06
Set 2013
ore 13:17

Alessandro Dettori esce dalle guide dei vini e da facebook

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Su cronachedigusto.it è apparsa un'intervista a Alessandro Dettori che mi ha intrigato.
E' tempo di uscita delle guide di vini e ristoranti e Dettori dice che ha scelto di non mandare più campioni alle guide dei vini, dalle quali vuole uscire definitivamente, e che è uscito anche da facebook.

Forse, mi sono detto, una scelta come quella di Dettori indica una nuova via di comunicazione del vino fatta, apparentemente, di mancata comunicazione ma in realtà basata sul territorio, la qualità e il passaparola.
L'ho scritto su twitter, cioè in 140 caratteri, e subito Filippo Ronco ha obiettato che giusto Dettori si può permettere di uscire dalle guide e da fb ma, si chiede, chi è piccolo e sconosciuto può farlo?

Il pensiero di Alessandro Dettori espresso a cronachedigusto.it è questo:

La sovraesposizione ti porta a fare un altro lavoro. Non mi interessa.  Ognuno di noi deve più tempo al proprio di lavoro. E io devo fare il produttore di vino, non fare il comunicatore del vino. Devi andare, al massimo, ai banchetti delle fiere. Per ora noto che due cose vanno di moda. La caccia all'enologo, della serie: sei banale, non sai rispettare la terra, sei inquinante, omologhi tutto. E poi la caccia al giornalista. Della serie: scrivi di vino allora sei prezzolato. Ma non possiamo fare di tutta l'erba un fascio. Perchè ci sono enologi bravissimi e giornalisti bravissimi. E invece nel web vedo una gran confusione di ruoli e soprattutto di valori. E se un produttore è costretto a diventare il giornalista di se stesso è una sconfitta per sè stesso e per i giornalisti

Penso abbia ragione e che nella comunicazione del vino ci sia molto da cambiare.
Mi interessa però sentire altri pareri.


commenti 19

Alessandro Dettori funziona meglio come produttore che come analista dei media, diciamolo ;-). A parte il fatto che il suo profilo aziendale su FB è attivo, per fortuna si è circondato di qualcuno che gli dà una mano.
Io sinceramente la confusione di ruoli e valori la vedo nel web tanto quanto fuori, non mi pare proprio niente di nuovo.
Detto questo, niente è necessario per nessuno. Puoi vivere felice anche senza un profilo e volendo senza un sito Internet. Certo, se sei Gaja o Rinaldi è più facile che se sei Lastrichetti (un piccolo produttore ormai finito sul lastrico perché nessuno lo conosceva, poveraccio).

"Trovo ridicoli quelli che criticano le guide e poi fanno i complimenti a chi vince i premi" è comunque un ottimo claim, lo riciclo. E l'altra testa di sardo della guida del Gambero Rosso si chiama Giuseppe Carrus, non Carras, qualcuno avverta l'intervistatore di là.

06 Set 2013 | ore 13:37

A parte che per come era messa giù sembrava fosse uscito da fb del tutto mentre apprendo che ha tolto solo il profilo personale. Mi pare una scelta condivisibilissima considerato anche lo scarso appeal che ho sempre avuto con il grande gigante blu.

Ci mancherebbe, mettiamo pure da parte anche le guide (non tutte, che qualcuno si muove meglio di altri che invece arrancano), benvenga una comunicazione fatta di territorio e di passaparola. Quel che tentavo di dire su twitter era che se magari non è facile, una scelta di questo genere è almeno plausibile e comprensibile per un Dettori, per chi, come Alessandro, ha ormai raggiunto il successo ma parliamo di uno che la gavetta l'ha fatta e l'ha fatta con l'acceleratore a manetta.

Io c'ero alle serate che faceva i primi anni del millennio, facendosi un mazzo così su e giù per lo stivale, per raccontare i suoi vini, quando non era ancora il Dettori di oggi. Mandava le campionature a TigullioVino a quei tempi, il paleozoico del web enoico italiano. Oggi dire che te ne esci da fb - senza per altro farlo realmente - non è nient'altro che l'ennesimo asso di comunicazione ben giocato da uno che la sa.

D'altronde stiamo parlando di quel Dettori che mille anni fa mi fulminò con il concetto di situazione (o "momento") della degustazione sul suo sito, un concetto che già da solo sarebbe sufficiente per ridiscutere la critica enogastronomica degli ultimi 50 anni. Un grande.

Alessandro è bravo e ha finalmente trovato collaboratori all'altezza di giocare un ruolo così delicato come l'intermediazione della sua parola (parlo per conoscenza diretta). E' solo per questo, credo, che si prende o meglio si concede una pausa, che torna a concentrarsi sul fare più che sul dire, che inizia a delegare un po' di quel furore, di quella sagacia, di quell'ironia e quella passione che per come è fatta la testa di un sardo è difficilissimo riuscire a delegare (e non so, francamente, quanto riuscirà veramente a tenersi fuori).

Niente, dicevo solo che per un'azienda emergente o per una delle moltissime aziende che lavorano bene e con passione magari senza avere la qualità di essere così istrionici, determinati, comunicativi e partecipativi (perché comunque Alessandro sarà anche stanco perchè si è dato molto in questi anni alla rete), gli strumenti messi a disposizione dalla rete (non solo facebook) non rappresentano un'opzione scartabile, sono uno strumento vitale.

Che poi lo facciano da sé o deleghino è tutto un altro discorso ma il passaparola bisogna innescarlo, alle fiere tocca andarci almeno una volta ogni tanto, da qualche parte tocca farsi vedere e sentire e se non mandi il vino alle guide, allora bisogna almeno che ti curi benissimo la nicchia che oggi passa quasi totalmente per la rete, per i siti storici, per i blog, per twitter, per i network di settore.

Ciao, Fil.

06 Set 2013 | ore 14:51

Insomma, un Dettori grande comunicatore e un Bonilli che gli fa, ingenuamente, da cassa di risonanza, come da programma? :-))

06 Set 2013 | ore 14:58

Non fa una piega! 'sti gggiovani :-)

06 Set 2013 | ore 15:13

secondo me se si ritira da FB non è affatto un genio della comunicazione
i social fanno parte del comunicare e presentare il proprio vino così come il banchino cui dice di non rinunciare
forse le guide necessitano di una evoluzione e nel suo caso di certo non lo aiutano più di tanto , quindi fa bene a rinunciare ma ritirarsi dal web e dai social è un atteggiamento che non fa bene al vino
se la comunicazione classica top down delle guide, non è che se ne costruisce un'altra senza i produttori stessi che interagiscono con i comunicatori e con i consumatori

06 Set 2013 | ore 15:14

Andre non si ritira da niente. Ha solo chiuso il suo profilo personale di fb perché da oggi fa sul serio :)

06 Set 2013 | ore 15:43

Qual è la differenza tra ritirarsi da fb come persona e chiudere il profilo personale???

06 Set 2013 | ore 16:33

Che strane sono le discussioni con coloro che si occupano di vino.
Io scrivo che Alessandro Dettori esce da fb, non scrivo che la Cantina Dettori esce da fb, ma ugualmente ne nasce una discussione che spacca il capello.
Quanto all'uscita dalle guide io leggo questo virgolettato di Alessandro Dettori:

"Molti degustatori sono molto bravi e sono persone serie ed oneste. Ma è il sistema della guida che non mi piace: è fatto di riassunti approssimativi del lavoro che dura anni. Sono fotografie di un attimo e magari nel momento dello scatto avevo gli occhi chiusi. Sono oggettivamente inattendibili. La guida vive del successo mediatico del massimo premio assegnato (tre bicchieri, cinque grappoli, eccellenza ecc. ecc.) e questo deve divenire "esclusivo" e pertanto già in anticipo sono decisi il numero massimo di riconoscimenti da assegnare. Alcuni quindi ne rimangono fuori. Poi assegnare un voto ad un vino lo trovo ridicolo in un momento dell'anno in cui tutti i vini non sono giudicabili (giugno-luglio - agosto). Infatti la guida già nasce con un peccato originale: è costretta ad essere editata nel periodo più propizio alle vendite editoriali".

Eppure siamo qui a discutere se sia vero o no, se Alessandro Dettori esce o no da fb, se è uscito o no dalle guide.

Strano il mondo del vino, non conta ciò che scrivi ma ciò che vuoi o pensi di leggere.

06 Set 2013 | ore 16:42

Che un produttore "esca" da una guida è impossibile. La guida nasce per il lettore, non per compiacere il produttore. Non manda i campioni a Espresso, Gambero Rosso, Slow? I vini sono sul libero mercato, si trovano spesso nelle degustazioni organizzate. Libera scelta del giornalista quella di procurarselo, recensirlo e pubblicarlo. E' quindi scorretto dire "Dettori esce dalle guide". Dettori non manda i campioni, ma come ha dimostrato il Gambero Rosso, nonostante ciò può essere inserito in guida e anche con riscontri più che positivi.

06 Set 2013 | ore 17:02

Alessandro Dettori è uscito da fb.
L'azienda Tenute Dettori ci è rimasta.
Alessandro Dettori è uscito da fb?
Chi gioca in prima base?

06 Set 2013 | ore 17:09

Senza i campioni gratuiti spediti dalle aziende le guide non esisterebbero, questo è un fatto matematico.
Singoli casi non inficiano la "teoria economica" generale :-))

06 Set 2013 | ore 18:13

Senza dubbio, Direttore. Io però sostenevo semplicemente la questione secondo cui in linea teoria non è un produttore a decidere di uscire dalla guida, che - non va mai dimenticato - viene pubblicata per il pubblico e non per compiacere un produttore. Che poi se nessuno mandasse i campioni le guide non si farebbero è anche vero, ma una guida che parla di oltre 20.000 vini fatta a spese della casa editrice di turno... non so quanti se lo potrebbero permettere.

06 Set 2013 | ore 18:27

...Direttore, è sempre un piacere leggere i suoi articoli e i suoi commenti a volte seri, a volte ironici e a volte volutamente pretenziosi ma sempre garbati e soprattutto indipendenti dal soggetto/tema a cui si rivolgono.
...cosa ad oggi alquanto rara!

06 Set 2013 | ore 21:17

la comunicazione è fondamentale, la comunicazione è tutto, è sempre stata importante, ora lo è ancora di più.

06 Set 2013 | ore 21:43

Siamo in democrazia per Dio, un produttore può decidere di fare quello che ritiene opportuno come lo fanno le guide premiando o meno ed addirittura gabbando qualcuno per questioni di moralità (vedi la Guida di Slow nei confronti di Bressan).
Non sembra che il Dettori non mandi i vini alle guide poiché non abbia avuto "compiacimento" dalle Guide stesse. Al contrario ha sempre ottenuto premi già da tempi lontani. Ha rinunciato anche alla chiocciola di slow che è riconoscimento top. La scelta del Dettori è tuttaltro che di convenienza è invece di tutto rispetto.
Signor Alessio, le guide non vengono fatte a spese della casa editrice (poiché denari non ne hanno) ma di chi paga la pubblicità.

06 Set 2013 | ore 21:58

La comunicazione è importantissima in ogni settore, deve però essere costantemente attualizzata al contesto e al mezzo, vedi adcesempio il team dinFarinetti. Su Dettori, credo si trattii dellla volontà di tirarsi fuori da una sorta di omologazione e credo ci possa pure stare.

06 Set 2013 | ore 22:21

Caro Fil, intermediare la parola di Ale non è un ruolo delicato, ma semplicemente impossibile :)
La dimostrazione è lampante e, come evidenzia molto bene lo stesso Stefano Bonilli, ci stiamo tutti scrivendo sopra. I fatti sono asetticamente 2, ovvero Alessandro ha: a) ribadito (anche per questo anno) una sua scelta, ovvero di non inviare i campioni dei vini alle redazioni delle varie guide; b) deciso di cancellare (?) il suo account personale dal faccialibro blu.
Nessun progetto di comunicazione 3.0, nessuna provocazione testasardista, nessuna macchinazione subliminale, semplicemente 2 scelte distinte (per quanto è possibile ...) e precise. Ma soprattutto, banale ricordarlo ma pare necessario, c'è la volontà, da parte delle Tenute Dettori, di comunicare (off e on line) le proprie attività, con poca retorica e molta concretezza, di mettere al centro sempre Badde Nigolosu, di realizzare una comunicazione semplice, diretta, con pochi fronzoli che sia, essa stessa, territoriale. Per fare questo utilizziamo e utilizzeremo tutti gli strumenti che pensiamo possano esserci utili, quando è il caso anche i social, "belli e maledetti".
Alessandro ha fatto una scelta personale, semplice, neanche troppo controcorrente, quella di non voler apparire, di non voler essere al centro dell'attenzione virtuale, "meglio di no" mi ripete sempre, quando ci confrontiamo su queste tematiche. Penso che si sia stancato oltre che di una sua eventuale sovraesposizione socialmediatica soprattutto della sovrapposizione uomo/azienda, quasi fosse un'identificazione necessaria, che pare inevitabile dentro i meccanismi che si innescano, a volte con forze centrifughe dirompenti, sulle piattaforme social.
E poi Fil, dire a me che sono all'altezza ... ecco da Cocco si, ma da te non me la aspettavo. Colpo basso! :))

07 Set 2013 | ore 13:14

Bah ......

11 Set 2013 | ore 20:39

sacrosante parole. quelle di Dettori in tema di web tuttisannopocoditutto. sembra un minestrone e nessuno si specializza più.. o pochi.
e tutti commentano, bistrattano etc...
una giungla.
conto su di voi :)

18 Set 2013 | ore 14:20

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