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Mar 2013
ore 17:00
ore 17:00
La carbonara più buona del mondo
Per tre giorni ho dovuto fare una dieta ferrea conclusa con un giorno di digiuno e una bella purga.
Il tutto propedeutico a esami clinici di routine.
E come sempre ho cominciato a "pensare il cibo" dal momento che non potevo mangiare verdure, frutta, carni rosse e fibre più in generale.
Da un lato limitare la tua dieta è un esercizio bello e stimolante perché ti costringe ad interrompere le abitudini e anche a ripensare a cosa mangi abitualmente, dall'altro entrare in una giornata di digiuno ha un che di bello e purificante e mi ha ricordato quando all'origine di questi esami ho vissuto dieci giorni nutrendomi solo di te e brodo vegetale e mi sentivo diverso ma non mancante di qualcosa bensì all'interno di un percorso quasi mistico e ad ogni giorno che trascorreva sempre più coinvolto, quasi che tu e il tuo fisico foste impegnati in una gara.
E l'idea di cibo si allontanava ed era una sensazione nuova, vista anche la mia professione.
Questa volta tutto era molto più semplice, breve e di routine, come dicevo, ma il terzo giorno mentre bevevo te, ascoltavo musica - Sunday at the Village Vanguard - e ribevevo ancora te mi è apparsa un'idea di cibo con dei connotati molto precisi, era una carbonara, avevo voglia di una carbonara e ho cominciato a pensarla in tutti i suoi particolari, anche tecnici e organolettici.
No, non avevo voglia di mangiarla mentre la pensavo ma sapevo che questo sarebbe stato il mio premio per la preparazione e la dieta eseguiti ad arte e senza sgarrare e anche per il risultato degli esami, che si sperava di routine anch'esso.
E così la mattina sono andato in clinica a fare i miei esami, pensando come sempre anche al grande Eduardo, e ho ritirato il risultato, che è stato, per fortuna, anch'esso di routine, e ho preso il taxi verso casa in pace con me stesso, contento e pronto per il premio che mi ero assegnato.
Si, è stata come la immaginavo, diversa da tutte le altre provate, qui come altrove.
Probabilmente solo l'anno prossimo bevendo il te e aspettando, forse potrò immaginare un altro piatto simile.
O forse sarà un cacio e pepe.
Foto di S. Bonilli






La domanda naturalmente se l'aspetta o forse ha scritto così proprio perché non vuole dare un indirizzo a questa carbonara perché è la sua, frutto di un momento e di una situazione personali, ma certo l'indirizzo, se non è Roscioli, lo dovrebbe condividere.
Se non è Roscioli...
Leggendo tra le righe mi sembra di capire che lei ha avuto un'operazione, immagino o allo stomaco o all'intestino, e che da allora fa dei controlli periodici che, cosa ottima, sono positivi.
Capisco il sogno di una carbonara come esempio di un poi che va oltre la pausa controllo e ricordo della malattia, un poi di ritorno alla normalità.
In bocca al lupo e mille di queste carbonare.
Un bel racconto da saper leggere tra le righe e quindi poco adatto al superficiale mondo del food.
Non a caso gli unici due interventi sono di due donne, quelle capaci di capire.
Comunque sono certo che la carbonara in questione è di Roscioli.
Gentile dott. Bonilli,
in previsione del prossimo weekend romano, considerato che la domenica Roscioli è chiuso ed avendo come lei una irrefrenabile voglia di carbonara, mi potrebbe consigliare un posto che valga davvero la pena? Grazie!
Dover stare a digiuno toglie proprio uno dei piacere della vita..
Not Only Sugar
Domenica e buona carbonara sono due termini che non stanno insieme perché, come si sa, la domenica sera corrisponde dal punto di vista della ristorazione alla Notte dei morti viventi o a Zombie, tutti i ristoranti migliori sono chiusi tranne poche eccezioni e qui, nei pochi aperti, appunto, la carbonara o non è nel menù o se c'è è meglio non ordinarla.
Quella della foto non so se sia di Roscioli, ma quella di Roscioli mangiata proprio con Bonilli qualche settimana addietro era veramente eccellente.
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Però continuo a preferire leggermente quella di Arcangelo Dandini, solo per il grado di cottura della pasta, che se eseguita alla maniera arcangiolesca, severa e senza compromessi, trovo sia imbattibile.
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Ci pensavo proprio ieri sera, di fronte all'ennesima orribile pizza in un locale dove secondo un amico la facevano ottima, maledetto!
Che fortuna sarebbe abitare a Napoli per la pizza,
a Roma per la carbonara, a Bari per la tiella di riso, patate e cozze, a Fano per il brodetto di pesce....quanti tesori gastronomici......
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Ciao
Mi permetto con il più grande rispetto di dissentire. Carbonare valide la domenica sono quelle di Flavio al velavevodetto, l'osteria di monteverde e cesare al casaletto (a pranzo). Vero è che Roscioli e Arcangelo sono tanto imbattibili quanto chiusi la domenica.
Aspetto notizie!
Non so se per voi ho scoperto l'acqua calda, ma io la settimana scorsa ho assaggiato una stupenda pizza napoletana a Roma ed oltre che essere stata un'esperienza gastronomica, è stata pure umana.
Il luogo del delitto era Il sogno di Napoli e si trova sulla Tiburtina all'altezza del PAM, all'incirca: Via tiburtina, 611/a.
Lui si chiama Don Raffaè ed è di Castellammare di stabbia. Fa tutto lui lì: impasta, inforna, serve, oppure te la lascia lì e la prendi tu per portartela a tavola.
La pasta della pizza è ottima e digeribile (non so voi, ma ultimamente non va giu niente!) e pure gli ingredienti: il suo olio (di Raffaele), il pomodoro, il pomodorino del piennolo, alici di Cetara e la mozzarella di bufala buona che lui va a prendere periodicamente in Campania. Poi, di altro? Niente. Lì ci trovate la concentrazione del prodotto, cioè potete scegliere tra pochi tipi di pizza, il calzone con le alici di cui sopra, birra e coca cola. STOP. E poi, al momento del conto, una bella chiacchiaerata con Raffaele che ti sviolina così una serie di perle e ci ha pure fatto il pane, seduta stante. 18 coperti o poco più, in tutto.