31
Mag 2012
ore 17:51

Quelli della Bassa, tra Finale e Bondeno

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La Bassa tra Modena e Ferrara è un territorio di aziende agricole e industrie.
Qui ci si conosceva tutti, e ancora è in buona parte così, il senso della comunità è molto forte e lo spirito imprenditoriale ha trasformato profondamente negli ultimi quaranta anni queste terre.
D'inverno in questa Bassa nebbiosa "andavamo in battuta" come si diceva in gergo tra di noi, andavamo di paese in paese alla ricerca delle osterie dove si poteva mangiare un piatto di tagliatelle memorabile o dei tortellini in brodo fumanti.
Poi si giocava a carte, a calcio balilla o biliardino che dir si voglia o a boccette e si tornava a notte fonda a Bologna sulle nostre 500, che di radar o di controllo del tasso alcolemico non se ne parlava proprio.
Era la provincia emiliana che votava Pci a percentuali bulgare, dove le Coop erano una potenza e dove iniziava la prima immigrazione di manodopera per i primi insediamenti industriali.
Negli anni '70 molti contadini diventano piccoli imprenditori, bastava un'idea, un piccolo capannone, tanta voglia di lavorare e via a crescere che la domanda di meccanica, piastrelle, costruzioni, metallurgia era infinita.
La fabbrica e la campagna, perché la terra non la si abbandonava anche se ormai qui il panorama è completamente cambiato e le fabbrica sono per ogni dove.
Una terra e della gente che non dimentichi.
Il terremoto continua a farsi sentire ma sono già tutti pronti per ripartire, perché per loro il lavoro è la vita, ma non la solita dichiarazione teorica, no, qui il lavoro è stato anche la via per un'integrazione che negli ultimi venti anni ha coinvolto migliaia di lavoratori stranieri.
Qui nella Bassa, tra Finale Emilia, Bondeno, Mirandola, Cento.


commenti 11

Non sono mai stato di sinistra.
Però quando Berlusconi straparlava dei "comunisti", lo avrei voluto portare quì da noi, per vedere le eccellenze che questo territorio ha prodotto: in campo industriale, in campo educativo, in campo sociale, e, visto l'argomento del blog, anche in campo enogastronomico.
Ci rialzeremo. Potete starne certi. I nostri nonni si sono rialzati dalla guerra, e anche se non abbiamo la loro tempra, riusciremo a cavarcela anche noi.
Sicuramente non faremo le vittime. Mai.

01 Giu 2012 | ore 10:36

In Emilia ha sempre prevalso il consociativismo e quindi destra o sinistra di fronte alla produzione, alle consegne, alle esigenze del cliente, passavano sempre in secondo ordine.
Molti, che erano piccoli produttori e in questi ultimi trenta anni sono diventati grandi industriali, li incontri tutte le mattine, magari che arrivano al lavoro in fabbrica in bicicletta o motorino senza Ferrari o amanti-veline, perché è gente che lavora e lavora duro e bene anche perché la concorrenza è globale.
Con tutti i cambiamenti che ci sono stati in Italia e nel mondo l'Emilia e la Romagna sono ancora territori assimilabili all'Europa più ricca e avanzata e non al meridione disperato e strangolato dalle mafie.
Anche se le mafie stanno infiltrandosi anche qui, purtroppo.

01 Giu 2012 | ore 12:42

Arrivo dalla Bassa mantovana, una delle zone più colpite. Non vivo più lì, ma il mio cuore è là, con la mia gente, con le mie origini, con un territorio ricco che ha dato i natali a gente "perbene", grandi lavoratori, sempre coinvolti politicamente, con valori importanti, con un grande sogno: state meglio tutti, perchè tutti si ha gli stessi diritti al benessere e gli stessi doveri...benessere inteso ovviamente come lo stare bene o il soldo facile. Questa terra si rialzerà, ma ha bisogno di un aiuto. In quelle terre non si chiede, non c'è l'abitudine, ma adesso da soli non ce la possono fare. Diamo una mano. Tutti.
Grazie...

01 Giu 2012 | ore 15:28

Abito sul lago d'Iseo, ho sentito le scosse anche se lievi, sono molto vicina a queste persone, cosi'laboriose,cordiali, sicuramente si rialzeranno non ho dubbi,so' che non serve a molto, ma mi sento molto vicina a loro.Siete grandi.

01 Giu 2012 | ore 15:34

Sono di Mantova, conosco abbastanza bene l'Emilia Romagna, mi spiace dirlo Bonili, ma l'andrangheta calabrese nel reggiano ha fatto quello che voleva a lungo nell'edilizia.

Sull'imprenditoria non dimentichiamo che l'Emilia ha dato i natali a quel Tanzi e Tonna che hanno creato il più grande crack industriale italiano di tutti i tempi.

Piano insomma...

che poi sia terra di grandi eccellenze gastronomiche è fuori di ogni dubbio

04 Giu 2012 | ore 01:41

La 'ndrangheta ha fatto quello che voleva nell'edilizia in provincia di Reggio e naturalmente a Mantova e provincia non ha messo piede essendo quella terra virtuosa?
Che strano modo di ragionare, campanilistico e per nulla costruttivo.
Ma certo che nelle province di Ferrara, Modena, Reggio e Bologna ci saranno anche le mele marce ma l'insieme del tessuto sociale è saldo, a cominciare dall'integrazione con gli immigrati, che è sempre e dovunque operazione faticosa e difficile.
Non sono cadute dal cielo le cento e cento fabbriche della zona ma sono niente altro che l'immagine della capacità imprenditoriale molto sviluppata, della voglia di intraprendere.
Di questo ha senso parlare, non della 'ndrangheta, che fino a ieri i prodi leghisti relegavano a problema marginale.

04 Giu 2012 | ore 09:03

Campanilismo? :)

Non direi proprio, c'è un malinteso, ho solo voluto riportare alla realtà, un articolo che mi è parso apologia pura, le emozioni sono cose belle che ci permettono di operare ed essere più felici, ma non bisogna distogliere lo sguardo dalla realtà.

L'ndrangheta in molto zone importanti (Bologna, Reggio) ha fatto quello che ha voluto (solo la crisi edilizia ha fermato i suoi appetiti) la stessa cosa è capitata anche a Mantova, con le amministrazioni comunali che non hanno praticamente MAI stimolato le procure ad indagare (è un caso?).

Tanzi non era una mela marcia, Tanzi era, se non il più grande, tra i primissimi industriali alimentari italiani, ed era ben "supportato" da altri in questo, c'era un contesto bancario importante che sosteneva questo.

L'amore verso un territorio è cosa bella, ma piano con le apologie

In tutto questo non capisco cosa centri la lega... e perché abbia voluto buttarla sulla bagarre partitica mah

Sulla vera integrazione Bonili siamo ancora lontani, presto per cantar vittoria, vedremo come verranno assorbiti dal mercato futuro ingegneri, avvocati, architetti figli d'immigrati, ma è un discorso a parte.

04 Giu 2012 | ore 11:03

Ma cosa c'entra Tanzi col terremoto?
E' proprio un discorso strumentale e fuorviante.
La Lega ha fatto della lotta agli extracomunitari la sua bandiera e grazie a queste posizioni razziste ha avuto una certa penetrazione anche in Emilia, è bagarre politica? No, è parlare della quotidianità, perché i caseifici, tanto per fare un esempio, senza gli indiani non andrebbero avanti con le mungiture e quindi sollevare questi problemi è sempre stato un discorso politico che puntava alle viscere della gente e non al cervello e ora che si deve ricostruire proprio su questi temi potranno esserci spaccature sociali.
Ma alla fin fine non capisco questa ansia di sottolineare la parte negativa della realtà, come se l'Emilia fosse la Calabria o il retrovia di Scampia, una caricatura assurda.

04 Giu 2012 | ore 12:49

Sig. Bonili

Cosa c'entra Tanzi col terremoto? nulla
Ma nel suo intervento parlava di centinaia valorosi imprenditori, e le ho ricordato che tra gli imprenditori emiliani c'è anche Tanzi, poi su Barilla si potrebbe aprire capitoli a parte, poco nobili (sulla concorrenza) se volesse

Mi spiace si sia infervorato, non c'è nessuna ansia da parte mia di sottolineare i problemi, col mio intervento ho voluto solo rettificare un intervento apologetico, ma voi giornalisti spesso siete così :) fa parte del vostro carattere

Che l'Emilia Romagna sia meglio della Calabria, senza dubbio, che sia l'apologia da lei scritta no, i problemi ci sono, al di là del terremoto

04 Giu 2012 | ore 19:31

"... voi giornalisti" un modo talmente banale di categorizzare, come io rispondessi "... voi mantovani", tutti uguali solo per il fatto di essere nati a Mantova?
Non ho scritto in modo agiografico, basta leggere e basta anche saper far di conto visto che in un territorio così ristretto si produce l'1% del Pil italiano, cioè 15 miliardi di euro.
Ho scritto che la gente di quelle parti è brava a intraprendere.
Ho scritto che sono tutti onesti, tutti intelligenti, tutti altruisti?
Ho scritto che sono pronti a riprendere il lavoro, ma cosa c'entra Barilla e magari vogliamo parlare anche di Consorte e perché no della Uno bianca?
Una morbosità nel cercare le cacche di mosca perdendo di vista l'insieme che mi colpisce molto e che trovo di una negatività suicida.
Poi ognuno continui a pensarla come vuole ma senza dare lezioni di storia locale o di tono, per favore.

04 Giu 2012 | ore 22:38

la terra trema ancora....

05 Giu 2012 | ore 13:26

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