20
Feb 2013
ore 09:34
ore 09:34
Bartolini, un grande cuoco in Brianza
Alici di scoglio
Al Devero Hotel, a 30 km da Milano, ci vai perché c'è Enrico Bartolini, un cuoco e una squadra che è garanzia di qualità, una grande qualità che ha un riscontrodue stelle nella stella della Michelin e nei tre cappelli e 18/20 dell'Espresso.
Ma per andare a Cavenago di Brianza, che non è certo una delle località più belle che si possano immaginare, non bastano dei voti alti, o non solo quelli.
Nel nostro caso ci siamo andati soprattutto perché Enrico Bartolini è il prototipo del cuoco giovane, under 40, bravo, tecnicamente forte, con una grande grinta sul lavoro ma di basso profilo, in poche parole un grande cuoco che non se la tira, va poco a convegni e congressi, quasi mai in televisione.
Eravamo in tre a tavola, il ristorante era pieno, sabato sera, ma il servizio funzionava come un orologio e di là dai vetri della cucina a vista tutto procedeva secondo programmi, in modo ordinato.
Noi abbiamo fatto quello che non si dovrebbe fare quando un ristorante è pieno, abbiamo ordinato tutti piatti diversi, un po' per la curiosità e un po' perché il padrone di casa voleva farci assaggiare i piatti nuovi.


Al Devero Hotel, a 30 km da Milano, ci vai perché c'è Enrico Bartolini, un cuoco e una squadra che è garanzia di qualità, una grande qualità che ha un riscontro
Ma per andare a Cavenago di Brianza, che non è certo una delle località più belle che si possano immaginare, non bastano dei voti alti, o non solo quelli.
Nel nostro caso ci siamo andati soprattutto perché Enrico Bartolini è il prototipo del cuoco giovane, under 40, bravo, tecnicamente forte, con una grande grinta sul lavoro ma di basso profilo, in poche parole un grande cuoco che non se la tira, va poco a convegni e congressi, quasi mai in televisione.
Eravamo in tre a tavola, il ristorante era pieno, sabato sera, ma il servizio funzionava come un orologio e di là dai vetri della cucina a vista tutto procedeva secondo programmi, in modo ordinato.
Noi abbiamo fatto quello che non si dovrebbe fare quando un ristorante è pieno, abbiamo ordinato tutti piatti diversi, un po' per la curiosità e un po' perché il padrone di casa voleva farci assaggiare i piatti nuovi.
Esordio di antipasti e pane fatto in casa e molto buono e scelta del vino, dopo le bolle di benvenuto, un Franciacorta Monterossa Cabochon 2008.
Bella serata e quindi bella bottiglia, anche perché la cantina del ristorante è importante e i prezzi sono intelligenti, cioè giusti e tali da indurre a una scelta anche impegnativa.
Nel nostro caso una bottiglia di quelle che valgono una tacca, il Gevrey Chambertin 2009 Denis Mortet.
Stefano Bonilli
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Mi è piaciuta molto questa recensione, confesso che non conoscevo Bartolini, non c'è da stupirsi, non sono una specialista, ma dopo avere visto le belle foto e letto dei piatti credo che quando passerò da Milano mi farò accompagnare da amici al Devero.
Io commento qui sul paperogiallo, sono affezionata anche se leggo con piacere la Gazzetta Gastronomica, qui gli stimoli di là un bel magazine.
Ma se pubblica qui e sulla gazzetta gastronomica non danneggia il paperogiallo?
Purtroppo di stelle Michelin ne ha ancora una sola e non due....
e meno male per il portafoglio
Sono andato a memoria e avendo appena cenato al ristorante di Bartolini quando ho scritto il post, il ricordo di una grande cena si è sovrapposto alla realtà del voto.
D'altra parte se veramente avesse due stelle Bartolini non sfigurerebbe accanto agli altri colleghi e ristoranti di "pari grado".