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Basta uno Starbucks per essere moderni?

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In un mondo nel quale i cittadini normali cominciano a temere per i soldi del proprio conto corrente, accade che ci si cominci a guardare intorno per cercare di capire in che razza di mondo  si vive.
Quali sono i valori dominanti? Soldi e successo.
Il fururo per i nostri figli? Tre anni e poi si vede.
Lo stile di vita che abbiamo introiettato? Il modello televisivo e del cinema.
Il mangiare quotidiano? Quello di moda.
In un mondo che pensa di essere moderno noi italiani abbiamo cancellato pezzi importanti della nostra storia contadina per assumere pezzi importanti della storia-non storia dei telefilm.
E adesso che c'è la crisi abbiamo una buona giustificazione per mangiare da McDonald's.

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Commenti

Direttore saranno almeno 30 anni che gli italiani "hanno cancellato pezzi importanti della storia contadina"

E con ciò?
Proprio di questo sto parlando essendo uno che è vissuto vedendola con i suoi occhi questa trasformazione-sradicamento.

Non dimentichiamoci però che pure il mondo slowfood e dei grandi chef e delle cose buone-buone è parte dello stesso star system. Lo dico perché oggi a Firenze ho mangiato un hamburger crudo come una fiorentina e addobbato come una foto di Ferran Adrià.

Forse il problema è anche che se ci fossero in giro più Trapizzini di qualità si educherebbe il gusto degli italiani a mangiare cose buone, legate al territorio, portatrici di tradizioni, spendendo il giusto. Putroppo l'operazione di ricerca di questi locali è molto difficoltosa.
Più Trapizzini per tutti insomma.

Sto già litigando con mio marito sul futuro... quando la mia piccola Gulia vorrà partecipare a qualche festa di compleanno che qualche mamma "idiota" organizzerà da McDonald's...

La porterai, fidati, il "nemico" va conosciuto da piccoli per evitarlo da grandi. Io ho fatto così con mia figlia (10 anni oggi), a quelle feste, con tutti i suoi amichetti si è divertita, ha mangiato un hamburgher senza salse e senza quei terribili indigesti cetrioli, ma ha giocato con i suoi coetanei, non sentendosi diversa senza capirne il motivo. Detto questo oggi da McDonald's non ci vuole andare perché quei panini non le piacciono e non le piacciono perché è cresciuta mangiando cose buone e quando il prosciutto cotto resta in frigo per il secondo giorno, mi dice che ha un odore cattivo. credo che sino ad una certa età i divieti creino demoni che poi crescendo è più difficile ridicolizzare.
Ciao

Si pero' non bisogna dimenticare che i cibi non vengono preparati come quelli di "una volta".
In effetti la polenta contadina dei nostri nonni non e' come quella di adesso, lo stesso per il latte e le carni sopratutto di maiale , decenni fa era molto piu' grasso scarti e strutto compresi. Non parliamo poi di frutta e verdura che sembrano nelle loro dimensioni decuplicate a forza delle irrigazioni.

Negli anni Cinquanta l'Italia era povera e usciva distrutta dalla guerra ma la rete che aveva salvato la popolazione erano state le campagne e l'istituzione-famiglia.
Anni dopo le campagne hanno salvato gli operai Fiat o Alfa Romeo o Italsider che dall'orto nel canavese o nell'astigiano o nel bellunese o chissà dove ricavavano quel di più che serviva ad andare avanti in presenza della cassa integrazione.
le campagne sono sempre state un retroterra di una grossa parte della popolazione e il sud disoccupato dagli orti e dalle campagne ha tratto sostentamento.
Oggi c'è anche la riscoperta fighetta della campagna e la scoperta imprenditoriale e dall'altra parte, nelle periferie, lo sradicamento più totale, le periferie delle nostre metropoli ormai sempre più simili a quelle delle capitali malate del mondo.
Se Petrini predica il ritorno all'agricoltura, e lo dice su repubblica, ci sono mille e mille che non leggono giornali e che questo ritorno lo stanno praticando senza sapere chi lui sia e che esiste il mangiare lento.
Lo fanno perché la loro famiglia ha sempre avuto un pezzo di terra e il loro ritorno consiste nel fare un orto, per avere verdure fresche, nel piantare alberi da frutta, nello scoprire che esistono le stagioni.
Per fortuna le nostre città sono ancora vicine alla campagna.

L'Italia, l'Italia. Molto poetico. Ma guardate che questo incubo ad aria condizionata, che parla inglese, che costruisce case sempre più alte per dimenticare il rapporto con la terra, che ha sostituito la penna ed il foglio con la tastiera di un pc e che mangia fast cose easy si chiama Mondo.
E tutto è sempre più uguale.
p.s. poi mi chiedono perchè odio i ristoranti etnici......

Ad Majora

Ha detto bene direttore: "l'istituzione-famiglia"
Era in famiglia con le nonne e la mamme casalinghe che si creava l'abitudine al mangiar bene. La cucina era il centro della casa: un luogo caldo e accogliente.
Ma ora le famiglie dove sono?
Se si è fortunati si ha una famiglia con entrambi i genitori, ma questi potrebbero avere anche un'altra ex-famiglia (o più), con altri figli e quindi tempo da dover dedicare a tutti.
Se si aggiunge poi che entrambi i genitori lavorano, che entrambi hanno il proprio sport/hobby, che la sera tornati a casa devono dedicare tempo esclusivo ai figli e alla casa (non tutti hanno la colf)... qunto tempo rimane per cucinare decentemente??? Poco, davvero molto poco.
E' tutto un altro mondo.

L'altro giorno al TG3 parlavano delle abitudini dei piemontesi e ho sentito una cosa che a me pare allucinante: molti vanno a passeggiare per centri commerciali - ora che c'è crisi di solito non comprano niente ma vanno comunque lì per passare il tempo.
Bé - dico io - se non devi comprare niente non puoi fare qualcosa di diverso?! Evidentemente sono talmente identificati con il ruolo di consumatori che non riescono a pensare nient'altro da fare che TV o centro commerciale! :-(

E' difficile non essere d'accordo sulla sua analisi dei valori (soldi e successo). Ma per fortuna la crisi sta portando alla riscoperta di altri e più sani valori. Lo ha detto lei, Bonilli, parlando di quelli che seguono Petrini inconsapevolmente. Ma basterebbe ricordare il caso del McDonald's chiuso ad Altamura (vado a memoria) perché sconfitto dalle focacce del panettiere locale. O pensare che Pizza Hut e Starbucks da noi non aprono perché - credo - sanno che, nella patria della pizza e del caffè, sarebbe un suicidio. Vero che di McD ne è piena l'Italia; ma è anche vero che panini al lampredotto, alla milza, con le panelle, la pizza a portafoglio da 2 euro, il panino con la bologna dal salumiere e la pizza al taglio di Roma continuano a vendersi. Il problema, da questo punto di vista, credo sia nei classici bar, che liberano fantasie perverse proponendo panini dove salumi, formaggi, insalate, salsine e aromi formano un impasto di gusti indecifrabile e indigesto. Lì dovrebbe esserci rieducazione alla semplicità di pane e salame, o pane e prosciutto.

(E poi, divertirsi ogni tanto con un hamburger non deve essere considerato peccato. Quelli buoni ci sono, nei ristoranti tex mex. O anche solo da Burger King. Mai da McD, però, che è terribile sia da noi che in America).

(Bonilli, vorrei poterle scrivere. Come posso fare?)

La questione dell'orto a me sembra che a parole si faccia un po' troppo facile. Avete provato a gestire un orto e/o una manciata di alberi da frutto della nonna un po' fuori città? Bisogna imparare un sacco di cose che noi cittadini non sappiamo. E ci vuole molta dedizione, una discreta fatica e molto tempo soprattutto se non vuoi ricoprire tutto di cose chimiche. E se non ci metti tempo, devi pagare qualcuno che faccia le cose per te, ma a quel punto andare al mercato costa molto meno. Noi avevamo anche provato a imparare le basi della permacoltura -come le noste amiche in Olanda che però ce l'hanno nel cortile dietro casa - perché ci sembrava l'unico modo di gestirlo senza dovergli dedicare tutto il tempo libero ...ma lo slancio è durato comunque poco. E non parlo di ettari, parlo di una decina di alberi e un orticello.
In questo momento ho la cantina piena di mele ruggine (non so ilnome esatto, sono sempre state chiamate così in casa). Buonissime eh, però non è che ti risolvano la spesa, mica mangiamo solo mele!!

L'hamburger è buono nei ristoranti texche? da Burgerche?
Davvero, se qualcuno mi può spiegare la differenza tra lo schifburger di Mcche? e quello di Burgerche? gli sarei molto grato. Ma stiamo scherzando? No Igor, no!


Ad Majora

Giovanni, mi creda, non sto scherzando. Anzitutto, la mia non vuole essere un'apologia del fast food. Però è un fatto che se mangia un hamburger da Burgerche è più buono di quello di Mcche. Esistono poi dei ristoranti texche dove li cucinano come negli Stati Uniti. Paese in cui, bisogna dirlo, non esistono soltanto gli hamburger. In un suo libro (I volti della Storia o I percorsi della Storia) Sergio Romano ha scritto un paio di splendide pagine dedicate alla cultura enogastronomica americana, che non è certo varia come la nostra ma che contempla piatti con una solida tradizione. Insomma, un bel leggere contro i luoghi comuni.

Poi, se a lei gli hamburger non piacciono, è un altro discorso. Io da Macschif o da Burgerschif vado una volta all'anno. E' una specie di carnevale: semel in anno licet insanire.

@gagliardi
Ah Giovà, io non vado da Mc e da Burg, li ho mangiati qualche volta ma ti confermo, fatto salvo il livello basso, tra Burgher King e Mc c'è un abisso. Meglio il primo.
Continuiamo a prenderli per il culo con sufficienza senza spiegare nulla più o di alternativo, e la gente continuerà ad andarci alla faccia delle pippe mentali che ci facciamo noi.

Caro Igor che dirle, sono stato ovviamente sia da Mcche? che da Burgerchè? a mangiare l'hamburger e creda lei a me, non ho trovato nessuna differenza rilevante. Li trovo pessimi. Senza se e senza ma e senza grandi differenze. La cucina americana di cui parla lei, poi, la vado a mangiare in America.
Dopodichè se a lei piacciono gli hamburger non rinunci a farseli fare freschi di buona carne dal suo macellaio di fiducia oppure se li trova provi quelli della Granda di carne piemontese venduti anche da Eataly. Se le piacciono davvero gli hamburger però. Altrimenti come diceva Totò, desista.
Simpaticamente.

Ad Majora

Caro Alberto, ci faremmo pure delle pippe mentali ma mangiamo molto molto meglio.....va bene così non ti preoccupare.

Ad Majora

Caro Giovanni,
per carità, le credo. Dopotutto, i palati sono cose strettamente personali. Tengo a rassicurarla, ad ogni modo: quelli che mangio più spesso sono proprio quelli del mio macellaio. Non ho provato gli hamburger della Granda, e la ringrazio per il consiglio, che seguirò quanto prima.

Ad majora anche a lei.

OT, però doveroso ;-)
Su Venerdì di Repubblica dell'ultima settimana di settembre, appare il Dott. Cernilli come FONDATORE del Gambero Rosso...è sfuggito a qualcuno?

Città...campagna...crisi economica ...cibi naturali...McDonald

Pensando e scrivendo razionalmente, fa un po' ridere che per risparmiare si possa andare da McDonald quando c'è una tradizione di piatti poveri alle spalle. Quando il termine poveri non è tanto da intendersi in senso nutrizionale,ma economico. Costa meno una settimana di cene da McDonald o una settimana di cene a base di fagioli? però i fagioli o altri legumi non sono chic.

Ha ragione chi riconosce il ruolo educativo anche a tavola ed in cucina della famiglia. Ma l'attitudine a cucinare ed evitare i ristoranti o McDonald fuori casa mi viene dalla famiglia, però molte cose le ho imparate, in tema di cucina, anche da Internet. Che sia forse anche un problema di volontà individuale? Di attitudine a darsi da fare per risolvere i problemi? Di ammettere che per affrontare un problema un po' di tempo e di fatica sia pure necessario?

Dopo 10 anni lontana dal paesello di campagna dove sono cresciuta, da cui volevo scappare...e dopo 6 anni in grandi città italiane (Milano e Roma)...mi rendo conto che spesso non si sa scegliere o non si vuole scelgiere. Che sia questo il vero sintomo di mancanza di valori?
Spesso si sentono amici che si lamentano di non avere abbastanza soldi a fine mese, indipendentemente da quanto guadagnino. E poi gli stessi amici si stupiscono se rinunci ad uscire al ristorante con loro ogni settimana. O amici che si lamentano sempre per i soldi e poi vanno a debito per un abito firmato.
Invece di lamentarsi in molti casi basterebbe scegliere.

@bacco l'ho notata quella didascalia sul "fondatore" del Gambero Rosso. Ma avevo pensato ad una mia ignoranza e ho pensato ad una co-fondazione

La riscoperta degli orti (urbani e non) sarebbe sacrosanta ma non richiede solo un mutamento nel desiderio di mangiare "prodotti sani" e (più o meno) "meno costosi" richiede prima di tutto una rivoluzione estetica. L'aristocrazia europea sette-ottocentesca ha letteralmente ricostruito i paesaggi urbani a favore del gusto molto aristocratico per il bello improduttivo, da cui l'estetica del giardino (questioni di status: la terra che ho posso permettermi di lasciarla improduttiva e coltivarci azelee invece di patate). Questa estetica nefasta (intendo negli eccessi) ci ha contagiati tutti: quanti di noi ad esempio sarebbero lieti di veder trasformati i bei parchetti vicino a casa in orti? Quanti sottoscriverebbero che un fiore di zucchina può essere bello quanto una dalia? Ci vuole una rivoluzione estetica!

mizzega...pure!
Raga, cerchiamo di metterci qualche grano di consapevolezza in questa storia del mangiare di qua e mangiare di la, orti/orticelli/giardinetti, zucchine/rose/carciofi, perchè in caso contrario non risolviamo una bella pippa. Troppo "estetismo" del pensiero porta all'inaridimento delle idee. E il rischio è quello di non "coltivare" un bel nulla.

Mai stati a Villandry per vedere per un orto esteticamente corretto?

http://www.gardenvisit.com/assets/madge/villandry_garden_maitland/original/villandry_garden_maitland_original.jpg

Sono verdure non piante/fiori quelli della foto

@ Rossella
E' proprio quello che intendevo! Non si tratta di estetismi snob (caro Fassone l'osservazione è un po' fuori centro visto che la mia considerazione partiva proprio da una critica dell'estetismo aristocratico che vuole il bello solo come bello improduttivo), ma quando capiremo che l'orto non è da nascondere nel retrobottega ma che può essere oltre che utile anche gradevole (se non bello), forse si diffonderà anche nelle città (tolti gli ovvi limiti spaziali). Magari sul balcone pianteremmo anche, non dico solo, qualche peperone... :-)

Caro PIETRO, la mia osservazione non è legata al valore "significante" della tua affermazione, che condivido. Ma al fatto che stiamo parlando di cose importanti, certamente, ma sempre di "mangiare e bere". Secondo punto, a noi ci hai convinti pienamente. Anzi, tutti noi che scriviamo qui siamo convinti pienamente delle cose giustissime che ci diciamo in pochi intimi. Il difficile è convincere la gente comune, la massa, quelli che non si pongono il "problema dei bei giardinetti" perchè se potessero, quei luridi appezzamenti di terra piene di erbacce e cacche di cane, li trasformerebbero, si, in orticelli. Però credo che il vigile urbano di turno tanto d'accordo non lo sarà e minimo il Comune chiederà l'occupazione del suolo pubblico. E poi hanno altro da fare, spesso dalle 6 del mattino alle 21 di sera. E' gente normale questa, i loro terrazzi non saranno mai adibiti a "orticelli urbani" perchè ci stendono i panni, può essere che la lavatrice stia li, minimo c'è l'armadietto di ferro con scope, martelli, lampadine di ricambio, e poi le biciclette. Non hanno colf a cui affidare l'irrigamento e la manutenzione delle pianticelle di peperone. Infatti manco i fiori coltivano. Vagli a dire tu di comprare l'hamburger della GRANDA da Eataly, o invece che drogarsi di televisione alla sera, di far la coda per i biglietti per tutta la famiglia ad una replica d'opera alla Scala di Milano. Intendiamoci bene: è necessario far passare certi messaggi, indurre le esigenze, anzi quelle di natura civile e culturale sono sempre più indispensabili. Detto ciò, ora più che mai, è necessario identificare con fermezza i modi e i mezzi per veicolarli, questi messaggi. Qui sta il punto, questo è il lavoro da fare, a mio parere.

@ Fabio Fassone
Il mio non voleva essere un attacco nei confronti di nessuno, ci mancherebbe. Però ti garantisco che io non ho nè colf, nè giardini da coltivare, vivo nella periferia di Milano, vado al lavoro come mia moglie e ritorno alla sera. Questo però non mi impedisce di tenere sui miei due piccoli balconi accanto ai fiori anche delle piante di peperone (acc! quest'anno mi ha preso la peronospora...) e di pomodori, oltre a timo, ecc. Il mio è un compromesso, le tengo in vasi, ci smadonno dietro quando mi si ammalano e mi guardo bene dal ritenere che questo piccolo gesto possa risolvere la fame nel mondo o aumentare la biodiversità su scala planetaria. Credo però che se chi tiene qualche ortaggio in città non fosse visto come un povero emigrante con pecora e maiale in casa (ecco perchè le riflessioni sull'estetica), e si iniziasse ad osservare la bellezza della natura anche quando non è sfavillante, potremmo pensare ad una maggiore diffusione di queste pratiche. Questo non mi sembra un messaggio elitario. Credo.

Trasformazione sociale e crisi della tavola. Un post talmente singolare che vien da pensare alla tavola e al gusto come vicini a casualità e pronostico. Sarebbe il caso di aprire un capitolo sui “normali” che forse sono quelli che i soldi non li hanno o vivono di stipendi. Naturalmente, questa mia affermazione non è legata al valore “significante” della stessa ma all’ambito ristretto del discorso…

Mica ho capito chi sono i normali.
Quello che sta accadendo in queste ore travolgerà il modo di vivere di tutti, piallerà i consumi voluttuari, cambierà le nostre abitudini.
Contrariamente ad altre popolazioni, però, noi abbiamo una tradizione contadina che ha ancora radici profonde e che ci permetteva di sviluppare la cucina degli avanzi, per esempio, oppure ci facilitava una dieta di legumi, carboidrati e poca carne perché eravamo poveri.
Da oggi la gente normale dovrà cercare nella memoria di famiglia un modo diverso di consumare e forse riandrà a quando i nonni...
Qui ci si rivolge a consumatori consapevoli e il discorso mi sembra facile, coerente e con interessanti riflessioni.
La gente normale fino ad oggi ha vissuto in modo anormale, secondo modelli importati.
Da oggi mi sa tanto che certi modelli si fermeranno alle frontiere perché sono finiti i soldi :-(

Non so mica Bonilli se si fermeranno alle frontiere. Il McDonald è pieno anche perchè è molto economico...

Ad Majora

mi ha sempre affascinato la bellezza dei fiori dei fagioli metro (serpenti e chissa' quanti altri nomi ) più belli delle azalee
Rocco

c'e' un proverbio che dice " l'orto vuole l'uomo morto " di fatica ovviamente

Bonilli, e se dalla crisi uscisse anche qualcosa di buono? Lei parla di tradizione contadina che, giocoforza, riscopriremo. Magari ne riscopriremo anche la varietà e i sapori. sappiamo tutti di quale "cibodiversità" sia capace la cucina popolare italiana, per cui una zuppa di fagioli a Treviso è radicalmente diversa da una a Benevento. costretti ad abbandonare i modelli importati magari ci accorgeremmo di quanta ricchezza abbiamo in casa, allargando i nostri orizzonti culturali.

Però McDonald's non è veramente veramente economico - come lo è in America. E' stato abile a vendersi - perché Io ci sono andata sullo slancio di non so quale post poco tempo fa e ho speso circa 8 euro per un BigMac (che tanto big non è), coca cola piccola e patatine fritte piccole.
Tra pizze, bocciofile, circoli ARCI, locali da aperitivo, locali in centro con formula pausa pranzo a prezzo speciale, Eataly, microcatene locali (tipo Re Calamaro o Soup&Go), gastronomie bio...volendo hai già un bel po' di alternative!

Per l'auspicato ritorno alla tradizione contadina temo che ci voglia ancora un po' perché una volta non c'era nessuno offrirti a prezzi stracciati il cibo apparentemente ricco a cui siamo abituato; ora sì, ci sono i discount, i McDonalds, le offerte speciali al supermercato. Stessa apparenza e fruibilità, diversa sostanza.
Invece in uno dei più forniti negozi di cereali, legumi e spezie di Torino l'altra settimana c'era una signora sulla cinquantina che ha chiesto "ma la farina di frumento cosa sarebbe?", la mia amica che pensava che i ceci e il riso facessero parte della stessa famiglia...

chiedo scusa, ma perchè c'è il signor Gagliardi che chiude sempre con Ad Majora? Sarò ignorante ma non capisco....

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