23
Ott 2013
ore 17:19

Canis canem non est ovvero Cane non mangia cane?

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Espresso: la guida che viaggia nel futuro è il titolo che Valerio M. Visintin dedica all'ultima guida dei ristoranti dell'Espresso nella sua rubrica su ViviMilano del Corriere della sera.
Oggetto del contendere la recensione del ristorante Alice, a pag 189 della guida dei ristoranti dell'Espresso, che inizia così:"La nuova casa di Alice è al secondo piano dell'ex Teatro Smeraldo, il tanto atteso Eataly di Milano..." peccato che Eataly sia ancora chiuso, di qui l'articolo sfottente di Valerio M. Visintin che si conclude così "Caro Vizzari, cosa posso dirti? Questa volta vi siete superati. H. G. Wells sarebbe fiero di voi. Lascia che, da collega a collega, con pentimento e inedita deferenza, ti porga la mano. Anzi, già che ci sei, me la leggi, per favore?"

Se esistesse già l'edizione digitale e aggiornabile della guida Espresso - ma si farà mai? - Vizzari & Co. probabilmente non avrebbero fatto questo errore grossolano, provocato dalla voglia di mandare in libreria una guida aggiornata all'ultima ora, nel caso specifico fidandosi delle assicurazioni di Viviana Varese sull'apertura di Eataly in coincidenza con l'uscita della guida Espresso, hanno dato come aperto il ristorante Alice, cosa che avverrà, invece, forse a gennaio o febbraio del 2014, normali ritardi burocratici.

Probabilmente Vizzari & Co. avrebbero dovuto pubblicare la scheda ma sospendere il giudizio perché il passaggio nei locali di Eataly è un cambiamento radicale e non una continuità.

Ma detto questo e detto che Vizzari ha risposto a Valerio M. Visintin così come a Dissapore dicendo che l'errore nasceva dal fatto che si era fidato delle assicurazioni di Viviana Varese, chissà se Leo Lombardi sarebbe stato così spietato sparando ad alzo zero su un Vizzari indifeso e indifendibile.

Come la pensa VMV lo si sa "Basta un vago accenno critico per invelenire la delicatissima suscettibilità dei ristoratori. Temprato dalle esperienze di mio padre, tiro dritto senza scompormi. Ho un armadio zeppo di proteste dietro la scrivania. Le estraggo soltanto per fermare le porte nelle giornate di vento"

Chissà se VMV è temprato anche alle proteste dei curatori e dei giornalisti enogastronomici, comunque si può tranquillamente affermare che questa volta cane mangia cane ovvero il cane Valerio M. Visintin mangia il cane Enzo Vizzari.

commenti 24

io direi che tra i due litiganti (Vizzari e VMV) il terzo (Bonilli) gode

23 Ott 2013 | ore 18:01

Io non godo, guardo e medito :-))

23 Ott 2013 | ore 18:47

Che figura di M...a.. Ma c'e' qlcn che compra ancora le guide cartacee ?

23 Ott 2013 | ore 21:40

Purtroppo non é la prima volta se non ricordo male, ma all'epoca credo che non ci fosse ancora Vizzari. Mi ricordo un famoso ristorante del padovano (della zona di Abano) recensito anche se chiuso per lavori. Siamo umani e possiamo sbagliare tutti, anche i migliori ed il buon Vizzari mi pare proprio tra questi, perlomeno nel campo enogastronomico. In altre culture c'é la cultura dell'errore, dagli errori si apprende e si esce rafforzati, da voi in Italia chi sbaglia é oggetto di prese in giro, ripicche ecc. Dovremmo imparare da americani e giapponesi in questo, la cultura dell'errore, il kaizen ecc. semmai ci sarebbe da chiedersi con tripadvisor che ha 40 milioni di visite mensuali, se non sbaglio, che senso abbiano queste guide per pochissimi eletti. Ci sono libri che leggono in pochissimi che sono opere d'arte, ci sono autori difficili come Foucault che sono riusciti a vendere parecchio, come se vendessero ciambelle invece di saggi sulla follia o l'archeologia del sapere, ma davvero in questo caso non mi pare ci si trovi dinnanzi a opere di questo tipo. Ripeto tutti possiamo sbagliare e questo errore non inficia la serietá di un grande professionista.

23 Ott 2013 | ore 22:18

Mah, la notizia sinceramente non mi sembra quella che un critico critica un critico: mi sembra quella che una delle maggiori guide inganni i suoi lettori, fingendo di avere visitato un locale che non e' stato visitato.
La giustificazione di Vizzari, poi, e' imbarazzante a leggersi.
Secondo me Visintin ha reso un servizio alla professione della critica gastronomica, altro che cane.

23 Ott 2013 | ore 23:07

Ovviamente cane in questo caso non è usato come termine offensivo ma usa la terminologia del proverbio

24 Ott 2013 | ore 10:57

Questo caso spiega, meglio di tante parole, l'abisso esistente tra la carta e il web.

24 Ott 2013 | ore 12:39

Bé insomma...sul web le stupidaggini sono senza alcun dubbio quantitativamente molte di più che sulla carta. Però, almeno sono gratis: :-D
Devo dire che quando nel non molto lontano 2005 mi è sorta la curiosità di provare una volta nella vita un grande ristorante ho comprato la guida del Gambero Rosso la mia vita gastronomica ha avuto un improvviso picco verso l'alto. Tanto che per 2-3 anni l'ho ricomprata, più una volta l'Espresso (la prima versione "telematica", una vera ciofeca quasi inutilizzablie).
Però a parte I Cento delle varie città e Slow Food che senza essere oro colato qualche spunto interessante di solito lo offrono, mi chiedo anch'io come Franco Campese: chi compra ancora le guide cartacee? Quelli che le hanno comprate per tanti anni e non riescono a smettere? ;-)

24 Ott 2013 | ore 14:17

Per fortuna le Guide di carta hanno ancora valore !Provate a cercare un ristorante nel Web, ne troverete milioni ma poi come fate a scegliere dove si mangia bene, dovrete tirare a sorte a meno che non conosciate già il locale e allora cosa serve cercarlo? Tripadvisor(che sembrava una grande rivoluzione) sta banalizzando questo concetto perché non c'è nessuna selezione critica, ormai ci sono tutti e tutti hanno la vetrofania esposta ,che si mangi bene o che si mangi male(il più delle volte). Allora, in silenzio, c'è un sito nel web che rende un servizio a chi vuole trovare un Ristorante valido:www.eatandsleep.it

24 Ott 2013 | ore 16:07

Vero. Lentezza e velocità. Approfondimento e superficie. Indirizzo redazionale e pluralità estrema. Almeno in generale e con i dovuti distinguo il bazzicare per la rete mi risulta più accessibile, snello, ridondante di informazioni la cui attendibilità o controllabilità mi pare più labile almeno nella gabbia dei miei limiti. Mi accorgo che anche lì seguo ed inseguo nick o firme che mi hanno trasmensso e dimostrato conoscenza ed onestà intellettuale pur in una non sempre identità di vedute. Insomma cerco uno o più filtri autorevoli che mi liberino o indirizzino ripetto al vociare confuso, pur assolutamente legittimo, di opinioni o indici di piacevolezza. Cerco dunque anche qui un buon "libro" virtuale dietro il quale c'e sempre qualcuno che si prende la responsabilità di ciò che dice. Trip avrà 40 milioni di "visite mensuali" comprese le mie che solo ora dopo una certa frequentazione ho imparato a decifrare accodandomi a "recensori" che nel tempo hanno conservato obiettività e, devo dirlo, anche una preparazione inaspettata. Per contro parlando con persone molto, molto avvezze al web ho visto come sia facile dietro l'anonimato incrementare o decrementare esercizi per giunta in una gestione (parlo della voce ristoranti) che mette negli stessi confronti la paninoteca, il wine bar, l'agriturismo, la trattoria, Bottura, Crippa e via dicendo. Se i libri sono un'istruzione per l'uso trovo che la rete, pur nelle sue quasi illimitate possibilità, abbia bisogno ancora di molte istruzioni per l'uso e, soprattutto, penso che i due supporti non sono affatto conflittuali ma complementari. Sale da concerto e riproduzione sonora, teatro e cinema, vinile e file, carta e web, palinsesti o interattività si spartiscono diversi trasporti del pensiero umano la cui differenza sta certo nella fisicità o virtualità del supporto ma anche nei contenuti, nella replicabilità o unicità, nel sapere o nell'opinione. Insomma dicevamo anni fa "polpetta o sifone?". Io direi polpetta e sifone.

24 Ott 2013 | ore 16:34

e poi c'è chi critica con tono saccente l'affidabilità di tripadvisor, senza ovviamente aver capito come deve essere usato e interpretato.
ma su trip non si è mai vista, in tutto il mondo, la recensione di un posto che ancora non esiste, con tanto di descrizione dei piatti.
direi che la credibilità di questa guida dell'espresso è ormai irrimediabilmente e altamente sputtanata, è come leggere un fumetto.

24 Ott 2013 | ore 17:54

Si si, fin qui ci ero arrivato :) intendevo dire 'altro che la questione del cane non mangia cane'.

24 Ott 2013 | ore 21:09

Gigio non sono d'accordo. O meglio, sono d'accordo con la cultura dell'errore, ma non e' quella che sottintendi tu. In US (come da me in UK) c'e' anche la cultura della responsabilita' e possono essere di una brutalita' unica con le persone 'in alto' sotto la cui responsabilita' si perpetra un inganno verso il pubblico.
Purtroppo la risposta di Vizzari e' stata il contrario della responsabilita', e il sospetto rimane che quella scoperta sia solo la punta dell'iceberg.

24 Ott 2013 | ore 21:18

Le guide su carta hanno ancora un valore!. Nel web se cerchi un ristorante ne trovi milioni ma come fai a capire dove andare a mangiare bene? Tripadvisor (attenzione che to trip significa anche : fare lo sgambetto) doveva essere una grande idea ma è banale ed più conosciuto per il grande traffico che produce , per le vetrofanie che distribuisce ,che per le buone indicazioni di dove ''mangiare bene''. Se facciamo 100 le indicazioni di Gambero Rosso , Espresso, Michelin, Slow Food ,un buon 80% sono buone indicazioni. Se facciamo 1000 le indicazioni di Tripadvisor , forse il 5% sono buone indicazioni ( tanto pescano nel mare magnum).In silenzio ,comunque si può cercare nel web www.eatandsleep.it .

24 Ott 2013 | ore 22:20

Per quanto riguarda le bufale ,se non mi sbaglio un simpaticone si è' inventato un ristorante in Inghilterra (letteralmente inventato) e su tripadvisor l'ha fatto diventare il primo in classifica.

24 Ott 2013 | ore 22:23

Meglio precisare per chi legge, vedi mai che Visintin o Vizzari lo intendessero nel significato letterale del termine :-)

25 Ott 2013 | ore 10:20

Condivido il commento di Man e Gianluca.

26 Ott 2013 | ore 13:15

giuro che da Alice ci sono stato
e ho mangiato pure bene. c'ho ancora la panza piena.
ma questi sono proprio senza vergogna e nessuno ha chieso le dimissioni di questo Vicari.questa è una truffa bella e buona roba da delinquenti

27 Ott 2013 | ore 14:43

Peccato veniale di chi ha fatto un favore ad un amico ?

27 Ott 2013 | ore 17:34

Buongiorno Stefano.
Ero all'estero. Posso approfittare ora della tua ospitalità per raccontare a coloro cui interessa conoscerla "la vera storia di Alice"?
Dico, a coloro cui interessa: non ai cialtroni che, sempre rigorosamente senza nome, giocano a insultare e a scrivere cazzate in libertà ("chi compra ancora la Guida?" Tanti, evidentemente, considerato che L'Espresso è un editore e non un'opera pia).
1) Alice non è un "nuovo" ristorante inventato dalla Guida ma un ristorante che a tutti gli effetti "è esistito" ed è stato attivo nella sua "vecchia" sede sino al 15 ottobre 2013.
2) Tutti i piatti citati e commentati nella recensione sono stati assaggiati nelle visite (tre) di nostri autori, me compreso, fra febbraio e luglio.
3) Il voto è palesemente riferito a quei piatti.
4) Viviana Varese ancora a fine agosto, comunicandomi indirizzo, telefono ecc. del nuovo locale, ha ribadito che l'apertura era confermata per la prima settimana di ottobre.
5) La scheda di Alice - ripeto, ristorante "esistente" e operante a tutti gli effetti - è rimasta in stand by in due versioni, con l'opzione a) di scrivere come se il trasferimento fosse avvenuto prima della presentazione della Guida (17 ottobre), b) di scrivere del "vecchio" locale citando l'imminente trasloco...
...in ogni caso esprimendo il voto, come da nostra regola quando si tratta di semplice trasferimento di sede, immutata la squadra, la cucina, la carta ecc.ecc.
6) Primi di settembre, la Guida va in stampa. Colpa grave, tutta mia: non mi accorgo che in automatico passa la versione a).
Questi i fatti. Ho sbagliato, è chiaro, e ne sono dispiaciuto, anche se non credo, per ora di dovermi suicidare. E anzi professo con serenità, firmandomi, tutto il mio compatimento per chi in palese malafede farnetica di ristoranti "inventati" e si sfoga nell'insulto anonimo.
Enzo Vizzari

30 Ott 2013 | ore 11:16

Le guide, come i partiti politici, non godono di grande simpatia da parte di una porzione non piccola di pubblico. Detto questo, fare un caso di questo incidente di percorso, ma incidente nella fase ultima, quella editoriale, non certo nella fase di visita e di successiva recensione, mi sembra molto strumentale.
Nel caso in questione, poi, pensare che la scheda sia frutto di un'invenzione è una pura cavolata visto l'eco che aveva avuto in Milano la notizia del passaggio di Viviana Varese e la sua Alice a Eataly.
Ovviamente Visintin non ha perso l'occasione per colpire sotto la cintura, spero che tu abbia "la conchiglia" da pugile :-))

30 Ott 2013 | ore 13:21

Ma la descrizione estetica del locale è frutto della fantasia di Vivianina, oppure ha visto il progetto?

30 Ott 2013 | ore 21:05

Beh, "descrizione estetica" mi sembra esagerato :-D
Sull'ambiente c'è scritto solo "tutto nuovo e rilucente", una frase generica che si potrebbe adattare a qualunque locale di nuova apertura

31 Ott 2013 | ore 12:53

Non edit.. altrimenti piu' che un detto latino sembra un'affermazione di Magritte : )

20 Mar 2014 | ore 17:38

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