06
Ago 2013
ore 12:17

Jeff Bezos ha acquistato il Washington Post, da Katharine Graham a Kindle

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Oggi a Washington ci sono 71°F e piove leggermente.
Il signor Amazon ha comprato il Washington Post.

La notizia l'ho letta stanotte sul web, era un lancio del Washington Post, e in questa concatenazione c'è tutta la storia della stampa scritta di questi anni e le origini di una crisi senza fine.
Jeff Bezos, l'acquirente, è colui che ha pensato, creato e portato al successo planetario Amazon.
Washington Post è stata un mito del giornalismo investigativo anni '60 e '70.

L'uno, Bezos, da metà degli anni '90 in poi ha saputo sviluppare Amazon facendola diventare la più grande libreria del mondo, poi ha inventato Kindle e la libreria da materiale si è trasformata in digitale.
Oggi Amazon vende Tv, macchine fotografiche, musica, aspirapolvere, libri, film ecc...
Il Washington Post ha seguito la parabola inversa, come tutti i grandi giornali Usa e se il New York Times sembra essere riuscito ad invertire la decrescita, il quotidiano della capitale Usa, di proprietà della Famiglia Graham, è scivolato sempre più in giù, anno dopo anno.

Per quelli della mia generazione il Washington Post è il giornale che sbugiarda Nixon e lo fa dimettere, è "Tutti gli uomini del Presidente", il film che io ho visto più volte nella mia vita e che narra la storia di quell'inchiesta ispirandosi al libro dei due giornalisti protagonisti, Bob Woodward e Carl Bernstein, "All the President's Man", Simon & Schuster 1974.
E' la storia di Ben Bradlee, il mitico direttore del Post interpretato da Jason Robards, premio Oscar 1977 come migliore attore non protagonista.
E' la grande interpretazione di Dustin Hoffman, che è Carl Bernstein - quello a destra nel fotogramma del film - e di Robert Redford, che è Bob Woodward.

Ero già giornalista, avevo seguito tutta l'inchiesta del Watergate da lettore, come si poteva fare nel 1974, leggendo quanto si trovava, e nel giugno del 1974 ero in Portogallo come inviato del manifesto e sono andato insieme con i giornalisti di tutto il mondo alle Azzorre a seguire l'incontro tra il generale Spinola, capo dello stato portoghese, e Nixon, già sotto impeachment per il Watergate.
E' stato l'ultimo viaggio di Nixon da Presidente Usa.
Il 9 agosto del 1974 Richard Nixon si dimise da Presidente degli Stati Uniti con un discorso in televisione che si vede in originale nella scena finale di Tutti gli uomini del Presidente mentre il ticchettio di una telescrivente scandisce il susseguirsi di eventi che portano a queste dimissioni.

commenti 6

Ho un ricordo del Watergate al quale si sovrappone quello del film con Redford, che ho trovato bello e stimolante, allora come oggi.
Temo che tra i suoi lettori siano pochi quelli che ricordano queste vicende, o perché non erano nati o erano piccoli, o perché poco interessati alla materia.
Invece vedo che la sua carriera di giornalista è iniziata molto presto e seguendo vicende di rilevanza internazionale.
Rimpianti per essere passato al food?

06 Ago 2013 | ore 18:33

Veramente non capisco perché una domanda così... come se il food non fosse una vicenda internazionale..
Ma proprio a Bonilli doveva chiederlo?

07 Ago 2013 | ore 10:39

Rimpianti nessuno, ho fatto il giornalista del manifesto seguendo alcune delle vicende più importanti degli anni '70 e '80 come i 55 giorni della Fiat, il sequestro Moro, il processo 7 aprile, la bomba alla stazione di Bologna, come inviato tre mesi a Lisbona per seguire la rivoluzione dei garofani, poi me ne sono andato dal manifesto e ho fondato il gambero rosso che è diventata la più importante casa editrice del settore. Ho girato molto il mondo.
Poi, 22 anni dopo, me ne sono andato e sono sul web da un bel po' di anni.
Avrei rimpianti se fossi rimasto accucciato dietro a una scrivania.

07 Ago 2013 | ore 11:23

passato al food?

per me il direttore è uno dei padri fondatori!

rimpianti semmai potrebbe averli per aver sempre agito con coerenza ed onestà e quando scrivo questo mi riferisco a marchi che ha creato e che ha contribuito a creare evche ha regalato...nel vero senso della parola...

07 Ago 2013 | ore 19:16

Caro Stefano, come ben sai sono un semianalfabeta dei social network, eppure anch'io da giorni avevo pescato senza fatica su Linkedin una pregevole analisi che in dettaglio spiegava perché Jeff Bezos avesse bisogno di comprare il Washington Post: per difendersi da una perdita di valore di Amazon sul lungo periodo. Giusta o no la tesi, la notizia in se', avremmo detto da vecchi giornalisti, era tale che mi aspettavo, avremmo detto, una 'copertura' adeguata. Mi immaginavo le menti migliori di alcune generazioni dare il meglio di se' in racconti, suggestioni, dotte analisi appunto che nell'insieme avrebbero tracciato i contorni di quello che tu in sintesi hai definito, senza usare queste parole, perché tu non vuoi spaventare nessuno, il segno maturo di un mutamento radicale che dura da parecchio. Cambiamento sociale, culturale, economico. Posti di lavoro, vite umane. Allora chiedo a te, hai avuto maggiori lumi dai giornali di ieri, quelli che uno spirito balzano e puntuto, che diede i fondamentali a Karl Marx, definì 'la preghiera del mattino dell'uomo moderno', o qualcosa del genere? A me pare che, ha parte quelli che si sono limitati in sostanza a bucare la notizia, non siamo stati molto all'altezza. Forse il mondo e' già diviso in pezzi che corrono ad almeno due velocità, e a guidare una delle due parti c'è un macchinista che nemmeno si rende conto della velocità del treno. Ha un telefonino all'orecchio, e discute con il suo capo, a proposito di velocità. Dimmi che mi sbaglio.
A proposito di forme efficaci e gustose di comunicazione oggi, complimenti per il Papero giallo. Per farlo hai una redazione di duecento persone, giusto?

07 Ago 2013 | ore 23:55

Il mio caro Paperogiallo, che pubblico dal 1 settembre del 2004.
E' il mio brogliaccio, il mio quaderno di appunti, scandisce il mio percorso e il mio viaggio nel web.
Hai ragione, il mondo è già diviso in pezzi, un treno con i vagoni che corrono a due velocità e noi in Italia temo che siamo in quella parte del treno col macchinista...

08 Ago 2013 | ore 00:11

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