02
Ago 2012
ore 11:17

Cosa non si fa per un applauso :-))

< >

IMG_0823.jpg
Alex Atala al MAD di Copenhagen e le formiche rosse della Floresta Amazonica

Dedicato a Massimo Bernardi e in omaggio Buono da mangiare, Einaudi Editore, pag 252.

Buone Vacanze

commenti 19

Per Bernardi il massimo numero dei commenti e dei visitatori è la mission.
Mi sembra normale per chi vuole fare un blog commerciale.

02 Ago 2012 | ore 13:29

Grazie per la segnalazione del libro

02 Ago 2012 | ore 14:01

Harris è una lettura obbligatoria, specialmente per noi europei, perché si scopre che alcuni miliardi di persone mangiano insetti e animali che noi troviamo schifosi.
E d'altra parte ci sono nostre abitudini alimentari che alcuni miliardi di persone trovano intollerabili.
Se poi il punto di partenza è quello che la cucina italiana è la migliore del mondo - ovviamente senza mai avere visitato Cina, Giappone, Vietnam, Thailandia, e avere provato le loro cucine - allora non c'è bisogno di leggere nulla.

02 Ago 2012 | ore 15:44

Nessun antropologo sociale serio prende in considerazione un autore banale, facile da leggere e nazionalpopolare come Marvin Harris. leggetevi prima Clifford Geertz e la interpretazione della cultura e avrete una risposta molto piú meditata ai vostri dubbi. La lotta tra i galli e polli di Bali in Europa é una cosa orripilante, la lotta tra tori é cultura? Ovviamente per sapere che la cucina italiana non é né la migliore né fra le migliori non occorre leggere né Harris, ne Geertz, basta aver provato altrove agnelli, carne vaccina, pesce fresco e compararli con gli anodini prodotti italiani

02 Ago 2012 | ore 16:48

Quando hai scattato quella foto, io ero di fronte a lui e mi sono anche mangiata le formiche. Ed erano anche buone, tartufate, le mie. Contesto e filosofia importanti, profondi. Belle memorie.

02 Ago 2012 | ore 18:26

Gigio, non è un po' saccente il tuo intervento?
In fondo basta andare su wikipedia ed ecco il capitolone sui galli di Bali.

02 Ago 2012 | ore 22:40

@gigio d'accordo su certe particolarità della cucina italiana che da 10 anni è in crisi totale (non tutte ovviamente...), la cui mediocrità non è evidente se non si è stati altrove per assaggiare la carne del Limousin, l'agnello di Sisteron, il pesce fatto sulla plancha sulla costa catalana. Ma penso anche ai dolci italiani, talvolta noiosissimi in confronto alle creazioni del resto dell'arco mediterraneo, e spesso inquinati da quel abisso gustativo italiano che è lo zucchero vanigliato. Non aiuta il fatto che il burro in Italia faccia oggettivamente schifo, e il latte un po' meno ma è sempre privo di gusto e profumo. Per i prosciutti e l'olio di oliva non siamo messi male, ma gli Spagnoli ci dominano! E la cucina contemporanea italiana: troppi pseudo-auteurs italiani hanno 3 anni di ritardo sui cugini spagnoli o francesi.

Quanto alle formiche rosse, un esempio di esibizionismo gastronarcisopornografico per épater quella bourgeoisie che sognia di farsi i 50 best restaurants secondo l'acqua Panna... ;-)

(da leggere tongue in cheek)

ciao

Mike
(da un mese in USA e sognando salsiccia di Bra, ragù come al Tondo a Reggio, e per finire un Bunet ma senza gli orrendi amaretti al gusto di mandorla artificiale)

03 Ago 2012 | ore 06:09

Peccato che Alex Atala sia un ristoratore brasiliano che dice cari europei, proviamo a ragionare partendo dalle nostre tradizioni e non dall'idea che la cucina europea sia il centro del mondo.
Ecco allora che tutto appare in una diversa prospettiva e anche l'europeo Mike Tommasi potrebbe essere meno tranchant, tra l'altro non avendo mai mangiato al DOM di San Paulo, immagino.

Sono stato in Usa anche per lunghi periodi, a New York, Boston, Chicago, Denver, San Francisco, Los Angeles e ho sempre mangiato bene senza sognare da emigrante del 1800 perché negli Usa si mangia anche buona cucina italiana, forse negli anni '70 dello scorso secolo era difficile, oggi basta usare il web :-))

03 Ago 2012 | ore 08:45

La cucina e il modo di stare a tavola dice molto di un popolo.
Io non amo per nulla parlare male dell'Italia.
Anzi, provo disgusto per gli italiani che lo fanno d'abitudine, ma devo ammettere che l'italiano medio è profondamente ignorante in campo enogastronomico. E soprattutto molto chiuso.
Alcuni miei parenti sardi o pugliesi mangiano degli stupendi tortellini in brodo con aria sospettosa. E si capisce che alla fine non li gradiscono al 100%.
Tutto questo per dire che un gusto insolito è fonte di grandi pregiudizi già tra una regione e un'altra.
All'estero, bisogna riconoscerlo, hanno una aperture mentale maggiore.
Quanti modenesi over 50 hanno mai assaggiato qualcosa di diverso dalla gramigna panna e salsiccia? A loro non interessa minimamente provare la cucina vietnamita, thailandese, cinese: bastano gnocco e tigelle. Gnocco e tigelle forever (...fossero buoni).
Questo grande rinascimento enogastronomico (che ha portato molta gente ad appassionarsi alle grandi materie prime, ai gradi vini, ai grandi ristoranti), l'ho già scritto mille vole, non farà breccia sullo zoccolo duro che vuole mangiare da scoppiare e possibilimente spendere meno di € 20.
Secondo me dovremmo ripartire dalle scuole.


03 Ago 2012 | ore 10:41

Caro Stefano
sono stato un po' polemico sul mangiare in Italia, scusami per un attimo credevo di essere su IHV o altri newsgroup sul vino dove i post vengono letti in maniera molto "second degré".

Non sono certo un emigrato nostalgico, da 20 anni vivo sulla costa a 150km dal confine di Ventimiglia e sono in Italia almeno 2 volte al mese. Forse ero un po' nostalgico quando abitavo a Montreal (con altri 200.000 italiani).

Certamente mangiare formaggio (come da me in Francia) allo stato liquido che quasi cammina via da solo fa schifo non solo a persone di cultura extra-europea, ma anche a molti italiani. Fa altrettanto schifo che a me mangiare formiche.

Quello che trovo discutibile è quell'esibizionismo che consiste nel voler fare schifo agli europei, nel voler suscitare emozioni rivoltanti per affermare la debolezza dell'ex colonizzatore, appunto per épater les bourgeois. Mi pare un esercizio infantile che toglie dal vero talento dello chef; o molto probabilmente sono io che non ho colto il "second degré" del suo esercizio. In questo caso, parliamo di uno chef che, a leggere il menu, fa venir voglia di prentotare subito un volo per São Paulo, anche perchè di formiche non ce n'è nemmeno l'ombra nel suo menu...

ciao

Mike

03 Ago 2012 | ore 17:56

seguo i link e mi sento tanto Sordi in "le vacanze intelligenti"....

04 Ago 2012 | ore 15:35

Ma perchè fare sempre graduatorie. In fondo il cibo è assolutamente soggettivo. Ognuno potrà avere i suoi gusti culinari?

Mi ha sempre molto incuriosito alcuni vermi che vengono cotti. Dicono che sono buonissimi. Dovrei violentarmi nel mangiarli a causa del mio retaggio culturale, però la curiosità culinaria è tanta.

04 Ago 2012 | ore 20:04

Sono d'accordo. Restando sempre nel campo antropologico una lettura altrettanto utile é l'opera di Laura Bohannan. Un'antropologa che si prese la briga di spiegare Hamlet ai selvaggi abitanti di una selva. Il risultato: non esiste una letteratura universale, cosí come non esiste una cucina universale. Quello che a noi italiani pare ovvio, la pasta diaria, solo a pochi chilometri pare una cosa per bimbi piccoli senza curiositá. L'antropologia puó essere utile per capire l'assurditá dell'etnocentrismo nelle investigazioni di campo. Non mi sento migliore perché mangio pasta invece di vermi. Ció non toglie che se mangio una bistecca, mi rendo conto che in Francia, Argentina e Spagna é piú buona che in Italia...

04 Ago 2012 | ore 20:48

Anche in Scozia, by the way.

04 Ago 2012 | ore 23:34

Anche TX e qualche altro stato btw.

05 Ago 2012 | ore 09:53

Deviando un po' dal topic, a Londra c'e' una mini catena 'gastronomica' di steak houses che si chiama Goodman e serve carne inglese, irlandese, scozzese e americana, per chi vuole fare qualche confronto... C'e' chi dice che la Scottish grass-fed non teme paragoni con la Nebraskan corn-fed :)

05 Ago 2012 | ore 10:44

Io ho sempre apprezzatto la carne australiana Wagyu e un filetto di manzo wagyu di 24 mesi da allevamento australiano,anche se costoso, rasenta lo sballo e non ce n'è per nessuno, Kobe compresa.

05 Ago 2012 | ore 20:22

Beh si', immagino quella sia una Ferrari da Formula Uno, io parlavo di umili Mercedes da strada :)

05 Ago 2012 | ore 21:29

Rene Redzepi ha servito formiche -vive- su foglie di cavolo e con una vinagrette al limone a Londra (per il suo pop-up al Claridges). le formiche hanno un gusto di citronella. Il piatto non era soltanto soprendente ma armonioso e delicato.
PS: c'era anche stephen hawking!!!

21 Ago 2012 | ore 13:23

scrivi un commento

Puoi scrivere quello che vuoi, ma se è una sciocchezza posso cancellarlo. Se il tuo commento non viene pubblicato subito, è colpa dell'antispam che ha dei criteri tutti suoi. Non ti preoccupare, magari scrivimi un breve messaggio per avvisarmi, appena posso recupero tutto.

marchio_cucinare.jpg
a cura di Stefano Bonilli

Pollo_coniglio.jpg
Torte_crostate.jpg
in libreria e on-line

* VOLUMI GIA' PUBBLICATI
NELLA STESSA COLLANA


notizie in breve

Lucky_Peach.jpg

> Lucky Peach di David Chang, Peter Meehan e Chris Ying è una nuova rivista trimestrale dedicata al cibo pubblicata dall'edtore McSweeney's, e questa è la grande novità per la casa editrice californiana che fino ad ora aveva pubblicato romanzi, saggi ma mai libri e riviste di cucina. Lucky Peach è rivista, ma anche una appllication per l'iPad. Il primo numero è dedicato al "Ramen".

Fagioli_cotiche.jpg Revisionismo gastronomico

Sarà per via della crisi? Può essere, oppure è semplicemente stanchezza, è non poterne più...


ultimi commenti

  • Giovanni - Chi è , a Roma, il sindaco ? Quello...
  • pier luigi roscioli - Grande Cristiana!!!!...
  • Il Feltri di Bergamo - Tipico di Ziliani è scappare a gambe levate quando...
  • Cristiana Lauro - No Zakk, le escort sono lavoratrici autonome e autogestite...
  • zakk - Premesso che per me i produttori possono fottere e...
  • vincenz - Lauro:"Dobbiamo scoperchiare la pentola o stai bene così?" Bonilli:"Anche...

ultimi post

17
Apr
A Roma la differenziata è un bluff, tutta la spazzatura negli stessi camion - Noi facciamo la raccolta differenziata della spazzatura,...
13
Apr
Vino, mignotte e coca al Vinitaly - Riassunto delle puntate precedenti.Il Signor 25...
08
Apr
Vinitaly 1988, mi ricordo che... - ... lo stand al Vinitaly del 1988...
05
Apr
Cosa si legge in tempi di grande crisi - Avevo scritto un post simile nel lontano,...
02
Apr
Wagyu, non Chianina - Wagyu e sai quel che mangi?L'altro...
29
Mar
Hotel Rex, albergo con carbonara incorporata - Non si vive di sola carbonaraMa se...
27
Mar
Roma tra teppismo e casta - La notizia era di quelle che...
22
Mar
Vade retro Nestlè - Vade retro me Nestlè Vade retro...
alex atala e la formica.jpg Dalle sfilate gastronomiche al New Localism

Sei un giovane cuoco e guardi con invidia e orgoglio questa foto.Potrebbe essere un grande...


ultime letture

IMG_0522.jpg Gianni Brera, il grande padano

Ho ripreso in mano La pacciada, il...


IMG_4090.jpg Approfittare del Natale per acquistare libri di gastronomia belli

Io fossi in voi sfuggirei le strenne, i...


IMG_2291.JPG Libri per cucinare e vivere felici in tempi di crisi

Mi ricordo quando andavo a New York...


Twitter
Friendfeed