30
Gen 2013
ore 17:03
ore 17:03
A pranzo dalla 'Ndrangheta
Ristorante Platinum di Roma
Al numero 8 della via c'è un ristorante senza insegne, è il "Platinum", uno dei mille locali di Roma, elegante ma non appariscente all'esterno, un ristorante come tanti ma a leggere l'ordinanza del Gip del Tribunale di Roma, Simonetta D'Alessandro, non proprio come tanti perché di proprietà della società "Lasara 98 Srl, di Giuseppe Di Stilo e Carla Voluttà, di fatto di proprietà di Carmine Saccà, della Famiglia dei Gallico, 'ndrangheta di alto bordo.
Saccà è un signore che ha precedenti per estorsione.
Il lungo elenco dei beni sottoposti a sequestro da parte del Gip D'Alessandro comprende anche 18 fabbricati a Palmi (Reggio Calabria) e 8 a Roma; 44 terreni, pari a 14 ettari, destinati alla coltivazione delle olive tra Palmi e Gioia Tauro (Reggio Calabria); 31 conti correnti bancari; 11 partecipazioni societarie; 5 autovetture.
Il lungo elenco dei beni sottoposti a sequestro da parte del Gip D'Alessandro comprende anche 18 fabbricati a Palmi (Reggio Calabria) e 8 a Roma; 44 terreni, pari a 14 ettari, destinati alla coltivazione delle olive tra Palmi e Gioia Tauro (Reggio Calabria); 31 conti correnti bancari; 11 partecipazioni societarie; 5 autovetture.
La notizia è di questa mattina ed è l'ennesimo ristorante di Roma che si scopre di proprietà di organizzazioni mafiose, come molti bar, negozi, piccoli supermercati, alberghi, come il bar Le Antiche Mura, sequestrato nel corso di questa stessa operazione della Dia e, è facile immaginarlo, come molti altri esercizi non ancora raggiunti dalle indagini ma dei quali si mormora da tempo.
E quindi tu domani, romano o turista che sia, passeggerai per il centro di Roma e magari ti chiederai se quel tal ristorante sempre vuoto stia aperto per altri motivi, e poi pensi a quel bar mediocre e a come farà a pagare l'affitto, poi tutto si dimentica, si cammina per il centro senza pensare a queste cose, sino al prossimo sequestro, sino alla prossima retata perché ormai a Roma la 'ndanghetra ha messo radici, la mafia, invece, abita qui già da decenni.
Stefano Bonilli
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E' triste.
Un'altra cosa che mi dà molto da pensare è il fiorire di negozi di frutta e verdura, in cui conoscere l'origine di quello che vendono è impossibile (sporadicamente compare un "arance sicilia"), e che sono aperti 7/7 e non dico 24h ma quasi. Parliamo di una zona in cui non ci sono panifici (tranne un alimentari), manca un emporio di detersivi, mancano un sacco di cose. Ma i negozi di frutta nascono come funghi, mentre è sparito l'unico fruttivendolo che vendeva soprattutto roba locale, se non di produzione propria.
Qualche anno fa sono entrata per un caffè in un bar in piazza Colonna proprio di fronte a palazzo Chigi. Non sono una persona furba e non penso di aver un'intelligenza particolare, ma dopo solo un minuto mi sono resa conto che era uno dei locali gestiti una delle tante mafie per riciclare soldi. Dopo qualche mese ho letto che era stato seguesytrato perché di proprietà di una società di Carmine Saccà. Eppure, sempre secondo il giornale, era frequentato da deputati, ministri e poliziotti. Ma nessuno di loro ha avuto la mia stessa impressione?
@Annalisa Barbagli: A dirla tutta, qualcuno se ne accorse gia' nel lontano 2007/2008, ma fu subito tacciato di razzismo: era la deputata radicale Rita Bernardini. Al riguardo, esattamente 5 anni fa, gennaio 2008, l'on. Bernardini propose delle misure di controllo per accertare la trasparenza di molti locali del centro di Roma. Quindi, mentre qualcuno ha "sentito", qualcun altro ha fatto bellamente finta di niente.