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Mag 2012
ore 17:43

Crollo dell'editoria

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Al Salone del Libro di Torino, che ha per tema centrale la Primavera Digitale, si discute della crisi dell'editoria e tutti i principali quotidiani sono pieni da giorni di articoli con dotte analisi su questa crisi.
Colpa di Amazon? Jeff Bezos, il fondatore di Amazon, in un articolo sul Corriere della sera rimanda al mittente le accuse dicendo che sono gli editori che fino ad oggi hanno vissuto sugli allori
Colpa allora dell'iPad?
Colpa degli e-book?
Stamane sul Corriere della sera è apparso un documento firmato da 56 piccoli e medi editori che accusano le grandi concentrazioni editoriali, Feltrinelli in testa, in quanto proprietaria della società di distribuzione PDE, di strangolare i piccoli editori.
Quel che è certo è che le cifre dei primi mesi del 2012 parlano di un - 11,8% cioè un vero collasso che per primi colpisce i piccoli editori.
Anche l'editoria del settore enogastronomico è ovviamente travolta da questo tsunami ma dare come spiegazione della crisi la presenza di Amazon e dei tablet è assolutamente miope e antistorico.
Che si fa, li si vieta? Oppure si chiedono sussidi per l'editoria libraria?
Una cosa è certa, i grandi lettori con le case ormai ingolfate di libri e librerie stanno usando Amazon, Kindle e iPad per acquistare i libri digitali meno impegnativi, riservando un posto in libreria alle edizioni e agli autori importanti.

Secondo voi la crisi economica è la causa prima di questo crollo dell'editoria o una parte della responsabilità è di Amazon che ti manda a casa i libri in tempi certi e senza spese di trasporto?
Ma la modernità di un servizio può essere ritenuta una colpa?
E voi comprate ebook? E libri di cucina digitali? E guide in formato app?

commenti 23

Io, smentendo i miei stessi pregiudizi, mi sono convertito al Kindle. Ormai spazio per i libri in casa ne ho sempre meno, pareti e pareti piene. Quindi in edizione cartacea mi devo limitare a comprare poche cose: o autori ai quali tengo particolarmente, o volumi illustrati. Per il resto, solo ebook. E devo dire che, complessivamente, sto comprando e leggendo più libri di prima. Per esempio, solo oggi ho comprato 6 ebook, direttamente da computer. Tempo totale dell'operazione: 3 minuti. Risparmio totale rispetto alle edizioni cartacee: 53,44 euro.
Il problema, semmai, è che ancora di libri elettronici in italiano ce ne sono troppo pochi. Ma stanno aumentando a vista d'occhio.

12 Mag 2012 | ore 19:31

Nelle rivoluzioni c'è sempre qualcuno che ci guadagna e qualcuno che ci rimette, volendo vederla in modo darwinista bisognerebbe considerare quanti posti si creano e quanti spariscono. Poi è ovvio che quando tocca a te cambiare mestiere, magari abbandonando una tradizione familiare pluridecennale, la cosa ti da parecchio fastidio.
La storia del mondo è fatta anche di momenti topici, passati i quali non si torna più indietro, nel bene e nel male.
A me continua a piacere la vecchia carta da sfogliare e trovare spazio non è un problema, i libri non indispensabili (la maggior parte probabilmente) si possono tranquillamente mandare in soffitta o rivendere o regalare.

12 Mag 2012 | ore 20:35

Io prima ho iniziato con Kindle, fino al DX poi è arrivato l'ipad e adesso con il 3 o new che ha uno schermo incredibile per definizione leggo sia quello che compro su Kindle che quello che compro su ibooks della Apple e il mio acquisto di libri carta si limita ai libri importanti, che sono pochi.
Ho 110 libri che viaggiano con me sull' iPad in treno, in volo e in vacanza, e ogni giorno aumentano.

12 Mag 2012 | ore 21:05

L'Ipad è perfetto per i libri illustrati e le riviste, ma per i libri trovo più riposante la lettura dell'inchiostro elettronico del Kindle. Però devo ancora provare con l'Ipad 3, che dovrebbe arrivarmi a giorni

12 Mag 2012 | ore 21:28

E' incredibile per la lettura, te ne accorgerai, ovviamente per le immagini non c'è tablet che tenga :-))

12 Mag 2012 | ore 21:36

Da piccolo editore che si muove in un mercato grande mi sono fatto l'idea che la crisi dell'editoria dipende ben poco da un problema di carta vs. ebook. Oggi come oggi il costo di stampa è un problema relativo nella gestione delle economie editoriali. Tanto per fare un esempio -a proposito di app- il fatturato generato dalla vendita di un applicazione è infinitamente (ancora) inferiore a quello di un libro di carta anche se se ne vendono un bel po' di copie. Come i 7000download della guida Osterie 2012 in sei mesi, che per me sono un piccolo caso da studiare, e su cui lavorare.

Quindi il problema sono le marginalità basse che, allo stato attuale, appaiono ancora più spaventosamente basse nel mondo digitale. Per rispondere alle domande poste direi insomma che la colpa è della crisi (di sistema) e di certo non si può ritenere una colpa la modernità di un servizio. Ci mancherebbe. Mi spaventa però, in questa modernità, il dominio di soggetti come Apple o Amazon che dettano le regole del mercato con il loro enorme potere di intermediazione. Che -come ormai è cosa nota a tutti- è uno dei costi più salati che la società contemporanea (a livello mondo) sta pagando in tutte le sue espressioni, dalle arance ai libri, visto che i produttori all'origine, che siano agricoltori o autori, vengono remunerati troppo poco.

Insomma, visto che come editore oggi posso pagare ad un autore su un progetto digitale cifre ancora più basse di quelle che pago rispetto ad un progetto cartaceo, auspico un futuro dinamico, modernissimo, in cui davvero i soggetti in campo siano tanti e la concorrenza pure. Che questo futuro sia in gran parte digitale è cosa già scirtta, perché siamo di fronte ad una rivoluzione pari a quella di Gutenberg.

Sapendo però che tra un bravo editore e un bravo intermediatore preferirò sempre il primo, consapevole che il suo ruolo è importante, anche per gli autori. E' un mestiere bellissimo, significa dar voce a chi merita. Un mestiere che ho imparato anche dall'autore di questo blog ;-)

12 Mag 2012 | ore 22:22

Un libro quadratico medio vende in Italia circa 7000 copie. (Non parliamo di best seller come La Casta, Gomorra e pochi altri). Sempre l'italiano quadratico medio compera in media UN libro all'anno, escludendo i libri scolastici. Cartaceo o elettronico non conta. Sempre in Italia si pubblicano troppi libri che non avranno né lettori né, di conseguenza, compratori. I contafagioli direbbero che c'è più offerta che domanda. Il problema è questo. Niente lettori, niente libri, semplice.
P.S. Il vantaggio degli eCosi è che puoi perdere, in un colpo solo, 500 e passa libri. E ricaricarli (dalla copia che si dovrebbe avere da qualche parte, vero?) è una seccatura tremenda e che consuma tempo inutile.

13 Mag 2012 | ore 00:11

Se perdi l'ipad non pensi certo ai libri, che stanno tranquilli nei server della nuovala, pensi al danno del tablet perso.
Ma se questa è l'osservazione più importante, cioè la seccatura di ricopiare i libri, vuole dire che non hai mai avuto un ipad, il che fa molto chic e anche chiamarli con distacco ecosi permette di risultare molto intellettuale fuori dalle mode.

13 Mag 2012 | ore 01:00

Il cambio di tecnologia porta grandi variazioni nella società, questo penso sia solo l'inizio di un grande cambiamento, spetterà a noi valutare quando comprare l'edizione digitale o quella cartacea quindi due possibilità, personalmente compro l'edizione cartacea se il libro ha delle immagini fotografiche che mi interessano (libri d'arte, fotografia o anche libri di cucina per me speciali) altrimenti preferisco l'edizione digitale, quello che sta capitando agli editori succede in altri campi (la storia insegna pensate agli amanuensi quando arrivo la stampa) io mi occupo di fotografia in questi anni hanno chiuso laboratori di sviluppo, kodak fallita, polaroid fallita, cambiato il modo di comunicare anche con le immagini, poche di alto livello e molte commerciali tecniche
sicuramente la crisi è parte in causa del calo ma credo difficile se non impossibile combattere con colossi mondiali come Amazon, mi auguro comunque con tutto il cuore che i piccoli editori riescano a mantenere la loro nicchia di mercato.

13 Mag 2012 | ore 09:30

Siccome mi sta sulle scatole Amazon mi sono ben guardato dal comprare un Kindle; uso un molto compatto, leggero e minimalista PocketBook 360 che per le mie personali esigenze e' perfetto e non manca mai nella mia tasca.
Ormai e' rarissimo per me comprare libri cartacei. Nel mio lavoro poi e' da tempo immemore che non vado nella biblioteca dell' universita' - mi sembra un'altra epoca quando le riviste scientifiche non erano digitalizzate.
Ma come indicato nel post e nei commenti sopra, sono convinto che una nicchia, anzi molte nicchie, rimarranno a lungo per chi sa far bene il suo mestiere e sa raggiungere il pubblico giusto. Certo, ci vuole coraggio, ci vuole passione.

13 Mag 2012 | ore 10:27

Caro Pizzini, come Mago Otelma della Domenica non vali una cippa. Ho i vari iCosi, e li valuto per quel che valgono, non ne faccio un feticcio o, ancora più demenziale, uno status symbol. Sono attrezzi, e servono per il loro compito, come un cacciavite o un chiave a stella. La mia era un'osservazione un po' ironica, e si rivolgeva a chi idolatra i libri come oggetti, e li valuta a numero.
Chi legge leggerà comunque, indipendentemente dal supporto. Un paio di anni fa, ci fu un vero boom (in Italia in occasione del Natale) di ereader vari. Ma non per questo il numero di lettori né il numero librerie è aumentato. Anzi, mi sembra che queste ultime siano in costante declino. A me questo discorso sa di vecchio, discorsi di lana caprina, oggetto di dibbbbattiti, tavole di varia forma, convegni, congressi eccetera. Poi, come sempre, i fatti NON seguiranno le profezie dei guru di turno.
P.S. Forse non sai che da secoli esistono le assicurazioni contro lo smarrimento e il furto?

13 Mag 2012 | ore 11:26

E' che siamo in una fase di grande innovazione che investe anche il campo dell'editoria. Conciliare vecchi e nuovi modelli di business e' la vera sfida che abbiamo davanti, ma il processo e' lungo e doloroso (quanti posti di lavoro saltano?). Senza ipocrisia, diciamolo pure agli innovatori a ogni costo, che se talvolta di tira il freno e' per non creare ulteriori sconquassi. Innovare si, ma occhio alle conseguenze sociali.

13 Mag 2012 | ore 11:26

Ho comprato o scaricato gratuitamente più di trecento e-book negli ultimi due anni, compresi molti testi di cucina, gastronomia e narrativa gastronomica. Noirs, gialli, narrativa e saggistica contemporanea, ma anche classici e testi che già avevo in cartaceo, un po' per non dover scavare negli scaffali, un po' per averli tutti con me dovunque, un po' perché, dopo aver cominciato a leggere sull'ipad, sopporto i libri cartacei solo in spiaggia, unico luogo interdetto ad un tablet. Trovare libri a tutte le ore, leggerli in originale (Liberlibri e progetto Gutenberg hanno messo in rete gratuitamente migliaia di testi inglesi e francesi, compresa l'edizione integrale della Recherche, mentre noi non andiamo oltre poche centinaia) è bellissimo. Anche l'avvento dell'automobile ha creato un problema di posti di lavoro per maniscalchi e conduttori di diligenza, ma la soluzione non può essere restare ancorati al passato. Io compro ancora qualcosa in libreria, ma soprattutto per solidarietà, perché è una piccola impresa indipendente e benemerita per il ruolo che ha avuto nella città dove vivo.

13 Mag 2012 | ore 15:41

ho ricaricato tutti i miei e-book sull'iPad 3 in meno di venti minuti. Ha fatto tutto iTunes, senza che io mi disturbassi più di tanto.

13 Mag 2012 | ore 15:47

Uso felicemente il Kindle Fire, soprattutto per i libri in lingua. Continuo a comprare libri di carta, e nel dubbio opto per un eBook sapendo che se è un libro che davvero mi piace l'acquisto potrebbe tramutarsi in passeggiata in libreria per avere anche il libro fisico.
Per le guide, ormai per me hanno senso solo le app, come quella della Guida de I Cento di Torino e Piemonte: non trovo il senso di girare con dei tomi quando con due gesti posso individuare un locale, chiamarlo dal telefono e prenotare in pochi minuti.

13 Mag 2012 | ore 20:25

Libri cartacei e ebooks: finchè ho posto nella mia libreria li acquisto entrambi. Ormai in viaggio mi carico solo il formato digitale che purtroppo hanno un limite: possono essere letti solo in ambiente interno e non all'esterno. Per le guide invece solo APP!

13 Mag 2012 | ore 23:36

"..ho ricaricato tutti i miei e-book sull'iPad 3.." Di grazia,perché hai dovuto ricaricarli? :-)
Furto? Disgrazia?
So benissimo che se si organizzano non troppo male le cose, rifare un eBook nonè difficile, ma è sempre una scocciatura fenomenale.
Ma, ripeto: per me questa disccussione è fuori tempo.

14 Mag 2012 | ore 13:24

perché l'ho appena comprato, e ci ho trasferito tutto quello che avevo sull' iPad di prima generazione :)

14 Mag 2012 | ore 15:04

Non mi convince la contrapposizione Amazon da una parte e piccoli editori dall'altra, io ho comprato su Amazon libri di piccoli editori che altrimenti mi sarebbero rimasti difficilmente raggiungibili, altro discorso invece e ben più problematico è Amazon come vetrina, come luogo in cui ci sono degli oggetti che si chiamano libri,e dove ancora di più il valore dell'opera pare misurabile in base ad una classifica di vendita o peggio perchè magari viene pagata l'evidenza sul sito di Amazon.
Io uso Amazon, ma per sapere che libri comprare vado altrove

14 Mag 2012 | ore 17:40

Le statistiche ci dicono che una piccola percentuale della popolazione legge e la maggioranza di queste persone ha un buon livello di istruzione, è informaticamente alfabetizzata e gode di una buona posizione lavorativa. A mio avviso è naturale che rivolgano la loro attenzione verso i mezzi che rendono più fruibile la loro passione, il web poi fa il resto. Calmierare lo sconto dell'editoria tradizionale (che già aveva perso il treno offerto dal web) ha peggiorato le cose, perché se da una parte s'è impedita l'invasione grande distribuzione dall'altra s'è limitata la curiosità: in carta si compra solo quello che è affidabile o peggio ancora famoso.

14 Mag 2012 | ore 20:55

Credo che la colpa sia degli editori che hanno fin troppo dormitosugli allori e snobbando le nuove tecnologie facendosi forti del ruolo di oligarchia.

Di certo la rete e i nuovi device hanno scardinato tutto questo, rendendo più democrtatico e rovesciando completamente la piramide.

Io sto acquistando varie guide in formato per IPAD e devo dire che mi trovo decisamente meglio anche in ternmini di frizione delle stesse.

Spero che le future edizioni digitali non siano una mera riprosizione di quella cartecea in formato elettronico, ma che abbiamo sempre maggiori contenuti dedicati ai device (esempio viceo, interviste auduio etc.. ).

15 Mag 2012 | ore 00:47

Condivido pienamente con lei. Ho lavorato nel mondo dell'editoria per qualche tempo e mi sono resa conto di quanti, troppi sprechi ci sono. Per me il problema non sta nella rivoluzione del supporto (rivoluzione, poi???) bensì nella scarsissima propensione degli italiani alla lettura e alla cultura più in generale. I picchi a Natale? I best seller di cucina? Si tratta sempre di situazioni dettate da una transitoria esigenza (fare un regalo, cucinare,...). Tra l'altro vogliamo parlare del successo dei ricettari in libreria? Soprattutto se legati a personalità della tv....? Siamo un popolo di NON-lettori, di TV-dipendenti. La cucina, questo grande contenitore che da qualche anno sta monopolizzando il mondo della comunicazione, è un fenomeno che potrà essere cavalcato ancora per qualche tempo e lì l'editoria ci sta sguazzando. La colpa non è degli editori, o del supporto. In un paese dove gli indici di lettura dipingono una situazione allarmante: su base regionale, leggono libri in media il 51,8% della popolazione del Nord Italia (con punte superiori al 60% in Trentino Alto Adige), il 48% al Centro e un bassissimo 34,6% nel Mezzogiorno. Scommetto che se Maria De Filippi pubblicasse la sua "cucina segreta" venderebbe più di U. Eco. E ho detto tutto.

29 Mag 2012 | ore 17:43

tra l'altro amo cucinare e posso confermare che di ricette se ne trovano di ottime dovunque, basta usare la fantasia, oltre a qualche ingrediente di fiducia (che per me per esempio sono i mieli particolari, o la farina di riso, i formaggi dop e...ebbene sì, la Nocciolata)

29 Mag 2012 | ore 17:46

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