06
Mar 2013
ore 17:10
ore 17:10
L'anno che verrà
Cambia il modo di vivere a causa della crisi, materiale e ideale.
Cambia a volte in modo impercettibile, altre in modo più netto e così ti scopri più attento anche in libreria, tu che hai sempre acquistato in modo quasi compulsivo, anche se sull'iPad la libreria di iBooks è sempre più piena, ultimo entrato per € 6,99 l'Ulisse di Joyce con la traduzione di Gianni Celati, che tu non leggerai ma vuoi avere, forse ricordando quando hai provato a leggerlo nella collana Medusa.
Cambia il modo di fare la spesa, è molta più la verdura acquistata non più al mercato dietro casa ma il sabato al Mercato di Campagna Amica, al Circo Massimo.
Meno carne, anche se io ne ho sempre mangiata poca, e anche meno pesce.
Gli armadi sono pieni di vestiti e da un paio di anni non si compra nulla e anche di scarpe ce n'è per un plotone, c'è tanto di tutto e lo si scopre con stupore e girando per la città si guardano le decine e decine di negozi di vestiti che hanno aperto in ogni via, quasi il riflesso di un passato che sbiadisce.
Non è perché non si arriva alla fine del mese ma perché sono cambiate le priorità, è cambiata anche l'attenzione per il cibo, non è estranea una certa noia, sta cambiando l'attenzione verso la ristorazione come spettacolo, infastidisce questa voglia di raccontare in rete l'ultimo locale aperto, magari recensendolo in giorno prima dell'inaugurazione, facendo una corsa che è la caricatura di quella che un tempo si svolgeva nella carta stampata.
E poi questi giovani cuochi alla ricerca del quarto d'ora di celebrità - forse oggi Andy Wahrol parlerebbe di 7 minuti - e gli scaffali del reparto cucina delle varie Feltrinelli pieni di libri tutti uguali e troppo spesso inutili.
E' il cambiamento di un'epoca che coincide con il nuovo secolo...
l'anno vecchio e' finito ormai, ma qualcosa ancora qui non va,
Si esce poco la sera, compreso quando e' festa...
Foto di S. Bonilli
Stefano Bonilli
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notizie in breve

> Lucky Peach di David Chang, Peter Meehan e Chris Ying è una nuova rivista trimestrale dedicata al cibo pubblicata dall'edtore McSweeney's, e questa è la grande novità per la casa editrice californiana che fino ad ora aveva pubblicato romanzi, saggi ma mai libri e riviste di cucina. Lucky Peach è rivista, ma anche una appllication per l'iPad. Il primo numero è dedicato al "Ramen".
Sarà per via della crisi? Può essere, oppure è semplicemente stanchezza, è non poterne più...
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Bellissimo e triste
Bellissimo e vero.
Accidenti, il Direttore mi ha piazzato una webcam nel frigo, una nell'armadio e un chip nel cervello e non me ne sono neanche accorta! Ha descritto la mia vita attuale nei minimi dettagli (salvo che nonostante la faticaccia di Celati, non ce la posso fare con l'Ulisse).
Grandissima verita',purtroppo,che tristezza.Aver lavorato 30 anni come me e ritrovarti senza lavoro,senza piu'voglia di niente,e' veramente desolante alzarti al mattino senza un po' di buonumore,scusi lo sfogo Direttore e grazie per i suoi interessanti ed intelligenti scritti.
Si, bello, molto bello ma scritto sicuramente in un momento di non grande entusiasmo, per usare un eufemismo, ma se non si tiene botta in questi momenti è molto pericoloso perché è facile scivolare in basso e non riuscire più a risalire.
Per favore, direttore, ci scriva storie che danno speranza, il racconto ha sempre una funzione catartica e lei è bravo quando racconta.
D'accordo con Maria Rosa Uberti, parliamo di qualcosa che dia speranza, a forza di parlare di sole spighe alla fine ci si crede
Condivido in toto
Non trovo che lo spunto del Dr. Bonilli abbia “inclinazioni” pessimistiche. Né vi scorgo assenza di entusiasmo. Anzi, in realtà io vi leggo una riflessione realistica dell’attualità, un punto di domanda su come sarà l’anno che verrà o gli anni che verranno. La risposta, a mio parere, non dovrebbe essere la richiesta di cambiare argomento, ma lo sforzo comune di guardare avanti verso l’uomo che verrà e la sua capacità di cambiare. E' così?
s'è perso l'entusiasmo... sembra che tornerà nel 2014
Coglione
mai stato così attuale in nostro Lucio!!! ma non solo quello che descrive il direttore cosi bene, gran bruttura anche nei rapporti umani, per non parlare all'interno delle famiglie in difficoltà, trovo giusto questo post