14
Gen 2013
ore 12:17
ore 12:17
Quando Pierangelini, il Maestro Chung e le sorelle Lebéque...
L'Auditorium Parco della Musica festeggia i dieci anni di vita.
Il 21 dicembre 2002 il Maestro Myung-Whun-Chung diresse nella Sala Santa Cecilia, 2756 posti, il concerto inaugurale alla presenza del Presidente della Repubblica, Ciampi.
I lavori per la costruzione delle tre sale, per complessivi 7600 posti a sedere, su progetto dell'architetto Renzo Piano, erano iniziati nel settembre del 1995.
Il Gambero Rosso - che io dirigevo - nel biennio 2002/2003 è stato sponsor dell'Auditorium e questa partecipazione e vicinanza ha prodotto tanti momenti spettacolari e unici, e qui ve ne voglio raccontare alcuni.
Il primo riguarda il Mestro Chung e Luciano Berio, che era allora il Presidente e Sovraintendente dell'Accademia di Santa Cecilia.
Ricordo che vennero entrambi negli studi di Gambero Rosso Channel, alla Città del Gusto, nel febbraio del 2003, per registrare un'intervista molto a ruota libera, si parlò di musica, del nuovo Auditorium, di cucina e di vino.
Va subito detto che il Maestro Chung, figlio di ristoratori coreani, era un grande appassionato di cucina mentre Berio produceva vino e ne andava molto fiero.
E' stata una bella intervista, l'abbiamo fatta Fabio Rizzari e io, una vera rarità, perché avere Chung e Berio insieme, era quasi impossibile, ma quel giorno Berio, famoso per il carattere difficile, era rilassato e durante l'intervista continuò a fumare un sigaro - che io inutilmente gli chiedevo di spegnere - mentre Chung sorseggiava del vino. Dopo pochi mesi, il 27 maggio del 2003, Luciano Berio morì.

Il primo riguarda il Mestro Chung e Luciano Berio, che era allora il Presidente e Sovraintendente dell'Accademia di Santa Cecilia.
Ricordo che vennero entrambi negli studi di Gambero Rosso Channel, alla Città del Gusto, nel febbraio del 2003, per registrare un'intervista molto a ruota libera, si parlò di musica, del nuovo Auditorium, di cucina e di vino.
Va subito detto che il Maestro Chung, figlio di ristoratori coreani, era un grande appassionato di cucina mentre Berio produceva vino e ne andava molto fiero.
E' stata una bella intervista, l'abbiamo fatta Fabio Rizzari e io, una vera rarità, perché avere Chung e Berio insieme, era quasi impossibile, ma quel giorno Berio, famoso per il carattere difficile, era rilassato e durante l'intervista continuò a fumare un sigaro - che io inutilmente gli chiedevo di spegnere - mentre Chung sorseggiava del vino. Dopo pochi mesi, il 27 maggio del 2003, Luciano Berio morì.
Luciano Berio
La seconda storia è molto bella e quasi incredibile.
Della passione di Chung per la cucina ho detto ma la si sarebbe potuta immaginare come la passione di un gourmet privilegiato che gira il mondo per il suo lavoro di direttore d'orchestra e può permettersi di andare a mangiare nei migliori ristoranti e invece il Maestro Chung ama profondamente cucinare e per questo chiese di poter visitare la cucina della Città del Gusto mentre Fulvio Pierangelini stava preparando la cena organizzata per l'Accademia di Santa Cecilia, con il nuovo Sovraintendente, Bruno Cagli.

Pierangelini stava tagliando un carciofo, piccole listarelle, un tocco di olio e sale e Chung era lì pronto con la forchetta per assaggiare.
Subito dopo tolta la giacca e messo il grembiule anche Chung era alle prese con i carciofi.
Erano le 17 e da quel momento il Maestro Chung si mise al lavoro come uno della brigata di cucina di Pierangelini.
Alle 21 nella sala dell'ultimo piano dove si svolgeva la cena dell'Accademia di Santa Cecilia tutto era pronto, gli ospiti erano a tavola, solo un posto era vuoto, quello del Maestro Chung, che aveva continuato a lavorare in cucina fino all'uscita della prima portata.
Era nata un'amicizia con Pierangelini ed era chiaro che a Chung quella serata stava piacendo molto, tanto che, dopo avere momentaneamente occupato il posto a tavola, era tornato in cucina fino al termine della cena per uscire solo alla chiamata di Pierangelini e tutta la brigata per l'applauso finale.
Lui, vestito da cuoco e in mezzo a tutti i cuochi, con un sorriso di felicità, era uno spettacolo unico.
Peccato non ci fossero ancora gli iPhone, sarebbe stata una bella foto da guardare e invece vi dovete accontentare di questo racconto.

La seconda storia è molto bella e quasi incredibile.
Della passione di Chung per la cucina ho detto ma la si sarebbe potuta immaginare come la passione di un gourmet privilegiato che gira il mondo per il suo lavoro di direttore d'orchestra e può permettersi di andare a mangiare nei migliori ristoranti e invece il Maestro Chung ama profondamente cucinare e per questo chiese di poter visitare la cucina della Città del Gusto mentre Fulvio Pierangelini stava preparando la cena organizzata per l'Accademia di Santa Cecilia, con il nuovo Sovraintendente, Bruno Cagli.
Pierangelini stava tagliando un carciofo, piccole listarelle, un tocco di olio e sale e Chung era lì pronto con la forchetta per assaggiare.
Subito dopo tolta la giacca e messo il grembiule anche Chung era alle prese con i carciofi.
Erano le 17 e da quel momento il Maestro Chung si mise al lavoro come uno della brigata di cucina di Pierangelini.
Alle 21 nella sala dell'ultimo piano dove si svolgeva la cena dell'Accademia di Santa Cecilia tutto era pronto, gli ospiti erano a tavola, solo un posto era vuoto, quello del Maestro Chung, che aveva continuato a lavorare in cucina fino all'uscita della prima portata.
Era nata un'amicizia con Pierangelini ed era chiaro che a Chung quella serata stava piacendo molto, tanto che, dopo avere momentaneamente occupato il posto a tavola, era tornato in cucina fino al termine della cena per uscire solo alla chiamata di Pierangelini e tutta la brigata per l'applauso finale.
Lui, vestito da cuoco e in mezzo a tutti i cuochi, con un sorriso di felicità, era uno spettacolo unico.
Peccato non ci fossero ancora gli iPhone, sarebbe stata una bella foto da guardare e invece vi dovete accontentare di questo racconto.
Katia e Marielle Lebéque
La terza storia riguarda l'Auditorium e un concerto organizzato dal Gambero Rosso per i produttori di vino, una serata veramente indimenticabile.
Il 25 ottobre del 2003, dopo la premiazione dei migliori produttori di vino con i Tre Bicchieri, fu organizzato nella Sala Sinopoli dell'Auditorium un concerto con due pianiste d'eccezione, Katia e Marielle Lebéque.
Le avevo conosciute quando nel 2002, grazie al nostro rapporto con l'Accademia di Santa Cecilia e l'Auditorium, erano venute a vedere la Città del Gusto e, all'ultimo piano, nel ristorante, avevano visto con piacere e un leggero stupore che c'era un pianoforte.
Tutte due avevano suonato alcune note per conoscere lo strumento, nulla a che vedere, ovviamente, con i pianoforti a coda ai quali le sorelle erano abituate.
Ci eravamo lasciati con la promessa di risentirci e così verso primavera dell'anno successivo contattammo il loro agente per vedere se era possibile organizzare un concerto.
L'occasione era la giornata dedicata alla presentazione della Guida dei Vini.
Trovammo la data libera nel loro carnet internazionale di concerti e si decise il programma: George Gershwin - Tre preludi per due pianoforti; Leonard Bernstein - West Side Story: danze sinfoniche e canzoni.
Avrebbero accompagnato le pianiste Julio Barreto e Colin Currie, due percussionisti.
L'idea era bella ma totalmente nuova per un mondo variegato come quello del vino.
La sera del concerto la Sala Sinopoli era piena, io facevo il presentatore, sul palco i due pianoforti a coda posti uno di fronte all'altro erano magnifici.
Katia e Marielle furono travolgenti, una serata incredibile, un ricordo molto bello.
Poi ci sono state anche le lezioni di musica & vino fatte dal maestro Giovanni Bietti, ma questa è un'altra storia.
La terza storia riguarda l'Auditorium e un concerto organizzato dal Gambero Rosso per i produttori di vino, una serata veramente indimenticabile.
Il 25 ottobre del 2003, dopo la premiazione dei migliori produttori di vino con i Tre Bicchieri, fu organizzato nella Sala Sinopoli dell'Auditorium un concerto con due pianiste d'eccezione, Katia e Marielle Lebéque.
Le avevo conosciute quando nel 2002, grazie al nostro rapporto con l'Accademia di Santa Cecilia e l'Auditorium, erano venute a vedere la Città del Gusto e, all'ultimo piano, nel ristorante, avevano visto con piacere e un leggero stupore che c'era un pianoforte.
Tutte due avevano suonato alcune note per conoscere lo strumento, nulla a che vedere, ovviamente, con i pianoforti a coda ai quali le sorelle erano abituate.
Ci eravamo lasciati con la promessa di risentirci e così verso primavera dell'anno successivo contattammo il loro agente per vedere se era possibile organizzare un concerto.
L'occasione era la giornata dedicata alla presentazione della Guida dei Vini.
Trovammo la data libera nel loro carnet internazionale di concerti e si decise il programma: George Gershwin - Tre preludi per due pianoforti; Leonard Bernstein - West Side Story: danze sinfoniche e canzoni.
Avrebbero accompagnato le pianiste Julio Barreto e Colin Currie, due percussionisti.
L'idea era bella ma totalmente nuova per un mondo variegato come quello del vino.
La sera del concerto la Sala Sinopoli era piena, io facevo il presentatore, sul palco i due pianoforti a coda posti uno di fronte all'altro erano magnifici.
Katia e Marielle furono travolgenti, una serata incredibile, un ricordo molto bello.
Poi ci sono state anche le lezioni di musica & vino fatte dal maestro Giovanni Bietti, ma questa è un'altra storia.






Quando leggo questi tuoi racconti mi rammarico di non averti conosciuto prima. Credo di essermi perso tanto.
In compenso io mangiavo pizze più cattive e non scendevo mai in Costiera :-))
Quante storie interessanti e affascinanti ci sono nel passato del suo gambero rosso.
Quel mensile, prima all'interno del manifesto, poi come rivista e infine come televisione, ha segnato in positivo la ristorazione, la gastronomia e il mondo del vino ed è stato fondamentale come guida per noi lettori.
Ne parlo al passato perché dopo l'ottobre del 2008 è rimasto solo il marchio.
Mi ricordo anche il bellissimo servizio, sull'allora GR Channel, del Maestro Chung e Pierangelini che cucinano (direi triglie, sfidando la memoria...). A proposito di altra televisione.
Caro direttore, un'intervista così càpita una volta ogni 95 anni nella vita di un giornalista. Del che le sono grato in speciale misura. Sono rimasto in contatto con un tecnico che all'epoca lavorava per il canale: ha gentilmente ripescato la relativa registrazione (un cosiddetto "girato") dal suo archivio e l'ha caricata sul "tuo tubo". Il suddetto incontro con Berio è quindi ora visibile al seguente indirizzo:
http://youtu.be/7rSkbPkR3E0
Un saluto cordiale.
Bonilli, lei dovrebbe scrivere un libro.
... ora invece "lei è una schiappa"... "lei ha detto un cazzata"...
è una vita che ti chiedo di scrivere un libro e fallo finalmente,tu hai il dovere di farlo.Nessuno ,come te, è miglior testimone della storia della cucina e del costume Italiano degli ultimi quarant'anni.ACCONTENTACI ,vedrai ti divertirai anche tu.