17
Giu 2014
ore 16:17

Like a Rolling Stone?

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Gli italiani che scrivono di cibo si sono rotti di essere mediati malamente da siti e blog di lingua inglese che raccontano troppo spesso un'Italia banale e folcloristica.
E così a Milano è nato un sito italiano in lingua inglese, Sauce Milan, fatto da un'italiana, Sara Porro, e due amici di madre lingua inglese, Ryan King e Jackie De Giorgio.

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Contemporaneamente Jacopo Cossater mi scrive per preannunciarmi la nascita di Settembre, a wine journey in Italy, un sito magazine cartaceo che vedrà la luce grazie a una campagna di crowdfunding che è iniziata in questi giorni e che si può appoggiare a questo indirizzo https://www.indiegogo.com/projects/settembre-magazine/

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A Milano dal 2011 esce in italiano e inglese http://www.milanosecrets.it/HOMEENGLISH.aspx a cura di Anna, Sibilla e Emanuela.

Applaudo e penso che potrebbe diventare una moda, una moda positiva che dopo il primo, il secondo, il terzo blog/sito/magazine, come una pietra che rotola, ne potrebbe trascinare altre.
Like a Rolling Stone

commenti 14

e questa notizia mi rende estremamente felice. Diciamo che forse ne abbiamo abbastanza di stranieri, pseudo giornalisti a volte, che dominano il flusso di informazioni enogastronomiche con gli stranieri.

17 Giu 2014 | ore 16:29

Che dire, Stefano. Davvero molte grazie (mi sono un po' emozionata).

Vorrei solo menzionare i miei colleghi per nome e cognome, visto che è un progetto in cui siamo tutti coinvolti alla pari: Ryan King - inglese, food writer per, tra gli altri, Fine Dining Lovers; e Jackie De Giorgio, americana di New York, dove faceva le PR del NoMad.

17 Giu 2014 | ore 16:41

Provvedo e li aggiungo nel testo :-D

17 Giu 2014 | ore 17:00

Naturalmente mi aggiungo ai ringraziamenti, Stefano. Sono davvero convinto ci sia sempre più la necessità di autori italiani in grado di raccontare al meglio l'Italia che più ci piace, che sia del vino, della gastronomia o della ristorazione (in bocca al lupo, Sara).

17 Giu 2014 | ore 17:27

Vorrei far notare che il sito Doctor Wine, per il quale scrivo di vino da alcuni anni, è dal primo numero interamente tradotto in inglese. È uno sforzo notevole, due articoli al giorno, tutti i giorni feriali, più uno al giorno nel fine settimana.
Sforzo che però viene ampiamente ripagato dal numero lettori e/o visitatori stranieri.
.
Ciao

17 Giu 2014 | ore 17:37

a quando un Sauce Rome?

17 Giu 2014 | ore 22:27

È inutile dire che il mondo della produzione gastronomica italiana deve sempre più rivolgersi all'estero, non sopravvive altrimenti, la mancanza di comunicazione sapiente in inglese fa si di non avere una sorta di accreditamento o di valutazione da parte di chi più vicino territorialmente può dare informazioni più aggiornate e più puntuali. Quindi plaudo a queste iniziative, e le guardo con interesse, visto che il 96% del mio fatturato è all'estero. In bocca al lupo e grazie al direttore che come sempre è attento.

19 Giu 2014 | ore 10:46

Premesso che entrambe le iniziative sono lodevoli e ne auspicherei il massimo successo, ho un paio di cose da dire su entrambe che al momento mi rendono difficile apprezzarle e considerarle rilevanti.
Per quanto riguarda "settembre", nonostante una copertina invitante e una grafica apparentemente all'altezza, il filmato di presentazione su indiegogo è abissalmente dilettantesco e raffazzonato. Nulla che lasci presagire una qualità di contenuti, soprattutto d'immagine, degni del progetto e men che meno che mi invoglino a contribuire (e io sono un assiduo contributore di campagne su musicraiser, indiegogo e kickstarter, figuriamoci altri che non lo sono).
Su Sauce Milan io ho un mio metro di paragone su Milano. Chiunque includa Pisacco e Knam in una qualunque top list non è affidabile. Punto. Per non dire del livello amatoriale delle foto dei fondatori nel "who we are" e della incomprensibile confusione della pagina di ingresso. Così messo, sembra solo un gran carrozzone per raccogliere pubblicità in vista Expo.
Per non dire della foto che sembrano tutte prese di sana pianta da altre fonti rigorosamente non citate. Se non è così, smentitemi, "ma io questo non credo".

19 Giu 2014 | ore 11:13

Aggiungo l'ultimo magazine on-line nato a Slow Food Editore:

http://www.slowfood.it/slowine/slow-wine-magazine-n-2-e-online-vieni-a-scoprirla/

Siamo al numero due e usciamo in italiano, tedesco e inglese

19 Giu 2014 | ore 13:01

Le fotografie della sezione Who we are, Maurizio, sono del tuo collega Francesco Van Straten, che un dilettante non si può decisamente definire.

Pisacco è un posto ottimo, e se Knam è un cattivo pasticciere diciamo che a essere inaffidabili lì fuori siamo in molti.

Sulle fotografie del sito c'è senza dubbio da lavorare, ma quelle che non sono nostre sono prese da banche dati dove sono liberamente disponibili.

In ultimo, dispiace notare come il tuo tono, sempre piuttosto critico, stia sempre più prendendo una deriva "old man yells at cloud" che ti rende, triste dirlo, un po' ridicolo.

19 Giu 2014 | ore 17:19

Una citazione dai Simpson?

19 Giu 2014 | ore 18:26

Non intendo entrare in polemica. Le mie sono opinioni, fra l'altro condivise con altri. Semplicemente altri magari non si espongono come tendo purtroppo a fare io. Ho sempre pagato nella mia vita le conseguenze delle mie opinioni e se c'è da pagare anche qui, beh, sono pronto.
Le foto saranno anche prese da banche dati dove sono gratuite ma se non è scritto da nessuna parte permettimi di pensare che siano semplicemente "prese". Se c'è una fonte magica della foto, penso che dovrebbe essere pubblicamente citata.
Ho visto adesso il sito di Francesco Van Straten (fra l'altro, dove è scritto su Sauce Milan che le foto sono sue? Nella ricerca non si trova) e ci sono cose molto molto belle, è oggettivamente bravo (oh, qui adesso non sono più uno che urla alle nuvole, mi devo preoccupare?).
Ma allora delle due l'una, o ha lavorato in un giorno di sciopero suo oppure di solito c'è un ritoccatore che gliele sistema e quel giorno in sciopero era il ritoccatore.
Su Pisacco e Knam stendo un velo pietoso. Pochissimi giorni fa ho assaggiato di nuovo dopo tanto tempo la famosa torta ai tre cioccolati. Se ti dicessi che era immangiabile? Una indefinita mousse dolcissima, nauseante e indigeribile?
Da Pisacco hanno finalmente messo la sedia per tutti quelli che si siedono al tavolo? L'ultima volta a uno toccava ancora lo sgabello. Se sei in 4 ti portano 4 fette di pane? A noi ne hanno portate 3. Se ordini le patate a parte, ci sono almeno 4 spicchietti ne piatto? Nel nostro no. Potrei continuare.

20 Giu 2014 | ore 09:00

Ecco, diciamo che con questo rant ultra specifico sul numero di fette di pane mi hai aiutato a chiarire cosa intendevo con il mio commento precedente.

20 Giu 2014 | ore 10:46

Capisco il tuo stato d'animo in questo periodo difficile ma, se posso darti un consiglio da anziano, critiche o commenti dovrebbero essere prima di tutto compresi. Se non sai andare oltre l'ultraspecifico per cogliere il senso generale non so come aiutarti.

20 Giu 2014 | ore 13:41

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