26
Lug 2013
ore 14:17

La sera andavamo tutti da Feltrinelli al Babuino

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feltrinelli-10-300x225.jpgA fine dicembre chiuderà la libreria Feltrinelli di via del Babuino.
Lo scrive il Corriere della sera: Finisce la magia del Babuino.
La Feltrinelli del Babuino era stata aperta il 10 dicembre 1964 ed era subito diventata il punto di incontro del mondo culturale romano anche grazie al suo direttore, Carlo Conticelli, uomo burbero, libraio inarrivabile, compagno di serate da Cesaretto.
Già, perché se si poteva dire che negli anni '70 e '80, parafrasando il titolo di un libro di Scalfari, la sera andavamo tutti da Feltrinelli al Babuino, si sarebbe potuto anche scrivere che la sera andavamo tutti da Cesaretto in via della Croce, punto di incontro di scrittori, pittori, registi, giornalisti.
L'elenco di quelli che andavano da Cesaretto è lungo e lo trovate qui, ma basta un motto di Flaiano, da sempre cliente di Cesaretto, per far capire anche a chi non c'è mai stato per motivi anagrafici cosa era la Fiaschetteria Beltramme alias Cesaretto e quale era lo spirito dei tempi.
Diceva Flaiano: "Se potessi scegliere dove morire, non avrei che un’alternativa: o Chez Maxim’s o Da Cesaretto".
Carlo Conticelli è stato l'anima della libreria Feltrinelli, comunista vecchia maniera, nelle serate a tavola capitava che ci raccontasse di quando era andato a Cuba con Romano Montroni per dare una consulenza alle librerie statali dell'isola, oppure di quando i fascisti lo avevano pestato scambiandolo per Giangiacomo Feltrinelli, visto che anche lui aveva dei grandi baffi come l'editore.
Di Montroni era stato il testimone di nozze ma il loro rapporto si ruppe quando Montroni venne nominato direttore delle Librerie Feltrinelli e Conticelli, neppure consultato, si sentì scavalcato e messo da parte.
Era un grande direttore di libreria, un archivio vivente, un punto di riferimento e non a caso Giangiacomo Feltrinelli quando aveva deciso di aprire la libreria in via del Babuino, una via di antiquari, ma vicino a Piazza del Popolo e a via dell'Oca dove c'era la galleria d'arte di Plinio, punti di incontro degli intellettuali italiani e stranieri, aveva strappato Conticelli a Le Monnier di Firenze.
La libreria era avanti anni luce rispetto ai tempi, basti dire che c'era un flipper, un juke-box con i Beatles ma anche Mina, Modugno e Celentano e i ragazzi avevano preso l'abitudine di venire in via del Babuino e ci furono anche serata nelle quali si ballava.
Poi ci fu la storia della bomboletta spray con la scritta "Dipingi di giallo il tuo poliziotto" e la polizia che venne a multare Conticelli e sequestrare il corpo del reato.
Insomma, via del Babuino era diventata la novità di Roma.
Quando Carlo Conticelli andò in pensione Luciano Guerra fece una cena di festeggiamento da Cesaretto.
Lui continuava ad andare in libreria come consulente fino a che lo pregarono di interrompere il rapporto, un grande dolore per Conticelli.

La libreria divenne "normale", i tempi erano cambiati e senza Conticelli via del Babuino perse appeal e negli ultimi anni, andato in pensione anche Luca, che di Conticelli era stato il braccio destro, la Feltrinelli era ormai una libreria come molte.


commenti 9

Feltrinelli un personaggio unico, dicutibile peró unico. Toni Negri lo conobbe un Natale nell'aereoporto di Madrid, bloccato per neve, l'uno tornava a Padova, l'altro era di scalo per andare a Cuba. Passarono due giorni a discutere di rivoluzione, l'uno parlando di fascistizzazione dello Stato, l'altro di socialdemocratizzazione. Fioroni stesso, il grande accusatore, era un gappista...per ció che concerne la libreria io sono un feticista, ma ormai i libri li compro tutti su Internet. Trovi cose incredibili che nessuna libreria fisica ormai ti puó trovare. Restando in tema, l'alro giorno ho comprato la tesi di laurea di Toni Neri, del 1959, "Saggi sullo storicismo tedesco",pubblicata dal Giangiacomo prima che affidasse all'allora vicesegretario PSI di Padova la gestione dell'archivio Feltrinelli. Che tempi, peccato con i miei attuali 36 anni non averli vissuti.

26 Lug 2013 | ore 19:06

Feltrinelli, Toni Negri, che meraviglia quegli anni....
Tra i responsabili della tragedia degli anni di piombo e della vita di migliaia di giovani, che Dio li stramaledica.

26 Lug 2013 | ore 19:48

Il PSI degli ultimi anni '50 é stato un ambiente straordinario, una vera fucina di intellettuali, liberi di discutere, dissentire, contestare. Molto piú avanti nella critica contro la controrivoluzione sovietica di molti supposti liberali di oggi. Toni Negri ha fatto scelte politiche discutibili, ma resta un filosofo di livello mondiale. Che negli anni Sessanta abbia scritto anche nefandezze e si sia visto qualche volta di troppo con Curcio non inficia ció. Fra duecento anni si parlerá ancora di lui, di Berlusconi, Grillo e Gentilini ho i miei dubbi. Non so se é possibile fare pubblicitá di un sito in questa pagina ma io mi trovo benissimo con abebooks, per i libri fuori catalogo. Feltrinelli aveva fatto un buon lavoro con le librerie international, ma poi, almeno a Padova, ho visto che ha chiuso. Comunque quando in una cittá chiude una libreria, cosí come una salumeria o una drogheria, é sempre un pezzo di storia che se ne va. Ricordo quando a Padova chiuse Draghi, da allora passare in zona non é piú lo stesso. E da quando ha chiuso le Sciuccaglie addio salumi di porco con le sciuccaglie

26 Lug 2013 | ore 23:04

In Italia si legge sempre meno e se le librerie sono in difficoltà in tutto il mondo, da noi sono alla canna del gas.
Penso che anche tra i lettori di questo blog si conteranno sicuramente super esperti di ristoranti e vini ma se facessimo un'inchiesta su quanti libri acquistano ogni anno e quanti ne leggono sopriremmo che il livello è molto ma molto basso.
Quando io entro in case dove la libreria occupa si e no una piccola parete e l'ospite è un professionista affermato penso che i figli di questa persona o troveranno da soli la passione per la lettura o seguiranno l'andamento generale, quello che ci mette in fondo alla classifiche europee quanto a lettura e acquisto dei libri, noi, l'Italia del Rinascimento, dei Medici e del patrimonio culturale tra i più ricchi del mondo.
E tra i più trascurati.
Quanto alla Feltrinelli di via del Babuino, io ci sono entrata alcune volte ma già non era più quella dei tempi d'oro e quindi venendo a Roma ho scelto librerie per me più comode.

27 Lug 2013 | ore 10:55

cambia tutto cambia anche la feltrinelli... non si legge o meglio non si legge più bene, c'è rimasto solo il Renzi a farsi fotografare con un'accurata selezione di libri in braccio... tutto il resto è RED prima c'era l'intellettuale, ora il gastrogroupie

27 Lug 2013 | ore 11:32

Il mio mondo non è il food&wine, è uno dei miei mondi, non certo il solo, c'è anche la musica e poi l'arte, ma se dovessi sceglierne solo uno come il mio mondo, sarebbe sempre e solo quello dei libri, delle letture, dei viaggi della mente.
Io vivo in mezzo ai libri fin da piccolo, mio padre aveva una grande biblioteca di libri italiani e stranieri e io ho imparato a toccare i libri, a sfogliarli, a ingolosirmi delle belle edizioni quando ero al liceo e da allora ho iniziato a costruire la mia biblioteca.
La prima l'ho lasciata a Bologna quando me ne sono andato e ora a Roma vivo insieme con molte migliaia di libri, anche quelli di cucina e vini, ovviamente, ma sono una minoranza.
Chi legge questo blog temo che in alcuni casi legga pochi libri, ma si sente.

27 Lug 2013 | ore 12:59

Conticelli passeggia sotto i portici di Piazza Vittorio, abita lì vicino. Ci si incontra. Fa piacere abbracciarlo.

27 Lug 2013 | ore 15:47

Passo spesso da roma, pertanto mi piacerebbe capire di piu' della chiusura della libreria di Via del Babuino, che a parte la ormai decennale crisi di acquirenti di libri, magari e' anche legata ad altri fattori. Sicuramente le Feltrinelli in Largo Argentina e in Galleria Colonna reggono la concorrenza del centro.

27 Lug 2013 | ore 20:18

Penso si tratti di una razionalizzazione della collocazione dei negozi Feltrinelli in Roma. Via del Babuino è ormai una zona di turisti e a un centinaio di metri sempre Feltrinelli aveva aperto da poco Red, la nuova formula con ristorante, bar e negozio di food insieme con i libri.
Poi c'è stato un cedimento strutturale nel palazzo di via del Corso dove ha aperto Red, i lavori di consolidamento vanno avanti da quasi un anno.

27 Lug 2013 | ore 21:27

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