04
Nov 2013
ore 00:01

Roma, Torriana, Senigallia e ritorno, un viaggio da leccarsi i baffi

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Mi piace molto viaggiare in treno e cerco di girare per l'Italia alternando i convogli Regionali, con gli Intercity e la Frecciarossa e così siamo andati a Rimini con una Frecciarossa cambiando a Bologna con l'Intercity 609 che da Milano va a Lecce.
Come al solito alla stazione di Rimini è venuto a prenderci Fausto e in una trentina di minuti eravamo a Torriana.
Week end di Tutti i Santi, faceva caldo per il nord Italia, il cielo era sereno, noi avevamo programmato di andare a pranzo il 2 novembre da Uliassi facendo però tappa a Torriana la sera prima, e dove se no?
A Torriana per festeggiare il cuoco, che è stato/ha cucinato "Il pranzo dell'anno dell'Espresso" ed è famoso ma, fatto raro di questi tempi, è un cuoco che si comporta in modo normale, tranquillo, sorridente, lo trovi sempre nella sua cucina, se no si chiude il ristorante.
Questa è la visione del mondo del trio Fausto, Stefania, Piergiorgio.

E' stata una cena di grande qualità, molto stimolante, creativa e leggera, cioè una di quelle cene che ti fanno poi dormire felicemente.
Il gradimento dei singoli piatti è contrassegnato da un voto ed è chiaro che c'è un piatto che rimangerei subito, l'animella arrosto e camomilla, da dieci pieno.

Cena al Povero Diavolo 1 novembre 2013

APERITIVI
_Battuto di broccolo in bianco (praticamente scondito), salsa di scarola fermentata, polvere di ceci,          
  origano e tetragonia fresca.
Voto 7/8
_Ragù di lumachini di mare, quinto quarto di coda di rospo, crema di mais e succo di foglie di
  cipresso.
Voto 7

MENU
_Baccalà, germogli d’aglio rosso, pomodoro appassito e battuto, bacche di ginepro fermentate. Voto 8
_Triglia, topinambur, latte di mandorla amara e whisky.
Voto 8/9
_Uovo, cipolla e chiodi di garofano.
Voto 9
_Gnocchi di rapa rossa, mazzancolle e dragoncello.
Voto 8
_Tortelli asciutti ripieni di coda di bue, porro, parmigiano e thè nero affumicato.
Voto 9
_Bietola, miele di ailanto e alloro.
Voto 7
_Animella arrosto e camomilla
. Voto 10

PANE
_Focaccia con farina di farro, burrato e rosmarino.
_Pane di segale, sfarinato di grano duro e farro.
_Grissini di farina integrale, semola di grano duro all’olio, semi di carota, sedano e prezzemolo.


DESSERT
_Tartufo bianco: crema bianca montata, polvere di biscotti, genziana, curry d’erbe, bergamotto,
  limone candito, menta e radice di rodiola.
Voto 7/8
_Zabaione di fiori di tiglio, lampone e neve di acetosa.
Voto 7/8
_Creme brulee di reine des prés, chicchi di uvetta ricoperti di cioccolato, kefir d’acqua (ibiscus, genziana
  e liquirizia) e costa di rapa rossa candita
. Voto 8

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Uovo, cipolla e chiodi di garofano


La mattina del due Fausto ci ha accompagnato alla stazione di Rimini e lì abbiamo preso l'Intercity 605 per Senigallia, a bordo c'era anche Maurizio Cortese che arrivava da Milano, e così siamo arrivati insieme a Senigallia e a piedi abbiamo raggiunto il ristorante Uliassi.
Eravamo i primi, l'appuntamento era per le 12,30, avevamo prenotato un tavolo per otto persone, due venivano da Asti, quattro da Roma, due da Napoli, era un pranzo nato sul web per via di alcuni giudizi cervellotici che erano stati scritti a proposito di Uliassi e la sua cucina, dei giudizi scritti da degli incompetenti.
Per questo ci era venuta voglia di tornare a Senigallia.

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Il menù del pranzo da Uliassi era di terra e di mare:

Gambero rosso e bernese di prugne
La prima secca ( vongole crude , alghe, mandorle e polvere di ostrica ghiacciata )
Il fosso ( rane, lumache, erbe di fosso, crumble di nocciole )
Sandwich di triglia zuppa di prezzemolo acetosella e rabarbaro candito  
Pollo e insalata ( pollo arrosto sugo di potacchio, vinegrette di aglio nero, e insalate con ostrica e nero di seppia )
Ricciola alla bon famme
Fondete di patate radici di erbe di campo e alzavola e tartufo nero
Seppie sporche e ricci ghiacciati
Fusilli con pesto di acetosa acetosella, rabarbaro, fegato di seppia e ricci
Beccaccia alla marchigiana
Gelato di Bucarello polline e miele


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C'è chi il pranzo lo ha affrontato in modo rilassato e chi, come Maurizio Cortese, ha fatto foto e preso appunti per un articolo su un magazine digitale di alto bordo.
Tutto veramente buono, neppure a dirlo, ma in particolare abbiamo fatto la ola per il piatto di lumache, rane ed erbe di fosso e per le seppie sporche e ricci ghiacciati e tutti abbiamo applaudito la beccaccia.
Il pranzo è stato bello perché i commensali erano veri appassionati ma anche perché la cucina di Uliassi è veramente buona, diretta, attenta.
C'è chi ha fatto Napoli-Senigallia-Napoli in auto in un giorno per partecipare a questo pranzo, chi è rientrato ad Asti in treno e chi, come noi, ha ripreso l'Intercity delle 16,52 da Senigallia per Bologna e alle 22 era a Roma avendo dormito, letto, scritto e anche ripensato alla cena al Povero Diavolo e alla cucina di Parini, unica e così personale e, naturalmente, al pranzo terminato poche ore prima da un Mauro Uliassi capace di proporre un matrimonio tra cucina di terra e di mare di grande qualità ed equilibrio.
Tutto questo è avvenuto in un raggio di una sessantina di chilometri, con due grandi ristoranti ai quali va aggiunta la Madonnina del Pescatore di Cedroni, e questa è solo la punta di un icberg gastronomico formidabile nei territori che toccano le terre di Romagna, Toscana e Marche.


Foto di S. Bonilli

commenti 6

Parini è un grande,Sempre originale e rispettoso del prodotto che utilizza..
ma perché non ci sono i voti ai piatti di Uliassi?

04 Nov 2013 | ore 00:45

Perché al Povero Diavolo eravamo in due e da Uliassi in otto e quindi il voto era più difficile ma è sintetizzato nel parere ultra positivo per i piatti citati, eccezionali, gli altri invece erano "solamente" buoni :-))

04 Nov 2013 | ore 09:54

Siamo scappati tutti via, chi per il treno che partiva e chi come me e Giuseppe per vedere la partita del Napoli la sera, e quindi non abbiamo avuto nemmeno il tempo di commentare il nostro pranzo da Mauro Uliassi.
Per me "La prima secca" è sul podio dei piatti dell'anno, ma l'"uno-due" con il successivo, quello con rane e lumache, è da riportare nelle pagine più belle della grande cucina italiana.

04 Nov 2013 | ore 20:32

Ero lì la sera prima e posso confermare che il menu di giorgio è uno dei più interessanti che si possono trovare al momento. Non sono d'accordo sui valori attribuiti ai singoli piatti (la bietola per me è da 10), ma poco importa. Una tappa gastronomica che in questo momento andrebbe assolutamente fatta.

05 Nov 2013 | ore 20:21

Parini un grande ma anche Uliassi....

06 Nov 2013 | ore 17:48

Sono stato in entrambi i ristoranti negli ultimi due mesi. Da Parini per la prima volta. La sua cucina mi ha molto incuriosito e interessato. Al contrario di Bonili, non ho dormito la notte, non per dificoltà nella digestione, ma per i tanti stimoli ricevuti. Al Povero Diavolo una cena induce ad una riflessione lunga, che supera il tempo del pasto. Condivido il giudizio sulle animelle, la migliore versione di sempre di un piatto che ho mangiato spesso soprattutto a Parigi, dove i ris de veau li srvono anche nei bar. Folgorante la bieta, con alloro e miele di alicanto. Buona anche la triglia, anche se all'interno di un menù sussurrato e cerebrare mi è sembrata fuori contesto. Nel complesso però i voti che leggo mi rincuorano, perchè al di là del mero dato quantitativo, sintetizzano il giudizio di una cucina molto buona e interessante, ma non (ancora) eccellente. Giudizio che fortunatamente riporta un po' di equilibrio sul rumore che si è generato intorno a questo ristorante.
Uliassi è il mio primo amore, un amore che rinverdisce ad ogni visita. Le due cucine non sono paragonabili, posso però dire che alcuni piatti di Uliassi (seppie giovani, scarpetta, spaghetti alle vongole) raggiungono le vette più alte del gusto, Al Povero Diavolo non ho mai avuto questa impressione.

16 Nov 2013 | ore 00:27

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