30
Apr 2012
ore 15:17

E' la biodinamica, bellezza

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insalata in cespo.jpg

Bella questa insalata, vero?
E anche buona, saporita, diversa.
E' stata raccolta in un campo trattato in modo biodinamico, un terreno trattato per anni con il corno-letame.
Questo racconto è dedicato a una mia amica, grande cuoca, che quando ha sentito parlare del corno-letame ha detto che non credeva alle sue proprietà, in sostanza che non credeva, come molti, alla biodinamica.

composto e corno.jpg

Corno-Letame a voi dice qualcosa?
Siamo a Vallefredda, non lontano dal nuovo Resort & Spa di Colonna, nell'azienda agricola di Carlo Noro - nella foto - che qui cura l'allestimento di preparati biodinamici che sono l’attività aziendale prevalente. Le coltivazioni principali sono, perciò, le erbe officinali necessarie ad ottenere i preparati, cioè la valeriana, l'achillea, la camomilla, l'ortica, il tarassaco, la quercia.
Ma qui si producono e si possono acquistare anche pomodori, zucchine, asparagi, insalate, carciofi, piselli.
Il letame necessario per i preparati viene acquistato da un’azienda zootecnica biodinamica, in attesa di portare in azienda le vacche che danno una materia prima migliore per la produzione del corno-letame.

sterco vacca.jpg

Per il corno-letame tutto inizia, come detto, con lo sterco di vacche allevate biologicamente, senza antibiotici o altri prodotti mescolati al mangime.

Lo sterco è costituito dalle deiezioni fresche senza aggiunta di paglia e si chiama "fatta", deve essere di ottima qualità, fresco appena prelevato, prodotto da vacche alimentate in pascoli in cui ci siano le graminacee, per il loro apporto zuccherino, e le leguminose, per il loro apporto proteico.
Il letame deve essere quello autunnale, quando c'è il risveglio vegetativo. Vanno scelti buoni corni di vacca e riempiti con la
fatta, in autunno.
Una volta scelta con molta cura la parte migliore dell’orto, la più fertile, con la migliore esposizione, i corni vengono interrati.


corno sepolto.jpg
Primavera inoltrata, il preparato è pronto e i corni vengono dissotterrati e svuotati: il letame si è trasformato in humus, si è ridotto alla metà e non ha più l’odore di letame, ma di sottobosco. Il preparato viene messo in contenitori che, in questo caso, sono stati realizzati da Carlo Noro, e sono parallelepipedi, a camera doppia, in legno di castagno all’esterno, in rame all’interno, con un’intercapedine riempita con torba asettica, con funzione coibente.
Si può usare per due anni.

contenitori.jpg


taglio asparago.jpg
asparago.jpg

Tutti i terreni dell'azienda agricola di Carlo Noro sono stati trattati lungamente perché andavano bonificati e perciò invece che usare il corno-letame due volte l'anno i primi tempi è stato usato otto volte in un anno, diminuendo via via la quantità fino alla completa trasformazione dei terreni.
Mentre camminavamo per il campo Noro ha raccolto alcuni asparagi che abbiamo mangiato immediatamente: esperienza da fare assolutamente per cogliere la diversità dei due mondi, il biodinamico e il tradizionale.
Questi asparagi mangiati crudi e appena colti erano vera essenza di asparago, morbidi, ricchi di linfa, asparagi commoventi, da sballo.

asparagi in cassetta.jpg
Carlo con insalata.jpg

Bella l'insalata, vero?
E se poi volete sapere tutto del corno-letame non vi resta che andare in azienda il venerdì, con la scusa di acquistare piselli, carciofi, pomodori, e chiedere a Carlo Noro.

Carlo Noro - Labico Roma
tel/fax 06.9511243

mail carlo.noro@libero.it - web www.biologicodinamico.it



Foto di S. Bonilli

commenti 93

Credo che la biodinamica sia un grande bluff, o come minimo sia una moda gonfiata, il corno letame poi mi sembra una presa per i fondelli.
Solidarizzo con la sua amica cuoca.

30 Apr 2012 | ore 16:09

Caro direttore, stavolta siamo fuori strada la biodinamica, il cornoletame e compagnia cantando sono delle cazzate esoteriche come lo sono gli oroscopi di Barbanera. Che poi quei prodotti siano buonissimi è un altro paio di maniche, lo sarebbero ugualmente perché chi coltiva quella terra lo fa con passione e competenza e non mira al mero profitto però potrebbe risparmiare un po' di soldi non comprando preparati biodinamici. Mi permetto di consigliarle sul tema il sempre ottimo Dario Bressanini: http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/02/21/biodinamica%C2%AE-cominciamo-da-rudolf-steiner/

30 Apr 2012 | ore 16:49

Direttore, ma qual e' la base scientifica dietro il Corno-Letame? A sto punto possiamo pure metterci a fare i tarocchi e sperare che le piante crescano sane e forti; o l'agopuntura all'insalata.

30 Apr 2012 | ore 17:13

ma perché la biodinamica fa tanta paura?
Boh, bisognerebbe cominciare dal principio, leggere le lezioni sull'agricoltura di Steiner, poi fertilità della terra di pfeiffer... poi andare avanti fino agli studi di Podolinsky in australia e delle università israeliane, in australia le coltivazioni biodinamiche sono la normalità, come in israele. Poi parlare di letame, sovescio, dinamizzazioni e cicli produttivi... insomma cosa c'entrano tarocchi e magia? Non lo capisco... ma così è ogni volta che si parla di biodinamiche scendono in campo le bande... Finirà mai il vizio adolescenziale di schierarsi in bande e darci sotto di fionde e cerbottane?
Ha ragione Stefano, fatevi una passeggiata fino da Carlo Noro, assaggiate le sue verdure e poi ne parliamo ;)
ciao A

30 Apr 2012 | ore 17:51

Alessandro, guarda che per dire che l'astrologia è una cazzata mica bisogna aver letto un trattato di astrologia eh! Basta capire che le fondamenta sono ridicole e basta. Analogamente con la biodinamica. In ogni caso io LE HO LETTE le famose lezioni, e sono di una ridicolaggine infinita (trovi le mie considerazioni al link di carmine).
Nessuna paura, ma le pseudoscienze sono un cancro che va estirpato. Gli asparagi sarebbero venuti buoni anche senza cornoletame

30 Apr 2012 | ore 18:08

Lui non li compra, li produce i componenti e produce anche ortaggi e verdure.
Sono buone perché lui coltiva con passione?
Ma dai Carmine, il biodinamico sarà anche Barbanera ma dare una spiegazione così della bontà dei prodotti è per bambini scemi.
Io ho un buon palato, del corno-letame posso fare a meno ma quegli asparagi erano unici e così quell'insalata.
Come dice Bressanini il demolitore, alla fine dicono tutti così "però è buono"... si tratti di un asparago oppure del vino, per esempio la Coulèe de Serrant

30 Apr 2012 | ore 18:14

e perché una buona parte delle cose migliori che bevo e mangio, vengono coltivate in quella maniera? Chi decide il limine tra scienza e pseudoscienza? Quando leonardo rubava i cadaveri non rischiava forse di essere accusato di negromanzia... Boh, secondo me siamo tutti un po' troppo pieni di convinzioni.
Non le trovo così ridicole le lezioni sull'agricoltura e neanche fertilità della terra, certo bisogna capire quel linguaggio, quella maniera di pensare e narrare. Vedi Dario, non sono un fautore di Steiner, ma non capisco questo accumunarlo all'astrologia, allora anche l'omeopatica si può ridurre in burletta, per non parlare di quel folle mistico di Jung, quindi anche la psicoanalisi sarebbe una pseudoscienza? A forza di tagliare rami, rimarremo soli con il pensiero unico... Boh, io so che quella roba li è proprio bbona, tu dici che sarebbe stata buona lo stesso... Mica lo so, quella è più buona... proviamo ad assaggiare alla cieca una batteria di latte inserendone uno biodinamico, scommetti che sbaraglia tutti?
Ciao A

30 Apr 2012 | ore 18:21

per esempio LeRoy o Romanee conti, più che la coulè che da quando non c'è più madame Joly, non è più la stessa :D
Ciao A

30 Apr 2012 | ore 18:23

http://www.coulee-de-serrant.com/demystification.html

Il professor Bressanini troverà cazzate esoteriche anche queste, ma almeno c'è da confrontarsi punto su punto.

30 Apr 2012 | ore 18:24

quello che non capisco è che se anche la biodinamica fosse un mezzo per produrre in maniera più naturale e controllando l'uso eccessivo di fertilizzanti e antiparassitari e fossero una setta come Amish o Arancioni, e il risultato fosse valido, come siamo tutti d'accordo quando diciamo che i prodotti sono effettivamente buoni... dove sarebbe il problema? Boh, mi sfugge... Il corno letame fa male? è tossico? il preparato 501 contiene l'e-coli? Trovo che ci sia troppa antipatia a priori, sarà che mentre digito sto guardando food inc e quello che vedo non mi piace... beh la scienza può essere un problema se usata male ;)
ciao A

30 Apr 2012 | ore 18:29

La sua amica non è che non creda nella biodinamica. Anzi! Pensa solamente che la biodinamica non c'entri nulla con il corno letame. La sua amica, in gioventù ha mangiato sempre verdura proveniente da campi concimati con il letame, dove veniva fatta regolarmente la rotazione agricola, dove la terra non veniva sfruttata fino a renderla sterile e lo sa bene che la verdura prodotta in questo modo è fantastica. Ma questa sua amica non crede alle cazzate.

30 Apr 2012 | ore 18:55

Direttore ma in un campo convenzionale o semplicemente biologico a ma è dovgiare un asparogo appena sterrato ci è mai stato per fare un confronto e dire che la bontà è dovuta al cornoletame?
Alessandro, scusami ma fai molta confusione come al solito e visto che di queste cose abbiamo già discusso ti copio-incollo un mio commento di allora:

Nelle pratiche tradizionali può esserci qualcosa di fondato che la scienza non sa ancora spiegare e altre pratiche che invece sono già spiegabilissime in termini scientifici. Ho ricordato che nelle pratiche biodinamiche il sovescio e la rotazione colturale, che non hano inventato ne Steiner ne Pfeiffer, hanno un loro fondamento scientifico e sono spiegabilissime. Se uniamo a questo il fatto che i migliori produttori biodinamici sono in regioni storicamente tra le più vocate alla viticultura e in alcuni casi in maison secolari possiamo separare il grano dal loglio cioè si possono isolare gli effetti reali da quelli illusori ed evitare che qualcuno si arricchisca vendendo cornoletame o acqua fresca.

30 Apr 2012 | ore 18:57

Alessandro l'omeopatia è una burletta. E Steiner si è ispirato proprio all'omeopatia. Infatti uno dei problemi del cornoletame è che viene sparso in diluizioni omeopatiche non nelle quantità in cui lo spargerebbe un contadino normale.

30 Apr 2012 | ore 19:05

Io non dico che è il corno-letame, io dico che solo dieci giorni prima ero stato da Crippa dove ho mangiato tra le molte verdure un asparago proveniente dall'orto e coltivato non so con quale metodo e questo degustato in diretta nel campo mi è sembrato più buono.
Acquisto abitualmente le verdure a San Teodoro il sabato e la domenica, tutta roba che viene direttamente dalla campagna, ma questa di Vallefredda è più buona.
Gli astri?
La buona volontà del coltivatore?
Il terreno vulcanico?

30 Apr 2012 | ore 19:21

Carmine, lo ricordavo, per filo e per segno... sono sempre gli altri a fare confusione ;) potrei rispondere che talvolta si è anche un po' ottusi e dopo di che tornare a cerbottane e fionde, correre gioiosamente nei canneti (ce ne fossero ancora) per gare fanciullesche... Il solito vizio delle bande che mi diverte pochissimo, lascio correre io e la mia confusione... mi ritiro in buon ordine su un copione già scritto... ;)
Peccato!
Ps l'omeopatia è una burletta, peccato che venga riconosciuta ufficialmente dalla scienza... per quello la citavo... e non parliamo della psicanalisi ;)
Va beh... continuiamo così... facciamoci del male, diceva un tale :D
Passo e chiudo...
Ciao A

30 Apr 2012 | ore 19:21

Ma di che parli Alessandro? L'omeopatia riconosciuta dalla scienza? E da quale quella del tuo condominio?
Mi linki un sito dove trovi tali affermazioni?
Direttore pur essendo il tuo palato finissimo, come tutti i palati può essere influenzato da altri fattori. Per affermare cgli asparagi che quegli asparagi sono superiori ad altri bisognerebbe fare un test alla cieca!

30 Apr 2012 | ore 20:15

guarda mi interessa pochissimo fare polemica, ma c'è anche una legge europea che la riconosce e vari corsi di laurea nel mondo... c'è persino una sentenza della cassazione che abilita all'esercizio dell'omeopatia solo i laureati in medicina... E non nel mio condominio... Ma come parli??? ;)
Ciao A

30 Apr 2012 | ore 20:37

Riguardo l'omeopatia, Alessandro, la sentenza della cassazione o la legge europea non riconosce che sia una scienza. Prendi un qualsiasi medicinale omeopatico e vai a farlo analizzare per vedere cosa c'e' dentro, troverai delle grandi sorprese :)

Riguardo il resto, che poi e' il topic principale del post, sono d'accordo con Carmine, poi insomma non voglio convincere nessuno; quello che intendo dire e' che correlation does not imply causation, se l'asparago e' buono non e' detto che sia dovuto al corno letame, ecco, tutto qui.

30 Apr 2012 | ore 20:46

Nessuna delle cose che dici suffraga la tua affrmazione precedente. La comunità scientifica inetrnazionale non riconosce l'omeopatia come efficace. Ci sono centinaia di studi che dimostrano che i suoi effetti sono analoghi al placebo. Basta leggerti la voce homeopathy su wiki dove ci sono una serie di link che ti chiariscono meglio le cose. E poi sarei io l'ottuso!;-)

30 Apr 2012 | ore 20:46

a me del cornoletame mi importa poco o niente, come dell'omeopatia del resto... ma quello che mi importerebbe è capire perché quella roba li è spesso più buona... semplice, semplice e come dicevo prima se anche fosse solo un metodo per lavorare con maggiore cura e se loro fossero una setta come gli shaker, che significa? I mobili degli shaker li trovo bellissimi ed è innegabile che con martello e sega ci sappiano fare;)
carmine non ti ho mai dato dell'ottuso, ho detto che avrei potuto ragionare così, ma non mi interessava, tu invece hai detto che faccio (sempre) confusione e che era nel mio condominio... non mi piace, sono in tutt'altro mood in questo momento, dovresti saperlo ;)
ciao, ciao A

30 Apr 2012 | ore 20:58

Ho sentito parlare di Carlo Noro, spero veramente di conoscerlo quanto prima, ha tutta la mia stima quell'uomo. Quell'insalata è stupenda, se il sapore è come l'aspetto sarà paradisiaca :-)

Firmato una che crede nella biodinamica, nell'astrologia, nell'omeopatia e in un sacco di altre sciocchezze.

30 Apr 2012 | ore 21:17

Parliamo del vino? E' più buona semplicemente perché le rese sono più basse, maggiori cure in vigna,etc..Del resto anche tu sai che pur praticando un agricoltura non convenzionale , ad esempio Valentini se ne impipa del cornoletame e di Steiner.E poi vogliamo adottare un criterio un po' più oggettivo? La butto lì: i vini con i punteggi più alti delle guide,che percentuale è da agricoltura biodinamica?

30 Apr 2012 | ore 22:31

La biodinamica e' purtroppo una favola, al pari dell'omeopatia.
Si puo' essere incuriositi dal fatto che spesso si trovano buoni i prodotti 'biodinamici'. Ma proprio buoni.
Ma si tratta (probabilmente) solo del fatto che i produttori che credono in queste favole sono perlopiu' fra quelli che tengono in gran conto la qualita', che ottengono ne piu' ne' meno con le tecniche tradizionali usate insieme alle favole (statisticamente, e' un 'selection effect').
PS: non so per la biodinamica, ma almeno la passione per l'omeopatia e la 'medicina alternativa' in generale tende a passare in fretta non appena si deve affrontare una malattia seria, Steve Jobs uno dei recenti famosi esempi.

30 Apr 2012 | ore 23:17

che vuol dire rese più basse? perché se parli in senso tecnico, non è che i biodinamici facciano necessariamente portare alla vigna meno uva, se dici che producono meno bottiglie, beh è vero...
Cmq io non parlo solo di vino, ma di verdura, di carne, di riso, di formaggi e latte... Il latte da allevamenti biodinamici è incredibile, quello tedesco è fulminante in questo senso... Lo so benissimo che Francesco Paolo Valentini se ne impipa alla grande della biodinamica, come Josko o mille altri, mica dico che sia la sola maniera per produrre bene... Dico solo che in parecchi di quel mondo producono benissimo, grazie a quella metodologia... E che questo mi pone dei dubbi, troppi per paragonarlo al barbanera, poi se mi dimostrate che in tanti grazie alle previsioni dello zodiaco mietano successi su successi, inizierò a farmi delle domande sull'oroscopo... e sia chiaro non ci ho mai creduto nello zodiaco ;)
Ultima cosa la carne macinata trattata con l'ammoniaca per debellare l'e-coli è scientificissima ma mi sembra una porcata... Il buono e cattivo si annida ovunque ;)

30 Apr 2012 | ore 23:32

Purtroppo nei commenti un blog è dofficile approfondire. Il latte, le uova, la carne. Volevo limitarmi al vino per semplificare. Ma quanti vini biodinamici che erano delle vere ciofeche ai bevuto? La scienza non è cattiva o buona in se è l'uso che si può fare di una scoperta scientifica che può essere giusto o sbaglaito.

30 Apr 2012 | ore 23:42

d'accordo... ho bevuto parecchi vini biodinamici capivi, anche biologici, naturali... ma molti di più convenzionali, perché sono di più... su una cosa però siamo d'accordo i mezzi sono neutri, è il loro uso che è buono o cattivo, sempre! Per cui non mi basta dire che la biodinamica è una fesseria e basta! ;)
ciao A

30 Apr 2012 | ore 23:45

La scienza è neutra, la biodinamiica fesseria era e fesseria resta. ;-)

30 Apr 2012 | ore 23:58

Ma l'ufficio d'igiene del mandamento proprio non ha nulla da dire?

01 Mag 2012 | ore 00:21

Trovo interessante la spiegazione dell'alta qualità: si vede che quei fessi che applicano la biodinamica ci tengono alla qualità...
Così può ragionare solo un monsignore di curia.

01 Mag 2012 | ore 00:35

.... Una volta la verdura coltivata in modo naturale, bio o che altro, aveva almeno qualche ammaccatura, era un po' più piccola dell'altra, ecc.. Com'è che da quando è diventata di moda, è diventata più grossa e sana, direi perfetta ,ancora di più di quella "convenzionale? Le coincidenze mi sembrano sospette ( il mio è un discorso generale, non si riferisce all'agricoltore dell'articolo che non conosco).

01 Mag 2012 | ore 16:43

ma perché perdere tempo discutendo se le teorie steineriane siano cazzate o no? facciamo delle belle degustazioni alla cieca su biodinamici e no e poi parliamone (temo però che dopo l'esito assai poco resterà da discutere).

01 Mag 2012 | ore 23:12

il problema di questo genere di discussioni è che Carmine e Bressanini ragionano in termini scientifici mentre Bocchetti e Bonilli in termini più che altro emotivi.
il fatto è che scientificamente il corno-letame non ha senso e quindi ovviamente Carmine e Bressanini lo definiranno sempre come una bufala.
ma questo non significa, al contrario di come erroneamente hanno capito Bocchetti e Bonilli, che le verdure di questo signore non siano tra le più buone che abbiano mai assaggiato.
cioè una cosa non va in antitesi con l'altra, quindi nessuno mette in dubbio la credibilità del loro assaggio.
io ci credo che le verdure assaggiate da Bonilli siano fantastiche.
il corno-letame può essere una bufala ma allo stesso tempo queste verdure possono essere buonissime.
questo perchè nella coltivazione di un terreno ci sono "n" fattori da tenere in considerazione, che possono portare a differenze sostanziali sul risultato finale, e tra questi "n" fattori il corno-letame potrebbe non centrare assolutamente nulla. solo che essendo molto emozionale ed evocativo, attira l'attenzione su di sè, senza che vi sia alcun fondamento scientifico a convalidarlo.
"fondamento scientifico" significa nient'altro che fatti derivanti da uno studio accurato della situazione.
cioè, per sostenere che l'incidenza del biodinamico sia fondamentale sul sapore finale delle verdure, bisognerebbe fare una prova comparativa tra le stesse verdure, coltivate nello stesso campo, nello stesso periodo, con la stessa accuratezza, dalla stessa persona, senza il corno-letame, raccolte nello stesso momento, immagazzinate nello stesso modo e assaggiate nello stesso identico momento e cucinate nello stesso identico modo.
solo a quel punto si potrebbe parlare di benefici del corno-letame.
io dico, esiste uno studio che certifica questo? Bonilli e Bocchetti hanno mai fatto una prova del genere?
io non credo, mentre per esempio la comnunità scientifica probabilmente si. ed è per questo che la comunità scientifica lo definisce una bufala, e non perchè si diverta a farlo.
quando si analizza un tecnicismo, bisogna farlo dal punto di vista tecnico e non da quello ideologico.
"quelle verdure sono buonissime" scientificamente significa tutto e niente, perchè se non analizzi tutto il resto del contesto puoi arrivare a delle conclusioni completamente sbagliate, tra l'altro spesso deviate dal nostro inconoscio emozionale.
ma immaginatevi se la medicina dovesse ragionare così, cioè se uno dovesse curarsi perchè "il mio vicino di casa ha preso quel farmaco ed è guarito", praticamente si genererebbe danni incalcolabili e wanna marchi sarebbe uno dei primari più stimati dell'universo :-)

01 Mag 2012 | ore 23:16

E' buffo, io non ho mai parlato di biodinamica.
Poi mi è capitato di andare a Vallefredda e lì ho fatto il mestiere del giornalista, ho raccontato una storia poi ho anche assaggiato degli asparagi e dell'insalata.
Io assaggio da tanti anni molti prodotti siano essi verdure, carne, salumi, pane, dolci e ho un buon palato.
Ho detto che le verdure assaggiate erano tra le più buone, corno o non corno, e tutti si sono messi a spiegare perché si o perché no senza sapere cosa io ho mangiato ma avendolo solo visto in fotografia.
Un metodo assolutamente scientifico.
Io del corno-letame so quello che ho scritto, degli asparagi, invece, so molto e anche delle insalate.
Noto che per discutere della biodinamica sono scesi in campo molti e con toni accesi, quindi è un tema caldo che indigna gli scienziati e di contro indigna i biodinamici.
Ma il tono?
Il ditino alzato?
Gli ammonimenti degni di un asilo?
Ma è così che discutono gli uomini di scienza, basta un corno per mandarli fuori giri?

01 Mag 2012 | ore 23:39

mi scusi Bonilli, con tutto il rispetto, ma uno che nel suo blog scrive un post intitolato "E' la biodinamica, bellezza" e poi arriva a una conclusione del tipo (sue testuali parole)
"Mentre camminavamo per il campo Noro ha raccolto alcuni asparagi che abbiamo mangiato immediatamente: esperienza da fare assolutamente per cogliere la diversità dei due mondi, il biodinamico e il tradizionale"
è ovvio che stia:
1) parlando di biodinamica
2) dando per assunto che ci sia una differenza tra biodinamico e tradizionale e che questa differenza sia qualitativamente a favore del biodinamico

quindi lei ora non può dichiarare (ancora sue testuali parole)
"E' buffo, io non ho mai parlato di biodinamica."

capisco che da esperto giornalista sia più che abile a giocare con le parole, ma in questo caso la presa in giro mi sembra un tantino troppo palese per passare inosseravata :-)

cioè se si vuole parlare di un argomento parliamone altrimenti lasciamo perdere a priori....e vissero tutti felici e contenti.
ma non stiamo qui a prenderci in giro!

02 Mag 2012 | ore 00:00

Dal 2004 non ho mai parlato di biodinamica, caro maestrino.
Vado nel campo e mangio un asparago e, corno o non corno, lo trovo buonissimo.
Guarda caso una settimana prima avevo mangiato un asparago da Crippa, un grande cuoco che ha un orto che rifornisce il ristorante di verdure incredibilmente buone, e scrivo il mio giudizio.
Corno o non corno l'asparago di Vallefredda era buonissimo.
Qui siamo a discutere se io, che sicuramente provo in un anno molti ristoranti e cibi in tutto il mondo, non solo a Roma o in Italia, rispetto a tutti coloro che hanno scritto, posso dare un giudizio di merito e comparativo su un asparago senza per questo essere definito un discepolo della biodinamica.
E chi mi fa la lezioncina non ha mangiato l'asparago in questione.
Chi è ridicolo e sta prendendo in giro i lettori?

02 Mag 2012 | ore 08:00

forse dovrebbe leggere meglio prima di rispondere, infatti nel mio primo intervento non ho assolutamente messo in discussione il suo giudizio sull'asparago - non avendolo assaggiato sarei un pazzo a farlo - né le sue competenze in merito, né la sua esperienza su assaggi e ristoranti, quindi non capisco che senso abbia scrivere "E chi mi fa la lezioncina non ha mangiato l'asparago in questione.", visto che io non sto proprio parlando di quello, anzi l'ho preso per buono senza discuterlo.
mi sono limitato a commentare ciò che lei ha scritto "esperienza da fare assolutamente per cogliere la diversità dei due mondi, il biodinamico e il tradizionale" e visto che scientificamente non esiste uno straccio di prova su questa differenza, mi sembrava una dichiarazione come minimo molto discutibile.
l'asparago in questione resterà buonissimo, ma il biodinamico e il cornoletame - a cui ha dedicato molte righe di spiegazione LEI e non io, quasi osannandolo - potrebbero non c'entrare assolutamente nulla.
è plausibile pensarlo oppure poichè lei si vanta di essere stato in tutti i ristoranti del mondo allora dobbiamo accettare ogni sua idea, anche quelle scientifiche senza alcun supporto scientifico?

02 Mag 2012 | ore 08:28

Boh, sono sempre più basito... Noto con dispiacere che ragionare su certi argomenti (ovunque) è veramente difficilissimo... Facciamo la conta, scegliamo le squadre e giù botte da orbi. La cosa mi ha veramente stancato e me ne tiro fuori, per questo penso sempre più spesso all'urgenza di fare qualcosa per uscire da questo stallo...
Però c'è una cosa che non sopporto e che non posso lasciare passare: il farmi dire cose che non penso. Non dico
1) semplicemente non sopporto il liquidare una cosa come una fesseria in presenza di risultati certi, neanche l'effetto placebo delle goccine d'acqua e liquidabile così
2) del cornoletame, semplicemente me ne fotto! Ma non capisco perché ogni volta che si parla di biodinamica si tira fuori questo e non sovescio, letame, rotazione ecc... O forse lo capisco sin troppo bene ;)
3) quelle verdure sono buonissime, non significherà niente scientificamente, ma chi se ne importa, non si ragionava su base scientifica, ma su un piano empirico e ermeneutico.
Ultima cosa, a me non interessa il blasone di ognuno di noi, il mio gira tot ristoranti e bere tot bottiglie di vino, mi interessa molto di piu che la mia mamma, solida casalinga attenta al denaro e ai saperi, volesse solo quelle mele che gli avevo portato dal viterbese coltivate anche grazie al preparato 501... Perché "hanno un altro sapore"... Da witgestein in poi l'estetica non è piu delle élite :D
3) sai perché non ho portato prove scientifiche? Perché non mi importa. Non parlavo di quanto la biodinamica sia una scienza, ma mi ponevo il problema di capire come mai alcune delle cose migliori che io abbia mai mangiato o bevuto vengano da quella cultura.

02 Mag 2012 | ore 09:15

Ieri ho cucinato una parmigiana di melanzane strepitosa mentre indossavo un cappello rosso. E' quindi ovvio che sia stato il cappello rosso a farmele fare così buone. Chissenefrega delle spiegazioni scientifiche, mi basta che siano buone. Quindi è merito della "cappellorossodinamica", di che cosa stiamo a discutere? Basta che siano buoe no?

02 Mag 2012 | ore 10:27

rispondo punto per punto
1) come ho già spiegato non metto in discussione i risultati certi, ma la loro correlazione con le pratiche biodinamiche (l'esempio di Dario del cappello rosso è perfetto)
2) tu puoi fottertene ma non si può parlare di biodinamica senza corno-letame, perchè è proprio una delle sue caratteristiche fondamentali, che lo differenzia dal resto.
infatti sovescio e rotazione non sono pratiche caratteristiche solo della biodinamica, ma ANCHE della biodinamica, e non ha senso invocarle come supporto della validità della biodinamica, perchè quelle sono pratiche che fanno parte di una qualsiasi buona agricoltura TRADIZIONALE.
sono state riprese dalla biodinamica, ma una cultura in cui si pratica la rotazione senza usare il corno-letame è un'agricoltura tradizionale, non biodinamica. ecco perchè si finisce a parlare di corno-letame, perchè sono proprio queste pratiche esoteriche a caratterizzarla e non il contrario.
3) stessa riposta del punto 1. le verdure saranno buonissime ma è la correlazione con le pratiche biodinamiche che manca, è quello che lo rende poco significativo
4) la risposta potresti trovarla in tutti gli altri fattori che andrebbero presi in considerazione al di là della teoria filosofica della forza vitale che emotivamente funziona molto bene ma scientificamente è già stata ampliamente smentita da chi quelle prove le ha fatte sul serio

02 Mag 2012 | ore 10:50

Stefano, quello che gli scienziati cercano di spiegare (ma evidentemente non ci riescono per colpa loro) è che BIODINAMICO = BIOLOGICO + PRATICHE ESOTERICHE tipo il rispetto dei calendari astrologici e l'uso di quei preparati interrati al solstizio e dissotterrati all'equinozio. Se sei una azienda biologica e in più usi (li compri solitamente) quei preparati CHE SONO OBBLIGATORI per avere la certificazione Demeter, allora puoi avere la certificazione.

02 Mag 2012 | ore 10:57

Dario, continuo a non spiegarmi evidentemente... Il cappello rosso non servirà a niente, ma se tu fossi veramente convinto che senza quel cappellino non sai cucinare le melanzane, e se usandolo di desse il vigore e l'emozione necessaria a farla... Per me faresti bene ad indossarla ;)
La cucina e l'enologia non è solo scienza, ma sempre più sensibilità ed emozione... Almeno secondo me ;)
Ciao A

02 Mag 2012 | ore 11:29

E infatti Alessandro questo non lo capirò mai: io quando compro un vino compro una bevanda. Non mi interessa (e non lo voglio pagare) comprare emozioni, suggestioni, visioni, racconti, paesaggi e tutto il resto.

02 Mag 2012 | ore 11:42

Alessandro, si può anche essere daccordo su quello che dici. Se tu per cucinare credi che indossando il cappello rosso ti venga tutto meglio ed in effetti è così per fatti emozionali tutto bene. Il problema è un altro: se ti metti a produrre cappelli rossi e a venderli dicendo che non è necessario seguire un corso di cucina ma semplicemente indossare il tuo miracoloso cappello rosso a me viene da pensare che dici una fesseria e che ti vuoi arricchire vendendo fumo. Biodinamica è un marchio registrato e detenuto da Demeter. Cioè io non posso scrivere biodinamico sulle mie verdure o sul mio vino se non pago la certificazione a Demeter.

02 Mag 2012 | ore 11:44

Beh io non penso che il vino sia solo una bevanda, e il cibo non sia solo mangime... Questo marca una differenza insanabile, per me il cibo è anche racconto e narrazione... Sia chiaro che la tua idea la rispetto, ma semplicemente non è la mia "cup of tea" :D
Carmine confondere la metodologia biodinamica con la logica commerciale di demeter, è come dire che ricerca di qualità e marketing sono una corbelleria perché le aziende che certificano l'Iso sono il solito magna magna... Demeter e biodinamica per me semplicemente non siano la medesima cosa...

02 Mag 2012 | ore 11:58

Alessandro o parliamo di emozioni o di metodologia. Che i fattori emozionali giochino un ruolo nella nostra vita e forse anche nell'agricoltura ci può stare. Ma che questi si possano poi ridurre ad una metodologia mi sembra strano e chi lo fa o tenta di farlo è un impostore come Steiner. Qui non stiamo parlando di una vita priva di emozioni stiamo paralndo di un signore che sostiene l'esistenza di un energia cosmica che attraverso i corni di una vacca entra nel letame e magicamente rende fertili i terreni. E queste Demeter o non Demeter sono fesserie che non lascerò mai passare per buone.

02 Mag 2012 | ore 12:11

Alessandro il cibo non è mangime, è ovviamente un'emozione, ma secondo me si sta rigirando il discorso. nessuno dice che Carlo Noro non dovrebbe usare il corno-letameo, lui può far quel che vuole, il problema nasce quando qualcun'altro vuole affermare che la bontà del suo prodotto sia strettamente correlato al corno-letame, mentre magari sarebbe meglio soffermarsi sulla passione personale che contraddistingue il suo lavoro.
io posso cucinare con il cappellino rosso e credere che mi porti fortuna, rientra nella mia sfera privata e sono ovviamente libero di farlo, ma se dico agli altri che per cucinare bene devono usare il cappellino rosso, capisci che sto dicendo una cosa senza senso?

02 Mag 2012 | ore 12:15

per la prima volta sono completamente d'accordo con Carmine, sono quasi preoccupato :-) credo che sia reciproco :-)

02 Mag 2012 | ore 12:18

Carmine lo so di dire una cosa che non vi piace, ma per me il cibo, il vino, il mondo sono narrazione ed ermeneutica...
Gianluca, se i miei adepti usando un cappellino rosso, applicassero metodologie valide, friggessero con l'olio giusto le melanzane, usassero le melanzane azzeccate, il pomodoro giusto ecc. Per me va bene! Questa è la differenza che rende diversa la sintesi, per voi il fine ultimo non è il risultato, che trovate persino volgare, ma il metodo con cui ci si arriva ;)
Ciao A

02 Mag 2012 | ore 12:49

Alessandro che il risultato sia importante lo penso anch'io ma davvero credi che il biodinamico dia sempre risultati migliori? Lo ha detto anche tu fa biodinamico DRC ma ci sono anche schifezze di vino biodinamico. Allora, forse la risposta è da ricercare altrove?

02 Mag 2012 | ore 12:54

Beh ma le schifezze ci sono ovunque... Se dovessimo ragionare così il vino convenzionale o il cibo industriale è una porcheria per antonomasia... Vuoi mettere quante schifezze ci stanno in quei campionati? :D
Ciao A

02 Mag 2012 | ore 13:02

in realtà per me il fine ultimo è assolutamente il risultato, e il risultato si ottiene con pratiche che solitamente sono tutte razionalmente spiegabili e non esoteriche.
infatti "e i miei adepti usando un cappellino rosso, applicassero metodologie valide, friggessero con l'olio giusto le melanzane, usassero le melanzane azzeccate, il pomodoro giusto ecc. Per me va bene!"....anche per me va bene!
ma vedi che non è il cappellino rosso a dare i risultati, ma tutto il resto, ossia la buona cucina tradizionale, che tradotti in termini agricoli equivarrebbe ad una buona agricoltura tradizionale....e non a quella esoterica. questo voglio dire.

il confronto con te Alessandro è comunque sempre molto piacevole ;-)

02 Mag 2012 | ore 13:20

E scusa dove avrei detto che il merito è tutto del cornoletame? Continuate a guardare il dito e dimenticare la luna...
Ciao A

02 Mag 2012 | ore 13:39

l'ho già spiegato sopra, non si può identificare la biodinamica con le buone pratiche di cultura tradizionale da essa utilizzate. ed è infatti per me quello l'unico motivo per cui la biodinamica può portare ad ottimi risultati, ossia la buona messa in pratica delle norme tradizionali, che le coltivazioni intensive non praticano.
e infatti questo scientificamente è spiegabile.
ma a quel punto parliamo di buona agricoltura e di cattiva agricoltura, la biodinamica non c'entra nulla.
la biodinamica si differenzia dal tradizionale proprio per le sue pratiche esoteriche, tra cui preparati, cornoletami, calendario astrologico, irrigazione circolare, ecc...ecc.....e se quindi vogliamo fare un raffronto tra biodinamica e tradizionale dobbiamo farlo unicamente sulle differenze e non tra le similitudini, altrimenti che senso ha?
tutte le pratiche esoteriche sono "il cappellino rosso", il resto sono solo buone pratiche di cultura tradizionale, che dovrebbero seguire tutti.

02 Mag 2012 | ore 13:55

Alessandro, ma la biodinamica E' DEMETER, e' un MARCHIO REGISTRATO, non puoi chiamarti biodinamico se non sei certificato. Non puoi scindere le due cose eh....

02 Mag 2012 | ore 14:31

Dario, scusami ma dici una sciocchezza... Prova a chiamare il goethenaum e chiedigli se per essere biodinamico devi essere certificato demeter... Di che stiamo a parlà? Madame leroy, drc, dugat lu, leflaive, ecc. Sono assolutamente biodimanici na mica certificati demeter....
Ciao A

02 Mag 2012 | ore 14:50

Passatemi la provocazione...
“L’uomo magico è esposto al rischio della labilità nelle sue solitarie peregrinazioni, allorché la solitudine, la stanchezza connessa al lungo peregrinare, la fame e la sete, l’apparizione improvvisa di animali pericolosi, il prodursi di eventi inaspettati ecc., possono mettere a dura prova la resistenza del ‘ci sono’. L’anima andrebbe facilmente ‘perduta’ se attraverso una creazione culturale e utilizzando una tradizione accreditata non fosse possibile risalire la china che si inabissa nell’annientamento della presenza” :D
Ernesto De Martino

02 Mag 2012 | ore 15:23

Chissà se anche il mago Otelma è "certificato" da qualche serissimo ente autoconvocato e autoproclamato.

Questo solo per dire che di misteriosi enti pronti a certificare qualsiasi baggianata è pieno il mondo.

02 Mag 2012 | ore 15:29

Alessandro, ermeneutica a parte non ti seguo più. A perte che io di De Martino do una lettura completamente opposta alla tua, ma è chi sostiene che l'agricoltura biodinamica da risultati migliori dell'agricoltura convenzionale a dover spiegare perché. Sei stato tu a dire: "forse il cornoletame non c'azzecca ma molto spesso i prodotti biodinamici sono i migliori" allora perché se il metodo biodinamico funziona non funziona sempre ed escono fuori le schifezze? Forse la cosa si spiega che anche tra gli agricoltori biodinamici ci sono quelli bravi e quelli meno ma mentre dei primi si parla sempre dei secondi nessuno parla? Io non ho detto che l'agricoltura convenzionale è superiore ma che è fatta da pratiche spiegabili in termini scientifici e riproducibili qui ed in qualsiasi luogo del pianeta. E poi sei sicuro che sia Dario a dire sciocchezze? Credi che bisogna chiamare il goethenaum per saperlo, inetrnet fa disinformazione?

02 Mag 2012 | ore 15:36

Boh... Probabilmente dico sciocchezze io... Ma far coincidere biodinamica e demeter è una semplificazione eccessiva... Per carità sempre secondo me...
Non so quale lettura tu dia di de Martino... Ma perché sei così certo che sia differente? ;) coltivo il dubbio come stile...
Ciao A

02 Mag 2012 | ore 15:42

Scusa, ma il dubbio lo coltivi col metodo tradizionale o biodinamico? :-P

02 Mag 2012 | ore 17:23

ben vengano i dubbi ma quelli si possono avere riguardo argomenti spirituali che non saranno mai dimostrabili, come può essere la religione, la fede in un Dio, l'astrologia, i sentimenti, ecc.... ma sulle proprietà di un asparago o di un pomodoro è difficile avere dei dubbi che vadano oltre le prove concrete, perchè stiamo parlando di materia e non di spiritualità

02 Mag 2012 | ore 17:42

Mi incuriosisce l'asparago solo soletto. Intendo dire senza il fusto della cosiddetta "asparagina".
Cerco di spiegarmi: sono abituato a cogliere asparagi selvatici e l'indizio è sempre la presenza dell'asparagina perchè intorno alla pianta si colgono gli asparagi che sono, credo, i germogli cresciuti del fusto sotterraneo. Quindi la curiosità di sapere se c'è un fusto sotterraneo che germoglia senza la presenza della pianta in superficie mi incurisisce molto. Magari ho detto una sciocchezza. Chiedo perdono.

02 Mag 2012 | ore 19:42

A me sembra una stronz... colossale... contento lui...

basterebbe tornare all'agricoltura degli anni 50 con la vegetazione autoctona, andrebbe già bene senza tutte queste follie

02 Mag 2012 | ore 19:48

Alessandro: "The word “Biodynamic” is a legally registered trademark that is he ld by the
Demeter Association and must be followed by the registration mark “®” when the word
Biodynamic is used to distinguish or identify a product, process or thing, for example:
Biodynamic® Carrots."

http://www.biodynamics.com/pdf/Biodynamic_r_CB060720.pdf

Io mi documento prima di dire delle cose. Se poi voi enoappassionati usate il termine in forma "libera" è un'altra questione. LEGALMENTE il termine è un marchio registrato che vi piaccia o meno

02 Mag 2012 | ore 20:28

'byodinamic con la r cerchiata è un marchio registrato da demeter la biodinamica no! Ps Di solito mi informo anche io :D
Ciao A

02 Mag 2012 | ore 21:39

Carmine la questione la conosco benissimo e se leggi su intravino risposte di fior di produttori biodinamici che dicono di non entrarci nulla con demeter..,

03 Mag 2012 | ore 00:14

Alessandro, ho come il sospetto che tu faccia finta di non capire: è ovvio che nella tua terra tu possa fare quello che cavolo vuoi ma se vuoi scrivere BIODINAMICO in etichetta devi pagare la Demeter che altrimenti, essendo biodinamico una marchio regstrato può adire le vie legali.

03 Mag 2012 | ore 07:14

esatto è come dice Carmine.
è ovvio che ognuno può dire quel che vuole, anche io posso dire di coltivare il mio orto biodinamico pur non facendolo, ma se vuoi vendere un prodotto marchiato biodinamico legalmente devi pagare la Demeter e usare i loro preparati esoterici e tutte le loro procedure, altrimenti niente marchio.
Byodinamic è un marchio registrato.

03 Mag 2012 | ore 08:53

Ma allora anche mio nonno che metteva il letame ( senza corno) nel terreno era un precursore del biodinamico. Ed era tutto buonissimo......

03 Mag 2012 | ore 10:36

Interessantissimi questi commenti a questo post.
Peccato che dopo averli letti tutti (anche quelli di Anonymous) non abbia capito UN CAZZO.

L'unica cosa che ho capito è che stasera mi mangio un bel piatto di asparagi conditi con del CORNOLETAME!!!!!

03 Mag 2012 | ore 16:20

Che cornoletame (!!) usi? Io solo quello di Unicorno del Burundi. Sennò, che gusto c'è?

P.S. Strana coincidenza: qualche giorno fa il Corrierone vantava non so quale prodotto (vino? formaggio? Non ricordo) prodotto da una "ex manager" -te pareva!- che usava anche lei il cornoletame. Che ci sia un 'azione di marketing virale in atto? Vuoi vedere che tra qualche tempo troveremo il cornoletame DOC sugli scaffali della Coop/Auchan/Slunga/Iper etc. etc? In comode confezioni monodose da usare su balcone di casa.
Mmm, ci sarebbe da farci un pensiero; forse c'è un mercato.

03 Mag 2012 | ore 22:29

Due idioti come voi non possono che scrivere uno dopo l'altro, tirarsi la volata e fare battute da idioti.

04 Mag 2012 | ore 11:12

Tristano è il gendarme del sito.
Stucchi è l'unico simpatico, oltre al direttore, ovviamente.
Tristano, fatti un piatto di cornoletame, vedrai che ti passa la carogna, sfigato.

04 Mag 2012 | ore 14:21

Il solo fatto che il cornoletame e la biodinamica abbiano stimolato 75 commenti in 4 giorni è già un successo...non so se sia più facile stare dalla parte dei detrattori o da quella opposta, so di certo che mi risulta difficile trovare un blog in cui ci sia un accanimento così forte pro o contro uno stimolo. Mio nonno coltivava un orto di dimensioni considerevoli, probabilmente non del tutto bio (ci è morto un mio coniglio per aver mangiato delle foglie di melanzana con verderame), ma certamente le piante erano coltivate con cura, rispettando il ciclo naturale delle stagioni, senza fretta. E ricordo i suoi pomodori, carnosi, rossi, saporiti, con la pelle sottile, non troppo acquosi, su cui bastava un pizzico di sale, come i più buoni mai mangiati!

04 Mag 2012 | ore 17:34

Gentili tutti,
personalmente avevo molti pregiudizi su quello che fosse Biodinamico in generale, dall’agricoltura, all’allevamento...alla viticoltura(mio più grande interesse).
Ne ero spaventato, non penso, c’erano produttori (di vino di una certa grandezza, che avevano una selezione particolare da agricoltura biodinamica) che ne facevano chiave di un marketing, probabilmente si, ma insomma tutta questa storia non mi tornava, fino a quando...incontro anche io il mio “Carlo Noro”. Sento parlare di armonia e di luna, di cicli e di stagioni, di biodiversità ed equilibrio...A parte il termine “biodiversità” mi veniva in mente mia nonna, che ancora oggi, mi racconta della sua vita in campagna da giovane insieme alla sua famiglia.
Steiner è stato un uomo che, a suo tempo, ha voluto teorizzare con un approccio più “professionale”, se non vogliamo usare il termine “scientifico”, quello che era il ritmo delle stagioni e le pratiche di agricoltura riunendo questi grandi insegnamenti orali e dandogli un ordine.
Oggi purtroppo anche alcuni piccoli contadini, in qualche modo, sono stati indottrinati dall’industria chimica che il modo “di una volta” era sbagliato, forse perchè non c’erano interessi...molto più interessante era invece creare una dipendenza dai loro prodotti (sto continuando a parlare di agricoltura, allevamento e viticoltura); pensate ora in grande, ai frutti dell’ industrial “Green Revolution”, sisi quelli che sfamano milioni e milioni di persone e quelli che coltivano e coltivano altrettanti malati diabete di tipo 2.
Bene ora che abbiamo visto un paio di esempi, e considerando che non stiamo parlando di “prodotti chimici sistemici” (che penetrano dentro la linfa delle piante drogandole e che persino, a volte, ci entrano pure in bocca) ma che si sta parlando di un prodotto umificato dai microorganismi della terra, i quali sussistono solo, e dico solo, grazie ad una agricoltura “responsabile”, che problema avete contro questo? potete ancora credere alla favoletta dell’indottrinamento scientifico che dopo gli anni 50 ha pervaso il mondo agricolo, per carità, a voi la scelta più responsabile.
Chi mi ha raccontato qualcosa oltre al velo di maya, che ci chiude e distrae gli occhi, mi ha cambiato la vita, e sinceramente, sapete che vi dico? si sta molto meglio...

04 Mag 2012 | ore 23:10

Laura di rame in agricoltura biologica se ne usa molto di più che in agricoltura biologica perché non si possono usare altre sostanze:
http://www.gazzettagastronomica.it/2011/sicurezza-alimentare-agricoltura-biologica/

04 Mag 2012 | ore 23:14

ovviamente "che in agricoltura convenzionale"

04 Mag 2012 | ore 23:48

Il biodinamico è un’industria come un’altra; è questo che vogliono sottolineare Bressanini e Capacchione quando ricordano che si tratta di un marchio registrato.
Una industria dei sogni, che non delude chi crede che comprando quei prodotti si compra anche una parte di magia, e si sente riconfortato nell’immaginario di una agricoltura idilliaca, una agricoltura che pobabilmente non è mai esistita in questi termini (la biodinamica stessa è un’invenzione piuttosto recente).
Contrasta con il fatto che invece essa sia sempre stata una lotta per selezionare ed estrarre un prodotto, quel prodotto, con il buon uso di tempo e tecniche; e in parte, offende anche questo lavoro, chiaro e alla luce del sole.
Non so chi possa considerare con buonsenso il trattamento omeopatico di un terreno con il cornoletame una buona tecnica; non bastano dieci anni di trattamento intensivo con sterco diluito per rendere così fertile un terreno. Bisogna ricostruirne la storia, sapere se e come era coltivato in precedenza, partendo dalla bontà di quell’asparago, e solo attraverso questa storia capirne le ragioni, o le cause.
La biodinamica da un’immagine irreale di quello che è da sempre il lavoro dell’uomo, che sfrutta e consuma le risorse del proprio ambiente; però rasserena, questo si, da paure irrazionali e più o meno giustificate, che ciò che mangiamo sia sempre puro e naturale, e non stressi o scombussoli l’ordine del cosmo.

05 Mag 2012 | ore 12:26

infatti, nessuna base scientifica
stupidaggini esoteriche

tuttavia in aggiunta, cosmetica e ininfluente, a una buona pratica, una buonissima pratica e tante altre cose buone giuste e fondate scientificamente

in una battuta, secondo me, si può dire che i biodinamici predicano male e razzolano bene

insomma, ottimi risultati perché amano e rispettano la natura, nonostante le stupidaggini esoteriche e zodiacali della pseudo-scienza del cialtrone Steiner

06 Mag 2012 | ore 15:13


A chi non crede alla biodinamica
posso suggerire di non visionare
chi fa questi prodotti ma di lavorci.

E' un'esperienza impagabile

Pietro

06 Mag 2012 | ore 21:26

UN asparago UNO non mi sembra un grande campione statistico. Anzi, mi sembra sospetto, perché anche gli asparagi selvatici che ogni tanto compaiono in giardino (spontanei, e senza dinamizzazioni & biodinamizzazioni & danze rituali al chiar di luna piena & merda incornata) crescono sempre in colonie. Sarà mica OGM quel triste asparago solitario? :-)

06 Mag 2012 | ore 23:01

Gli altri li ho mangiati il giorno dopo, alcuni si vedono nella cassetta, basta osservare le foto.
Certo che la biodinamica vedo che fa molta impressione alle persone colte...

06 Mag 2012 | ore 23:26

non è che fa impressione, fa solo completamente ridere :-)

nico ha sintetizzato bene
"in una battuta, secondo me, si può dire che i biodinamici predicano male e razzolano bene
insomma, ottimi risultati perché amano e rispettano la natura, nonostante le stupidaggini esoteriche e zodiacali della pseudo-scienza del cialtrone Steiner"

in pratica, eliminando la parte ridicola della biodinamica, quello che resta è una buona agricoltura, attenta e rispettosa del terreno. ecco perchè i prodotti sono buoni.

un'agricoltura che potrebbero fare tradizionalmente tutti, senza biodinamica.

07 Mag 2012 | ore 09:39

Idees recues.
C’è qualcosa di più stupido di certe frasi in cui è inserito il “rispetto della natura”? Diamolo per scontato, non vuoi essere avvelenato: ma non vuoi neanche lasciarti morire di fame, o farti dissanguare da tafani e zanzare come un bramino. E non vuoi che il tuo raccolto sia devastato da altre miriadi di insetti, o di funghi infestanti. Che sono la natura.
Allora il tuo rispetto è per l’essere umano. Ti da fastidio la distruzione per la distruzione, e sai che ciò che consumi (anche il bello di un paesaggio) può esaurirsi. Ma il campo e le bestie le curi e fai che siano quelli perché ti danno da mangiare, e ciò che chiami rispetto è solo un difficile equilibrio tra ciò che hai preso oggi e ciò che vorrai prendere domani, e questo problema dovrebbe risucchiare tutte le tue energie e i tuoi sforzi. Il tutto poi proiettato su una scala che è quanto produci, e quanto andrà sul mercato.
Chiaro (per me) che la questione dei procedimenti è sempre la più importante (e rabbrividisco quando sento dire che quello che fai o predichi è un conto, tanto il risultato è sufficiente a sè stesso); efficacia vuol dire, tra l’altro, anche tempo speso bene per il risultato. Se portassi l’auto a riparare dal meccanico e mi facesse pagare anche il tempo impiegato nelle preghiere per il dio motore, credo cambierei comunque meccanico.
Non so quanto tempo ha a disposizione un contadino per coltivare il suo campo x, o il suo orticello y; ma se sapessi che per scacciare topi o insetti il suo tipo di pratica prevedesse anche il bruciarne i cadaveri e cospargerne le ceneri sui campi, beh è probabile che sarei molto scettico nel mettere in relazione qualità e costo del prodotto con qualità della tecnica.

07 Mag 2012 | ore 11:25

sono assolutamente d'accordo con quel che dici ma non credo che il rispetto della natura citato da nico si riferisse a quello, ma piuttosto al rispetto della natura finalizzata al rispetto per l'uomo, cioè se rispettiamo i tempi di cui un terreno ha bisogno per non essere massivamente sfruttato, per esempio con una corretta rotazione delle colture, allora probabilmente quel terreno ci fornirà dei prodotti migliori.
su tutto il resto che hai scritto sono d'accordo.

07 Mag 2012 | ore 11:48

Ma cosa c'è di più innaturale dell'agricoltura?

07 Mag 2012 | ore 20:13

Premessa, sono un contadino. Oggi sto raccogliendo le fave. stasera pianterò pomodori, insalate, melanzane, etc. La mia giornata è inizia alle 6.00 e finirà alle 20.00. Tutte sul campo per coltivare un prodotto sano, buono e bello. Prima di mettere a dimora le piantine le immergo in un bagno di 500 dinamizzato. Per me vuol dire un altra ora di lavoro, tanto serve per dinamizzare. Non credo di essere particolarmente credulone o stupido e non leggo gli oroscopi. Credo in quello che vedo e che produco. Vi garantisco che da quando uso i preparati biodinamici il mio terreno produce di più. Posso permettermi di non dare il rame ai pomodori, con vantaggio anche per i consumatori, il terreno e più soffice e non ha bisogno di troppe lavorazioni. Vengo dal biologico, ma l'attegiamento di molte aziende bio non mi convinceva. Parlo di quelle aziende che nella conversione hanno semplicemente cambiato i prodotti all'interno dell' armadio delle medicine.
Un unica preghiera, non conosco i sign. Bressanini e Capacchione e non conosco la loro attività ma è troppo facile ridurre tutto a "cazzate". Ultima cosa Demeter è una industria noi siamo dei semplici ortolani che cercano di fare al meglio il loro lavoro. Ora torno al campo e non vi aggitate non siamo noi quelli che tentano di fregarvi.

11 Mag 2012 | ore 15:17

Per la cronaca quando l'ortolano qui sopra dice che 'dinamizza', intende che passa un'ora a rimestare acqua.
La fisica ci dice che non cambia nulla di rilevante con questo processo. In fisica ci sono solo teorie e mai certezze assolute e si aspetta sempre il nuovo Einstein, pero' anche la gravitazione e' solo una teoria ma non si vede tanta gente saltare dal quinto piano quanto se ne vede rimestare acqua.
Quel che voglio dire e' che credere alle favole e' innocuo e pittoresco quando non costa altro che un'ora di tempo perso. Ma queste credenze in campo agricolo sono contigue a credenze in campo medico che sono molto piu' sinistre, perche' in quel caso per gli ingenui il costo e' la salute o la vita.
Io non mi stanco mai di consigliare la lettura del blog di Ben Goldacre
http://www.badscience.net/
e se uno crede ancora alla pseudoscienza dopo aver letto tutto, beh allora davvero non c'e' niente da fare...
E naturalmente l'ottimo Bressanini fa opera meritoria per la diffusione della cultura scientifica in campo alimentare in un milieu cosi' credulone e antiscientifico come quello italiano (anche se, a mio modesto parere, pure lui non e' esente da prese di posizione leggermente 'ideologiche' invece di attenersi strettamente a quel che si conosce sulla base dell' evidenza empirica: ma questo e' un altro discorso, gia' visto su questi schermi :) )

13 Mag 2012 | ore 11:02

Scusate.....ma la funzione del cornoletame, non è quella di costruire la struttura e quindi la fertilità di un terreno convenzionale che poi dovrà essere potenziata e mantenuta da sovesci? E allora perchè impostare questa discussione attribuendo principalmente i risultati della biodinamica esclusivamente all'utilizzo del cornoletame e all'esoterismo di Stainer? Secondo me l'esoterismo può funzionare a patto che uno ci creda fortemente.Ma sicuramente una grande efficacia esiste per tutto quello che riguarda l'attrazione della luna e tanti altri fenomeni legati ad essa.

28 Ott 2012 | ore 10:09

" il fatto è che scientificamente il corno-letame non ha senso e quindi ovviamente Carmine e Bressanini lo definiranno sempre come una bufala."

prego vedere i seguenti link:

"Molecular properties of a fermented manure preparation used as a field spray in biodynamic agriculture. Environmental Science and Pollution Research 19:4214–4225"

"Microbiological Features and Bioactivity of a Fermented Manure Product (Preparation 500) Used in Biodynamic Agriculture. Journal of Microbiology and Biotechnology , 23"

Aspettiamo con ansia la "sbufalata" di Bressanini..

13 Nov 2013 | ore 16:21

Consiglio anche io un testo da leggere, visto che qui ci sono molti consigli per comprendere il punto di vista cosiddetto " scientifico".
Verità e Scienza, un libricino del Dott. Steiner,
poi se qualcuno se la sente, c'è anche altro... come dire, tutto dipende.
PS non cercate di salvarmi, o di farmi aderire tout-court alla religione nè rivelata nè dimostrata ( la scienza ) quindi ringrazio quanti attraverso l'agricoltura biodinamica fanno quello che fanno...
io sono qui per capire e non per credere.

09 Mag 2014 | ore 19:05

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