18
Ott 2013
ore 17:56

Una cena in via Ghibellina 87

< >

l_282_Pinchiorri-a-due-Voci-acquarelli-di-Cosimo-Melani-1.jpg

Alessandro Tomberli, il maitre de maison, da 32 anni in Enoteca, ci illustrava i cambiamenti avvenuti in cantina e io pensavo che lì c'ero stato nel 1985 con una trouppe della Rai e già allora l'Enoteca era famosa, già circolavano  leggende delle sue bottiglie rare e costose.
Giorgio Pinchiorri e Annie Feolde avevano rilevato nel 1979 dai nove soci le quote dell'Enoteca Nazionale, nata nel 1972, e dove Giorgio era il direttore, e l'avevano trasformata nell'Enoteca Pinchiorri.

cantina-1.jpg

Lo scorso anno hanno festeggiato i 40 anni di attività e quest'anno è uscito il libro che ripercorre la loro storia, Pinchiorri a due voci.
Dalla cantina siamo andati anche in cucina a salutare Italo Bassi e Riccardo Monco, i due cuochi che guidano insieme la cucina dell'Enoteca Pinchiorri. Monco ci ha fatto vedere la parte della cucina nuova con la pasticceria che ora ha uno spazio tutto suo grazie al permesso di chiusura di una parte del cortile, concesso dalle Belle Arti. Lontani i tempi della vecchia cucina, prima dell'arrivo della bellissima De Manincor, quando gli spazi per lavorare erano più angusti e tutto l'ambiente era molto più caldo rendendo il lavoro molto più faticoso.

Il nostro tavolo era d'angolo e all'inizio serata eravamo gli unici due italiani nella sala del camino, accanto a noi tavoli di francesi e svizzeri e, ça va sans dir, grandi bottiglie stappate.
Abbiamo ordinato il menù di cinque portate che, come sempre quando ti vogliono fare assaggiare delle novità, si sono trasformate in otto portate iniziando con delle triglie alla plancia con melanzane in carrozza e pomodoro candito.

IMG_2801.jpg

Poi la cena è proseguita con questi piatti

Uovo in "camicia gialla", fagioli, prosciutto e fonduta di Pecorino
Lampredotto scampi e carciofi
Agnolotti farciti di ricotta e menta, con pomodori, gamberi e zafferano
Ravioli con noci, ricotta e animelle
Maialino di razza "Mora romagnola" con verdure marinate
Sembra una patata con ragù di lepre e beccaccia
Brioche tiepida, crema gelata e fichi al Porto


I ritmi sono stati volutamente lenti perché accanto a questi piatti che via via ci venivano serviti, facevano la loro comparsa le bottiglie dei vini che avrebbero accompagnato la nostra cena.
Senza tanti aggettivi ecco l'elenco delle bottiglie

Champagne Cuvèe Louise 2000 Pommery
Mersault 2008 Coche Dury
Clos de la Roche Vielles Vignes 2009 Ponsot
Chateau Lafite 2005
Filia 2010 per Giorgio Pinchiorri
Puligny Montrachet Les Pucelles 1996 Leflaive
Gevrey Chambertin "Lavaux St. Jacques" 2006 Claude Dugat


Una serata degna dei 40 + 1 anni dell'Enoteca Pinchiorri e di Annie Feolde e Giorgio Pinchiorri, fortunati e felici noi.
E per favore, cari lettori arrivati fin qui nella lettura, non chiedeteci del conto.


commenti 21

Potrebbero chiederti della compagnia ;-)
Una squadra rara, allegra, sorridente e colorata in totale contrasto con il cliché dei tristellati classici. E la sensazione di essere per una sera in un luogo unico, preciso, di qualità assoluta, una di quelle rare volte in cui ti senti orgoglioso di essere italiano, come loro.

18 Ott 2013 | ore 19:13

per essere ospiti dell'enoteca occore avere una (minima) cultura enogastronomica?

18 Ott 2013 | ore 22:16

avere scritto negli ultimi trenta anni di cibo e di vino aiuta

19 Ott 2013 | ore 00:03

Ma chissenefrega del conto! Vini magnifici, penso anche i piatti :D

19 Ott 2013 | ore 13:01

Perdoni ma è permaloso?

Capisco che occorra sempre diffidenza con le migliaia di persone che leggono e commentano, ma nel mio testo nn c'era nessuna voglia di offendere nè tanto meno doppi sensi o altro... MB nel suo intervento parlava di clichè e contrasti, allora ho seguito il link presente nel suo articolo, ho visto che è possibile regalare dei voucher e mi son detto ora chiedo: può essere un bel regalo per chi pensa che laf(f)ite sia il vino del pilota di f1?

19 Ott 2013 | ore 14:01

Chissenefrega del conto???
Ho speso una cifra a svariati zero nella mia vita in ristoranti ma i 550€ pagati un paio di anni fa ancora li ricordo... E non sono irrilevanti, si vede che non so chic! :D
Ciao A

19 Ott 2013 | ore 21:20

Il costo di una cena da Pinchiorri dipende da cosa e quanto hai/avete bevuto, i prezzi sono da tre stelle di livello internazionale, i vini hanno una profondità di annate che pochi al mondo possono offrire, poi si può discutere della crisi, della fame nel mondo, di morale ecc... da 30 anni funziona così tutte le volte che appare una recensione di Pinchiorri.

20 Ott 2013 | ore 14:51

mah io ho bevuto la degustazione base...
Non voglio fare una polemica, ne tantomeno morale o la fame nel mondo... non ci penserei mai, mi conosci e lo sai, ma giro parecchio per il mondo e cifre così le ho trovate... ma non spesso!
Pagare oltre 500€ da solo con un degustazione di cibo e vino, per due ore di cena nel 2013 non mi sembra neutro... ;)
ciao A

20 Ott 2013 | ore 17:52

Intervengo di nuovo e poi smetto: le degustazioni base hanno il prezzo ben specificato, i menù anche, i singoli piatti pure quindi tu ti sei avviato consapevolmente a spendere oltre € 500 perché se volevi stare sotto c'erano tutte le condizioni, lo dico perché tre giorni fa mi sono letto tutti i menù, i prezzi e i prezzi di tutte le degustazioni che arrivano anche a € 800 e oltre, escluso il cibo, ma con vini di certe annate e di certe cantine.

20 Ott 2013 | ore 18:20

mah, che c'entra? che lo sapessi non c'è dubbio... poi quando si è in ballo si balla, ma che c'entra??? Poi con le degustazioni si risparmia notoriamente rispetto alle carte ovunque. figurati a la cart :D
Non dico che non sia detto o chiaro... figurati, dico che è un costo molto elevato per un locale di gran classe che si pone ai vertici, anche di prezzo internazionali, infatti il pubblico è quello da grad tour:
Ora non rispondo più, ma non mi piace che mi si faccia dire cose che non ho detto... Dico solo che il conto è una parte integrante dell'esperienza Pinchiorri... altro che neutra ;)
ciao A

20 Ott 2013 | ore 22:59

A genova una camicia di Finollo penso costi 1.000 euro. e apparentemente se ne vendono a bizzeffe, perche' un conto e' quanto costa, un conto e' quanto vale ed evidentemente per tanta gente vale piu di 1.000 euro.

quindi la domanda un po a tutti i fortunati che sono stati all'enoteca e' se ne vale la pena??

21 Ott 2013 | ore 09:55

Si vale la pena perché è un locale unico per servizio e cura nei confronti del cliente. All'Enoteca lavorano 44 persone a busta paga, la cantina è immensa, i costi di gestione anche, di conseguenza all'Enoteca Pinchiorri si pagano conti molto alti in cambio di un servizio di gran classe. Quanto ai vini, ormai Bordeaux e Borgogna sono inavvicinabili per i prezzi andati alle stelle sul mercato internazionale ma parlando con il sommelier si riesce a fare un percorso sempre interessante perché la carta dei vini è veramente vasta.

21 Ott 2013 | ore 10:05

"E per favore, cari lettori arrivati fin qui nella lettura, non chiedeteci del conto."
"Ma chissenefrega del conto! "

ecco io rispondevo solo a quello... non penso che il conto sia irrilevante nell'esperienza Pinchiorri...
personalmente sono stato da pinchiorri svariate volte negli ultimi 30anni e no, dopo l'ultima volta un po' la voglia di tornare a fare una esperienza mainstream di gran lusso mi è passata, sarà un problema mio, ovviamente...
Ciao A
Ps conservo come reliquie 6 camice di finollo di mio nonno, conscio che non ne comprerò altre ;)

21 Ott 2013 | ore 10:45

Devo dare ragione a Bocchetti :qualche anno fa , prima dell'euro ero a Firenze per lavoro e decisi di andare a pranzo da Pinchiorri.Il mio pranzo è costato 240.000 lire ed è l'unico ricordo che ho. Avrei potuto pagare con la carta di credito dell'Azienda di cui ero socio e nessuno avrebbe avuto niente da ridire, invece ho pagato con la mia personale perché non ho avuto il ''fegato'' di metterlo in conto spese.Purtoppo da Pinchiorri non ci sono più andato e...non sono un pentito.

21 Ott 2013 | ore 18:31

si lei non è chic

21 Ott 2013 | ore 23:12

se non accenna al conto tutti a criticare, se ne si parla tutti a criticare lo stesso, mi faccio sempre più persuaso che anche questo "pudore" sia indice di una scarsa cultura (enogastronomica).

21 Ott 2013 | ore 23:21

Da quel che leggo io riassumerei: se ami il lusso e hai una passione per i vini particolari vale sicuramente la pena di provarlo almeno una volta.
Se - come me - adori assaggiare i cibi, ma non sei stra-appassionata di vini e insensibile alla sontuosità, puoi tenere in considerazione anche altre opzioni. Visto che dal punto di vista puramente gastronomico possono essere equivalenti o anche più interessanti (questa opinione mia puramente personale)
Ovviamente, ammesso di avere una disponibilità economica limitata, altrimenti che domande sono? ;-)

22 Ott 2013 | ore 09:40

io mi permetto di interpretare l'invito del Direttore a non considerare il conto. Secondo me il garbatissimo invito voleva solo incitare a considerare quella che è stata e continua ad essere una delle migliori esperienze enogastronomiche del nostro Paese, un mix irripetibile di cultura, savoir faire, arte dell'accoglienza, gastronomia ed enologia. In tale ottica - senza tirare in ballo la crisi o la fame del terzo mondo -, per comprendere appieno non si può utilizzare come pietra di paragone il prezzo (ossia un dato numerico incontestabile) ma solo l'emozione (ossia una cifra individuale e soggettiva). E l'emozione io l'ho provata da Bottura, da Beck ma anche alla Brinca o all'Arcangelo o in un piccolo chiosco di Ancona che ancora vende le raguse in porchetta. Posso anche io (ovviamente in maniera molto più modesta del Direttore) invitare a non pensare al conto?

22 Ott 2013 | ore 14:07

A me i vini piacciono ma non sono sensibile alla sontuosita', anzi mi da pure un po' fastidio. Quindi sono felice per Bonilli ma per una volta non invidio :)

22 Ott 2013 | ore 14:45

Beh.. Direttore neanche un vino italiano.. Mi sembra molto grave ... Spero la scelta nn sia stata dettata dai sommelier di Pinchiorri.

23 Ott 2013 | ore 21:47

Nessun vino italiano perché i francesi che ho bevuto era molto più buoni dei nostri.

24 Ott 2013 | ore 00:32

scrivi un commento

Puoi scrivere quello che vuoi, ma se è una sciocchezza posso cancellarlo. Se il tuo commento non viene pubblicato subito, è colpa dell'antispam che ha dei criteri tutti suoi. Non ti preoccupare, magari scrivimi un breve messaggio per avvisarmi, appena posso recupero tutto.

Risotto_barbera.jpg Risotto alla barbera

Il cielo è più grigio e la temperatura è calata, è tempo di piatti caldi e...


ultimi commenti

ultimi post

29
Apr
Le formiche del Noma, i tortellini di Bottura, The50 Best e l'Italia che gufa - Renè RedzepiIn questo post si parlerà di...
28
Apr
Il gelato da F1 di Carapina è sbarcato a Roma - Carapina ha aperto la sua sede...
23
Apr
Cappelli, un romanziere che ama l'Aglianico, i paccheri e le frattaglie - Con Gaetano Cappelli ci siamo visti...
14
Apr
Le vite degli altri, cioè di tutti noi, spiate anche al ristorante - Una scena tratta dal film "le vite...
12
Apr
Assunta Madre, un ristorante di pesce fresco e "cimici" - Assunta Madre, Il ristorante di attricette tv,...
09
Apr
Panino, dove hanno venduto una tonnellata di pane di Matera - Fatti 50 metri, forse meno, dall'ingresso...
02
Apr
Josean Alija, il Guggenheim di Bilbao, il ristorante Nerua e la sua storia - Se non siete mai stati da...
31
Mar
Bonci fa traffico... e anche pane e pizza - Gabriele Bonci è un bravo cuoco...
Pollo_arrosto_erbe.jpg Pollo arrosto alle erbe aromatiche

In momenti di crisi il pollo è un'ancora di salvezza perché anche i polli buoni esistono...


ultime letture

IMG_3446.jpg Cappelli, un romanziere che ama l'Aglianico, i paccheri e le frattaglie

Con Gaetano Cappelli ci siamo visti da...


IMG_2291.JPG Viaggiare in aereo con 200 romanzi, saggi e libri di cucina

Leggendo sul New York Times alcuni autorevoli pareri...


Ferricuoco.JPG Maria Antonietta Quaresima ovvero Marie-Antoine Careme detto Antonin

Poco tempo fa parlavo con un giovane...


Twitter
Friendfeed