14
Feb 2013
ore 00:17
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Aromando, Bartolini, Cracco e la colatura di alici
Questo è un racconto che va dal sabato al mercoledì, dalla Milano nevosa e gli spaghetti con la colatura di alici di Pasquale Torrente all'ora di pranzo, come usa in alcuni stand di Identità Golose, a una Roma sotto il sole che comincia a prepararsi al Conclave, già oggi con la la fila di fedeli in Piazza San Pietro, in Vaticano, per la funzione del Mercoledì delle Ceneri celebrata dal Papa dimissionario, ma anche con le troupe televisive arrivate da tutto il mondo e già accampate in via della Conciliazione in attesa del Conclave, del nuovo Papa e per la gioia dei bar, degli alberghi, dei ristoranti e dei taxi di una città un po' cinica e disincantata perché abituata da centinaia di anni alle invasioni dei pellegrini.
Al nord c'era la neve domenica notte, lunedì e martedì, tutto il giorno si sta chiusi a IG e la sera in giro per ristoranti, noi siamo andati alle porte di Milano, al Devero, e abbiamo mangiato gli spaghetti all'anguilla di Enrico Bartolini, una cena da sballo che racconterò, ma anche la sera di lunedì, quella della grande nevicata, un tavolo affollato da Cracco, e la cena è stata di quelle memorabili come si conviene a una equipe con due punte come Carlo Cracco e Matteo Baronetto, e anche questo sarà un racconto dei prossimi giorni e poi la cena da Aromando, il bel locale di Cristina Aromando e Savio Bina, lei in cucina e lui in sala, loro due moglie e marito, mai stati così bene in un ristorante, e così i vostri prossimi giorni sono già impegnati dalla lettura di queste storie, perché non sarà solo il racconto di piatto dopo piatto, (che per me è ormai un modo abbastanza palloso), che può rendere l'anima dei luoghi e delle persone e, invece, come avrete capito, c'è molto da raccontare.
Ma, lo confesso, io uomo del nord (una volta lo ero) quando torno a Roma, con la luce di un inverno che va a finire, con il sole caldo, con le sue bellezze, mi sento meglio e anche il ricordo delle belle cene assume un altro colore.
Foto di S. Bonilli
Foto di Maurizio Camagna - spaghetti con anguilla - Cracco
Stefano Bonilli
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CATEGORIA Cuochi d'Italia | TAG Aromando, Bartolini, Cracco, Devero, Identità golose, Pasquale Torrente
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Roma é lo scrigno delle nostre piú profonde emozioni.
...pensa a me, uomo di Roma finito al Nord ;-)
Quando ho visto la neve, il cielo grigio e la città semi buia ho anticipato la partenza. Neve fino a Bologna, la galleria e poi il sole a Firenze. Nord e sud sono anche questo, poi molte cose del sud non vanno ma vedo che l'Italia si sta romanizzando e non il contrario :-((
Ah Direttore, allora non le manca mai lo svavillio della neve fresca, la bellezza dell'alta quota, i ghiacciai, lo scivolare con sci stretti (con quelli larghi troppa folla). Se è così, fa bene a stare a Roma. Da qui, da Milano, vediamo le Alpi fuori dalla finestra, sappiamo che ci si arriva presto, e sorridiamo al grigio.
lei ha una visione molto romantica di Roma, una visione da cartolina, forse sarà quello che vede quando esce da casa... se ha voglia, la prossima giornata di sole faccia un giro per via delle vigne nuove, si perda per le traverse interne di piazzale flaviano e descriva se le emozioni sono sempre le stesse (cito quel quartiere ma ve roma è tutta così...)
NOI italiani siamo l'unico popolo al mondo immune alla sindrome di Stendhal. Consiglio la visione del film American Beauty.
Io a via delle Vigne Nuove, nel quartiere del Tufello per chi non è di Roma, ho lavorato per alcuni anni. Proprio lì, nel l'ex cinema, c'erano gli studi da dove mandavamo in onda gambero rosso channel, mangiavamo nelle trattorie della zona, insomma, io il Tufello lo conosco molto bene.
È allora? Per questo dovrei dire che Roma è meno bella? Di sicuro i giovani del Tufello sono tra i mille e mille giovani che affollano via del Corso e la sera Campo dei Fiori e Piazza Navona, cioè la Roma da cartolina.
Come a dire che poiché gli ospedali di Roma sono pieni questa dovrebbe essere l'immagine prevalente della città e chi non sta male ha una visione ottimistica e da cartolina.
Questo piatto farebbe risuscitare i morti!!!!!!!!
non ho la sua padronanza dell'italiano, ma nn credo di aver scritto nulla di così offensivo: stesse emozioni se il paesaggio fosse questo? http://tinyurl.com/a5lwz23 forse una domanda troppo ingenua ma nessuno intento malevolo...