06
Ago 2012
ore 13:17
ore 13:17
Week end con scoperta di una ricetta antica, i frascatelli
Mentre camminiamo verso il binario 17 della Stazione Termini mi viene in mente che lo scorso anno agli inizi di agosto eravamo nel sud della New Zealand e oggi invece stiamo prendendo il Regionale Roma-Cassino, prima fermata a Zagarolo, dopo 24 minuti, prezzo del biglietto € 2.60 a persona.
Alla stazione di Zagarolo c'è Adriano Baldassarre che è venuto a prenderci per accompagnarci a Vallefredda per un fine settimana al fresco, via da una Roma rovente.

Vallefredda, nomen omen, il 4 agosto mantiene le aspettative: lettura, piscina, aperitivo e la sera un leggero golf perché ci sono 18 gradi.
Ma se il fresco e l'ozio sono rigeneranti non per questo si debbono abbandonare gli antichi vizi e così Antonello Colonna coinvolge la signora Leonilde, che è una sua parente, per una sessione di frascatelli.
Il nome frascatelli non lo avevo mai sentito e così sono andato nelle cucine del Resort con molta curiosita e armato di Canon.

Alla stazione di Zagarolo c'è Adriano Baldassarre che è venuto a prenderci per accompagnarci a Vallefredda per un fine settimana al fresco, via da una Roma rovente.
Vallefredda, nomen omen, il 4 agosto mantiene le aspettative: lettura, piscina, aperitivo e la sera un leggero golf perché ci sono 18 gradi.
Ma se il fresco e l'ozio sono rigeneranti non per questo si debbono abbandonare gli antichi vizi e così Antonello Colonna coinvolge la signora Leonilde, che è una sua parente, per una sessione di frascatelli.
Il nome frascatelli non lo avevo mai sentito e così sono andato nelle cucine del Resort con molta curiosita e armato di Canon.
La signora Leonilde è forse la più brava a fare i frascatelli, i suoi strumenti sono una piccola scopa di saggina, un setaccio, una spatola e una schiumarola.
La materia prima è un chilo di farina che lei prende a piccole quantità volta per volta, poi immerge la scopa di saggina nell'acqua e spruzza la farina che poi lavora con una mano creando piccoli grumi, non troppo grandi nè troppo piccoli.
La domanda che abbiamo fatto tutti è "ma perché la piccola scopa di saggina?"
Perchè è il modo migliore per bagnare la farina con piccole gocce d'acqua, cosa che usando le dita non risulta così precisa, spiega tranquillamente lei, mentre impasto dopo impasto lavora la farina e poi quando è aggrumata in modo giusto versa il tutto su una plancia.

La materia prima è un chilo di farina che lei prende a piccole quantità volta per volta, poi immerge la scopa di saggina nell'acqua e spruzza la farina che poi lavora con una mano creando piccoli grumi, non troppo grandi nè troppo piccoli.
La domanda che abbiamo fatto tutti è "ma perché la piccola scopa di saggina?"
Perchè è il modo migliore per bagnare la farina con piccole gocce d'acqua, cosa che usando le dita non risulta così precisa, spiega tranquillamente lei, mentre impasto dopo impasto lavora la farina e poi quando è aggrumata in modo giusto versa il tutto su una plancia.
Finito il lavoro di impasto, che è durato circa una mezz'ora, la signora Leonilde con l'aiuto di Adriano versa tutti i frascatelli pronti nell' acqua bollente e inizia a mescolare lentamente per tre minuti e mezzo.
Quando li giudica pronti, sempre con l'aiuto di Adriano, li scola un po' alla volta e ne fa sgocciolare tutta l'acqua.

Sembra tutto facile ma vi potrebbe capitare che, versato il vostro impasto di frascatelli nell'acqua bollente, vi ritroviate con una polenta invece dei frascatelli.


A questo punto non resta che condire i frascatelli, abitualmente come condimento si usa il pomodoro, ma la signora Leonilde dice che lei non disdegna il sugo di carne.
Piatto popolare e dai costi inesistenti, apparentemente facile da preparare, in realtà che si prepara solo se si ha mano ed esperienza.

La signora Leonilde prende la sua scopa di saggina e il setaccio e li mette nella borsa, è ora di andare, l'aspetta un battesimo.
Adriano l'accompagna, magari la prossima volta proviamo le tagliatelle.

Foto di S. Bonilli
Quando li giudica pronti, sempre con l'aiuto di Adriano, li scola un po' alla volta e ne fa sgocciolare tutta l'acqua.
Sembra tutto facile ma vi potrebbe capitare che, versato il vostro impasto di frascatelli nell'acqua bollente, vi ritroviate con una polenta invece dei frascatelli.
A questo punto non resta che condire i frascatelli, abitualmente come condimento si usa il pomodoro, ma la signora Leonilde dice che lei non disdegna il sugo di carne.
Piatto popolare e dai costi inesistenti, apparentemente facile da preparare, in realtà che si prepara solo se si ha mano ed esperienza.
La signora Leonilde prende la sua scopa di saggina e il setaccio e li mette nella borsa, è ora di andare, l'aspetta un battesimo.
Adriano l'accompagna, magari la prossima volta proviamo le tagliatelle.
Foto di S. Bonilli






Veramente interessante scoprire questa cucina popolare povera, dovevano essere molto buone ma non credo riuscirei a farle.
Nelle Marche abbiamo un piatto simile, si chiama frescarelli, pero si utilizza il riso, poi si condisce sopra con un intingolo di salsiccia e pecorino.
Dall'aspetto si assomigliano molto.
Viva la cucina popolare
Le nostre ricette sono migliaia, c'è una cucina popolare, povera, che affonda nei secoli e che noi dimentichiamo ma per fortuna nelle case ci sono donne come la signora Leonilde che continuano la tradizione.
Certo, sentire parlare di ricette con l'inflazione che c'è in giro di gente che cucina, fa venire l'orticaria, eppure sono proprio queste ricette l'anima più popolare della nostra cucina.
Nel film "Ultimo Tango a Zagarolo", Franco Franchi lascia la moglie che lo voleva costringere ad una dieta forzata.
Forse anche lui non poteva rinunciare ai Frascatelli :-)
Sì, la citazione non è eccelsa, ma mi sembra appropriata visto che parliamo di cucina popolare.
Secondo me sono la stessa cosa, vedi quì: http://www.saporetipico.it/tradizione990/marche/frascarelli.html
Ho fatto in tempo a mangiarli quando ero più giovane, fatti da mia mamma. Sarebbe curioso scoprire se è un piatto originario delle Marche poi esportato anche nel Lazio o viceversa.
È davvero un "buen ritiro" per benestanti? Non capisco se ne sta parlanfo così tanto da apparire come una promozione, tolto il resort, Vallefredda è ili minimalismo fatto paese;-P
Recipient address: giov@n.ni
Reason: Illegal host/domain name found
Caro Giovanni P. perché scrivere usando una mail falsa? Questa è la risposta che arriva se si scrive alla mail che hai messo come tuo indirizzo.
Peccato, io ti avevo risposto personalmente... :-))
Ma non il post non parlava di frascatelli? Il resorto mi sembrava un "contorno"
Infatti io avevo risposto direttamente a Giovanni P, tanto per non alimentare un'inutile polemica, che il resort era un di cui, non era certo il centro dell'articolo, d'altra parte i frascatelli erano stati preparati nella cucina del resort e non altrove.
Ma forse la mail può spiegare qualcosa :-))
L'italia custodisce un immenso patriomonio di ricette legate alla cucina povera e contadina. Andrebbero valorizzate e promosse per non farle cadere nell'oblio.
L'impressione è che sia un parente del cuscus, no?
Nella regione portoghese di Tras-os-Montes, al confine settentrionale con la Galizia, si fanno i "cuscos", con un processo molto simile. Lì si attribuisce alle comunità ebraiche, isolate dopo il XV sevolo.
Ne parla Jorge qui - http://gourmetymerlin.blogspot.com.es/2012/05/judios-y-cocina-transmontana.html - il video alla fine è abbastanza chiaro :)
Tutto molto bello, ma qui o ci sono dei favoritismi o la signora le porzioni non le sa proprio fare :)