21
Mar 2014
ore 17:34

Eataly Smeraldo, Milano vicino all'Europa

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Sono stato a visitare Eataly Smeraldo di Milano.
Era metà mattina, c'era molta gente, una bella atmosfera, un calore dell'insieme che gli altri Eataly non hanno.
"New York assomiglia a questa - mi ha detto Farinetti, che ho incontrato per caso all'ingresso - ma è vero, lo Smeraldo è riuscito bene".
Abbiamo parlato della campagna del Fatto contro Eataly e lui, e mi ha detto che questi attacchi, questa cattiveria non la capisce e comunque "per la prima volta in vita mia ho querelato un giornale, quando hanno attaccato mio padre non ci ho visto più".
All'ora di pranzo apriva i battenti il ristorante Alice, solo su invito.
Ogni sera c'è musica, si mangia sino a mezzanotte.
Milano è di nuovo vicino all'Europa, come cantava Dalla.

commenti 21

Una curiosità, due mesi fa il Fatto attaccava farinetti per gli stipendi da 800 euro, qualche giorno fa, sempre il Fatto, sempre su eataly. scriveva di stipendi da mille euro. E allora? Che pensare?

21 Mar 2014 | ore 21:00

Penso che ogni opinione sia rispettabile, ma a volte mi chiedo se dietro a tanta acredine, non vi siano solo ragioni squisitamente politiche( ovviamente domanda retorica). Purtroppo é uno dei nostri peggiori vizi, osservare il mondo attraverso un bel paio di occhiali ideologici, così da non riuscire a vedere i veri pregi o difetti, e in questo modo non si riesce a crescere, a migliorare. Io gestisco un supermercato, e gli stipendi da apprendista sono inferiori ai mille euro, ma la crisi adesso ci obbliga ad usare i tirocinanti, cioè 40 ore per la bellezza di 400€, mi sento un negriero, perciò attaccare Farinetti per queste cose é pura politica, lui sta semplicemte facendo più di altri, assume mentre gli altri licenziano. Se lo volessi mettere sulla graticola, potrei chiedere se ha piani formativi per il personale, se il rapporto con i fornitori é simile alla GDO, oppure é più simile ad una collaborazione. Queste sono domande che mi aspetto da un giornale, non tentare di far capire che i soldi di Farinetti arriverebbero da un ex partigiano accusato e assolto da un accusa di rapina.

21 Mar 2014 | ore 21:57

L'apertura di un supermercato, avvicina Milano all'europa? basta questo?

22 Mar 2014 | ore 10:41

noi amiamo Eataly

22 Mar 2014 | ore 12:21

Certo che fare l'esegesi di una battuta porterebbe a rispondere con un'esegesi delle due domande, ma lasciamo perdere.
Ormai Eataly e Farinetti vanno oltre il fatto in sè, basta aver visto ieri sera la parodia con canzone finale fatta da Crozza su La7, per capire che il fenomeno si presta a una duplice lettura ma non c'è dubbio che, se ci si ferma a una osservazione del puro negozio e alla crescita del marchio, si deve avere la lucidità di capire che Farinetti imprenditore - lasciamo stare l'uomo e la sua sovraesposizione mediatica e politica - ha fatto per il made in Italy alimentare quello che nessuna catena di distribuzione italiana era mai riuscita a fare, cioè andare oltre i nostri confini e vincere.
Perché aprire a New York e diventare il retail più frequentato dopo quello di Apple sulla Quinta significa avere vinto, e così sta avvenendo nelle altre città americane.
E Milano può fare il bis di quell'esperienza vincente per il giusto calore e l'equilibrio che ha.
Ecco spiegata la battuta.
Soddisfatto?

22 Mar 2014 | ore 12:33

Mi aggancio alla risposta del Signor Bonilli, durante il mio primo viaggio negli Stati Uniti, entrai in un supermercato, deformazione professionale, e scuriosando per le corsie mi imbattei in una esposizione di formaggi "italiani" e francesi; il motivo delle virgolette é che in quella bancarella su 15/16 formaggi tricolori, solo uno era realmente italiano, tutti gli altri erano Made in USA , mentre i francesi ? Tutti originali. Sicuramente le responsabilità di tutto ciò sono molteplici, e non sto qua ad elencarle, ma quando due anni fa sono entrato da Eataly New York, un po' di orgoglio italiano mi ha colto.
Possiamo discutere sino a stancarci di tutti gli aspetti di Eataly:" non ha veramente prodotti di qualità ", " è tutto marketing" , "è solo un supermercato"; ma molte volte ho sognato di svegliarmi e vedere che le catene che stanno vendendo nel mondo due prodotti resi famosi da noi italiani, il caffè e la pizza, siano italiane e non americane.... Questo, nella mia modesta opinione, é il merito più grande di Farinetti.

22 Mar 2014 | ore 14:04

Grazie a Farinetti e al suo lavoro, l'Italia è più vicina all'europa o meglio al mondo intero, questo si.

22 Mar 2014 | ore 16:34

buongiorno, dopo anni di lavoro nel settore
dei supermercati posso dire che quella di eataly è proprio una bella vetrina, ma , è pur sempre una impresa e una impresa nasce per fare profitto, quindi secondo me sbaglia chi condanna il fondatore pensando che sia altro. l altro aspetto è che a volte è il fondatore stesso che vuole venderla per qualcosa che non è.proprio nella trasmissione di crozza si vedeva farinetti parlare della sua impresa, sono volate parole come felicità,giustizia,onestà, coraggio. è qui che casca l asino! l impresa è fatta per fare soldi! punto! per le prediche rivolgersi da un altra parte possibilmente anche coerente,perchè mischiare soldi e felicità e usarli come teorie per vendere le proprie imprese, sinceramente proprio non stà in piedi, anzi fa ridere.

22 Mar 2014 | ore 17:14

Sicuramente ogni tanto esagera, ma alla fine è solo marketing, una certa catena nazionale enuncia che le persone devono essere anteposte alle cose, ma le posso assicurare che è l'ultimo dei loro pensieri....

22 Mar 2014 | ore 17:57

Il mio primo contatto con Eataly è avvenuto anni fa a Torino.
Poi nessuna altra visita.
Ieri sono stato a Milano, la città dove vivo.
Ne sono uscito con diverse perplessità perché è molto diverso da quello che mi aspettavo.
Ho stima, professionale, per Farinetti e i suoi uomini. Prima di arrivare a Milano ne hanno già aperti una ventina. Sanno quindi come impostare la loro offerta. Eppure... Non è un posto per acquistare. E’ un posto per mangiare.
L’assortimento è limitato e spesso assai poco esclusivo inteso come prodotti che posso trovare solo lì. Ci sono poi categorie merceologiche coerenti ma ridondanti come i libri, non solo di cucina. Oppure gli attrezzi utili e inutili per cucinare quando a pochi metri (meno di 20) c’è una istituzione milanese che si chiama High Tech che all’argomento dedica centinaia di metri quadri. Che senso ha poi vendere saponi e prodotti detergenti?
Un banco di salami e formaggi piccolo piccolo. Un banco della macelleria illuminato con delle luci verdi che - immagino - avranno una precisa funzione ma che sono quanto mai inquietanti. Un banco del pesce uguale a Eats anche nei prezzi, non proprio competitivi.
Ho comprato dei pomodori in scatola ma non è che li trovo solo lì. Quale motivazione per tornarci considerando poi che l’accesso al parcheggio è veramente ostico?
Aperto 7 su 7. Utile quindi per un’emergenza. Già ma da qualche mese in Piazza Clotilde (500 metri di distanza) c’è un Carrefour aperto 7 su 7 e 24 su 24 e lì è certamente più agevole lasciare l’auto in seconda fila per una incursione velocissima.
Ho letto che sono 15 i posti dove si può mangiare più o meno a tema. Quando ci sono andato io - metà pomeriggio - alcuni non erano aperti. Rimango perplesso anche su questo. E infine mi domando se si aspettano che io mangi una pizza in un posto per poi andare in un altro posto per prendere un gelato e spostarmi ancora per prendere un caffè. Devo mettermi 3 volte in fila?
Sono molto molto perplesso.

22 Mar 2014 | ore 22:19

Per il mangiare funziona proprio così, e funziona alla grande (almeno a torino e da 7 anni).

23 Mar 2014 | ore 00:09

Caro stefano, sono da sempre un fan di Eataly, però limitando il discorso allo Smeraldo devo dire che la mia prima impressione non è stata così entusiastica.
Mozzarella (di vacca) di Miracolo a Milano quanto meno rivedibile.
Ristorantino del pesce con troppo pesce decongelato (dal polpo ai gamberi) se pensi che a fianco c'è la pescheria.....
Uova non esposte in frigo (e questo purtroppo è una costante di Eataly).
Tanti ortaggi fuori stagione (peperoni e melanzane in primis) nel reparto ortofrutta.
Speriamo che questo moltiplicarsi di aperture non faccia perdere la barra al manovratore..
Dal punto di vista strutturale poi mi pare piccolo per Milano almeno per quanto riguarda lo spazio calpestabile (il centro come hai visto è tutto vuoto, si cammina sui lati e lo spazio è alquanto angusto). Uscendo venerdì sera ho visto fuori la fila per entrare.....il che non è proprio il massimo, ma è inevitabile rebus sic stantibus.

Ad Majora

24 Mar 2014 | ore 11:19

Il mio era un giudizio dopo una visita in mattinata, un caffè, un giro e via, insomma una visita superficiale.
Le tue osservazioni aggiungono elementi utili a un giudizio complessivo.
A me, però, l'insieme è piaciuto e le file a Eataly New York ci sono sempre e vengono giudicate in modo positivo, perché da noi no?

24 Mar 2014 | ore 14:24

Onestamente non ce la faccio a giudicare positivamente una fila.
E' bene che ci sia folla, siamo d'accordo, ma la fila per entrare no.
Penso a quello di Roma, pieno di gente, ma si entra liberamente.
Hanno sottovalutato il fatto di aprire a Milano in pieno centro secondo me.
Sia a Roma che a Torino la sede è più grande e periferica.
Ad Majora

24 Mar 2014 | ore 14:45

Lascerei fuori le questioni pseudo politiche e le polemiche gratuite, attacchi compresi, Eatatly è una grande impresa, l'aspettavo da tempo a Milano e con lei la mia città, sempre più dormiente, si è un pochino risvegliata. A me Eataly piace, molto. Un grazie a Farinetti, al di la del business.

24 Mar 2014 | ore 16:43

La fila no, infatti siamo in Italia e si preferisce il supermercato mezzo chilometro più in là perché si può parcheggiare in seconda fila. poi però ci offendiamo se in giro per il mondo ci compatiscono e si esprimono per sorrisetti quando sentono pronunciare il nome Italia. Perché dovrebbero rispettarci se i primi a non rispettarci siamo noi?

25 Mar 2014 | ore 10:42

sono stato sabato sera a cena da Alice e concordo con il sig Bonilli l'atmosfera era europea.
a sinistra le cose non cambieranno mai...
marketing,profitto,utili sn indigeribili
cordiali saluti

25 Mar 2014 | ore 11:06

No, Marchi, si finiscono per preferire Peck o Eat's dove la fila non c'è.

Ad Majora

25 Mar 2014 | ore 14:25

L'altro giorno ho nominato Eataly di Torino a un newyorkese lui ha detto "Che buffo, c'è davvero un Eataly anche in Italia? "
Perché per lui (e sicuramente per molti altri) è una catena di supermercati americana specializzata in prodotti italiani che ovviamente noi troviamo normalmente dappertutto! :-D

25 Mar 2014 | ore 14:38

magari le file si formano anche perché un posto piace a molti, disposti ad aspettare un po'. poi è anche vero che io lascio ad altri le file per Spontini o Luini, il trionfo della mediocrità. Eat's non mi piace, dovrei andarci solo perché finisco ed esco prima? mi sembra un ragionamento alla Tafazzi

25 Mar 2014 | ore 15:25

Girala come preferisci, anche a me non piace Eat's.
Dopodichè il senso del mio intervento è che (a parte il pesce decongelato :-)) secondo me in relazione all'appeal che un'iniziativa del genere indubbiamente ha, gli spazi dello Smeraldo sono angusti.
Tutto qui.
Vorrei aggiungere, ma il discorso forse ci porterebbe troppo lontano, che ricordo come fosse ieri quando anni fa andai al primo Eataly a Torino che aveva aperto da poco.
Beh, da allora devo dire che forse la serialità non ha fatto benissimo al prodotto.
E, ripeto, rispetto alle altre quella milanese mi pare ad una prima impressione la versione meno riuscita.
Resto comunque un fan di Farinetti, sia chiaro, forse per questo sono un pò troppo esigente....

Ad Majora

25 Mar 2014 | ore 15:41

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