02
Ago 2012
ore 11:17
ore 11:17
Cosa non si fa per un applauso :-))
Alex Atala al MAD di Copenhagen e le formiche rosse della Floresta Amazonica
Dedicato a Massimo Bernardi e in omaggio Buono da mangiare, Einaudi Editore, pag 252.
Buone Vacanze
Dedicato a Massimo Bernardi e in omaggio Buono da mangiare, Einaudi Editore, pag 252.
Buone Vacanze
Stefano Bonilli
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notizie in breve

> Lucky Peach di David Chang, Peter Meehan e Chris Ying è una nuova rivista trimestrale dedicata al cibo pubblicata dall'edtore McSweeney's, e questa è la grande novità per la casa editrice californiana che fino ad ora aveva pubblicato romanzi, saggi ma mai libri e riviste di cucina. Lucky Peach è rivista, ma anche una appllication per l'iPad. Il primo numero è dedicato al "Ramen".
Sarà per via della crisi? Può essere, oppure è semplicemente stanchezza, è non poterne più...
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Per Bernardi il massimo numero dei commenti e dei visitatori è la mission.
Mi sembra normale per chi vuole fare un blog commerciale.
Grazie per la segnalazione del libro
Harris è una lettura obbligatoria, specialmente per noi europei, perché si scopre che alcuni miliardi di persone mangiano insetti e animali che noi troviamo schifosi.
E d'altra parte ci sono nostre abitudini alimentari che alcuni miliardi di persone trovano intollerabili.
Se poi il punto di partenza è quello che la cucina italiana è la migliore del mondo - ovviamente senza mai avere visitato Cina, Giappone, Vietnam, Thailandia, e avere provato le loro cucine - allora non c'è bisogno di leggere nulla.
Nessun antropologo sociale serio prende in considerazione un autore banale, facile da leggere e nazionalpopolare come Marvin Harris. leggetevi prima Clifford Geertz e la interpretazione della cultura e avrete una risposta molto piú meditata ai vostri dubbi. La lotta tra i galli e polli di Bali in Europa é una cosa orripilante, la lotta tra tori é cultura? Ovviamente per sapere che la cucina italiana non é né la migliore né fra le migliori non occorre leggere né Harris, ne Geertz, basta aver provato altrove agnelli, carne vaccina, pesce fresco e compararli con gli anodini prodotti italiani
Quando hai scattato quella foto, io ero di fronte a lui e mi sono anche mangiata le formiche. Ed erano anche buone, tartufate, le mie. Contesto e filosofia importanti, profondi. Belle memorie.
Gigio, non è un po' saccente il tuo intervento?
In fondo basta andare su wikipedia ed ecco il capitolone sui galli di Bali.
@gigio d'accordo su certe particolarità della cucina italiana che da 10 anni è in crisi totale (non tutte ovviamente...), la cui mediocrità non è evidente se non si è stati altrove per assaggiare la carne del Limousin, l'agnello di Sisteron, il pesce fatto sulla plancha sulla costa catalana. Ma penso anche ai dolci italiani, talvolta noiosissimi in confronto alle creazioni del resto dell'arco mediterraneo, e spesso inquinati da quel abisso gustativo italiano che è lo zucchero vanigliato. Non aiuta il fatto che il burro in Italia faccia oggettivamente schifo, e il latte un po' meno ma è sempre privo di gusto e profumo. Per i prosciutti e l'olio di oliva non siamo messi male, ma gli Spagnoli ci dominano! E la cucina contemporanea italiana: troppi pseudo-auteurs italiani hanno 3 anni di ritardo sui cugini spagnoli o francesi.
Quanto alle formiche rosse, un esempio di esibizionismo gastronarcisopornografico per épater quella bourgeoisie che sognia di farsi i 50 best restaurants secondo l'acqua Panna... ;-)
(da leggere tongue in cheek)
ciao
Mike
(da un mese in USA e sognando salsiccia di Bra, ragù come al Tondo a Reggio, e per finire un Bunet ma senza gli orrendi amaretti al gusto di mandorla artificiale)
Peccato che Alex Atala sia un ristoratore brasiliano che dice cari europei, proviamo a ragionare partendo dalle nostre tradizioni e non dall'idea che la cucina europea sia il centro del mondo.
Ecco allora che tutto appare in una diversa prospettiva e anche l'europeo Mike Tommasi potrebbe essere meno tranchant, tra l'altro non avendo mai mangiato al DOM di San Paulo, immagino.
Sono stato in Usa anche per lunghi periodi, a New York, Boston, Chicago, Denver, San Francisco, Los Angeles e ho sempre mangiato bene senza sognare da emigrante del 1800 perché negli Usa si mangia anche buona cucina italiana, forse negli anni '70 dello scorso secolo era difficile, oggi basta usare il web :-))
La cucina e il modo di stare a tavola dice molto di un popolo.
Io non amo per nulla parlare male dell'Italia.
Anzi, provo disgusto per gli italiani che lo fanno d'abitudine, ma devo ammettere che l'italiano medio è profondamente ignorante in campo enogastronomico. E soprattutto molto chiuso.
Alcuni miei parenti sardi o pugliesi mangiano degli stupendi tortellini in brodo con aria sospettosa. E si capisce che alla fine non li gradiscono al 100%.
Tutto questo per dire che un gusto insolito è fonte di grandi pregiudizi già tra una regione e un'altra.
All'estero, bisogna riconoscerlo, hanno una aperture mentale maggiore.
Quanti modenesi over 50 hanno mai assaggiato qualcosa di diverso dalla gramigna panna e salsiccia? A loro non interessa minimamente provare la cucina vietnamita, thailandese, cinese: bastano gnocco e tigelle. Gnocco e tigelle forever (...fossero buoni).
Questo grande rinascimento enogastronomico (che ha portato molta gente ad appassionarsi alle grandi materie prime, ai gradi vini, ai grandi ristoranti), l'ho già scritto mille vole, non farà breccia sullo zoccolo duro che vuole mangiare da scoppiare e possibilimente spendere meno di € 20.
Secondo me dovremmo ripartire dalle scuole.
Caro Stefano
sono stato un po' polemico sul mangiare in Italia, scusami per un attimo credevo di essere su IHV o altri newsgroup sul vino dove i post vengono letti in maniera molto "second degré".
Non sono certo un emigrato nostalgico, da 20 anni vivo sulla costa a 150km dal confine di Ventimiglia e sono in Italia almeno 2 volte al mese. Forse ero un po' nostalgico quando abitavo a Montreal (con altri 200.000 italiani).
Certamente mangiare formaggio (come da me in Francia) allo stato liquido che quasi cammina via da solo fa schifo non solo a persone di cultura extra-europea, ma anche a molti italiani. Fa altrettanto schifo che a me mangiare formiche.
Quello che trovo discutibile è quell'esibizionismo che consiste nel voler fare schifo agli europei, nel voler suscitare emozioni rivoltanti per affermare la debolezza dell'ex colonizzatore, appunto per épater les bourgeois. Mi pare un esercizio infantile che toglie dal vero talento dello chef; o molto probabilmente sono io che non ho colto il "second degré" del suo esercizio. In questo caso, parliamo di uno chef che, a leggere il menu, fa venir voglia di prentotare subito un volo per São Paulo, anche perchè di formiche non ce n'è nemmeno l'ombra nel suo menu...
ciao
Mike
seguo i link e mi sento tanto Sordi in "le vacanze intelligenti"....
Ma perchè fare sempre graduatorie. In fondo il cibo è assolutamente soggettivo. Ognuno potrà avere i suoi gusti culinari?
Mi ha sempre molto incuriosito alcuni vermi che vengono cotti. Dicono che sono buonissimi. Dovrei violentarmi nel mangiarli a causa del mio retaggio culturale, però la curiosità culinaria è tanta.
Sono d'accordo. Restando sempre nel campo antropologico una lettura altrettanto utile é l'opera di Laura Bohannan. Un'antropologa che si prese la briga di spiegare Hamlet ai selvaggi abitanti di una selva. Il risultato: non esiste una letteratura universale, cosí come non esiste una cucina universale. Quello che a noi italiani pare ovvio, la pasta diaria, solo a pochi chilometri pare una cosa per bimbi piccoli senza curiositá. L'antropologia puó essere utile per capire l'assurditá dell'etnocentrismo nelle investigazioni di campo. Non mi sento migliore perché mangio pasta invece di vermi. Ció non toglie che se mangio una bistecca, mi rendo conto che in Francia, Argentina e Spagna é piú buona che in Italia...
Anche in Scozia, by the way.
Anche TX e qualche altro stato btw.
Deviando un po' dal topic, a Londra c'e' una mini catena 'gastronomica' di steak houses che si chiama Goodman e serve carne inglese, irlandese, scozzese e americana, per chi vuole fare qualche confronto... C'e' chi dice che la Scottish grass-fed non teme paragoni con la Nebraskan corn-fed :)
Io ho sempre apprezzatto la carne australiana Wagyu e un filetto di manzo wagyu di 24 mesi da allevamento australiano,anche se costoso, rasenta lo sballo e non ce n'è per nessuno, Kobe compresa.
Beh si', immagino quella sia una Ferrari da Formula Uno, io parlavo di umili Mercedes da strada :)
Rene Redzepi ha servito formiche -vive- su foglie di cavolo e con una vinagrette al limone a Londra (per il suo pop-up al Claridges). le formiche hanno un gusto di citronella. Il piatto non era soltanto soprendente ma armonioso e delicato.
PS: c'era anche stephen hawking!!!