28
Set 2013
ore 17:03

Dal metanolo ai Barolo Boys, storia di una rivoluzione e di un film

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E così la loro storia diventa un film.
Io ho seguito da vicino lo tsunami che è all'origine della nascita dei Barolo Boys, cioè lo scandalo del vino al metanolo che nella primavera del 1986 provocò 19 morti e alcune decine di persone diventate cieche.
Seguivo per la trasmissione di Rai2 Di Tasca Nostra lo scandalo del vino al metanolo e per questo con una troupe della Rai siamo andati in Piemonte alla fine di marzo per fare un'ichiesta, prima tappa a Narzole.
Un'esperienza inquietante perché in questa cittadina dell'astigiano di non più di 3500 abitanti c'erano 120 commercianti di vino e tra loro il Cavalier Giovanni Ciravegna, detto "dudes e mes" che tradotto dal dialetto significa dodici e mezzo, intesi come grado alcolico, omaggio all'abilità di Ciravegna di aggiustare qualunque vino alla gradazione voluta.
Il 21 marzo del 1986 erano stati arrestati Giovanni Ciravegna e il figlio Claudio, nel capannone dell'azienda c'erano 9000 ettolitri di vino metanobolizzato e quindi noi siamo andati a Narzole.
Ho ancora in mente la scena che abbiamo filmato: l'operatore era seduto sul cofano della macchina che procedeva lentamente nella via principale di Narzole ma avremmo potuto essere a Corleone perché la gente scappava o chiudeva le finestre, nessuno sapeva, nessuno conosceva Ciravegna.
 
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I carabinieri erano arrivati ai Ciravegna sequestrando nei supermercati bottiglioni da due litri di vino "Barbera" contenente una forte quantità di metanolo, erano vini della ditta Vincenzo Odore di Incisa Scapaccino, nell'astigiano.
Arrestato Odore, lui aveva fatto il nome dei Ciravegna, e l'inchiesta era partita scoprendo che nell'operazione di sofisticazione erano stati usati circa 2 tonnellate di metanolo estratto dal legno per far salire la gradazione alcolica, e quindi il valore commerciale, anche dei prodotti più vili della spremitura delle uve. La miscela era velenosissima: causava in chi ne beveva cecità, coma, morte.

Primi effetti dello scandalo: Rispetto al 1985 l’export di vino italiano crolla da 18 milioni di ettolitri a 11, e il fatturato da 1.668 miliardi di lire a 1.260. Oltre 21 milioni di ettolitri rimangono invenduti.
Un disastro, la distruzione dell'immagine del vino italiano nel mondo ma proprio da qui inizia il riscatto e è proprio nel 1986/87 inizia il rinascimento, il modo nuovo di coltivare la vigna e fare il vino.

Ricordo ancora quando Elio Altare mi raccontò la reazione di suo padre quando lui decise di iniziare a diradare tagliando i grappoli di uva in eccesso per abbassare la resa per ettaro.
Fino ad allora produrre grandi quantità di uve per ettaro era un valore e vedere dei grappoli tagliati, per terra, lungo le vigne, sembrava una pazzia.
Erano nati i Barolo Boys.

commenti 10

Incisa Scapaccino è astigiana ma Narzole è Cuneo. Questo per dire che il fenomeno di allora era piuttosto trasversale anche se rappresentava una degenerzione abietta e pericolosa da parte di una ristretta cerchia di produttori che trovarono ancora più remunerativo alzare la gradazione con veleni piuttosto che la assai più frequente tecnica dello zucchero o del taglio con vini corposi (di solito del sud). Comunque a quel tempo e prima ancora mio suocero, che faceva l'autotrasportatore, viaggiava assai sovente con autobotti dalla Puglia alla...Francia.
Saluti
Pier

28 Set 2013 | ore 19:53

Per zuccheraggio Ciravegna aveva avuto una condanna di 500 milioni.

28 Set 2013 | ore 19:55

Si perchè si trattava (e si tratta) comunque di frode. Non so se ora vi siano piccole deroghe legali.
Ciao
Pier

28 Set 2013 | ore 20:03

La realtà, se uno leggesse solo il tuo blog, sarebbe leggermente distorta.
Io nel 1986 ero là a seguire lo scandalo del metanolo per Rai2, uno scandalo con morti, possibile perché ognuno si faceva i cazzi propri, anche se tutti sapevano che al casello di Asti c'era l'ingorgo delle autocisterne.
I giovani produttori hanno cambiato comportamenti e modo di pensare chiuso e conservatore, sono stati i motori del rinascimento del vino italiano e piemontese che in quell'anno era morto, aveva perso tutti i mercati del mondo.
Che tu ironizzi sul Altare lo trovo buffo, richiamarsi ai Conterno non vuole dire che esistano solo i loro grandi vini.
Insomma, il tuo "io l'avevo detto" mi trova in completo disaccordo.

04 Ott 2013 | ore 17:58

Stefano, lo scandalo del metanolo con i Barolo boys non c'entra nulla. Io ho solo ricordato delle evidenze che quel film, a quanto pare, e Slow Food e Slow wine, vorrebbero far dimenticare.
P.S.
la cosa buffa era la filosofia di Altare delle vinificazioni "sveltina" cinque giorni per il Barolo.
Normale che tu sia in disaccordo con il mio pensiero: devi anche difendere la filosofia che vi/ti portò a premiare determinati vini, lo capisco bene

04 Ott 2013 | ore 19:04

Da questa risposta capisco che tu le Langhe nel 1986 non devi averle frequentate molto.
Lo scandalo del metanolo è proprio ciò che induce i giovani produttori a parlarsi, a uscire dall'isolamento e dalle invidie.
Sempre lo scandalo induce tutti i produttori delle Langhe a partecipare all'assemblea promossa da Petrini ad Alba, Angelo Gaja in testa, per discutere della loro identità e della loro forza.
E' stata un'assemblea storica, fattela raccontare dai produttori che hai conosciuto poi.
Sai, a volte un po' di modestia sarebbe utile, tu allora nelle Langhe e nelle cantine devi avere girato poco, di sicuro non quanto noi che facevamo la guida, dopo è stata un'altra cosa.
Ma dopo, appunto.

04 Ott 2013 | ore 20:04

allora fagli, fategli un monumento, oltre che un film celebrativo, a questi benemeriti che hanno rischiato di uccidere il Barolo...

05 Ott 2013 | ore 13:54

Sandrone, Voerzio, Altare ecc... tutti pessimi produttori di Barolo, vero?

05 Ott 2013 | ore 16:26

per i primi due che citi direi niente affatto, sul terzo da te citato ho altre idee. Ma continuerò a preferire loro, senza alcuna esitazione, i due Mascarello, Bartolo e Giuseppe, e poi Cappellano, Beppe Rinaldi, Giacomo Conterno, Bruno Giacosa, Brovia, Cavallotto, Comm. G.B. Burlotto, Schiavenza, Brezza, Castello di Verduno, Borgogno (prima dell'avvento di Farinetti), Sobrero, Guido Porro, ecc. Se vuoi l'elenco può continuare...

07 Ott 2013 | ore 08:03

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