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Gen 2013
ore 15:51

MasterChef, cattivi maestri

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Joe Bastianich

Lui è quello veramente cattivo, di una brutalità all'americana, e così capita anche che butti il piatto del concorrente con tutto il contenuto nel lavandino.
Fa parte del copione, dello stile del programma MasterChef, in onda su Sky, che sta avendo grande successo, tra i 700.000 e gli 800.000 spettatori a puntata, un'enormità per una televisione satellitare.

A me non piace la trasmissione e non piacciono loro, tanto per essere brutalmente sinceri.

Non mi piace il modo violento, villano, sfottente che hanno molto spesso nei confronti dei concorrenti i tre master Bastianich, Barbieri e Cracco.
Li vedi orgogliosamente presi dalla parte che interpretano, nessuna ironia, solo modi severi, Bastianich dice che la cattiveria è un elemento indispensabile e Cracco dice che la cucina non è un gioco.

Io dico che la televisione è come una droga, dopo un po' è facile che perdi di vista la realtà ed è difficile il ritorno alla vita di tutti i giorni. Così avremo perso due bravi cuochi - Bastianich è un imprenditore - senza avere in cambio nulla.



Foto di S. Bonilli

commenti 74

Temo che tu abbia proprio ragione. La penso più o meno allo stesso modo e tra l'altro faccio anche molta fatica a capire le scelte dei "giudici" perché a volte sono abbastanza incomprensibili, almeno per ciò che traspare dallo schermo. L'atteggiamento da scuola militare è sopra le righe e persino offensivo nei confronti dei partecipanti che mi sembrano fin troppo accondiscendenti, i tempi sono eccessivamente compressi (il montaggio fa sì che poi alla fine venga fuori solo quello che la regia vuole mostrarci, togliendo praticamente ogni significato alla parola "reality") e la differita di sei mesi (o quel che è, comunque troppo) è quasi comica. Sembra di vedere delle repliche accorciate di un programma dell'anno scorso.

22 Gen 2013 | ore 16:02

Ovviamente dissento.
L'unico programma di cucina in tv che non fa dormire.
Il contorno di cui parla il sig. Direttore è solo un po' di show, ma non è quello di certo ciò che mette tutta 'sta gente davanti alla tele.

22 Gen 2013 | ore 16:05

Perfettamente d'accordo. Poi mi piacerebbe chiedere a muso duro (proprio come fanno loro) ai signori Barbieri e Cracco quante volte in una settimana sono presenti nei loro ristoranti!

22 Gen 2013 | ore 16:20

Lo seguo in Irlanda; non e' cosi' male e i conduttori, sebbene possa capitare che siano severi, non fanno sceneggiate napoletane.

Immagino che urla e piatti nel lavandino (a la Ramsey) e' quello che piace a una parte dell'Italia che segue questi programmi.

22 Gen 2013 | ore 16:39

Lei è uno spocchioso e insopportabile snob, invidioso del successo che la trasmissione ha anche su Dissapore

22 Gen 2013 | ore 17:10

Guardavo tutte le trasmissioni dove c'era qualcuno che cucinava, comperavo tutte le riviste e le dispense di cucina, ho accumulato un garage di carta. Non guardo più queste trasmissioni , ho buttato tutta la carta......mangio meglio.

22 Gen 2013 | ore 17:32

La cattiveria dei giudici è parte del copione, stiamo parlando di fiction, non dimentichiamolo. Il programma ha un buon ritmo e si lascia guardare senza annoiare, a differenza di tutti i pistolotti noiosissimi propinati nel corso degli anni dai canali tematici (se serve un elenco dei suddetti pistolotti chiedere pure, ce l'ho pronto).

22 Gen 2013 | ore 17:41

Che Stefano possa essere snob, può anche essere. Ma che sia invidioso del successo che MasterChef ha su Dissapore la vedo proprio difficile.

22 Gen 2013 | ore 17:46

Maurizio, c'è del vero in quello che scrivi ma ricorda che Masterchef è un Talent-Show e non un Reality stile GrandeFratello.

Tutto è costruito e montato per essere divertente (per gli spettatori) e per dare suspense (vedi i tagli sull'annuncio dei vincitori con i frequenti riepiloghi)

C'è di peggio, comunque... ;-)

22 Gen 2013 | ore 17:50

Stavolta non concordo nemmeno io al 100%. A volte succede.
L'errore non è nei giudici, ma nei concorrenti.
La cucina è cultura. Non è nè moda, nè arte.
Purtroppo questo grande rinascimento enogastronomico ha fatto credere allla massa che cucinare stia a metà tra l'arte e il fashion.
Non c'è niente di più sbagliato.
Ormai in tanti sanno che è Scabin, chi è Bottura, chi è Cracco, esattamente come se fossero stilisti, calciatori o politici.
Tutti vorrebbero essere delle star, esattamente come loro. Sempre in TV, sulle riviste....etc..
E' la sindrome del Grande Fratello, appena meno cialtrona.
Il punto è che che a nessuno viene in mento che la cucina è anche stare nei campi, parlare con i contadini, con i pescatori, con i pastori, con gli artigiani.
Questa, che sarebbe la cosa più importante da comunicare, è quella che passa sempre sotto silenzio.


22 Gen 2013 | ore 17:50

Lei non vuole proprio ascoltare i consigli di Vizzari .Dopo il qualunquista di E.V. e lo snob di Razzo,che dobbiamo aspettarci? Perchè se si guarda la realtà con occhi diversi ci si accorge della melassa che ci circonda,ma
si può dare fastidio.Comunque sappia che non è solo.

22 Gen 2013 | ore 17:56

Domani i suoi tre prediletti sono a Invasioni Barbariche, avrebbero potuto invitarla così si sentiva anche una voce autorevole contro.

22 Gen 2013 | ore 18:57

L'ha pensata un altro, lo dico io ma e' lo stesso: Bonilli e Pignataro non sono stati mai cosi' d'accordo. Io un po' meno, ma mi sento come il pianista in mezzo al saloon:-)

22 Gen 2013 | ore 20:20

Io sono dalla sua parte, gentile direttore. Trovo spocchioso ed insopportabile quell'atteggiamento duro di Bastianich che getta i piatti nelle pattumiere e di Cracco che ostenta l'aria di duro (Barbieri è il più moderato dei tre). Non è brutalità la loro, ma il mettere in mostra una avversione alla buona educazione. Diciamo che scimmiottano lo chef Gordon Ramsey quando in tv perde le staffe e va spessissimo fuori di testa.
Per esternare il proprio disaccordo coi concorrenti basterebbe giusto qualche parola detta moderatamente per esprimere un personale disappunto, o magari (perché no) il rifiutarsi di assaggiare piatti che potrebbero apparire disgustanti. Invece devono fare i duri, per sottolineare che in cucina vige il clima della brigata, dove la struttura a vertice che punta sul capo (chef) non va mai dimenticata, e per dire che loro sono il capo.
Io so che i grandi, per far valere idee e convinzioni, non hanno bisogno di urlare, perché le grandi idee camminano da sole. Anche se ciò diventa sempre più raro in un mondo dove scarseggiano i buoni propositi e le buone maniere.
Lei non è snob affatto. Gli snob sono gli altri.

22 Gen 2013 | ore 20:40

Sig.Stefano a prescindere dal nostro scontro, qui però voglio esprimere la mia solidarietà. Ho guardato un pò la prima serie e sono rimasta veramente disgustata. Non per le pietanze i concorrente ecc. ma per la gratuita cattiveria sul tipo di sputare il boccone nel piatto perchè non gradito che mi è sembrato ancora peggio di quello gettato in pattumiera. Ormai non mi meraviglio più si vede che io non ci capisco niente e mi vanto in questo preciso caso e se mi dicono che sono snob mi sta anche bene.
Peccato perche Cracco ha una cucina ed una personalità che mi piaceva, Bastiancich è delle parti mie...si vede che incrementa cosi e Barbieri lo conosco solo per il libro delle polpette venuto fuori proprio con questa trasmissione per il resto illustre sconosciuto.
Un caro saluto da Trieste e buona settimana.

22 Gen 2013 | ore 21:07

Barbieri illustre sconosciuto non si può sentire, però :-D È uno degli chef che hanno fatto la storia della cucina italiana moderna. Il direttore mi correggerà se sbaglio...

23 Gen 2013 | ore 00:03

[quote]. Non mi piace il modo violento, villano, sfottente che hanno molto spesso nei confronti dei concorrenti i tre master Bastianich, Barbieri e Cracco. [/quote]

E l'essenza della trasmissiome, fa ascolto proprio per quel motivo, fosse stato tipo "Julie & Julia" non l'avrebbe visto nessuno.

Capisco però che a un addetto al settore (un integralista gastronomico aggiungerei) la cosa possa disgustare.

23 Gen 2013 | ore 08:07

Anche io concordo con Lei, direttore. Però...
Almeno Lei e quelli come lei che del mondo gastronomico avete una conoscenza consapevole (io non mi ci metto dentro perchè non ho le carte giuste) convincetevi che MasterChef e programmi simili (alla fine anche la Parodi io la metto tra questi) non hanno lo scopo di promuovere e diffondere la buona cucina. Non hanno lo scopo di creare dei grandi chef. Non hanno lo scopo di far realizzare il sogno americano ai concorrenti. Lo scopo di questi programmi è solo audience e pubblicità a chi li trasmette, a chi è stufo di restare solo un nome dietro a delle porte di una cucina di un grande o piccolo ristorante, pensando che per essere dei grandi personaggi al giorno d'oggi non basta essere bravi nel proprio lavoro, ma si sente il bisogno di comunicarlo a tutti e quindi bisogna andare in tv.
Per quanto riguarda i concorrenti mi chiedo se davvero questi siano così illusi di poter avere successo e diventare chef, nemmeno passando da cuochi, direttamente chef, preparando in ogni puntata delle mono porzioni invece che un servizio per un ristornate anche di soli 15-20 coperti. E li senti dire: "Il mio sogno", "Questa cosa mi ha cambiato la vita", "Voglio aprire un ristorante tutto mio, con pochi tavoli, per fare le cose bene". Per piacere, siete tutti adulti, provate ad essere alcmeno una volta seri e pensate, "pensate" prima di parlare.
Come ho già scritto in passato, oggi più che in passato in tv quello che tira è la cucina e la canzone. E giustamente gli uomini di tv fanno programmi per le persone che hanno l'hobby, non la passione, per la cucina e la canzone.
Alla fine questa moda, come le altre, passerà e di cucina e gastronomia rimarranno solo quelli che c'erano prima, ossia gli appassionati.
Io intanto Masterchef lo guardo e non mi perdo una puntata. Come show va' più che bene...come show.

23 Gen 2013 | ore 09:23

Uno spettacolo desolante e una sconfitta per il genere umano. Non c'è gioia, non c'è condivisione: solo gelo artico. E poco importa che si tratti di seguire un cosiddetto format o che si ossequi l'ammuffito luogo comune secondo il quale la cucina è una caserma e la disciplina deve essere militaresca. La cucina è fuoco, in senso letterale e metaforico. Comunque Barbieri è molto apprezzabile.

23 Gen 2013 | ore 09:25

Stasera guarderò Invasioni Barbariche per vedere fuori dal contesto MasterChef il trio di conduttori.
La trasmissione l'ho vista alcune volte, la trovo furba, ben fatta ma con tratti di sgradevolezza e volgarità che non possono essere giustificati dalla ricerca degli ascolti.
Se sull'altare degli ascolti si deve sacrificare il buon gusto e trasmettere un messaggio negativo allora si giustifica qualunque volgarità, allora i sederi scodinzolanti e nudi di molte signorine vanno bene, allora va bene la De Filippi e la tv del dolore.
PS: Non si può sentire che Barbieri è uno sconosciuto ma neppure che Bonilli sia un integralista gastronomico e uno snob.
Quanto all'invidia per dissapore mi sembra una sciocchezza scritta da quel versante di lettori.

23 Gen 2013 | ore 09:50

E' l' unica trasmissione dedicata al mondo legato alla cucina che riesco a guardare e sopportare assieme a qualcosa su Gambero Rosso.
Riguardo all' ambiente militare direi che ben rispecchia quello in cui si può imbattere un aspirante chef .....

23 Gen 2013 | ore 10:51

Non discuto sui gusti televisivi, pero' ci tengo a dire che BEN VENGANO trasmissioni "popolari" e magari un po "all'americana", se parlano di cucina.


anche perche' non fanno disinformazione, solo un po di sensazionalismo e magari ispirano qualche giovane ad occuparsi di gastronomia in un modo o in un altro. e questo e' bene.

23 Gen 2013 | ore 11:02

Ma dove la vedi tutta sta volgarità?
Bonilli non è snob? Dai su, non è mica un insulto e poi lo sa anche lui.
Ma non neghiamo l'evidenza.

23 Gen 2013 | ore 11:45

Masterchef UK mi sembra meno volgare e sgradevole (anche per quel che concerne i concorrenti) di quello italiano, anche se ammetto che di quest'ultimo ho visto solo pochi spezzoni (che mi sono bastati).

23 Gen 2013 | ore 12:10

Forse edvige non conosce il Trigabolo, Argenta, Corelli ecc. ecc. Concordo Antonio: li e loro sono stati un pezzo importante della storia della cucina italina moderna
Ciao
Pier

23 Gen 2013 | ore 12:23

Per me Masterchef sta alla cucina come un film porno di medio livello sta ad una romantica storia d'amore... la verità è che la TV vende quello che la gente vuole vedere, e la gente adesso vuole vedere queste cose... Barbieri Cracco e Bastianich sono grandi nei loro settori ma la pagnotta è la pagnotta e, come ha capito anni fa Vissani, un'ora in TV rende assai di più - al di là dei narcisismi - di qualche tavolo appparecchiato. Cosi è se ci pare...

23 Gen 2013 | ore 13:56

Gentile Bonilli, su Masterchef puó pensare e scrivere qualsiasi cosa, del resto è un programma di intrattenimento e, come tale, puó piacere o meno. A me personalmente diverte, poi ognuno fa quello che vuole. Quello che peró non le permetto è dire in maniera sarcastica che "abbiamo perso un cuoco". Carlo è sempre presente in cucina (tranne ovviamente i giorni in cui è impegnato in eventi esterni, che ultimamente prende peró sempre di meno) e il ristorante sta andando molto bene. Non lo dico tanto per dire ma mai come quest'anno si respira un'energia e una voglia di fare pazzesca, abbiamo clienti che vengono per la prima volta e ritornano, riceviamo un sacco di complimenti e giudizi entusiasti, continuiamo con la stessa passione e voglia di sempre a studiare, fare ricerca, creare nuovi piatti, nuovi sapori, nuove emozioni.
Questo Masterchef di cui lei si è preso la briga di parlare è in realtà solo un 10% di quello che facciamo che, mi creda, è ben altro e ben più appagante.
Se venisse a trovarci, visto che è da tanto che non la vediamo da queste parti, se ne renderebbe conto in prima persona e, sono sicura al 100%, non scriverebbe più che "abbiamo perso un cuoco". Se perdo la scommessa, giuro che le offrirò una cena dove vuole, magari da uno di quelli che lei considera cuochi veri.
Grazie. Rosa Fanti - Ristorante Cracco

23 Gen 2013 | ore 15:24

Cara Rosa, io sono da sempre un estimatore di Carlo Cracco e proprio per questo esprimo delle critiche così come in passato ero intervenuto e mi ero molto esposto quando lui era stato al centro di pesanti polemiche.
La trasmissione non mi piace ma, come lei giustamente dice, può piacere o meno, anche la copertina di GQ non mi è piaciuta, e qui il discorso è più complesso e, secondo me, meno lasciato al giudizio del tipo mi piace/non mi piace, attiene al gusto, all'immagine di un cuoco ecc...
Leggo che il ristorante è in una fase creativa e positiva e sono contento, la fine del mio commento diceva che la tv è una brutta bestia e si rischia di rimanerne travolti, non che si è sicuramente travolti.
Se non è così, se Carlo Cracco è più che mai impegnato in cucina, ne sono felice.
A questo punto non mi resta che venire a trovarvi, lunedì 11 febbraio a cena potrebbe essere l'occasione.
Posso prenotare un tavolo per 4 a mio nome?
Grazie

23 Gen 2013 | ore 15:58

...posso essere uno dei quattro? ;-)
Comunque appena ho un momento devo raccontare la mia esperienza estiva a Masterchef, perché devo dire che il dietro le quinte è un po' tutt'altra cosa...

23 Gen 2013 | ore 16:28

Con molto piacere.
Avendo un bimbo piccolo di sei mesi non so se riuscirò ad essere presente, ma farò il possibile per conoscerla. Ad ogni modo, qui il tema è la cucina, per cui Carlo l'accoglierà più che volentieri. Poi mi farà sapere lei se ho vinto o meno la scommessa..
Grazie per la risposta e per aver preso seriamente il mio commento. Un caro saluto. Rosa

23 Gen 2013 | ore 16:38

Veramente per sei sarebbe meglio, no?

23 Gen 2013 | ore 19:17

Rileggendo i commenti ho visto quello di edvige che esordisce ricordando uno scontro, a son di post immagino, avuto in questo spazio. Il finale meriterebbe una continuazione dello scontro ..... Barbieri un emerito sconosciuto ????? Abito da 23 anni a Milano e sono andato al Trigabalo quando abitavo a Rovigo, quindi almeno 25 anni fa. Peccato edvige non possa rivivere certe esperienze: cambierebbe subito idea .....

24 Gen 2013 | ore 09:58

non capisco che senso abbia accusare uno show televisivo del fatto che faccia show.
la tv non è ovviamente la realtà, questo si impara solitamente già intorno ai 4-5 anni.
basterebbe utilizzare un pò di spensieratezza e ironia per prenderla per quello che è, un passatempo, una fuga dalla realtà, un sogno, uno show.
se non la si vuole vedere non la si guarda ma senza per questo doversi ritenere superiore agli altri.

24 Gen 2013 | ore 14:52

Ci sono bei libri e libri un po' volgarotti, ci sono bei film e film con scene di sesso acchiappa pubblico e ci sono show belli - Fiorello ne è un esempio - e show non riusciti.
Dipende dai gusti, non si tratta di sentirsi superiori ma neppure di venire qui a spiegarmi cosa è uno show, spiegarlo a uno al quale lo show non è piaciuto ma inizia dicendo che almeno a 800.000 persone lo show piace.
Ma a me no, e lo dico qui, dove se no?

24 Gen 2013 | ore 18:52

Per sette, please!

24 Gen 2013 | ore 20:44

A me personalmente Masterchef piace come programma, ma trovo davvero irritante che utilizzino alcune volte modalita' di giudizio non proprio eleganti. La competizione deve essere sempre qualcosa di rispettoso e i giudici non devono essere degli sclerotici nazisti. La cucina e' passione e nella passione ci vuole rispetto.

24 Gen 2013 | ore 23:12

Andiamo ragazzi!!! Cracco e Barbieri sono dei grandi cuochi e non sarà una programma filoamericano a rovinarne la reputazione. È palese che tutto sia fatto per l'ascolto. Bastianich invece è solo un cog*ione come la maggior parte degli americani.

25 Gen 2013 | ore 05:54

e immagino che i libri belli siano solo quelli che piacciono a lei mentre gli altri sono volgarotti, così come ci sono show belli (solo quelli che piacciono a lei, ovviamente) e show volgarotti (quelli che lei critica, guarda caso).
Insomma a me Fiorello non piace, per me è un paraculo e le sue battute sono talmente banali che mi generano compassione umana, però se facesse una trasmissione di successo non mi permetterei di dire che è "violento, villano, sfottente" perchè in quel modo offenderei anche tutte le persone che lo guardano.
insomma si può dire che una trasmissione non piace e argomentare, senza dover offendere chi la guarda oppure senza ergersi ad essere superiori, raffinati e aristocratici, in antitesi con l'ignoranza del volgo.
non trova?

25 Gen 2013 | ore 09:31

Dunque vediamo:
Bonilli, che afferma semplicemente che Masterchef e i suoi giudici non gli piacciono per "il modo violento, villano, sfottente che hanno molto spesso nei confronti dei concorrenti" (il che mi sembra innegabile indipendentemente dal giudizio complessivo dello show, poi ognuno può ritenerlo accettabile o meno) sarebbe uno che si ritiene superiore ed offenderebbe il vasto pubblico che apprezza lo show, mentre Gianluca, che afferma che Fiorello È un paraculo le cui battute generano anche compassione umana non offenderebbe nè Fiorello nè il suo pubblico... c'è qualcosa che non capisco... :-D

25 Gen 2013 | ore 12:22

Rispondo perché trovo il suo intervento esemplificativo della malattia della rete, trovare da discutere dove non ce n'è motivo.
Io trovo volgare buttare un piatto con il cibo cucinato dentro il lavandino dicendo con fare disgustato a chi lo ha appena preparato che fa schifo.
A lei piace?
Sono fatti suoi, se ha un blog lo scriva, qualcuno le risponderà...
Questo però è il mio blog e qui esprimo i miei pareri senza per questo dire che chi la pensa diversamente da me sia criticabile, dove mai è scritto????.
Quindi che cavolo c'entra quest'ultimo intervento da utente offeso?
Non trova?

25 Gen 2013 | ore 13:32

non ci siamo capiti, è ovvio che lei possa dire che il programma non le piace, ed infatti il mio commento iniziale era riferito unicamente allo stupore per il fatto che lei criticasse uno show per delle motivazioni che a mio avviso fanno parte della natura di uno show di quel tipo, e non per il fatto che lei ritenesse lo show volgare (è sacrosanto, e ci mancherebbe).
ma se poi lei risponde dicendo "Ci sono bei libri e libri un po' volgarotti, ci sono bei film e film con scene di sesso acchiappa pubblico e ci sono show belli - Fiorello ne è un esempio - e show non riusciti" traspare un tono altezzoso e secondo me poco rispettoso di chi invece apprezza quel tipo di show.
non ci offendiamo per così poco ovviamente, mi pare una discussione tutto sommato serena.

25 Gen 2013 | ore 14:00

dink, la citazione su fiorello era volutamente provocatoria per rendere l'idea che i parametri di valutazione possono essere molto diversi.
fiorello poi a piccole dosi mi piace....oddio molto piccole, ma ogni tanto qualche battuta bella gli riesce :-)
e poi cosa vuoi da me, l'ha detto pure pippo baudo :-)
http://www.liberoquotidiano.it/news/876404/Taglienti-Baudo-su-Fiorello-Enorme-paraculo-Come-con-Monti-con-lui-torna-a-vincere-la-Dc.html

25 Gen 2013 | ore 14:07

Il problema non è tanto ciò che piace o non piace a Bonilli, ma il fatto che in nessun sistema i critici dovrebbe fare la morale a chi fa la materia della loro critica.
Mi si passi il gigantesco cambio di frontiera, ma è come se uno storico dell’arte volesse discutere della vita pubblica e privata di Caravaggio, mettendo in guardia dalle puttane, dai preti, dai soldi facili, dagli omicidi (uno che ti ammazzava per un bicchiere di vino, santiddio! Proprio come oggi a Campo de fiori!). E oggi i critici scoprono che c’è la televisione, che anche i grandi cuochi offrono le loro prestazioni in questi show televisivi, che sono la cosa cattiva, il vero bordello che snatura la loro professionalità. E senza entrare mai nel merito di queste prestazioni, si può dare al cuoco dell’attore, del cattivo maestro nei confronti dei giovani apprendisti, dell’uomo volgare e perso, che si gioca un’occasione, anch’essa sprecata e persa, invece di offrire un’immagine di santità: salvo poi, se invitati, recarsi (giustamente) festanti alla mensa del cuoco volgare, e attore.
Se volgare è il modo in cui i giudici di masterchef si rivolgono ai concorrenti, che dire per esempio del video pubblicato sulla Gazzetta in cui Pierangelini dà del coglione al giovane aiuto nelle cucine di Eataly, montato con simpatico valzerino di sottofondo? Qualcuno si è scandalizzato o si è offeso, lì e per altri, dell’atteggiamento diciamo poco signorile di un grande cuoco, presentato invece come esempio di una cucina calda e passionale? Non era anche quello parte dello spettacolo (e così presentato)? Possiamo stigmatizzare tutto, oppure criticare magari ciò che va criticato, la cucina e i suoi protagonisti quando fanno cucina, invece che attaccarci (quando pare e piace) a ciò che è quantomeno irrilevante, o che fa una cattiva critica, cioè moralistica, paternalistica, ecc. ecc.?

25 Gen 2013 | ore 15:11

Seguivo Bonilli quando dal 1999 iniziò a dirigere il canale televisivo del Gambero Rosso.
Per circa otto o nove anni Bonilli ha fatto televisione mandando in onda quasi tutti i cuochi italiani e stranieri di quest'ultimo decennio e le trasmissioni avevano uno stile ben preciso ed erano nuove, almeno per i primi tre o quattro anni, e spesso molto belle, ricordo il ritratto degli Iaccarino e quello dei Pinchiorri ma anche la prima apparizione di uno sconosciuto per quei tempi Ciccio Sultano.
Ecco allora che una critica del direttore a un programma televisivo sulla cucina mi sembra abbia basi molto più solide di quelle di un normale spettatore.
Il suo intervento, invece, mi suona tanto come pretestuoso, con argomenti non pertinenti e un uso di termini quali cattiva critica, moralistica e paternalistica, che sono del tutto fuori luogo.
Citare quel filmato di Pierangelini dimenticando che quella era la realtà e non una recita fatta per Bonilli vuole dire non avere capito molto dei media.
MasterChef è girato e montato seguendo un copione mentre nel filmato di Pierangelini è stata mandata in onda una scena abituale in cucina.
La stessa scena fatta a MasterChef sarebbe stata volgare perché non vera.
Quanto alla sua idea dei critici, dovrebbe approfondire la materia per evitare affermazioni assurde come quella iniziale.
Con simpatia
Maria Rosa

25 Gen 2013 | ore 15:49

Un intervento di un moralismo imbarazzante, a proposito di moralismo.
Chissà mai perché un critico gastronomico autorevole che ha fatto anche televisione non dovrebbe criticare i cuochi di MasterChef.
Il paragone con Caravaggio è una vera scempiaggine.

25 Gen 2013 | ore 16:09

Gualtiero Marchesi ,maestro di Cracco,così su Masterchef :
“Spettacolarizzare, estremizzare e al tempo stesso infiocchettare un lavoro giornaliero che è molto duro, pesante” — ha detto Marchesi — è un tradimento. Poi, richiesto di indicare un pregio e un difetto dei tre giudici di Masterchef, Cracco, Barbieri e Bastianich, si è trincerato dietro un “no comment”.
Bonilli ha espresso con educazione le sue opinioni su questa trasmissione.
Voler che si taccia su uno spettacolo pubblico è assurdo.
Ma evidentemente non si vuole nessuno che si alzi e dica a me non piace.E mi ha meravigliato che questa semplice espressione del proprio pensiero abbia preoccupato la signora Rosa Fanti

25 Gen 2013 | ore 16:57

vincenz non travisare un concetto già ampiamente spiegato. è ovvio che chiunque possa dire che MC non gli piaccia, sono il tono e le motivazioni con cui lo si dice che possono più o meno essere discutibili.

25 Gen 2013 | ore 17:51

Cara Maria Rosa, non capisco niente di media, quindi potrei anche passare il principio d’autorità. Ma sei sicura che per logica funzioni come dici tu: se c’è un copione in cui ti devo dire delle parolacce, allora è volgare, mentre se nella vita reale sei un mio sottoposto e stai lavorando per me, cinepresa o meno, posso dirtene di tutti i colori, e non è volgare? Hai mai provato, sul serio??
Un saluto carissimo.

25 Gen 2013 | ore 18:20

Ciao Vincenz :-)

Ma Marchesi questo duro atto d'accusa lo ha lanciato prima o dopo aver partecipato alla scorsa edizione di Masterchef?

25 Gen 2013 | ore 18:24

Gentile Chefclaude, vedo che la scena di Pierangelini l'ha sconvolta e lo capisco perché fa vedere un qualche cosa di raro nelle cucine di tutto il mondo :-D
Girare un reality e metterci dentro le scene recitate da Cracco, Barbieri e Bastianich è un'operazione sbagliata, secondo me, ma vedo che a lei piace e la difende e quindi le auguro buone visioni future.

25 Gen 2013 | ore 20:19

Gli insulti su masterchef non hanno effetti su chi li subisce, ben conscio di essere parte di uno show. Gli insulti in una cucina non sono diversi da quelli in qualsiasi altro luogo di lavoro e secondo la recente giurisprudenza costituiscono reato. Si tenga stretto il mito del cuoco macho che governa la cucina a suon di bestemmie e insulti ai poveri sottoposti, ma sappia che il mondo (e la civiltà) avanzano.

26 Gen 2013 | ore 10:54

Per dare un po' di leggerezza a questa discussione, grazie a un grande Crozza:

http://video.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/bastard-chef-l-ironia-di-crozza-sul-reality-culinario/117394/115856

26 Gen 2013 | ore 11:14

Si vede che non sai cosa è una cucina, non hai letto "Heat" che, in edizione italiana, si intitola "Calore", il libro scritto da un giornalista del New Yorker che ha passato nove mesi in cucina con Batali, a New York.
Lì c'è stress, adrenalina, lì si fanno 200 coperti in una serata, non i 20/40 coperti da ricchi che si fanno in un ristorante stellato italiano, io ho lavorato per nove mesi a Los Angeles, non è un mestiere per signorine o ciccipasticci, mi sembra di capire.
E quando la linea dei primi è in ritardo sulla comanda altro che coglione e testa di... volano, ma di cosa parli, ma cosa dici?
La politica è "sangue e merda" aveva detto Formica, la cucina è adrenalina, coglioni strizzati e tanta fatica, ti dice il boss.
La cucina del mondo, quella degli ispanici senza il permesso di soggiorno di Los Angeles, quella di Bangkok o di Shanghai dei grandi alberghi, è così, e se non ti va salti, fuori, ciao.
L'Italia è la cucina delle trattorie a gestione familiare ma se il piatto lo sbagli lo chef del grande albergo ti dirà sempre "ma no così, coglione..."
E' la vita, è la cucina, è questo lavoro.

26 Gen 2013 | ore 13:47

Hai messo in fila una serie di luoghi comuni e banalità desolanti. Stress e adrenalina non sono prerogativa esclusiva dell'operare in una cucina, te lo assicuro. Se in una cucina il linguaggio è da trogloditi significa che è popolata da trogloditi, nulla più.

26 Gen 2013 | ore 14:05

Tra l'altro, se di sabato alle 14 sei qui a fare l'Anthony Bourdain dei poveri significa che di cucine ultimamente ne bazzichi poche.

26 Gen 2013 | ore 14:07

Tra l'altro ti comunico che hanno inventato le ferie, di solito a gennaio, quando molti risto chiudono.
Si vede proprio che tu di questo mondo non sai un cazzo.

26 Gen 2013 | ore 14:11

Il mio vecchio capo redattore, oggi morto, se in chiusura consegnavi in ritardo il pezzo ti cazziava di brutto, parolacce e minacce si sprecavano.
Il quotidiano era nato da poco, tabloid e molto rampante, redazione a Roma in piazza della Repubblica...
Ma dove vive questo cicciopasticcio?

26 Gen 2013 | ore 14:32

Ne so quanto basta per non essere nelle tue condizioni di "delusione".

26 Gen 2013 | ore 15:00

Vivo in un mondo in cui la volgarità non è giustificata da stress e adrenalina. Se uno si comporta da cafone è semplicemente un cafone.

26 Gen 2013 | ore 15:02

In campo volano insulti tremendi, poi sotto la doccia tutto finisce.
In redazione accade di tutto.
In cucina c'è chi ha tirato le padelle in testa e ha una causa in corso.
Nelle grandi catene di distribuzione alla Caprotti il clima è sempre teso.
Cafone è un termine che ti puoi permettere tu, che non so che mestiere fai, un termine da "fighetta" come dicono quelli trucidi.
E comunque meglio gli insulti di quei capiredattori cortesi e a modo, che dicono alla stagista di "dargliela" così la faranno assumere.
Di quei professionisti integerrimi che mettono le mani sul culo della segretaria che non può perdere il posto ecc...

26 Gen 2013 | ore 15:37

Quindi persone educate che non pratichino abusi sessuali non ne hai mai conosciute? Chissà che vita d'inferno...

26 Gen 2013 | ore 19:04

io credo che di Gordon Ramsey (che è scozzese e non americano) ce ne sia soltanto uno: io trovo penoso che alcuni poracci (in romanaccio mi suonava piu' adatto) cerchino di imitarlo sperando di avere il suo stesso successo.
Il fatto è che Ramsey, oltre ad avere una competenza che probabilmente loro (gli chef) hanno, ha una "grinta" ed un modo diretto a tratti eccessivi - e magari visto che "piace" ora la calca un po' - che però è compensata da una grande umanità, generosità, coraggio e passione che dubito, ma è una mia opinione, che gli altri potranno MAI avere.

26 Gen 2013 | ore 20:52

Beh ho conosciuto te, uno così per bene è difficile da trovare, poi il nike name è significativo.

26 Gen 2013 | ore 21:44

Ma come si fa a credere che quelli facciano veramente sul serio ? E Perchè qualcuno lo vuole far credere ? Devo ancora vedere un programma che faccia davvero vedere quello che succede in qualche cucina ....Quanto a loro .. si dico proprio loro ... ma poi ... sanno davvero cucinare ? :D

27 Gen 2013 | ore 09:50

Nike name? Ma LOL, meno male che scrivi di mestiere, pensa se facessi il camionista...

27 Gen 2013 | ore 11:58

Per essere brutalmente sincero, mi importa relativamente poco di masterchef e ancor di meno di ciò che accade in una cucina che non è la mia. Ma si può veramente affermare che un programma di tv-spettacolo corrompa un cuoco e lo perda, senza spendere una parola in più su quel programma, o su ciò che è spettacolo tranne dire che la tv è una droga? Il tutto in linea con gli articoli precedenti di Bonilli, con l’invito al giovane cuoco di non fidarsi della cucina spettacolare, di rituffarsi nella cucina di territorio?
E’ che tutto questo suona assai riduttivo, senza una qualche definizione di spettacolo, o (per esempio) di territorio; basti riflettere un attimo sul fatto che sono decenni che la critica cerca nelle cucine proprio il personaggio e la spettacolarità, e che nelle stesse si chiede al cuoco di stupire, prima di tutto. Cosa che di per sé non è un male, e non lo è mai stato: sono le mille sfumature della realtà, del come e del chi sei, sempre più interessanti di qualsiasi drammatico aut-aut.
Mi sono rivisto perciò l’ultima puntata di questo demoniaco masterchef: che è riuscito a portare davanti a 800000 italiani inebetiti Valentino Marcattilli e il raviolo di Bergese (spiegato veramente bene); così come in precedenza aveva fatto con Iginio Massari e un tentativo di dolce di recupero (e l’anno scorso leggo Biasetto, Scabin e Moreno Cedroni, oltre al Marchesi). A parte Marchesi (che a quanto pare c’era e non c’era), gli altri si sono davvero tutti persi? E non hanno saputo comunicare proprio nulla della loro professionalità, tra valanghe pubblicitarie, impiegati e massaie sudaticci?

27 Gen 2013 | ore 13:08

Credo proprio che Bonilli parlasse del rischio di perdersi per Cracco e Barbieri in quanto conduttori-protagonisti e non di chi va a spiegare una ricetta.
Vedo che lei falsa platealmente le cose, perché dire "...800mila italiani inebetiti?" il direttore ha detto che a lui MasterChef non è piaciuto anche se raccoglie 700mila/800mila spettatori. Non li ha giudicati e tanto meno li ha definiti inebetiti.
Mi sembra molto diverso, o no?
Falsificare le cose per dare forza al proprio ragionamento è un gran brutto metodo, ci pensi, lei che è cuoco così critico con i critici.

27 Gen 2013 | ore 15:27

Qualche piccolo inciso:
- Ma Barbieri che chiama più volte "Mercatilli" ?!
- la signora Rosa é dell'ufficio stampa di Cracco ?
- diamo a Baronetto quel che é di Baronetto
- confermo che il direttore in passato ha difeso più volte Cracco ed é da sempre super partes.

28 Gen 2013 | ore 22:21

Io credo che quello che vediamo in MC sia lo specchio di ciò che accade in tante cucine di ristoranti più o meno famosi. La trasmissione può piacere o non piacere ma quasi sempre queste riflettano quanto è presente nella società di oggi. Bastianich non recita una parte, è proprio così. L'ho visto in un paio di occasioni fuori dalla tv e non cambia di una virgola. Se fosse diverso probabilmente non continuerebbe a raggiungere determinati obiettivi. Fortunatamente per chi non ama l'articolo esiste il telecomando. Lasciate fuori dalla porta l'invidia che fa dire cose non vere.

31 Gen 2013 | ore 12:56

leggo adesso i commenti, un po' in ritardo. al di la' del programma in se', sono colpito che quanti commentatori sebrano giustificare l'uso di parolacce e insulti personali sul luogo del lavoro.

01 Feb 2013 | ore 09:00

Questo commento evidenzia una non conoscenza dei meccanismi drammaturgici necessari e fondamentali affinchè una "storia" possa essere cosiderata tale.
Non voglio mettermi a fare lezioni (c'è molta letteratura a riguardo)... il metro di riferimento è la "FIABA". Lei pensi al format come ad una fiaba: c'è l'agognato obiettivo da raggiungere (nelle fiabe è sposare la principessa, qui diventare masterchef). Ci sono i pretendenti che competono per aggiudicarsi l'obiettivo, Ci sono le prove da superare (cacciare i draghi nelle fiabe, invention test etc... in masterchef). E soprattutto ci sono i "CATTIVI". Nessuna storia sta in piedi se non c'è un cattivo che rende tutto difficile. Il bello della storia è proprio "superare" il cattivo, vincerlo, sconfiggerlo. Questo è l'ingrediente base di ogni storia (pensi ai programmi di cucina della clerici dove pur essendoci un meccanismo competitivo manca del tutto il cattivo, il che lo rende banalotto).
E' evidente che la cattiveria dei giudici è "spronata" dal format e dagli autori, ma bene fanno perchè così facendo la loro diventa vera e propria drammaturgia e non una semplice trasmissione di cucina...

01 Feb 2013 | ore 13:24

I meccanismi drammaturgici sono una cosa, come vengono realizzati un'altra.
I cattivi di MasterChef così come sono rappresentati sfiorano il ridicolo, sono la parodia di un vero cattivo e coprire il tutto con il richiamo a una scrittura che rispetta i codici drammaturgici è solo un trucco.
Per casi della vita mi occupo della materia cibo da una trentina d'anni e di televisione dal 1999 al 2008, non pretendo di avere ragione, dico la mia opinione, ma escludo che il mio possa essere catalogato come il giudizio di un neofita.
Quanto al grande successo di pubblico penso ad Amici della De Filippi e ho la prova che successo di pubblico non vuol dire automaticamente qualità.
Da ultimo eviterei di catalogare questa mia critica come snob, sarebbe banale e drammaturgicamente una cavolata :-D

01 Feb 2013 | ore 14:45

masterscef una trasmissione condotta da cafoni. gli unici che fanno davvero schifo.

09 Apr 2013 | ore 23:54

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