21
Nov 2013
ore 18:17

Pensieri in libertà di un vecchio brontolone

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Oggi sono venuti in molti a curiosare tra i post del paperogiallo.
Cosa era accaduto di nuovo?
Sul supplemento La guida del cibo, uscito con Repubblica, c'era un articolo di Antonio Scuteri che parlava dei principali blog dedicati al cibo e al vino.
Tra questi c'erano il paperogiallo e la Gazzetta Gastronomica e quindi, data la grande diffusione di Repubblica, molti curiosi si sono affacciati qui e sulla GG.

Chissà cosa si aspettavano e chissà se la cortese recensione di Scuteri può avere tratto in inganno chi cerca solo ricette o gossip o lunghe recensioni di ristoranti.
Certo, quella nota che definisce "personale" il paperogiallo dovrebbe essere chiarissima, siete entrati nella bottega di un artigiano, un po' scorbutico e un po' annoiato anche se la passione di fondo per la gastronomia in tutte le sue forme resta sempre grande.

Spiego subito a chi legge per la prima volta queste righe che sono annoiato dai luoghi comuni che ascolto da trent'anni come quello che suona "quel ristorante fa Nouvelle Cuisine e poi si deve andare in pizzeria" mi annoia anche ascoltare quelli che ti spiegano che "conosco un ristorante con del pesce freschissimo e non costa nulla".
Mi annoiano i rampanti che in questo settore sono molti e quelli che tre o quattro anni fa non distinguevano un pollo da un coniglio e poi sono saliti sul carro perché cibo e vino tiravano e adesso fanno i critici e i guru.

I cuochi, salvo rare eccezioni, non hanno ancora capito come funzionano fb e tw, i giornalisti, salvo rare eccezioni, non hanno ancora capito che cosa è questo mondo.
Anche gli editori delle guide sembrano non avere capito che il web ha cambiato il mondo, ha cambiato la critica e il giornalismo, figurarsi il piccolo comparto del giornalismo enogastronomico.

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Questa grande democratizzazione portata dalla Rete è bella e positiva ma temo che non abbia le fondamenta perché si parla solo dell'oggi e si seguono le mode in cucina ma mancano le scuole, la formazione, una memoria storica... e la finisco qui perché ripeto cose che ho detto e scritto centinaia di volte, come un vecchio brontolone, mentre tutt'attorno, tra crisi e lustrini, la cucina va.



commenti 8

Amen!
Grande Sig. Bonilli!
Come accade molto spesso, ha espresso il mio pensiero al 100%.

22 Nov 2013 | ore 09:45

Sante parole. Seguo questo mondo da 30 anni per il piacere del mangiare e non ho mai visto tanta arroganza ed approssimazione come in questo momento.

22 Nov 2013 | ore 10:04

Ha ragione, Direttore.
Io infatti ciò che più del resto amo e odio del suo blog sono quei richiami al passato che spesso vengono citati o discussi. Perchè lo amo può essere chiaro. Perchè lo odio? Semplice. Perchè non ho avuto il piacere di esserci. Quindi sono invidioso. E me ne vanto!

22 Nov 2013 | ore 12:43

E' proprio per questo che leggo sempre il Paperogiallo: per sedermi in un angolino della bottega ed ascoltare i racconti di questo maestro scorbutico.

22 Nov 2013 | ore 15:36

Per oggi il mio ego è soddisfatto :-))

22 Nov 2013 | ore 16:15

Facciamolo contento anche per quest'oggi... il suo ego.
In mezzo a tutti quelli, le icone del sapere letterario, citati nell'altro post del cuoco ignorante... concordo anche qui... metterei anche la sua persona... Poichè Lei è un riferimento sempre puntuale per orientarsi in questo mondo del "mangia e bevi".
Come me stesso io la considero un Italiano "per assoluto caso e per assoluto diritto". Ma la spiegazione sarebbe lunga...
Di nuovo complimenti per quello che pensa e rende pubblico.

23 Nov 2013 | ore 12:58

Però il ragionamento finale si può applicare a qualunque settore, non solo a quello enogastronimico, c'è gente che saltò sul carro dell'informatica senza capire la differenza tra un computer e una lavatrice, c'è chi saltò sul carro della politica senza capire la differenza tra Che Guevara e il Banana, c'è chi saltò sul carro del giornalismo confondendo la carta da giornale con la carta igienica, insomma il mondo è pieno di gente che fa il mestiere sbagliato, solo che adesso lo esercita con un discreto quanto inspiegabile successo.

26 Nov 2013 | ore 10:39

forse non consola, ma quando tutto quel rumore intorno alla cucina si quieterà saranno in tanti a cambiare con salti mortali rotta e carro, lasciando i brontoloni e annoiati a occuparsene seriamente e con competenza. non ne resterà traccia!

09 Dic 2013 | ore 08:06

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