27
Gen 2012
ore 12:17

Mosè e l'amatriciana

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Io penso e scrivo sulla Gazzetta Gastronomica che un paese che ha simili capolavori e anche una grande cucina dovrebbe non avere rivali, turisticamente parlando.
E invece continuiamo a perdere terreno rispetto a Francia, Spagna, Usa e persino Cina.
Il turismo è un'industria complessa con alcune regole chiare: per il turista i nostri capolavori, in questo caso il Mosè di Michelangelo a San Pietro in Vincoli, a Roma, sono uno dei momenti alti e unici al mondo di una giornata che poi si conclude a tavola, quasi sempre cercando i piatti della nostra cucina tradizionale, l'amatriciana come esempio.
Di contorno obbligatorio per battere la concorrenza degli altri paesi ottimo servizio alberghiero, prezzi concorrenziali, aeroporti moderni, taxi e treni facilmente accessibili, musei aperti ecc...

Vi sembra che questo sia il nostro attuale standard?

commenti 9

in realtà la risposta è dopende. Dipende dal luogo e dalle masse che vi arrivano. Lì dove si ammassa la folla, per esempio Firenze, non sempre questo connubio è rispettato. Ma se ci perdiamo nelle meravigliose e a volte nascoste province progressivamente lo standard alto comincia ad avere anche un ottimo rapporto col prezzo pagato. Mi riferisco a posti come la Val di Cecina in Toscana, l'entroterra siciliano (ad esempio le province di Ragusa e Siracusa), alcune zone della Campania sia sul mare (Cilento) che entroterra (provincia di avellino). E si potrebbe continuare così in tutte le regioni...

27 Gen 2012 | ore 13:16

Oltre ai servizi collegati (ristorazione, trasporti ecc..)tanto per rimanere su San Pietro in Vincoli, diversi mesi fa sono passato lì per una visita ma, verso le 12:30 di sabato la chiesa era chiusa.
Chiusa sia in veste di luogo di culto che di museo?
Possibile?

27 Gen 2012 | ore 14:57

si, ma che fare? Mi chiedo:
mi incuriosisce molto il fenomeno Spagna che negli anni ottanta ci stava dietro nella classifica dei flussi turistici...
cosa è successo lì per far si che che si creasse una sinergia di intenti verso il turismo ?
Hanno avuto una classe politica migliore della nostra? sono usciti da franchismo e il popolo e la società civile spinti dall'ottimismo hanno trainato il paese?
Mi chiedo quale ricetta è applicabile qui e ora per svegliare dal torpore la nostra classe dirigente che al netto di inettitudine e interessi personali non ha compreso l'importanza strategica del turismo

27 Gen 2012 | ore 15:18

....grazie direttore!!!

Spero un giorno di intervistarla...

27 Gen 2012 | ore 21:18

Lei si è già dimenticato che negli ultimi 15 anni abbiamo avuto ministri del Turismo e/o Beni culturali del calibro di:
Urbani (quello della cappella sistina affrescata da Raffaello)
Rutelli (quello che spese 20 milioni d'euro per il sito italia.it)
Bondi (quello che foraggiava le fondazioni Craxi ma non aveva fondi per Pompei)
Brambilla (quella della scritta Ministero del Turismo in simil-oro e nota soprattutto per i primi piani sulle mutande).

C'è bisogno di aggiungere altro?

27 Gen 2012 | ore 23:19

E di chi sarebbe la colpa di simili ministri?
Sembra che ci vengano imposti dal padreterno.

28 Gen 2012 | ore 10:57

Per anni ci siamo saziati a pane ed esterofilia, ora rispolveriamo le bellezze e le bontà di casa nostra. Uso la prima persona plurale consapevole che non tutti abbiamo pari responsabilità e ruoli, ovvio. Fino a poco tempo fa era considerato "singolare" discutere, oppure scrivere, di cucina regionale e ricette. Ora, improvvisamente, lodi e inni all’amatriciana, carbonara, gricia, spuntature e trippe varie. Degli ottimi servizi alberghieri e di una ricezione turistica organizzata se ne parla dai “smaglianti” anni 80. Non sarebbe ora di proporre aspetti e prospettive tangibili?

Cordialmente e buona domenica.

Serena

29 Gen 2012 | ore 10:52

In un mondo globale come è l'attuale, scoprire l'amatriciana è impossibile perché è nota come deve essere nota la cucina di Blumenthal e di Dave Chang o l'anatra alla pechinese.
Vale la regola che si applica alla letteratura o al cinema, non è possibile dire che non si è letto Guerra e pace oppure Addio alle armi o il Gattopardo o visto la Dolce vita, Fronte del porto e A qualcuno piace caldo e dirsi appassionato di letteratura e cinema.
Non si può più essere appassionati di cucina non avendo provato le principali ricette italiane, le migliori trattorie, non dico i ristoranti stellati e grazie al low cost non si può dire, se si è appassionati, che è costoso andare a Barcellona, New York - guardare in questi giorni i voli A/R a € 420, quanto il Milano-Roma - o Londra e quindi andare a mangiare in alcuni ristoranti di cui si legge.
E non è vero che ci vogliono molti soldi, sempre che si sia appassionati, perché costa di più andare allo stadio ogni domenica.
Se si è appassionati o se si vuole iniziare un percorso di conoscenza.
La nostra cucina è veramente ricca di diversità e buona ma dobbiamo essere noi i primi a conoscerla.

29 Gen 2012 | ore 11:24

La nostra sgarrupata, sfilacciata, lacunosa propensione al turismo è un problema che parte dall'alto o dal basso? Possiamo dare solo la colpa a chi ci ha governato e a chi ci governa? Certo, i nostri governanti (che noi, come popolo, abbiamo eletto) non si distinguono per una visione lungimirante. Tutt'altro. Ma il problema riguarda tutti. L'incapacità di proporre un'accoglienza turistica di livello parte anche dal basso. Da chi ha strutture ricettive e non le valorizza. Dai cittadini che non amano la propria città e non comprendono che un turista non può essere un pollo da spiumare, ma una risorsa da accogliere. Dalla mediocrità in cui troppi si crogiolano giustificandosi col "così fan tutti".

29 Gen 2012 | ore 12:16

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