06
Feb 2013
ore 01:17

Gianni Brera, il grande padano

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Ho ripreso in mano La pacciada, il bel libro di Gianni Brera e Luigi Veronelli, una accoppiata insuperabile che ha raccontato la cucina e le tradizioni lombarde.
E' un libro del 1973 edito dalla Mondadori che poi è stato rieditato nel 1996 da Baldini & Castoldi con una prefazione di Gianni Mura.
Uno dei molti libri che devono essere letti/studiati per potersi muovere nel mondo del cibo sapendo come eravamo.
La pacciada è la magnata, non è un libro di cucina ma, come dice Gianni Mura nella prefazione, è un libro da mangiare e da bere.

Di Veronelli si sa tutto ma Gianni Brera, che i più giovani non sanno neppure chi sia, è stato il più importante giornalista sportivo degli anni Sessanta-Ottanta del secolo scorso, e va ricordato per la grande passione per il cibo e il vino, con un' attenzione particolare a quello padano ( la Lega non c'entra, però, Brera era un giornalista e scrittore bravo e serio ) se ci riuscite procuratevi "Il principe della zolla", Scritti scelti da Gianni Mura, Il Saggiatore editore, 1994, pp.367, che è una raccolta dei migliori scritti del maestro del giornalismo sportivo.
Come Veronelli aveva inventato uno stile inimitabile, così Brera era creatore di un linguaggio che aveva innovato il giornalismo sportivo ma anche quando parlava di cibo era unico.

Sentite una breve cronaca in stile breriano, Brera nella Bassa, recuperata grazie al sito www.ventrotto.it

"..Uscirai a Bereguardo e prenderai la strada di Trivolzio, superando due o tre volte l'autostrada di Genova. Intorno a te, uno sconfinato lago piantato a riso: riquadri magici, astrazione geometrica pura: riso che già verdeggia a pelo d'acqua. L'appuntamento è al "Ristorante Torradello", una sorta di Rinascente gastronomica..Noi biasciamo salame con l'empito goloso delle capre che frangono il sale. Ogni poco un cin..Ecco il piedino di porco stracotto..Nel risotto di oggi, pasta di salame crudo. Datemi poca roba..Venga il foiolo con fagioloni di Spagna..Carenzio serve il 5° piatto: stufato di maiale e cavoli. Roba da rimanere stecchiti..Mentre parla, servono rane fin troppo grosse e un po' secche..Angelo obietta che sono troppo unte: hanno voluto strafare, in cucina. Comunque, le rane messe in freezer non hanno più le ossa friabili, Pacio: 'La rana, come il pesce, va presa, mondata e cucinata'..Si sono tentati invano allevamenti di rane: mangiano solo animaletti vivi: c'è solo un modo: far 'muovere' il 'mangime' con scariche elettriche, però non si sa se valga la pena".

E ancora:

"Al 'Ristorante del Tiravolo' a Cardano al Campo..Giuseppe Marchesi c'impiomba lombardescamente con una rosticciata da tuoni e fulmini (voto 9+).. Segue trippa chiara con fagioli di Spagna: deliziosa pure (8). Segue cassoeula di tecnica a metà fra la brianzola, troppo asciutta e grassa, e la pavese, troppo brodosa (7,5): le verze sono anche nere, quasi piccanti: una costina: una punta di costina: due cotiche gentili. Tutti i commensali entusiasti. Chiude l'asinello in stufato: la carne è morbidissima, purtroppo annegata in salsa di pomodoro (6-): ringrazio il dottor Franzetti e incomincio a frugare nella borsa per cavarne un digestivo degno. Per questo, Direttrice, mi me sbarcu ['marco visita', N.d.c.]"

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L'erede di Brera è stato Gianni Mura, bravissimo giornalista sportivo e autore di altrettante belle recensioni di ristoranti italiani e stranieri nella sua rubrica Mangia e Bevi, sul Venerdì di Repubblica.
Quando Brera è morto in un incidente d'auto, il 19 dicembre 1992, Gianni Mura era a Malta per lavoro e da lì ha dettato l'articolo di ricordo del suo maestro, un pezzo meborabile, scritto di getto.
Un passaggio mi piace ricordare:

"... Io non sarò il tuo erede, Giovanni. Siamo onesti, come te non c’ è stato nessuno e non ci sarà più nessuno. Mica solo per lo sport. Se c’ è un libro di gastronomia da salvare, è “La pacciada”, che hai scritto tu con Luigi Veronelli. Che adesso starà bevendo in memoria tua. Se si vuol capire qualcosa di ciclismo, degli anni eroici del ciclismo, bisogna leggere “Addio bicicletta”, l’hai scritto tu un sacco di anni fa. E pochi letterati da Strega e da Campiello avrebbero descritto il paese di Coppi come hai fatto tu. Io non sarò il tuo erede, ma continuerò a portarti in giro, Giovanni. Lo facevo già prima, lo farò ancora. Lo facevamo in tanti. Anche venerdì sera, a tavola con gli altri di Repubblica, ci siamo chiesti se quel Cabernet Sauvignon maltese a te sarebbe piaciuto. No, ho deciso io, non ti sarebbe piaciuto..."

In ricordo di Gioan Brera fu Carlo, una vita bella come il Tour


commenti 20

Ho quasi trentasette anni e so chi era Gianni Brera. Ne so poco, però. Solo le apparizioni televisive sul calcio degli anni della mia adolescenza. Con questo Suo articolo ho aggiunto Brera nella mia wish list dei libri da avere nella mia biblioteca.
Grazie.

06 Feb 2013 | ore 09:09

Scusa Bonilli, ma ai più giovani dovresti raccontare anche il Brera giornalista sportivo, il narratore delle epiche gesta di Puskas, del Real Madrid, della nazionale ungherese e dell'Uruguay.
Che pagine bellissime !!!!!
.
Ciao

06 Feb 2013 | ore 10:14

Se volete leggere gli articoli sportivi di Brera dal 1984 al 1992, basta che seguiate questo link di ricerca nell'archivio storico di Repubblica:

http://ricerca.repubblica.it/ricerca/repubblica?query=&view=repubblica&mode=all&fromdate=1984-01-01&todate=2013-02-06&author=gianni+brera&sortby=ddate

06 Feb 2013 | ore 10:38

Commozione... Grazie. Cristina

06 Feb 2013 | ore 11:53

Promosse un'idea del calcio molto negativa, con preconcetti sulle capacita' fisiche degli italiani basate su un'antropologia un po' all'amatriciana (o alla cassoeula), ma scrisse pagine molto belle con un linguaggio unico. Luci ed ombre, come si conviene ai grandi. Che Eupalla lo guardi.

06 Feb 2013 | ore 12:55

Amarcord!!! Bravo!

06 Feb 2013 | ore 13:16

Grande Direttore, bellissimo ricordo.

06 Feb 2013 | ore 20:34

Un uomo di Cultura che non sia anche un grande gourmet e gourmand, non è un vero uomo di Cultura.
Io sono troppo giovane per ricordare Brera.
Ma ogni volta che lo leggo rimango estasiato.
Grande.

07 Feb 2013 | ore 11:42

Potevi farla un po' più lunga, ma grazie comunque :-)

07 Feb 2013 | ore 14:35

Noto che solo in questo blog e in pochi altri si nota una curiosità per gli aspetti culturali e storici del mondo del cibo.
Le devo confessare che del Brera grande giornalista sportivo sapevo molto, del Brera scrittore e gastronomo molto meno.
Grazie.

07 Feb 2013 | ore 14:43

Veronelli , Brera due grandi.La Pacciada non c'è nel market android ma, sotto lo stimolo di Bonilli ,ho trovato tanti articoli di
Brera.Imperdibili.Il coccodrillo di Nereo Rocco,suo grande amico
anche di bevute, è un capolavoro.
O il suo "rombo di fulmine" inventato per il fuoriclasse Gigi Riva.
Il passato,anche il recente passato, può dirci qualcosa di vero,di buono,di autentico (in un' Italia smarrita e confusa non solo gastronomicamente) come il ricordo di questi due illustri personaggi.

07 Feb 2013 | ore 14:48

Del Brera giornalista sportivo ricordo quanto fosse insopportabile, roba da cambiare canale immediatamente.

07 Feb 2013 | ore 18:42

Beh, i primi due galloni sì, al terzo divento nostalgico e ci può scappare l'articolo commemorativo...

non condivido nulla ma nulla delle parole di giorgio p

07 Feb 2013 | ore 18:48

"rombo di tuono" gigi riva da Leggiuno, "abatino" invece era gianni rivera. Ricordo un passo di un suo libro "Coppi e il diavolo" dove sembra di sentire davvero il profumo di un salame tagliato a fette grosse.

07 Feb 2013 | ore 19:30

splendido articolo Stefano, complimenti!
Ho avuto la fortuna di intervistare, erano i primi anni Ottanta, e incontrare diverse volte Gioann Brera fu Carlo e questi incontri sono tra i ricordi più belli della mia attività di giornalista.

10 Feb 2013 | ore 18:38

Ottimo post ma perché L'erede di Brera "è stato" Gianni Mura? E' Gianni Mura....mica è morto....

11 Feb 2013 | ore 21:41

Gianni Mura è andato in pensione e quindi in quanto inviato di Repubblica ne parlo al passato, come Mura autore di romanzi, l'ultimo è Ischia, pubblicato da Feltrinelli, ne parlo al presente e al futuro :-))

12 Feb 2013 | ore 15:12

Gioan Brera. Grandissimo quando scriveva, e parlava, di gastronomia e, soprattutto, di sport. Lo seguivo soprattuto sul Guerin Sportivo e ne aspettavo con impazienza l'uscita. Molto, molto meno grande quando purtroppo scriveva, e parlava, d'altro. Ad esempio della superiorità di certe etnie o dell'inferiorità degli abitanti di certe zone italiche e non solo. Leghista, molto prima dell'esistenza della Lega, a pieno titolo e dei più ... espliciti.

13 Feb 2013 | ore 12:33

Lo so, ho letto "Ischia". Di lui non perdo nulla. L'ho anche intervistato sul mio blog:

http://lefrancbuveur.blogspot.it/2010/12/intervista-gianni-mura.html

Su Brera avevo fatto un breve post qualche tempo fa. Eccolo:

http://lefrancbuveur.blogspot.it/2007/07/la-bassa-pavese-il-san-colombano-e-il.html

17 Feb 2013 | ore 11:37

Il calcio come metafora della vita: la nazionale
italiana che gioca da "squadra femmina" e si può
esaltare con il contropiede contro squadre molto
superiori sul piano della tenuta fisica e della
corsa.
Il calcio: Gianni Brera fu Carlo.

08 Feb 2014 | ore 16:29

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