20
Feb 2012
ore 16:17

Non ci sono più i polli di una volta

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Amavo tanto mangiare il pollo.
Come tutti i bambini della mia generazione il pollo si mangiava solo la domenica, era un cibo di lusso.
A guardare le cose con gli occhi di oggi quel pollo era veramente un lusso perché era ruspante, ma non per una qualche scelta commerciale o gastronomica ma perché allora c'erano solo i polli allevati nell'aia.
Il pollo che io mangiavo veniva dal pollaio del nonno che era pieno di galline e ogni mattina noi bambini avevamo l'uovo fresco, anche questo un lusso di cui non mi rendevo conto.
La mamma portava in tavola il pollo arrosto con le patate, staccava la coscia e la dava al nonno, l'altra coscia a mio padre, a me toccavano molte patate e un'ala e poi la possibilità di addentare la carcassa alla ricerca di pezzetti di polpa.
Adoravo il pollo della domenica, la pelle croccante, il "boccone del prete".
Poi i polli incominciarono ad avere un altro sapore, prima di pesce e poi un sapore neutro, non c'era più il pollaio del nonno e io la domenica mangiavo altri piatti.
Oggi ogni tanto mangio del pollo ma resto sempre deluso, forse è il ricordo di quel sapore, forse non ci sono più i polli di una volta.


Foto iPhone S. Bonilli

commenti 17

Mi sa che non sapremmo neanche cucinarli!,tempo fa ho comprato un pollo davvero ruspante e l'ho fatto al forno,beh era quasi immangiabile tanto era rigido, ricordo ancora lo sguardo perplesso della mia famiglia che sembrava dire " che abbiamo fatto di male per meritarci questo?".
e comunque, come si cucina un pollo estraneo alla nostra industriale mondanita'?

20 Feb 2012 | ore 17:14

Il pollo è fantastico. E devo dire che ogni volta che in ristoranti di cui mi fido trovo polli "veri" li assaggio, rimanendo ogni volta colpito dalla bontà di un prodotto che, nella cucina quotidiana, abbiamo perduto
Va anche detto che ha forse ragione Rudeboy, e se anche lo trovassi sul mercato, a parte l'alto costo, non so nemmeno se riuscirei a cucinarlo bene a casa, bisognerebbe fare qualche tentativo

20 Feb 2012 | ore 17:23

Tra quelli provati di recente segnalo il pollo sotto sale di Zunica, a Civitella del Tronto, e quello, semplicemente arrosto, di Ninì a Montesilvano
Beh, poi ci sarebbe anche il petto di pollo di Pipero, ma quella è un'altra storia ancora

20 Feb 2012 | ore 17:25

Mi ha fatto ripensare allo zabaiane che mia nonna mi faceva con l'uovo appena preso dal pollaio quando ero bambino. Mai piu' assaggiata una cosa del genere. E non credo che sia solo perche' i ricordi tendono a imbellire tutto il passato.

La questione che il primo commentatore introduce e' interessante. Se non sbaglio, fu proprio la richiesta del consumatore per carni che restassero meno dure a spingere i primi allevatori industriali a cercare di sviluppare polli con piu' petto e meno del resto, almeno qui negli USA.

20 Feb 2012 | ore 18:09

Non ci sono pù neanche gli ortaggi di una volta...cavolfiori, pomodori, e quant'altro sanno sempre di meno (da ventunenne non ho grandi ricordi del passato, ma mi baso su quanto dicono i miei famigliari). Fortunatamente mio padre, con l'aiuto mio e di mio fratello, coltiva un orto graize al quale congeliamo molte provviste per l'inverno, oltra a conserve come la passata di pomodoro.

20 Feb 2012 | ore 19:40

magari aveva 2 anni di vita ;)) la cucina comincia dalla conoscenza della materia prima , poi la memoria filtra la realta' attraverso la velina della nostalgia , poi mancano le mamme che cucinano sto benedetto pollo !

20 Feb 2012 | ore 20:05

e purtroppo non solo i polli..

20 Feb 2012 | ore 22:49

e poi ci sono i bambini. che, se pure lo trovi chi il ruspante lo sa cucinare, non lo mangiano. perchè a loro piace «solo quello bianco, come a scuola» :(

20 Feb 2012 | ore 23:36

Ho un orto ed un pollaio. Del primo mangio cosa produce e quando è stagione; nel secondo ci sono un paio di ovaiole ed un paio di "Bionde di Villanova", poca roba ma quanto basta per qualche ovetto sempre fresco. Sulla carne mi rifornisco da altri allevatori che, vigliaccamente da parte mia, mi tolgono l'incombenza di tirare colli e sangue. Ne mangiamo pochi ma quasi una volta alla settimana è un rito. In merito alla cottura bisogna essere attenti e ferrati perchè il ruspante tende ad essere più consistente. Mi reputo fortunato.
Saluti
Pier

21 Feb 2012 | ore 09:00

sono assolutamente d'accordo.
i polli del supermercato di oggi sono secondo me immangiabili. hanno un sapore a metà tra piscia di gatto e pesce andato a male, che rimane anche dopo la cottura.

21 Feb 2012 | ore 10:04

...mi reputo fortunata...io mangio i polli dell'aia dei miei...e sono sempre buonissimi...non compro mai la carne di pollo...è un misto tra sughero e legno...
così come alleviamo il nostro maiale....i tacchini, le pecore e altri animali commestibili....
sono una privilegiata...

21 Feb 2012 | ore 11:07

Io ricordo ancora un magnifico pollo ruspante cotto nel forno a legna mangiata a Pollica, nel Cliento, al ristorante pizzeria Costantinopoli...

21 Feb 2012 | ore 14:30

eppure un bel brodo di gallina, caldo caldo, è ancora un gran bel piacere anche con la gallina del supermercato. quella ci tocca se non abbiam pollaio.

21 Feb 2012 | ore 21:47

Con un po' di sacrificio in termini di tempo e carburante, io che abito a Milano, ogni tanto vado nel piacentino a fare scorta di pollame presso un allevatore che serve ristoranti di medio alto livello e che ha lo spaccio aperto dal giovedì al sabato.
Polli, anatre, gallie e capponi sono eccellenti, logicamente i prezzi non sono da gdo, ma la qualità è indubbia.

22 Feb 2012 | ore 13:33

Hai ragione, i polli di una volta non si trovano più. Io ho trovato un posto, in campagna, dove prenderli ma è un po’ fuori mano quindi non ci vado spesso, almeno non tanto come vorrei…..in ogni caso, il pollo a forno con le patate sarà sempre una delle mie ricette preferite. Buono e sano.
sara m

22 Feb 2012 | ore 16:22

Ahhh il pollo! Che ricordi quando mia nonna tirava il collo a dei ruspanti galletti da cortile e li cucinava alla "caccia", così diceva lei. Grazie direttore, avevo dimenticato il sapore del pollo, quello vero.

01 Mar 2012 | ore 18:33

Io vivo a Ginevra, qui il top e il pollo o poularde de Bresse. La cottura e molto importante bisogna anaffiarlo con il suo sughetto molto spesso ed iniziare la cottura dalla parte delle cosce

03 Mar 2012 | ore 21:37

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