18
Gen 2014
ore 15:17

Prendere esempio da Ducasse? No, l'esempio sono i fratelli Roca

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Avevano già le tre stelle Michelin ma quando i fratelli Roca e il loro El Celler de Can Roca sono stati incoronati dalla classifica The World's 50 Best Restaurant's i primi del mondo le offerte per aprire nuove sedi del ristorante sono arrivate da tutto il mondo.

Ma Jordi, Josep e Joan Roca hanno detto "Il nostro è un ristorante che ha le radici in Catalogna, non si può reimpiantare in altre parti del mondo".
E così hanno stretto un accordo con BBVA che è un gigante bancario spagnolo frutto dell'integrazione tra il Banco de Bilbao e il Banco de Vizcaya, in una prima fase, BBV, e la recente integrazione con Argenteria che dà vita a BBVA.
L'accordo è stato battezzato Alta Cocina con Valores e ha lo scopo di permettere a tutta l'equipe del ristorante dei Roca di visitare durante le ferie estive di agosto del 2014, 2015 e 2016 Messico, Colombia e Perù per formare sei giovani cuochi di ogni paese che faranno un apprendistato di 4 mesi nel Can Roca per poi tornare in patria e aprire nuovi ristoranti con l'aiuto economico di BBVA.
Parallelamente i Roca selezioneranno prodotti dell'artigianato alimentare di qualità di quei paesi che inseriranno nel menù della casa madre di Girona.

Provo a immaginare lo stesso progetto applicato a uno dei nostri ristoranti italiani di punta ma non vedo la banca che lo finanzierebbe ma, purtroppo, non vedo neppure il ristorante capace di sposare un simile progetto e mi dispiace perché è il segno della nostra debolezza.

Perché i Roca non si sono gettati a monetizzare la loro immagine globale come la maggior parte dei cuochi avrebbe fatto?
Per capirlo basta andare nel loro ristorante dove cortesia, architettura e grande cucina si sposano in un modo che non è replicabile ma può essere una grande base per la formazione di altri cuochi e per allargare l'influenza della cucina e dei prodotti spagnoli.

Noi italiani partiremo da posizioni molto ma molto migliori data la diffusione della cucina italiana nel mondo ma non siamo mai stati in grado di creare una grande scuola di formazione per cuochi italiani e per stranieri, una sede di formazione che diventasse l'università di punta della gastronomia mondiale.
Colpa di una classe politica cialtrona, da destra a sinistra senza distinzioni, e oggi che la cucina è diventata una ossessione, una moda, uno sfogatoio di tutte le frustrazioni del mondo sappiamo solo pensare l'ovvio, copiare vecchi modelli.

Il 2015, anno dell'Expo, potrebbe essere l'occasione per dare vita a una Scuola della Cucina Italiana che raccogliesse il meglio delle tante micro iniziative sparse per l'Italia, il punto di partenza per una vera nuova istituzione funzionale alla formazione di cuochi, manager e personale di sala, riprendendo un filo interrotto da decenni e che vedeva gli italiani quale personale di punta dell'hotellerie internazionale.

Poi mi sveglio, mi guardo attorno e per non deprimermi ulteriormente metto un cd di Charlie Parker e finisco di leggere il mio libro...


Foto dal sito de El Celler de Can Roca


commenti 13

Quello che manca in Italia, a differenza di Spagna ed altri paesi europei, e' un sistema bancario in grado di finanziare questo tipo di progetti imprenditoriali; il credito alle imprese viene negato, persino a quelle in attivo; figuriamoci se si dovesse approvare un "nuovo" progetto imprenditoriale di questo tipo.

Gli unici a cui hanno prestato soldi le banche italiane negli ultimi 20 anni sono stati coloro che costruivano case/opere pubbliche e coloro che le compravan); purtroppo il loro modello di business e' questo.

Senza finanziamenti a qualsiasi idea imprenditoriale si discosti dall'erigere piloni di cemento armato non resta che affidarci alle energie e alle disponibilita' economiche di coloro che i ristoranti li gestiscono, che ad oggi stanno facendo miracoli.

Stendiamo anche un velo pietoso su un ministero degli esteri e una classe politica incapaci di propagandare la cucina italiana fuori dai confini patrii.

18 Gen 2014 | ore 17:32

Un sistema bancario che vede ai vertici delle cariatidi come Bazzoli e Guzzetti, gente potente e molte volte inquisita come Palenzona e il Monte Paschi, terza banca italiana, con un buco da circa 3 miliardi, messi dallo stato, e crocevia di corruttele politiche.
Messe così le cose quello che ho scritto nel post più che un sogno è un esempio di ciò che non potremo mai fare.

18 Gen 2014 | ore 19:36

Nel BBVA la A è Argentaria.

18 Gen 2014 | ore 21:00

Sui difetti e sui problemi del sistema bancario italiano non ci sono dubbi; forse però la Spagna è proprio l'ultimo paese da cui prendere esempio, loro si con numerose "Caja" fallite e nazionalizzate in Bankia per l'abnorme credito concesso al sistema immobiliare.

18 Gen 2014 | ore 21:13

Giusto, molto giusto...
Certo che se penso che la situazione italiana è quella giustamente descritta e se penso l'importanza che ha nella nostra storia il cibo, al peso del comparto nel turismo che ha oramai superato l'arte negli attrattori italiani e se penso la visibilità del cibo in questo paese nei decenni scorsi e la corsa al vino e alla cucina... Se penso a tutto ciò e al perché il racconto del comparto sia questo, a perché con tutti i politici finti gourmet degli scorsi anni, ai teatrini di porta a porta sull'uscita delle guide di qualche anno fa, alla corsa della nomenklatura a produrre vino negli anni scorsi... insomma se penso a tutto ciò un po' di domande me le pongo sul perché siamo a questo punto? ;)

19 Gen 2014 | ore 08:13

Non sono le banche che impediscono il realizzarsi dei progetti: sono i progetti che sono inesistenti, velleitari, narcisistici.

Ricordo che lo Stato spagnolo ha speso 40 miliardi di euro per le banche spagnole, lo Stato italiano ad oggi 4.

20 Gen 2014 | ore 09:59

Sì ma allora perchè le banche straniere non fanno cose simili con ristoranti e cuochi italiani?

20 Gen 2014 | ore 10:37

la Storia torna e si ripete; impero romano e Rinascimento son lontani. L'Italia, e noi con lei, è (anche) quella descritta da Bonilli: stupida e sciupona, incolta e approssimata. C'è scientificità nella nostra cucina? O siamo (eravamo?)amati per i fondamentali? Pensate al rapporto Federculture pubblicato oggi: sempre più indietro, con l'allegra orchestrina che suona (a palazzo Chigi e dintorni). Il problema siamo noi, tutti noi "italiani", campanilisti e litigiosi. Con poche, rare eccellenze (che non fanno risultati e tantomeno sistema).

20 Gen 2014 | ore 12:41

Perchè i ristoranti e i cuochi italiani (con i conti a posto) non glielo chiedono.

Eataly apre all'estero con i finanziamenti di una grossa banca italiana.

20 Gen 2014 | ore 14:10

Cioè siamo noi italiani ad essere poco propositivi?

20 Gen 2014 | ore 14:31

Lo stato italiano dovrebbe finanziare le banche ancor piu' di quello che ha fatto? Ossignur, ma la crisi del 2008, arrivata in Italia nel 2011, i prestiti a tassi bassissimi che la BCE fa alle banche europee (soldi usati per finanziare a tassi molto piu' alti gli stati sovrani, tramite acquisto di bond, il famoso spread, che la BCE per statuto non e' autorizzata a comprare) non vi ha insegnato ancora niente?

in ogni caso le banche italiane non c'entrano niente in questo "business mancato". se Bottura volesse fare una cosa del genere, nessuno gli vieta di entrare in partnership con una banca straniera, ad esempio con la BBVA. E' che a lui evidentemente non interessa.

(sempre che la vera storia non sia: la BBVA ha ricevuto un finanziamento dallo stato spagnolo per fare questa partnership, nel qual caso le cose cambiano)

22 Gen 2014 | ore 08:32

Magari se uno interviene prima si informa e poi emette sentenze, o no? :-)

22 Gen 2014 | ore 14:29

Mah, ammetto che forse ho usato un po' troppa enfasi (doveva essere una risposta a Stefano Nicoletti, che si lamentava che lo stato italiano non ha finanziato a sufficienza le banche). In ogni caso "contesto" il tuo richiamo alla (mancata) presenza di banche italiane che possano essere all'altezza di iniziative di questo genere. Probabilmente hai ragione, ma lo trovo abbastanza ininfluente, perche' sono sicuro che da qualche parte in Europa una banca si trova pure, se in gioco ci sono nomi di grido tipo fratelli Roca o equivalenti italiani.

Re mancata informazione: ? Un hint?

23 Gen 2014 | ore 00:36

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