07
Gen 2014
ore 09:17

Spaghetti alla bolognese made in New Zealand

< >

IMG_2969.jpg

Venti giorni senza cucina italiana a colazione, pranzo e cena.
Al rientro, nelle lunghe ore di volo, ho pensato che stare lontani per un po' dalle nostre tradizioni gastronomiche fa bene perché ti fa apprezzare in modo più lucido la ricchezza della cucina italiana.
Certo, leggendo il menù esposto all'ingresso del ristorante Portofino di Devonport, in New Zealand, mi sono cadute ancora una volta le braccia perché ci sono gli spaghetti alla bolognese.
Quando i ristoranti italiani, in Italia e nel mondo, avranno la cultura e l'intelligenza di abolire questo piatto, che nella realtà italiana non esiste, se non in piazza Navona, a Rimini, a Venezia ecc... cioè là dove la caccia al turista è senza esclusione di colpi, allora avremo fatto un passo in avanti.

commenti 16

Pensa che gli spaghetti alla bolognese mi sono stati serviti come pranzo sul traghetto Macao-Hong Kong. E per essere un piatto precotto non erano per niente male! Di sicuro meglio del pasto medio nelle carrozze ristorante di Trenitalia

La cosa, oltre alla persistenza di questo piatto "che non esiste", mi ha però fatto riflettere sulla pervasività della cucina italiana, che nel mondo è assolutamente vincente. La gente VUOLE mangiare italiano. Peccato che non siamo in grado di capirlo fino in fondo e di agire di conseguenza

07 Gen 2014 | ore 12:06

Esatto Antonio...
Altra cosa la gente vuole mangiare Italiano, ma in modo riconoscibile, non vuol dire fare solo il ragù o la pummarola, ma partire dai prodotti e dal paesaggio italiano per interpretarlo... Ma in quanti lo fanno? sempre meno... Temo ;)
ciao A

07 Gen 2014 | ore 12:58

In Asia la cucina italiana è molto amata, in Giappone i ristoranti italiani sono circa 3000, molti gestiti da cuochi giapponesi che hanno lavorato in Italia. Anni fa sono stato 15 giorni in giro per il Giappone mangiando solo italiano per la rivista Brutus. Buona esperienza.
A Hong Kong ho mangiato molto bene al ristorante italiano del Grand Hyatt oltre che da Bombana poi capisco che sei stato dagli Jaccarino visto che hai preso il traghetto per Macao :-))
In Australia gli italiani hanno una presenza importante, meno in Nuova Zelanda e comunque io ho mangiato cinese e locale e non ho avuto tempo per il mangiare italico ma devo dire che dopo i cinesi nel mondo ci siamo noi quanto a diffusione ma il supporto che francesi e persino spagnoli danno alla loro cucina e alle esportazioni di cibi e vini noi ce lo sogniamo.
Perché?
E' un mistero visto che l'attivo alimentare è grande e lo potrebbe essere molto di più.

07 Gen 2014 | ore 15:32

Ma se i ristoratori toglieranno questi piatti dal menù non avremo clienti disorientati?
E' un tentativo di educare i palati ma un pò difficile da perseguire.

07 Gen 2014 | ore 16:42

Perché, non esiste cultura, o meglio esiste controcultura, si ironizza sui panini di qualità che arrivano alle riunioni di partito, sulla "nuvel chiusin", sul fatto che spendi tanti soldi e poi devi andare a mangiare una pizza ecc, e questo modo di agire è trasversale prende tutti i ceti e tutte le categorie, spesso il giornalista gastronomo è visto dai suoi stessi colleghi come di serie b, in tv di cibo si parla solo alla casalinga o per la dieta post vacanze ecc

07 Gen 2014 | ore 19:04

Esatto noi esportiamo folklore, pummarola e spaghetti alla bolognese e lambrusco. Gli altri prodotti di qualitá. Spagnoli e francesi hanno dietro emigranti con una cultura gastronomica pazzesca e imprenditori che vanno a esportare l'unicitá dei loro territori. Mi é capitato recentemente in un ristorante italiano di Madrid di parlare con un cuoco italiano al 100%. Gli ho accennato della cinta senese, la sua faccia mi ha fatto capire che era la prima volta che ne sentiva parlare. Ma forse é giusto cosí, se il nostro popolo ha un interesse scarsino intorno al food, non vedo perché emigranti, ristoratori all'estero, imprenditori dell'alimentare e giornalisti dovrebbero avere la cultura per far conoscere al mondo una cinta senese o un culatello di mora romagnola...

07 Gen 2014 | ore 22:57

Fra presentare menu senza spaghetti alla Bolognese (o fettuccine Alfredo) e far conoscere la cinta senese c'e' uno spazio sterminato...e' nel non aver occcupato con decisione quella terra di mezzo che sta il principale fallimento dei ristoratori italiani all'estero.
(C'e' anche un secondo fallimento nel modo in cui si imposta, o non si imposta, la cucina di elite, ma tutto sommato e' meno importante per il grande pubblico).

08 Gen 2014 | ore 10:22

Ma i ristoratori italiani all'estero falliscono? Oppure sopravvivono bene anche con gli spaghetti alla bolognese?

08 Gen 2014 | ore 10:38

Parlando degli UK, alcuni falliscono, i piu' si trascinano avanti probabilmente senza fare grandi soldi, alcuni sono popolarissimi pur avendo menu che mi fanno piangere :)

08 Gen 2014 | ore 14:30

Come i ristoranti italiani in Italia, quindi :-D

08 Gen 2014 | ore 15:06

Pensavo la stessa cosa mentro lo scrivevo...Pero' almeno in Italia ci sono anche i Consorzio di questo mondo che son sempre pieni e fanno godere :)

08 Gen 2014 | ore 16:49

Non ho capito la frase sui Consorzi. Comunque sia deduco che il successo dei ristoranti italiani all'estero non dipende dal menù e dalla qualità del cibo!

08 Gen 2014 | ore 17:05

riassunto fantastico dell'amara realtá. I ristoranti italiani servono per il folklore, per una serata senza impegno, per fare felici i bimbi che amano la pasta e le cose semplici. Per una seata di qualitá, una cena impegnativa e un grande vino lo straniero medio si dirige verso i ristoranti francesi e sempre piú spagnoli, che3 effettivamente sono gestiti nella gran maggioranza da francesi e spagnoli veri, da gente con culture gastronomiche incredibili, perché parte del dna di quei popoli, e che mai accetterebbe di proporre un prosciutto dozzinale procedente da altri paesi per risparmiare sui costi e mai offrirebbe una carne di qualitá ridotta. L'altro giorno ho visto un reportage su un cuoco spagnolo negli USa che si fa arrivare due volte per settimana le sardine fresche....

08 Gen 2014 | ore 21:34

Sì ma è nato prima l'uovo o la gallina? All'estero gli stranieri non vanno in un ristorante italiano quando vogliono qualcosa di particolare perchè sanno che sono delle sole oppure siamo noi ad ad offrire soltanto delle mediocrità e quindi preferiscono i francesi e gli spagnoli? E' sbagliato il loro punto di vista o siamo noi ad esporre il nostro lato più brutto?

09 Gen 2014 | ore 15:33

Trovo molto interessante la tua domanda, sarebbe bello se il direttore abbozzasse una risposta. Secondo me é piú la seconda, offriamo qualitá bassa perché non abbiamo cultura gastronomica e anche perché il nostro é un pese piccolo e molto abitato, e quindi la qualitá la possiamo produrre, anche nei rari casi di eccellenza, in quantitá minime. Gli spagnoli esportano prosciutti perché ne producono 40 milioni...se si vuole un ristorante italiano ad ogni angolo del mondo, difficilmente si potrá servire un prosciutto di cinta. Ma di colpe gli italioti ne hanno tantissime a mio avviso. Sparisce per la crisi le Sciuccaglie, un quasi Joselito italiano, e nessuno che muova un dito o commenti qualcosa...

10 Gen 2014 | ore 14:51

Di ristoranti spagnoli nel mondo ce ne sono molto pochi, almeno se confrontati con le migliaia di ristoranti italiani, e non tutti di qualità eccelsa, per esempio in uno dei vicoli attorno a piazza Navona ce n'è uno e non direi che differisca molto dai ristoranti italiani da battaglia di cui si parla.

10 Gen 2014 | ore 15:00

scrivi un commento

Puoi scrivere quello che vuoi, ma se è una sciocchezza posso cancellarlo. Se il tuo commento non viene pubblicato subito, è colpa dell'antispam che ha dei criteri tutti suoi. Non ti preoccupare, magari scrivimi un breve messaggio per avvisarmi, appena posso recupero tutto.

Risotto_barbera.jpg Risotto alla barbera

Il cielo è più grigio e la temperatura è calata, è tempo di piatti caldi e...


ultimi commenti

ultimi post

29
Apr
Le formiche del Noma, i tortellini di Bottura, The50 Best e l'Italia che gufa - Renè RedzepiIn questo post si parlerà di...
28
Apr
Il gelato da F1 di Carapina è sbarcato a Roma - Carapina ha aperto la sua sede...
23
Apr
Cappelli, un romanziere che ama l'Aglianico, i paccheri e le frattaglie - Con Gaetano Cappelli ci siamo visti...
14
Apr
Le vite degli altri, cioè di tutti noi, spiate anche al ristorante - Una scena tratta dal film "le vite...
12
Apr
Assunta Madre, un ristorante di pesce fresco e "cimici" - Assunta Madre, Il ristorante di attricette tv,...
09
Apr
Panino, dove hanno venduto una tonnellata di pane di Matera - Fatti 50 metri, forse meno, dall'ingresso...
02
Apr
Josean Alija, il Guggenheim di Bilbao, il ristorante Nerua e la sua storia - Se non siete mai stati da...
31
Mar
Bonci fa traffico... e anche pane e pizza - Gabriele Bonci è un bravo cuoco...
Pollo_arrosto_erbe.jpg Pollo arrosto alle erbe aromatiche

In momenti di crisi il pollo è un'ancora di salvezza perché anche i polli buoni esistono...


ultime letture

IMG_3446.jpg Cappelli, un romanziere che ama l'Aglianico, i paccheri e le frattaglie

Con Gaetano Cappelli ci siamo visti da...


IMG_2291.JPG Viaggiare in aereo con 200 romanzi, saggi e libri di cucina

Leggendo sul New York Times alcuni autorevoli pareri...


Ferricuoco.JPG Maria Antonietta Quaresima ovvero Marie-Antoine Careme detto Antonin

Poco tempo fa parlavo con un giovane...


Twitter
Friendfeed