10
Nov 2012
ore 15:17

La goduria di fare la spesa

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Due broccoli, un mazzo di cavolo nero, un mazzo di bieta, due chili di cipolle bianche, sette pomodori, una fetta di zucca, un chilo di mele Annurca, totale €14,50

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Una bella giornata di sole induce a fare una passeggiata fino al Mercato di Campagna Amica al Circo Massimo dove il sabato e la domenica i piccoli produttori delle campagne laziali portano i loro prodotti sotto le bandiere della Coldiretti.
Un appuntamento settimanale che si svolge da alcuni anni con grande successo.

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Il mercato è pieno e anche nel cortile tutti i tavoli sono occupati dalla gente che mangia al sole o un panino col prosciutto, la coppa o la porchetta, oppure dei piatti caldi sfornati da un banco vicino che ha pentole e fornelli.
Tanti giovani, coppie con bambino, anziani, clima rilassato, si fanno le file col numero e quindi nessuno ha lo stress da "sorpasso".
Si viene qui perché i prezzi sono convenienti, la mia spesa, per esempio, sarebbe costata tra i 25 e i 30 euro ai banchi di Campo dei Fiori, ma si viene qui anche perché è bello, ci si sente più in sintonia con gli altri e con la natura.
Questi mercati si vanno sempre più affermando un po' in tutta Italia e con il successo cominciano a comparire i primi trucchi, alcuni banchi - non qui ma in altri mercati - offronno anche frutta e verdura che non è di produzione diretta.
Venire in questi mercati è un modo per riscoprire la nostra origine contadina e la bontà dei prodotti che arrivano direttamente dal campo senza tanti passaggi e tante celle frigorifere.
Sessanta anni fa si occupava di agricoltura il 35% della popolazione, oggi solo il 3% lavora nelle campagne.


Foto di S. Bonilli

commenti 10

Non mi sembra propio una spesa economica, se consideriamo che se avessero venduti gli stessi prodotti all'industria, o alla grande distribuzione, o al mercato ortofrutticolo ne avrebbero ricavato si e no 2 euro. Sarebbe corretto ( e sacrosanto ) che i produttori guadagnassero il giusto ma che anche il consumatore finale spendesse meno. Invece cosi la cosa è assolutamente sbilanciata a favore del venditore.

10 Nov 2012 | ore 17:46

Forse, caro Giovanni, vivi in un altro pianeta, da noi a Roma due broccoli grossi, un cavolo nero, della bieta, due chili di cipolle, un chilo di mele, mezzo chilo di pomodori e un grosso tocco di zucca in qualunque mercato della città non costerebbero €14,50 ma almeno €20, provare per credere.

10 Nov 2012 | ore 17:56

Anche dove abito io sul Lago d'Iseo,il sabato mattino c'e il mercato della Coldiretti,mi trovo benissimo,prodotti freschissimi e prezzi molto buoni,frutta,verdura,olio evo,carne,formaggi e piante.Nota positiva in questo periodo cosi'strano.A risentirci Direttore.

10 Nov 2012 | ore 20:26

@stefano bonilli credo che giovanni volesse dire che in assenza di intermediari,con una filiera corta, anche il contadino dovrebbe abbassare il prezzo finale che fuori Roma vi assicuro quei prezzi sono abbastanza alti.
Invece spesso anche il contadino approfitta e mantiene prezzi alti facendosi forza di una supposta migliore qualità, spesso vera.
Infine un commento: nessuno contadino vero può coltivare tutte le varietà che hai acquistato, dalle mele alle cipolle alla zucca ai broccoli, in quantità da venderne in un mercato. Almeno parte dei prodotti sono acquistati da terzi, e questo spiega i prezzi comunque alti.

11 Nov 2012 | ore 07:07

Ecco, è partita la caccia alle streghe, ai perfidi monatti campagnoli che si, è vero, mi fanno risparmiare, ma da succhiasangue quali sono, potrebbero farmi risparmiare molto di più.
E poi chi mi garantisce la provenienza domestica dei vari prodotti? E se invece di averli coltivati lui li avesse coltivati qualche altro collega e ci fosse un accordo di mutuo aiuto nella commercializzazione con alterne presenze ai mercati?
Il succhiasangua ed avido campagnolo deve essere lui a vendermi solo la propria produzione, altrimenti mica va bene, non è che trovano anche il tempo di riposarsi!
Infine, di sicuro comprano da altri, non amici/colleghi magari confinanti, per poi rivendere. Altrimenti come spiegare le tonnellate di merce che ognuno di loro settimanalmente smercia? Poi settimanalmente, chissà quanta altra merce vendono tutti gli alòtri giorni in altri mercati? Questi perfidi ed avidi monatti campagnoli, i mercati se li girano tutti!
.
Ciao

11 Nov 2012 | ore 10:50

non fa una piega... davvero.
ma io dico, godiamone no??? niente, demonizziamo anche una cosa positiva in nome del principio "sono tutti omosessuali con il posteriore altrui"

11 Nov 2012 | ore 19:05

Mio suocero coltiva per hobby, e un po' per sussistenza, tutta questa roba e anche di più. In quantità, vi assicuro, da venderne al mercato.

12 Nov 2012 | ore 00:34

Confermo, per Roma i prezzi sono molto convenienti. Certo il super costa meno, ma la qualità e i danni della grande distribuzione sono quelli che sono...

Certo il mercato di campo dei fiori è carissimo, ma visto il posto e la clientela è giusto che sia così.

12 Nov 2012 | ore 00:37

Il conto non è propriamnete economico ma rispetto ai super penso che la qualità sia superiore. Quando mi capita vado anch'io a rifornirmi direttamente alla base senza tuttavia farne un dogma. e comuqnue se non altro le mele sanno di mele e i pomodori di pomodoro, cosa non scontata se si va nella GD.

13 Nov 2012 | ore 15:42

assolutamente ottimo!
a volte lo fanno pure all'auditorium parco della musica, per chi è dell'altra parte di Roma :)

ribadisco l'ormai ovvio: quei prezzi, per Roma, sono conveniente, considerando qualità! con i supermercati non c'è paragone, rispetto a sapore...

21 Nov 2012 | ore 17:09

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