gnam-mangiatela-con-gli-occhi/
il problema di fb è che esiste e a mio parere va solo osservato per capire se esista un modo per reinventare un social che sia meno invasivo e più mirato.
second life è sparito ,fb resiste e proprio per questo è più faticoso da debellare o meglio da manipolare in modo utile .
Grazie!
Non si faccia venir dubbi, continui così che c'è sempre chi la legge.
Buon anno e buon rientro a casa.
Mi associo in pieno al commento di Marcella.
Facebook e' un delirio da cui mi discosto, come ho piu' volte ribadito. Internet e' gia' uno strumento extracontrollato. Io preferisco navigare e prendere quanto di utile e bello ci offre la rete. Papero Giallo insieme a pochi altri blog e' un esempio di civilta' e cultura.
Continui cosi' Direttore.
Grazie Alessandra
Direttore, io non sono nessuno ma anche a me piace al mattino sedermi alla mia scrivania e controllare che c'è di nuovo sul Papero.
a proposito dei Fb: non tutti possono parlare con tanta gente davanti alla statua di Giordano Bruno (ci saro' mercoledi mattina) e lambire palazzo Farnese tutti i giorni