28
Set 2012
ore 14:17
ore 14:17
Cucina spettacolo anche nel deserto
Una cucina affacciata sulla sala, una cucina bella e moderna, il blocco in primo piano è una marca australiana, il resto della Elettrolux.
I cuochi lavorano molto più che a vista, sono sul palcoscenico e probabilmente una nostra Asl vieterebbe tutto questo, ma che spettacolo sentire le comande scandite ad alta voce e la risposta secca "Oui chef" in francese che, come sempre, è la lingua ufficiale dei ristoranti internazionali nel mondo.
Le Traiteur è il ristorante francese del Park Hyatt di Dubai e lo chef, Simon Wipf, è svizzerro, il brunch è internazionale, deve divertire una clientela ricca e curiosa che accetta di mangiare cibi non leggerissimi mentre fuori la temperatura è di quelle tostissime, almeno per i nostri canoni, tipo 38°/40°
Ma se invece che al brunch si va a cenare al Traiteur, allora viene da dire chapeau perché dal menù francese compare un piatto, l'anatra all'arancio, eseguito alla perfezione e congratulazioni anche all'anatra le cui carni erano buonissime.

Ma torniamo al brunch e alla gente già in fila alle 12,30 vestita elegante e consapevole che il menù è a oltranza, sola differenza di prezzo per il vino di accompagnamento.
Noi guardiamo lo spiedo che gira, forse non ci srebbe bisogno neppure della brace, si potrebbe puntare a una cottura a bassa temperatura tipo i 40° che ci sono nell'aria.
Noi comunque ci dirigiamo in piscina a mangiare un tramezzino.
Foto di S. Bonilli
Stefano Bonilli
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E' vero, il ristorante francese del Park Hyatt è veramente elegante, bello a vedersi con la cucina aperta, niente vetri e cuochi nell'acquario, sono lì a due passi dal tuo tavolo e tu vedi il tuo piatto da quando viene fatta la chiamata a quando te lo portano.
Cucina molto buona, ci vado spesso il fine settimana.