30
Lug 2012
ore 15:17

Il falsario di Petrus e Romanée-Conti

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Nell'ultimo numero dell'Internazionale è uscito un interessantissimo articolo sul vino intitolato "La truffa in bottiglia" che riprende l'articolo originale di Benjamin Wallace su il New York Magazine.
Una storia che a un appassionato di vini non può che far venire i brividi e comunque fa riflettere sul fenomeno della speculazione e finanziarizzazione dei vini delle vecchie annate.
Protagonista di questa storia è un signore di nome Rudy Kurniawan comparso dal nulla in California nel 2003 e diventato in poco tempo uno dei massimi esperti dei grandi vini di Borgogna delle vecchie e introvabili annate.

rudy-kurniawan-arrested.jpgForse è una storia che può nascere e svilupparsi solo negli Usa perché lì ci sono i grandi collezionisti, ci sono i soldi e si svolgono le aste.
Forse in Europa sarebbe stato tutto più difficile ma non c'è dubbio che la storia sia emblematica di un cambiamento totale del mondo dei grandi vini e tutto questo, visto in tempi di grande depressione come quello attuale, appare ancora più incredibile perché è una storia che si sviluppa tra il 2003 e il 2008, quando negli Usa i milionari in dollari si moltiplicavano grazie alla speculazione finanziaria a Wall Street.
Per capire le dimensioni del fenomeno basta dire che nel 2002 una bottiglia di Romanée-Conti del 1945 costava $ 2.600 mentre nel 2011 è stata battuta a un'asta una bottiglia del 1945 per ben $ 124.000.
Ma la vera domanda che serpeggia in tutto l'articolo è: ma come faceva Kurniawan a trovare sul mercato bottiglie di annate così rare e di Domaine prestigiosi?
Altra domanda: perché i Domaine non hanno mai sconfessato Kurniawan anche se fin dal primo momento ci fu chi lo accusò di vendere dei falsi?
Già, perché in breve Rudy Kurniawan divenne famoso e incominciò a rifornire di vini rari e introvabili le case di aste, compresa la regina del settore, cioè Christie's, e negozi specializzati della California e di New York.

Rudy Kurniawan ha avuto degli sponsor come John Kapon, che aveva trasformato il negozio di vini della famiglia, Acker Merral & Condit, nell'Upper West Side, in grande promotore di aste di vini, ma anche molti avversari che dubitavano dell'autenticità delle sue bottiglie rare e delle sue schede di degustazione.

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L'unico grande produttore che si contrappose pubblicamente a Kurniawan è stato Laurent Ponsot che il 25 aprile del 2008 si presentò all'asta che si teneva a New York al ristorante Cru, oggi chiuso.
I suoi vini erano presenti in 22 lotti dell'asta ma il Domaine Ponsot aveva iniziato a produrre il Clos St. Denis solo nel 1982 mentre tra i lotti figuravano annate di Clos St. Denis del 1945 e del 1969 e Ponsot era presente per accertare che le annate false, in tutto 84 bottiglie, non fossero messe in vendita.
Le bottiglie per l'asta le aveva fornite, ovviamente, Rudy Kurniawan.

La storia finisce nel 2012 quando da un lato un post dell'avvocato Cornwell su un popolare forum del vino, Wine Bersekers, denunciava il fatto che Kurniawan continuava a vendere di nascosto bottiglie per le aste, scatenando la reazione indignata di migliaia di appassionati, dall'altro una causa contro Kurniawan era arrivata a processo.
La FBI che indagava su di lui scoprì che Rudy Kurniawan risiedeva in modo illegale negli Usa dal 2003 e nella sua villa, quando gli agenti fecero irruzione, trovarno etichette di vini come Petrus, Lafite, Romanée-Conti di vecchie annate, centinaia di tappi vecchi e nuovi, capsule di piombo, sigilli di cera e tutto quello che serviva per produrre vini di vecchie annate.
Arrestato, è ancora in carcere perché il giudice ha rifiutato il pagamento della cauzione in quanto si teme che Rudy Kurniawan possa scappare.



Foto New York Magazine

commenti 10

Avevo letto l'articolo e ho pensato a tutti quei ricconi che degustavano vini da migliaia di dollari e sproloquiavano sui vari sentori di qua e sentori di là, sui tannini, sulla morbidezza e poi il vino era un falso e alle degustazioni c'erano anche grandi esperti e il falsario Kuraiwan pare che fosse accreditato di grande palato e conoscenza somma dei vini di Borgogna.
E adesso? Era tutta una truffa ma non si poteva scoprire prima? E quelli che sottoscrivevano i giudizi adesso dovrebbero chiedere scusa.
C'è tanta aria fritta nel mondo del vino, tanti ciarlatani, tanti esperti che sono palloni gonfiati e lei ne ha allevati non pochi.

30 Lug 2012 | ore 16:32

Ho seguito l'involuzione dei miei amici vinosi che anni fa erano pazzi per vinoni italiani e stranieri che a me parevano pesanti e antistorici e oggi sono paladini dei vini veri che non ho ancora capito cosa siano.
Leggere la storia di un falsario in bottiglie fa il paio con i falsari in parole, penso a quel signore che si è inventato il vino frutto e sciocchezze simili o ad alcuni che scrivevano sulla sua guida dei vini e poi sono andati altrove, purtroppo non ricordo mai i nomi ma si è capito, immagino.

30 Lug 2012 | ore 18:37

secondo il mio modesto parere peggio delle truffe ci sono i ricarichi, per togliersi lo sfizio di bere certe etichette e provare sensazioni diverse bisogna sborsare cifre assurde

30 Lug 2012 | ore 18:38

I nomi sono quelli di Maroni per il vino frutto, quelli del GR che sono andati altrove sono millanta, Sangiorgi, Rizzari, Gentili, Cernilli come ultimo uscito sono solo alcuni dei più noti.

30 Lug 2012 | ore 19:24

Mauro dici una cosa sbagliatissima.

uno e' libero di pagare un ricarico se lo vuole, sono affari suoi e puo' sempre rifiutare, ma essere truffati e' molto peggio perche' e' una violenza subita inconsapevolmente (e a caro prezzo).

31 Lug 2012 | ore 09:48

I soloni del vino sono tutti in vacanza?
In Italia falsi niente?
Ho visto con i miei occhi recensire una bottiglia la cui etichetta non corrispondeva al vino della bottiglia, era uno scherzo-test che vorrei affrontassero molti critici.
Quante degustazioni alla cieca erano addomesticate, basta chiedere a un pensionato sardo...

31 Lug 2012 | ore 11:44

Una curiosità, ma dentro quelle bottiglie cosa c'era? Insomma taroccava il contenitore o anche il contenuto?

31 Lug 2012 | ore 18:54

Immagino fosse tutto falso Giovanni

Mi ricorda lo scandalo Brunello col Merlot di qualche anno fa venduto in US, molti critici US lo preferivano al Brunello in purezza, peccato fosse venduto a prezzi da Brunello

01 Ago 2012 | ore 10:17

Conosco e vivo quotidianamente questo mondo che da un lato mi affascina e dalla altro mi fa sorridere.
Esistono molti produttori seri che devono per far quadrare i loro bilanci passare attraverso personaggi di questo tipo pur di vendere le loro bt di vino. Nessuno controlla la filiera commerciale lasciando quindi che possano accadere casi di questo tipo.
Ci vuole piu coraggio e dire come stanno le cose. Giornalisti e compari forza e coraggio scrivete con Stile piu Montanelliano o Breriano......la verita non fa mai male.

02 Gen 2013 | ore 10:56

cio dei vini dal 1964, 1967 di barolo abazia s. gaudenzio vorrei sapere come fare per vendere, vorrei i posti per fare valutare si sono buoni da vendere y al migliore postore.aspeto le sue risposta.......rosa

02 Giu 2013 | ore 18:50

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