20
Feb 2014
ore 15:17

MasterChef il programma Buono Pulito e Giusto

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Stavo pranzando da solo e invece di leggere il giornale "sfogliavo" il mio iPad guardando le ultime notizie quando mi è apparsa la fotografia che vedete e il ristoratore romano che occhieggiava alle mie spalle mi ha chiesto "ma è uno spot pubblicitario di Sky a favore dell'Università di Pollenzo o è l'Unisg che fa uno spot per MasterChef e Sky"?
Io non ho saputo rispondere anche se ero molto sorpreso.
Sia quel che sia questa è senza dubbio nelle intenzioni dei protagonisti la serata Buona Pulita e Giusta per fare pubblicità all'Università schierando al tavolo della giuria dei pezzi da novanta, a cominciare dal presidente di Slow Food Italia, Roberto Burdese, e il Rettore dell'Unisg Piercarlo Grimaldi.

Forse mi sbaglio io a pensare che questa trasmissione diffonda qualcosa che va oltre il puro spettacolo di cucina, forse anche Massimiliano Alajmo si sbaglia quando dice che MasterChef fa danni, forse questa è la giusta comunicazione di cosa è il mestiere del cuoco.
Del resto ci sono grandi ascolti, piace alle nonne, alle zie e ai nipoti e, come si sa, in Italia si salta sempre sul carro dei vincitori.

Io però continuerò ad andare a piedi perché fa bene, stimola la creatività e aiuta a pensare.

commenti 27

Slow Food decide quello che è in e quello che è out a seconda della convenienza, ormai crescendo è andata ben oltre le pratiche iniziali e si comporta da azienda anche se condisce il tutto con ideologia e demagogia.

20 Feb 2014 | ore 16:07

Ma no, semplicemente alla tv non si dice mai no, specialmente se la trasmissione ha audience e piace.

20 Feb 2014 | ore 16:13

Attualmente la tv ed il web, sono una grande centrifuga. La comunicazione tradizionale, quando c'è, non è più idonea. L'evoluzione sarà lentissima, del resto, son pochi i protagonisti che fanno comunicazione, i più la snobbano

20 Feb 2014 | ore 16:52

Qui in USA il programma a creato educazione e ha dato speranza agil spettatori Che non pensavano di poter cucinare decentemente. Purtoppo con questo viene anche il dramma e la suspence artificiale. Come disse un famoso comico qua, non esiste la TV realta', la TV e' solo TV.

20 Feb 2014 | ore 17:15

Ho ancora il ricordo della voce sdegnata di Petrini contro gli spadellatori che si vedevano in televisione e le critiche alle trasmissioni dedicate al cibo che erano puro spettacolo prnografico.
Che virata hanno fatto quelli di slow food, passati dalla scomunica agli spadellatori a testimonial della trasmissione di spadellatori per eccellenza che è master chef.

20 Feb 2014 | ore 18:23

Leggo che il 18 febbraio 2014 Petrini ha detto, durante l'inaugurazione dell'anno accademico dell'università di Pollenzo:

“È nostro dovere volare più basso – ha detto Petrini – Oggi questo settore è diventato di moda ed è oggetto di un’esposizione mediatica da dare fuori di matto. Non c’è Tv al mondo che non trasmetta programmi di cucina e si è finito per trasformare gli chef in maitre a penser. Gente che, da dietro i fornelli, ti vuole insegnare a vivere. È stato anche utile a fare conoscere un mondo, se è vero che oggi il 24 per cento dei bambini italiani vuole fare lo chef. Ma quando sarà finita questa mania dello spadellamento in diretta c’è il rischio di ritrovarsi senza niente. La gastronomia non deve deragliare in terreni scientifici e morali per poi abbandonare tutto quando finisce la moda. Una gastronomia ludica, di maniera, che ha perso la connessione con il mondo reale non serve a niente”.

Stasera 20 febbraio 2014 la trasmissione MasterChef farà il suo ingresso all'Università di Pollenzo.
Ma allora i veri spadellatori di idee e slogan sono i signori di slow food?

Guardare anche questo filmato è utile
http://www.foodandtourism.com/video/carlo_petrini.html

20 Feb 2014 | ore 19:06

Già, gli spadellatori in tv contro i quali Petrini ha incominciato a scagliarsi giusto quando noi inauguravamo il canale televisivo nel luglio del 1999.
Me n'ero dimenticato, veramente fantastico :-))

20 Feb 2014 | ore 19:20

Caro Stefano, so di romperti un pò il giocattolo ma per amore di verità devi sapere che Carlin era contrario alla nostra partecipazione a Masterchef. E infatti non lo vedi in quella foto e non lo vedrà chi guarderà il programma. Dopodiché, dato che non siamo in Corea del Nord, noi che siamo nella foto - a parte Oscar che ovviamente fa le sue scelte in autonomia - ci siamo parlati e ci siamo detti che volevamo provarci. Per curiosità, perché ce lo hanno chiesto degli amici (in primis Luca Busso, uno degli autori, che è di Bra ed era il gestore del Macabre dove io e altri di noi sono cresciuti), per vedere come sarebbe andata. Adesso aspettiamo di vedere il risultato e se abbiamo fatto una cazzata ci penserà Carlin a sistemarci per le feste. Per fortuna non siamo in Corea del Nord per cui non ci farà sbranare dai cani

20 Feb 2014 | ore 19:57

Caro Roberto, non mi stimi molto se pensi che io usi strumentalmente un argomento come MasterChef per criticare Slow Food.
Saprai certamente che molti cuochi - Massimiliano Alajmo e Piergiorgio Parini, tanto per fare due nomi - sono critici nei confronti di MasterChef per gli effetti distorsivi che ha la trasmissione.
Io, che per una decina di anni ho fatto un canale tematico, la critico perché trasmette l'idea che fare il cuoco sia una gara e che vincendo la gara si possa aprire un ristorante, invoglia tanti giovani a sognare la professione del cuoco proprio come ai tempi del Grande Fratello invogliava alla professione della modella o del tronista.
Tutto e solo con l'obiettivo di fare audience, giusto obiettivo per Sky, pessima cosa per gli effetti secondari che genera.
Da noi, infatti, non ci sono scuole di cucina come il Culinary Institute of America, quattro anni di studio vero, non c'è l'Ecole Hotelier de Lausanne, dove hanno studiato quelli della generazione dei quarantenni/cinquantenni, non ci sono scuole come la Scuola di Cucina di Tokyo e neppure come la scuola che ha creato Ducasse, da noi ci sono mille scuole cioè nessuna scuola e lo stato è completamente assente e per supplire a questo vuoto nascono scuole come quella di Niko Romito, che infatti si ispira a Ducasse.
In questo vuoto MasterChef irrompe e nel giro di tre anni crea una moda, una domanda, un successo che non ha basi, si regge solo su uno spettacolo registrato e montato molto bene, ma registrato, non vero, recitato per esigenze di spettacolo.
Dal punto di vista di Sky è spettacolo, si costruisce un copione, dei personaggi, si recita.
Se invece lo guardo con gli occhi di un cuoco è uno spettacolo imbarazzante, falso.
Fa ottimi ascolti?
Anche il Grande Fratello li ha fatti per quasi un decennio, e si vede che importante contributo ha portato al mondo dello spettacolo.
Quanto alla Corea del Nord, non capisco perché tu l'abbia citata, voi siete una monarchia, lo sanno tutti :-))

20 Feb 2014 | ore 21:06

Figurati se non ti stimo! Dico solo che Carlo non c'entra per cui non ha senso speculare su ciò che lui dice e noi (non) facciamo. Per tutto il resto che scrivi in questo commento, concordo al 100% ma questo non cambia il fatto che abbiamo - per una volta - provato a metterci nella parte di quelli che "non se la tirano" (cosa di cui spesso ci accusano). Penserai mica che mi piacesse vederti da Vespa, che è ben peggio di Masterchef? Però capivo e non pensavo fosse il male supremo.
Un abbraccio

20 Feb 2014 | ore 21:48

Da Vespa io facevo il piazzista, pubblicizzavo la mia guida dei ristoranti :-)

20 Feb 2014 | ore 21:56

Bellissimo...vi stimate ma vi date stilettate!!! Comunque a me l'aspetto tecnico della cucina di mastechef piace molto meno il dramma e la tensione che creano. Ma non sempre un bel film può essere bello in tutti i suoi momenti...Per un appassionato è comunque un momento per vedere e conoscere alcune cose. Poi se Rachida piange o Bastianich fa il duro...come dicono a Roma ... S.C.

21 Feb 2014 | ore 10:57

Ma no, si può definire un dibattito franco e leale, come si suol dire in diplomazia :-)

21 Feb 2014 | ore 12:45

Ci si potrebbe focalizzare anche sugli aspetti positivi, come per esempio quello di aver creato più interesse per la cucina.

21 Feb 2014 | ore 14:09

Sempre una goduria quando il Diretur prende mazzate. Posso tornare a lavorare sereno.

21 Feb 2014 | ore 14:15

Sempre meglio del dialogo Renzi-Grillo!!!

21 Feb 2014 | ore 15:10

Sono di quelli che guardano Masterchef pur sapendo benissimo che la cucina non è certo quella che la trasmissione potrebbe far credere. Comunque, pur infastidita dalla competizione un po' becera, la guardo perché qualcosa si impara sempre e ieri sera per esempio ho imparato da Cristina Bowerman come si taglia a regola d'arte il cuore di vitella. Detto questo ho sobbalzato quando ho visto lo stato maggiore di Slow Food seduto al tavolo della giuria. Ma come? Oddio magari la presenza di SF è servita per far conoscere al grande pubblico l'Università di Pollenzo con la sua fantastica cantina nonché il coniglio di Carmagnola, la mandorla di Avola e gli altri presidi SF. Chissà?

21 Feb 2014 | ore 16:43

Mah se posso dire una cosa, penso che bisognerebbe capire perché la cucina (ma anche i vini) in questo bel paese dove è una reale ricchezza è trattata così, appiattita su un linguaggio tra tornisti e crusca... Senza via di mezzo, senza un sano racconto popolare... Ma il dubbio che se il racconto non funziona sia anche colpa di noi narratori mi assale e non c'è la faccio a mandarlo via...
In fondo siamo noi che abbiamo cercato un racconto colto del cibo,cercando di superare piovene, soldati e ave ninchi... Ci siamo riusciti? Serviva? Temo di no, basta guardare viaggio in Lucania.... Ci siamo confortati in un ipertecnicismo e specializzazione mollando il fascino popolare del cibo, abbiamo iniziato a parlare di eccellenze in un paese dove la qualità era storicamente diffusa, rendendoci, temo, snob ed antipatici, così abbiamo lasciato campo libero alle industrie che continuavano a raccontare di mulini bianchi e fornai con galline, noi ci siamo fatti nicchia sempre più autoreferenziale, e la fascinazione del cibo che in Italia resta ha continuato nella paperopoli televisiva e tra i banchi del supermercato...
Ciao A

22 Feb 2014 | ore 09:31

Ma perché così tante discussioni sulle ripercussioni che potrebbe avere Masterchef sulla cucina, anzi sulla ristorazione?
Ma c'è qualcuno che davvero crede che un giovane possa credere che la strada è facile e semplice solo vedendo Masterchef?
Ci proverà e se avrà bravura e tenacia ci riuscirà. Altrimenti farà altro.
Il primo vincitore, un simpatico greco gay, forse ha smarcato la sua vita precedente, non certo piena di fascino e avventura. La seconda, un avvocato, probabilmente continua a fare l'avvocato. Si è solo vista premiata la sua capacità di cucinare, seppure a casa sua.
Secondo me fa molti più danni il Sistema che ha trasformato chef in personaggi pubblici. Altro che Masterchef.

22 Feb 2014 | ore 15:58

Anche se il "purchè se ne parli" tutto sommato può funzionare, temo tu abbia ragione!

22 Feb 2014 | ore 18:26

Da esterno, ho l'impressione che ci sia molto di vero nell'analisi di Alessandro.

23 Feb 2014 | ore 10:16

temo di no, non funziona e i dati sono sotto gli occhi di tutti! Il mondo della ristorazione d'autore è molto in crisi, nelle trattorie sta accadendo qualcosa di interessante realmente, ma che il mondo della critica tende a sottovalutare. La cucina per turisti nelle città d'arte italiane è qualcosa di realmente vergognoso, per non parlare della cucina borghese. provate a informarvi con il vostro notaio o commercialista e chiedere dove mangiano, ne vedrete delle belle. Lo scollamento è sempre più totale e profondo e chi pensa ne rimette da questo?

23 Feb 2014 | ore 11:15

Io continuo a quotare alajmo.
La tv è tv, serve a fare ascolti, vendere pubblicità e fare guadagnare chi la fa.
Mi sembra ovvio.

23 Feb 2014 | ore 12:05

Noto anch'io che nelle trattorie ed in qualche bistrot o meglio bar-bistrot sta accadendo qualcosa di interessante che concilia una cucina intelligente e non scontata con prezzi decisamente abbordabili. Per quanto riguarda i turisti la fregatura è quasi una "simpatica" tradizione e la cucina che tu chiami borghese è ormai più legata a mode o abitudini piuttosto che a lucida ricerca. E che dire della fascia 18-30 anni? assenza quasi totale di educazione alimentare-gastronomica a livello scolastico-famigliare, risorse economiche contenute ma a volte potenziali curiosità che sarebbe interessante intercettare.

23 Feb 2014 | ore 19:13

Ecco la fregatura per i turisti è una abitudine sbagliata, ma noi l'abbiamo risolta non occupandocene! Quando anni fa ho iniziato a die (con Stefano per la verità) che in un certo ristorante turistico del centro di Roma si mangiava bene, nessuno ci credeva e non riuscivo a inserirlo sulla guida con cui collaboravo allora, oggi è lodatissimo e immancabile nei giri Gourmet, non è che si mangi meglio oggi, ecco questo è il nostro provincialismo... In alcuni ristoranti borghesi si mangia bene, ma chi lo dice? Si parla sempre dei soliti venti posti, dove si incontrano le solite 100 facce (i numeri sono a caso ma poi alla fine manco troppo) ;)
Ciao A

24 Feb 2014 | ore 09:51

secondo me criticare masterchef in questo modo sarebbe come andare a vedere un film natalizio (i cinepanettoni) e uscendo dal cinema dire "è un film che non mi ha fatto riflettere, non mi è piaciuto", ma come non lo sai cosa stai guardando!?; o ancora, come criticare un film violento perché poi la gente per imitazione va in giro a sbudellare il prossimo!

24 Feb 2014 | ore 10:02

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