06
Feb 2012
ore 14:17

Non voglio fare il cuoco, non voglio fare il cameriere

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Il Sole 24 Ore ha commissionato una ricerca alla Fondazione Leone Moressa per mettere sotto osservazione l'occupazione straniera e l'effetto sostituzione.
Un esempio chiarificatore: nel giro di tre anni, dal 2007 al 2010, nelle categorie cuochi, camerieri e baristi sono usciti 30mila italiani rimpiazzati da 60mila immigrati.
Se poi si tiene conto che i dati Istat non contemplano gli stagionali e i conviventi con i datori di lavoro nè i lavoratori privi di permesso di soggiorno si può dire che tra i camerieri, i baristi e i cuochi gli immigrati guadagnano sempre più spazio.
La spiegazione è semplice, secondo me, la scolarizzazione degli italiani è molto aumentata e anche le aspettative di lavoro sono aumentate e così nessuno vuole più fare il cameriere o il barista e pochi, anche se si immagina il contrario, vogliono fare il cuoco.

Ma c'è chi avanza il dubbio che non siano gli italiani che snobbano i lavori meno qualificati, almeno quello del cuoco, ma gli stranieri che si adattano e costano meno.

Io penso che il vero problema, nella ristorazione media e alta, sia la sala, il servizio perché nessun giovane vuole fare il mestiere del cameriere che, senza ricordare il film omonimo, è un gran duro lavoro.

commenti 7

I cuochi star sono una trentina, per tutti gli altri il lavoro è duro e in cucina le belle maniere sono sconosciute se si è nei ristoranti da corsa e da battaglia e nelle pizzerie con un ricambio dei tavoli di due o tre volte a sera.
Lavorare in queste cucine e in queste sale è sempre più un mestiere da emigranti, gli italiani giovani preferiscono fare altro.
A proposito, avete mai provato a fare il cameriere?
Io per tre mesi a Rimini, un mestiere di merda.
Come quello del cuoco.

06 Feb 2012 | ore 17:16

Sinceramente non m i aspettavo questi dati.
Certo sempre più spesso ( ed a ROma ne ho visti vari) dietro ai fornelli ci sono cingalesi od indiani.

Tra un pò quindi anche il nostro bagaglio culturale culinario sarà globalizzato

06 Feb 2012 | ore 18:28

ma anche perché chi ti fa un contratto decente? soprattutto prima di arrivare in un ristorante serio, come si fa in Italia a campare facendo il cameriere?

07 Feb 2012 | ore 17:13

Tutti fighetti i lettori di questo blog, meglio le puttana te e i gossip che si leggono altrove.
Ormai blog e bloggari sono peggio di giornali e giornalisti, superficiali e inattendibili.

08 Feb 2012 | ore 09:02

Anche il giornalismo enogastronomico qualche colpa ce l'ha.
Dando molta enfasi alla centralità dello chef e poca luce alla sala. E dire che in Italia abbiamo si, dei grandi esempi di professionalità dedita al servizio.
Visto che nella ristorazione vi è uno star system e che il sistema vive anche grazie al giornalismo di settore, magari dare visibilità ad un grande Maître potrebbe dare una mano.
Ma forse, essendo l'atto del servire, un atto di umiltà ( ma anche di nobiltà ), temo non faccia molta audience.

08 Feb 2012 | ore 15:33

Ciao,

ho 39 anni, quando ne avevo circa 25 ne avevo le tasche piene di fare il cuoco perchè purtroppo questo è un mestiere che ti frega i rapporti sociali, infatti quando tu lavori gli altri fanno festa e viceversa, in seguito mi sono laureato e ho trascorso del tempo all'estero per studiare un paio di lingue ..... risultato? Non ho mai smesso di fare il cuoco e devo dire che per quanto mi faccia arrabbiare è un lavoro che da delle grandi soddisfazioni e oggi l'unico lavoro che mi piacerebbe fare al posto sarebbe l'occuparmi a tempo pieno dei miei hobbies.
Ciao
Samuele

11 Feb 2012 | ore 15:28


Certamente è un mestiere impegnativo,
il lavoro della sala scarseggia sempre
di più mentre i media elogiano i grandi cuochi.

Lo sapete che dientro una grande cucina
c'è sempre una grande sala?

Voglio vedere una volta un Maitre che diventa
una star, trano vederlo e più facile un cuoco piuttosto vero?

Che ne dice lei direttore?

12 Feb 2012 | ore 02:44

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