27
Giu 2013
ore 15:17

MasterChef anche del vino? Flop assicurato, il vino ha un'immagine vecchia e non sa comunicare

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IMG_0126.JPG Crillon.jpg

Perché non fare un MasterChef del vino? ha detto provocatoriamente Davide Paolini in un recente dibattito, ben riassunto da Andrea Gori su Intravino.
Il vino perde colpi, l'export va bene, è vero, ma in Italia se ne consuma sempre meno e tra i giovani non gode certo di un successo di massa.

La cosa non deve stupire visto il conservatorismo del settore.
Proviamo a esamire i punti deboli dal punto di vista della comunicazione.

1) Il linguaggio del vino è quasi esoterico, comunque da iniziati e incomprensibile per un pubblico di neofiti.
2) Le immagini di una degustazione, sia filmate che fotografate, sono quanto di più statico esista e la foto della lei o del lui che degusta e fissa il bicchiere in controluce è quanto di più retorico e vecchio si possa immaginare.
3) I vini in vendita sono tanti ma per il neofita è molto difficile orientarsi e non c'è la certezza del prezzo.
4) La birra artigianale negli ultimi dieci anni è cresciuta enormemente in appeal agli occhi del pubblico giovane.
5) Il vino non è nè fotogenico nè televisivo, il cibo si.

E quindi, riprendendo la domanda iniziale, perché non fare un MasterChef del vino? la risposta è, perché sarebbe un flop
Il vino riesce raramente a diventare racconto, un esempio è stato Sideways, un bel film che ha fatto storcere la bocca agli addetti ai lavori e invece è piaciuto al pubblico (e anche a me).
Anche in rete i siti con degustazioni tecniche interessano a "pochi" addetti ai lavori mentre chi prova a raccontare il mondo del vino, tipo Intravino, fa fatica se non aggiunge spesso il pepe del gossip al discorso sul vino.


Foto di S. Bonilli

commenti 10

discorso che come sai i sta molto a cuore! Penso che una parte del problema, non di poco conto, sia aver scollato il vino dal racconto del cibo e del territorio. Avere fatto di questo un sapere tecnico complesso e talvolta respingente.
il vino in prima battuta è un romanzo popolare, una parte importante del racconto delle tradizioni e del paesaggio italiano... lo sapevano bene Soldati, Veronelli e Piovene (solo per fare i primi nomi) certo che se si pensa solo alla litania dei riconoscimenti, ai profumi di eliocriso o carruba, vedrete che la gente scapperà via... ;)
Ciao A

27 Giu 2013 | ore 19:22

"Il gossip di oggi sono le notizie di domani" (N. Denton)

Difficile raccontare un mondo chiuso a riccio, mollemente adagiato sui confortevoli divani di zia Marchetta e nonno Informazione. D'altronde hai mai avuto notizia di qualche marchese produttore di vino cui sia scappata una ciucca memorabile? Eppure il vino dovrebbe essere una delle cose più allegre della vita...

Quanto a noi di Intravino ci considerano eretici ma dopo 4 anni vorremmo già cambiare tutto.

Grazie per segnalazione, comunque.

A.

27 Giu 2013 | ore 20:05

Non ho capito bene come funzionerebbe un Masterchef del vino. Qualsiasi cosa mi venga in mente mi sembra grottesca :)
Onestamente i 70 litri anno a testa di trentanni fa erano troppi, sotto molti punti di vista (che roba era, poi?). Difficile che il consumo interno possa salire di molto, considerate anche le molte alternative vere o percepite, soprattutto da parte dei giovani.
Forse la chiave sta nel non dividere il mondo fra super esperti e super non-esperti, due categorie tutto sommato marginali.
Fossi un produttore/venditore mi augurerei un consumatore 'tipo' che e' magari molto cauto nello spendere per il bicchiere quotidiano, ma e' anche sufficientemente interessato da investire un po' di tempo e soldi per esplorare vini piu' complessi nei weekend, al ristorante, in occasioni speciali...
La strategia di comunicazione va rivolta a questo tipo di consumatore e secondo me deve consistere di un misto di nozioni tecniche (senza ecessi, ma cruciali per l'apprezzamento - non si puo' apprezzare un vino senza sapere cosa cercare) e di narrativa legata al territorio e alle persone.

28 Giu 2013 | ore 11:09

Dimenticavo di dire: visto nel contesto in cui lo ponevo, il vino non appare poi cosi' diverso dal cibo.

28 Giu 2013 | ore 11:14

Perchè non della Birra?!

28 Giu 2013 | ore 11:26

Già, perché non pensare un MasterBirraio visto l'enorme successo delle birrerie artigianali italiane?
far vedere come si fanno le varie tipologie di birre, gli abbinamenti, le commissioni di assaggio ecc... una gran bella gara in dieci puntate il primo anno, e come premio i soldi per aprire un microbirrificio.

28 Giu 2013 | ore 11:34

Perche' un piatto lo VEDI, lo 'mangi con gli occhi'. Per un liquido di colore uniforme non funziona cosi'.

28 Giu 2013 | ore 11:51

E un masterlavapiatti?
Per fare capire alla gente cosa c'è dietro un piatto e un bicchiere pulito che riempiremo col vino, la birra o anche solo con acqua?
Secondo me il vero problema è che manca qualche reality in Italia, un buco della serratura da cui si possa vedere un copione recitato che di "reale" non ha nulla!
Io se avessi 2 lire le investirei in un reality, manca, secondo me manca!

28 Giu 2013 | ore 12:41

Non mi sembra una brutta idea, visti i problemi che Lei ha elencato...In fin dei conti Masterchef è una gara che si svolge in una cucina e dove di cucina se ne vede ben poca. Non so come potrebbe esse questa Mastersommelier però potrebbe avere il pregio di evitare le immagini stattie da Lei evocate....

29 Giu 2013 | ore 20:31

Forse potrebbe avere successo e tornare utile per entrambi i mondi un MasterChef che comprenda l'abbinamento del vino al piatto e premiare il più azzeccato. Al contempo far passare il messaggio del consumare il vino comprendendolo, spiegare come si degusta utilizzando magari un lessico più semplice e comunque spiegando bene la terminologia della degustazione.

28 Lug 2013 | ore 21:25

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