18
Mar 2014
ore 01:25

Perché ti fai marchiare da Tripadvisor?

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Ma se tu hai una stella Michelin o sei classificato dalla guida Espresso perché cavolo ti appiccichi l'etichetta plastificata di Tripadvisor alla porta?
Questo pensavo l'altro giorno osservando l'ingresso di un ristorante gestito da un cuoco intelligente e per nulla conformista.
Poi ieri ecco un'intera pagina di Repubblica con la notizia che la Fipe della Toscana tutta contenta dice che ha ottenuto da quelli di Tripadvisor un controllo delle recensioni-stroncatura.
Ora si sa che le recensioni, anonime, false, vere, psicotiche o in buona fede danno un risultato finale quasi sempre assurdo, non corrispondente alla realta, basta guardare la classifica dei migliori ristoranti di Roma, una cosa da dementi, senza senso, un mix di gelaterie, pizzerie, paninerie e poi zac, al 26° posto La Pergola, che nella vita reale ha tre stelle Michelin e che per i votanti di Tripadvisor sta tra il Ristorante Crispi 19 e l'Arena del gelato, da dementi, appunto.

Ora mi chiedo perché tutti i ristoranti che abbiano una stella Michelin o più, tutti quelli che hanno da 15/20 in su nella guida Espresso e tutti quelli che hanno un gestore intelligente non tolgano il logo di Tripadvisor dalla loro porta d'ingresso, dalla vetrina, dalla cassa proprio perché anche se ha milioni di visitatori e di votanti Tripadvisor non ha nessuna utilità, non porta un pubblico "normale" ma di aspiranti critici che, come si capisce leggendo le recensioni, di cucina non capiscono una mazza.
Anche perché maneggiare Tripadvisor è cosa per lettori provetti, attenti e astuti, che sanno districarsi tra la stroncatura e la lode imbarazzante, per esempio leggete cosa dicono della cucina del terzo ristorante di Roma, almeno secondo Tripadvisor, si tratta di Pinsere di via Flavia.
Per capire meglio sappiate che, tanto per fare un esempio chiaro a un appassionato di cucina, l'Antico Arco occupa il 262° posto su 7860 ristoranti di Roma e, senza il senso del ridicolo, si vede assegnare il Certificato di eccellenza 2013.
Da leggere qua e là per capire di cosa stiamo parlando.

commenti 35

Probabilmente - ma il dubbio non è grandissimo - perché pecunia non olet.
Ciao, Fil

18 Mar 2014 | ore 08:57

Tutti conoscono Tripadvisor.
Molti meno sanno che l'Espresso fa una guida dei ristoranti.
Il motivo è molto semplice.
Fa venire i brividi, d'accordo, ma la spiegazione è questa.

18 Mar 2014 | ore 09:32

Ho visto che anche dissapore si è accorto oggi della pagina di Repubblica di ieri, forse perché ieri qualcun altro aveva scritto un commento...

18 Mar 2014 | ore 11:49

Caro Stefano, non direi che Tripadvisor, o meglio il giudizio che si legge su tripadvisor non abbia alcun valore per un ristoratore.
La quasi totalità delle persone che conosco e con cui mi capita di parlare (parlo di conoscenze superficiali ovviamente, gli amici chiedono a me :-))consultano tripadvisor regolarmente per scegliere il ristorante, non la guida cartacea di turno o Passione Gourmet per fare un esempio. Questi ultimi restano comportamenti di utenti particolarmente interessati al cibo o al luogo ristorante. Ma la stragrande maggioranza delle persone che mangia fuori non è che sia poi così interessata....ergo un clic su tripadvisor è la cosa più semplice per farsi un'idea.
E mi è anche capitato più di una volta di assistere a discussioni in cui effettivamente le persone attiribuivano qualche valore al fatto di aver visto fuori al ristorante l'adesivo di trip advisor.
Sono tutte persone degnissime e anche migliori di noi che, però, a differenza nostra hanno un rapporto diverso con il tema "mangiare fuori" e non sanno neanche cosa siano papero giallo, passione gourmet o chi sia Stefano Bonilli.
Ma tripadvisor tutti sanno cos'è.
Piaccia o no (a me come è ovvio non piace) questo è il comportamento della massa sul tema.
I ristoratori lo sanno bene.
E secondo me noi dovremmo iniziare a farcene una ragione.

Ad Majora

18 Mar 2014 | ore 11:58

La crisi, temo proprio, ha fatto perdere la testa un po' a tutti.
Dare credibilità a una struttura sputtanata e sputtanante come Tripadvisor è suicida.
Io leggo i commenti e in generale è gente che non capisce nulla di cibo e che fa la propria recensione per marcare il terreno, fare una tacca, vedere la propria firma ma se tu poi vai a provare uno di questi locali votati da migliaia di persone capisci che il meccanismo è folle, vale il numero dei voti e non ciò che si scrive, non c'è nessun controllo come, tanto per fare un esempio professionale, fa la Zagat mandando anche i propri ispettori per capire se il voto buono o cattivo ha un senso.
La Zagat è una guida fatta dal pubblico, puoi dissentire ma mai troverai locali assurdi nelle sue edizioni vendutissime negli Usa dove chi va al ristorante usa Zagat, chi usa Tripadvisor è la parte non colta del pubblico americano.
Già, perché non è che se vai a mangiare poi puoi scrivere una recensione credibile di un piatto di puntarelle convinto che siano verdure che crescono nel campo così come le trovi nel piatto, perchè tra baccalà e stoccafisso c'è differenza e se non la sai come puoi giudicare un piatto, perché giudicare un piatto non è solo dire "buono" o "cattivo" ma conoscere gli alimenti, la storia, le ricette.
Non esiste un giudizio democratico dei piatti ma solo la conoscenza della cucina e delle ricette e Tripadvisor è proprio la negazione di tutto questo eppure ci sono cuochi stellati che hanno il coraggio di dire che comunque porta clienti.
Ma ne perderà altri come me.

18 Mar 2014 | ore 12:08

Non capisco le "campagne contro", meno che mai sul cosiddetto web 2.0 e in particolare su TripAdvisor. Trattasi di strumento che, evidentemente, va usato bene e con una certa sapienza per scopi tutto sommato piuttosto ludici. Personalmente non credo che sia utile per un ristorante stellato, la cui clientela si presuppone arrivi da altri canali e da altra formazione (altrimenti si, c'è un problema), mentre invece è utile e importante per il turista che, nella massa delle insegne luminose (che attirano gli allocchi), leggendo e analizzando le recensioni sul ristorantino del paesello in cui si trova per un giretto con gli amici, riesce ad evitare la "sòla" (come si dice a Roma). O almeno ci prova.
Poi, in ogni caso, rimane la questione di una certa imprecisione dello strumento (per esempio TA potrebbe strutturarsi in categorie più precise) mentre per la demenzialità, ahinoi, le ultime vicende non solo culinarie hanno dato una sonora stroncata agli evangelisti del web come unico luogo di vera democrazia e sviluppo delle migliori espressioni umane. Casomai il contrario...

18 Mar 2014 | ore 13:51

E infatti io parlo di ristoranti stellati.
Ma parlare di campagne contro, Dio mio, no.
E' un giudizio negativo e stop :-)

18 Mar 2014 | ore 14:06

Non è per fare polemica, ci mancherebbe, però affermare che "Dare credibilità a una struttura sputtanata e sputtanante come Tripadvisor è suicida" mi sembra qualcosa di più di un giudizio negativo... :-)
Poi scusa, la Zagat è più credibile perché manda ispettori e ora che anche TripAdvisor si sta avviando sulla stessa linea non va bene lo stesso? Criticoni!
la faccina qui non basta per spiegare che trattasi di battuta)

18 Mar 2014 | ore 14:19

Zagat è l'unica vera guida dei ristoranti degli Usa, ha più di 20 anni di storia, è nata a New York e ha credibilità e porta pubblico perché è utile tanto che la casa editrice l'ha acquistata Google.
Tripadvisor è un'altra cosa, basta prendere la propria città e guardare come è fatta una classifica, c'è tutto, la gelateria insieme con la pizzeria con il ristorante sul raccordo.
Le recensioni sono anonime e senza la prova della visita, la Zagat dà in omaggio una guida a chi manda una recensione con allegato il conto, sarà una differenza o no?
I voti di Tripadvisor vengono offerti/venduti a pacchetto e sono moltissimi i ristoratori che hanno ricevuto l'offerta e altrettanti che l'hanno accettata, sola spiegazione vedendo dei locali sconosciuti votati da centinaia di clienti.
Se non è essere sputtanati questo non so cosa si deve vedere.
Comunque, lo ripeto, se uno che ha una stella o 14/15 ventesimi espresso attacca l'etichetta Tripadvisor deve essere disperato.
Oppure incosciente.

18 Mar 2014 | ore 14:54

Eppure l'adesivo lo attaccano quasi tutti. Io mi ero stupita di Mulassano, ad esempio, il bar storico di Torino che è sicuramente rinomato quanto i grandi ristoranti di cui si parla su questo post. Però alla domanda molti rispondono che serve soprattutto ad attirare i turisti stranieri che spesso non hanno altri punti di riferimento visto che la Michelin la usa una categoria specifica di persone e le altre guide italiane non sanno neanche cosa siano. (La mia personale opinione è che le classifiche di TA sono completamente folli, ma i miei gusti non collimano neanche con le guide, né con la maggior parte dei blog quindi alla fine uno più uno meno non fa molta differenza!)

18 Mar 2014 | ore 15:12

Diciamo che in linea di massima la penso come Stefano ma quello che scrive Gumbo è pura verità. La più famosa pasticceria (che sforna prodotti di ottima qualità, premiata dal GamberoRosso, ecc..) della mia cittadina ha messo, oltre alla vetrofania, davanti alla cassa l'Attestato d'eccellenza Tripadvisor. Alla mia battuta su quanto poco valesse quel riconoscimento per un locale così rinomato (e titolato) c'è stato quasi un litigio col titolare... Per fortuna degli esercenti quei biechi riconoscimenti portano clienti, pure a grandi esercizi.
Certo è che se trovassi l'adesivo Trip da Romito, da Scabin e da Alajmo non potrei star zitto..

18 Mar 2014 | ore 15:59

Uno spettro si aggira per l'Europa: lo spettro di TA...Gastronob di tutto il mondo, unitevi!
Noto che la Pergola non sara' primo, ma e' gradito da quasi il 90% degli utenti di TA, quindi come esempio di grande divergenza fra popolo bue ed eletti non calza.
E poi, cosa c'e' di male se un ristorante, oltre ad essere coccolato dalle guide e dalle elites, e' apprezzato anche dalla massa, e lo fa notare in vetrina? Anche uno stellato non campa certo con i soldi dei critici e dei bloggers (no, decisamente no).
Massi', c'e' un sacco di porcheria su TA, ma basta saperlo leggere. Personalmente, oltre naturalmente a scremare gli utenti, lo uso soprattutto come segnalatore di problemi. Piu' spesso che no, un ristorante con molti giudizi negativi ha qualche problema (non sempre: spesso).
Poi, se si parla di demente e senza senso, non c'e' storia: la classifica piu' demente e senza senso che conosca e' quella della nota acqua minerale :)
(Tutto questo detto da uno che spende una porzione demente dello stipendio sui ristoranti, e viaggi annessi).


18 Mar 2014 | ore 18:24

Mi sa che hai proprio travisato il mio pensiero :-)
Capita, non mi sarò spiegato bene.

18 Mar 2014 | ore 18:39

Stefano, con il massimo rispetto, secondo me ci sono due ordini di problemi nelle tue considerazioni:

a) la prima è che mettere sullo stesso piano le fonti di critica enogastronomica e tripadvisor è a mio avviso un errore concettuale e probabilmente, vedendo tale strumento appunto come uno strumento di condivisione e promozione più che come uno strumento di critica gastronomica dovrebbe ridimensionare la tua incazzatura

b) in secondo luogo temo che la tua visione sia un poco distorta dal fatto che vivi in un mondo più ovattato e privilegiato rispetto alla media e soprattutto rispetto alla massa

E' triste dirlo ma il livello di erudizione in giro è per lo più quellolì e anche lo stellato, temo, non vive di sola poesia e cultura. Piuttosto e più grave, mi pare di notare che dopo un primo sdoganamento e avvicinamento della critica enogastronomica alla base si stia oggi assistendo ad una riassestamento delle posizioni, dopo un periodo di sicura confusione, dove chi sa e chi conta sta nuovamente riprendendo il proprio ruolo questa volta riguadagnato sul campo e quindi con ulteriori meriti rispetto alla propria storia personale offline ma nello stesso tempo con uno scollamento dal mondo comune che mi pare nuovamente evidente.

In altre parole, occorre arrivare alle masse, oggi più che ieri ed è difficile farlo dal proprio orto di casa.


Ciao, Fil.

18 Mar 2014 | ore 18:44

Ti assicuro che ho riprovato a leggere le recensioni dei luoghi che conosco o che visito per trovare criteri validi. Ma continuo a trovare più rapido inserire alcuni nomi di locali su http://www.random.org/lists/ visto che il risultato è più o meno equivalente! :-P
Tra l'altro che scrivono recensioni per i loro locali preferiti ne conosco un po'; invece non ho ancora capito chi è l'utilizzatore tipico di TA per scegliere i posti in cui mangiare perché la maggior parte delle persone che conosco fuori dal giro dei fanatici segue consigli di amici e conoscenti, a volte prova qualcosa che vede pubblicizzato in giro oppure entra nel primo posto a caso!

19 Mar 2014 | ore 09:09

Buongiorno Direttore,io credo che ci sia del vero in quello che afferma nell'articolo e anche qualcosa di criticabile.
Mi spiego,spesso chi posta le proprie impressioni su Tripadvisor non è un grande intenditore/gastronomo è principalmente un turista che sceglie in base alla tasca più che alla gola e segue la moda del post.
Io ad esempio quando posso mi affido alla Routard piuttosto che a TA e mi creda è difficile che sbagli botta .
Daltronde la massa della popolazione non può permettersi le stelle Michelin dei vari Bottura,Romito,Scabin,etc. per i motivi che lei ben conosce e che Voi critici giustamente elogiate per l'altissima qualità della loro Arte.
Certo che cantonate ne prendete anche Voi :-))

19 Mar 2014 | ore 12:15

ma no, sara' che dopo una certa eta' non rimane che il cazzeggio (parlo di me naturalmente)...:-)
rispondevo piu' che altro al tuo punto "non porta un pubblico "normale" ma di aspiranti critici che, come si capisce leggendo le recensioni, di cucina non capiscono una mazza."
penso che l'economia degli stellati si fondi anche su una grossa fetta di gente che di cucina non capisce una mazza. per l'Italia sono meno sicuro, ma almeno qui a londra e' di sicuro cosi'.

19 Mar 2014 | ore 15:00

Ma dunque Trip Advisor è una guida gastronomica? Sinceramente non credo di poter mettere sullo stesso piano la Michelin e TA. Ma credo anche ci sia spazio per tutti. Chi si intende di gastronomia, gli appassionati di cibo e cucina, di solito non consulta TA prima di scegliere un ristorante, ma i tanti turisti, stranieri e non, lo fanno e a loro, visto il successo, evidentemente TA piace. Quanto ai ristoratori beh nessuno li obbliga a mettere l'etichetta in vetrina no? Se lo fanno è perchè gli sta bene così. Al mondo ciascuno ha i suoi gusti e le sue preferenze, rispettiamole. Ma ricordiamoci sempre che i gourmet raffinati sono un'èlite, non la massa e quindi niente snobismi.

19 Mar 2014 | ore 15:10

prendiamo un posto che come sai a me piace moltissimo (anche se ci manco da tanto tempo), il Consorzio.
e' ovvio che molti dei recensori su TA non apprezzano la qualita' superiore degli ingredienti che trovi li'. pero' ci sono alcuni temi di critica sul servizio, sul fatto che i due ragazzi possono risultare spocchiosi, sul locale, eccetera, che secondo me hanno una base di fatto.
ecco, su TA bisogna essere bravi a cogliere questi accenni di verita'...

19 Mar 2014 | ore 15:13

Peccato che i cenni di verità riguardino aspetti assolutamente irrilevanti. Tranne alcuni casi di servizio veramente tragico, ovviamente, ma in quel caso è indistinguibile dalle esagerazioni false o a pagamento. E in ogni caso i locali che per me sono stati i peggiori mai provati non hanno più segnalazioni negative di altri, o addirittura stanno al primo posto nella loro località. Sul cibo, unica cosa davvero importante, è chiaro che la stragrande maggioranza scrive scemenze. TA bocciato su tutti i fronti! :-D
Tra l'altro ripensandoci gli americani di solito citano Yelp, mentre in Francia qualcosa di utile CityVox si trova. Però più ci penso e più la vetrofania o il certificato di eccellenza per me è insignificante quanto TA stesso. Obiettivamente perché dovrebbe influire sulla mia opinione sul ristorante se Alajmo o Bottura lo incollassero all'ingresso? Al massimo mi fa leggermente ridere!

19 Mar 2014 | ore 17:08

Forse perché solo gli ultrasettantenni comprano e magari leggono le guide?

19 Mar 2014 | ore 18:17

Ma pensare che sia solo una patacca in più da appiccicare alla porta, che fa sempre autorevolezza averne tante?

19 Mar 2014 | ore 18:56

CE L'HANNO TUTTI IL MARCHIO DI TA!(così non ti puoi sbagliare si mangia bene da tutti).Postavo qualche tempo fa su Gazzetta Gastronomica:
Facebook e Twitter :sono dei TRIP mentali , ma hai mai chiesto ai ristoratori (credo che quasi tutti i ristoranti italiani abbiano una pagina su Facebook) se hanno aumentato i loro coperti ed il loro fatturato? Oppure il solo fatto di essere in TRIP con i Social diventa pura gratificazione personale , un passatempo ed un gioioso gioco come Candy Crush? Per quanto riguarda la guida che non nomini mai, sono sempre meno quelli che si inginocchiano di fronte a mandarini e giornalisti e resta il fatto che il”MOSTRO” ha sempre un valore! Invece TA(TripAdvisor – lett. consigliere di viaggio , attenzione il verbo to trip vuol dire inciampare o fare lo sgambetto!)che era una grande idea che anche tu avevi, sta banalizzando il concetto del ”mangiare bene”!

20 Mar 2014 | ore 18:08

Adoro la non citazione della guida del gambero rosso nella prima riga del post. :-)

20 Mar 2014 | ore 22:53

Non ci siamo. Non si guarda TripAdvisor per scegliere a priori un locale. Ma se si è in un posto che non si conosce, una guardatina a TA aiuta. Tutto qui. E le guide gastronomiche sono oramai un genere letterario, si possono leggere a casa, anche quelle vecchie di qualche anno e senza nessuna intenzione di programmare un viaggio per andare in questo o quel ristorante. E' un genere letterario, che spesso sconfina, involontariamente, con la comicità da avanspettacolo.

20 Mar 2014 | ore 22:53

Personalmente poi non consulto nessuna guida per decidere dove andare a mangiare. E il linguaggio delle guide, tutte, mi sembra obsoleto, poco innovativo, vecchio e sclerotizzato, al massimo come dici si possono leggere come genere letterario e direi anche un pessimo genere letterario. Si dovrebbe inventare un modo nuovo di raccontare i ristoranti, ma nessuno ha voglia o intenzione di farlo. Troppi interessi?

20 Mar 2014 | ore 23:19

... ti sei mai trovato alle due del pomeriggio in un posto sperduto dove non sei mai stato e hai bisogno di trovare da mangiare e avere un minimo di consiglio e riferimento?
Beh la settimana scorsa ero in un angolo sperduto all'estremo nord della Danimarca guidando in una strada statale deserta ... ho lanciato un app dal cellulare e in 5 minuti ho trovato un posto decente dove mangiare al prezzo che potevo pagare.
Questo mi è capitato in California, Inghilterra, Puglia, Basilicata...
L'Espresso e la Repubblica fanno questo? Non penso.
Trip advisor è un ottimo strumento per gente normale e non credo voglia fare critica culinaria raffinata... ma valutare le cose per quello che la gente pensa.
Se sei pratico delle recensioni su internet e usi il buon senso puoi usarlo al meglio.

La critica raffinata è patrimonio di quelli che vogliono fare gli intellettuali di élite e non può essere la cultura di un sito internet che vive sulla massa e sulla masse ha costruito un enorme successo.

21 Mar 2014 | ore 00:10

Mi sono sempre domandato come mai non sono proprio quelli che dichiarano di usarlo spesso, i primi ad essere incazzati per l'uso distorto che se ne fa in Italia.
Proprio l'affezionato lettore, il fido consultatore, il viaggiatore affezionato dovrebbero pretendere una maggior coerenza. Sembra che denunciare che i risultati sono falsati dalle troppe recensioni false o astiose sia una critica mossa al feticcio da difendere.
Tripadvisor potrebbe essere un ottimo strumento come lo è (stata) la Zagat. Lasciarlo alla deriva senza controllo ne limita le possibilità.

21 Mar 2014 | ore 00:31

Anni fa, e di certo in tempi non sospetti, proposi un modo differente di raccontare...

21 Mar 2014 | ore 08:37

L'articolo non mi pare voglia far partire una crociata contro TA in toto, ma cerca di muovere una critica a quei ristoranti di alta fascia (da 15/20 o stellati) che si riducono ad appiccicare il fastidioso adesivo malgrado ci si aspetti qualcosa di diverso da loro. Io trovo assolutamente condivisibili tutte le affermazioni scritte, quando vado a mangiare in un buon ristorante, infatti, di certo non lo scelgo perché uno qualsiasi mi dice che è buono. Cerco di fare uno studio sui posti in cui devo andare (non mi lamento, ma non si naviga nell'oro) e alla fine scelgo quello che mi convince di più basandomi innanzitutto sul menù e poi, ovviamente, seguendo alcune indicazioni di esperti di settore con i quali mi sento di avere affinità nei gusti.

21 Mar 2014 | ore 08:53

Secondo me il motivo è che l'utilizzatore affezionato medio italiano in realtà ha le papille piastrellate e in fondo si soddisfa con poco. :-P
Anche la maggior parte dei bloggher foodie si soddifa con poco, basta vedere quanto frequentemente si entusiasmano di locali mediocri o appena buonini, quindi figuriamoci i recensori di TripAdvisor!
Esiste poi un'altra categoria come Man che, pur riconoscendone i limiti, è talmente appassionato di ristoranti da divertirsi a passare il tempo a fare ricerche approfondite incrociando i dati (mentre io mi annoio, salvo casi eccezionali come programmazione di viaggi) e quindi alla fine riesce ad ottenere un risultato accettabile - o almeno andando molto spesso al ristorante riesce a diluire di più le esperienze negative in mezzo a quelle positive.
Questo però non significa che invece seguendo le guide vai sul sicuro, di locali insulsi ce ne sono pure lì, però almeno la ciofeca totale te la eviti, con TripAdvisor no.

21 Mar 2014 | ore 09:58

Hai ragione ma io frasi del tipo "ero un assiduo lettore ma con questo hanno proprio toccato il fondo e io la guida XYZ no la leggeró più", riferite a Tripadvisor non l'ho mai lette.

21 Mar 2014 | ore 20:46

E'importante dare rilievo alle nuove tecnologie, specie alle applicazioni che promuovono la tavola

22 Mar 2014 | ore 12:25

Concordo con Bonilli sul fatto che su tripadvisor scrivano molti che di cucina non capiscono assolutamente nulla, ma se fossi un ristoratore io tripadvisor lo consulterei e ne terrei anche conto. La critica ufficiale, non sempre costituita da gente competente, anche se per la maggior parte in Italia per fortuna chi scrive di cibo e cucina è realmente competente, ha a mio avviso per la media ristorazione la stessa importanza che la critica televisiva ha per la buona televisione non supportata da un indice di ascolto sufficiente, cioè quasi zero.
Tripadvisor è spesso fatta da commenti di persone non gastronomicamente colti ma che esprimono un parere sincero e privo di influenze esterne e di questi il ristoratore medio, a mio avviso, dovrebbe, con le dovute accortezze e con i dovuti filtri, trarre informazioni preziose.Accanto ai facinorosi che sfruttano tripadvisor per interessi personali o per sfogare istinti aggressivi non sopiti, esistono moltissimi commenti sinceri ed anche mediamente colti su tripadvisor di cui non si può trascurare le esistenza e che dovrebbero contribuire ad evitare questa " radical-chic" demonizzazione di tripadvisor che mi lascia per molti versi sorpreso

23 Mar 2014 | ore 20:45

Sono d'accordo sul fatto che le recensioni su Tripadvisor sono da prendere con le dovute cautele...molte persone, come si dice nell'articolo, lasciano commenti senza sapere di cosa stanno parlando....però se parliamo delle varie guide cartacee ( tra cui quella di Repubblica) bisogna dire una cosa: vengono recensiti solo i posti che piacciono a loro, o sono loro amici..dico questo perchè in diversi ristoranti o locali dove ho lavorato si è provato a contattare sia Repubblica che altre guide, invitando chi si occupa di recensioni a venire a provare la cucina o il bar..beh, nessuna risposta alle mail, nessun tipo di interessamento, finchè non mi è stato spiegato che loro rispondono solo su inviti di agenzie di comunicazione con cui hanno rapporti di lavoro. Ora non so se sia questa la vera motivazione, comunque i ristoranti di buon livello che non vengono assolutamente presi in considerazione sono tanti, mentre su Tripadvisor si trovano quasi tutti e chi ha un po di cervello riesce a farsi un'idea in linea di massima su cosa aspettarsi...

25 Mar 2014 | ore 17:19

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