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    <title>Papero Giallo</title>
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    <title>Risotto day 17.01.2009</title>
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    <published>2009-01-04T15:17:53Z</published>
    <updated>2009-01-04T15:45:27Z</updated>

    <summary>Allora ci siamo, se pensate di venire lasciate un commento così ci contiamo e ci permettete di organizzarci meglio. L&apos;invito è fino ad esaurimento posti. Vi aspetto numerosi....</summary>
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        <name>Stefano Bonilli</name>
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        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="invito_risottoday.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/invito_risottoday.jpg" class="mt-image-none" style="" height="450" width="470" /></span><div><br />Allora ci siamo, se pensate di venire lasciate un commento così ci contiamo e ci permettete di organizzarci meglio. L'invito è fino ad esaurimento posti. Vi aspetto numerosi. </div><div><br /></div>]]>
        
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    <title>Il cuoco nero</title>
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    <published>2009-01-02T11:17:12Z</published>
    <updated>2009-01-02T12:26:18Z</updated>

    <summary>Un suo ristorante ce l&apos;aveva, e bello, perché Maurizio Santin è figlio d&apos;arte, i suoi genitori Ezio e Renata Santin hanno aperto nel 1975 l&apos;Antica Osteria del Ponte a Cassinetta di Lugagnano, una ventina di chilometri da Milano, e il...</summary>
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        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="cuoconero1.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/cuoconero1.jpg" class="mt-image-none" style="" height="470" width="470" /></span><br /><div><br />Un suo ristorante ce l'aveva, e bello, perché Maurizio Santin è figlio d'arte, i suoi genitori Ezio e Renata Santin hanno aperto nel 1975 l<a href="http://www.anticaosteriadelponte.it/sito/ita/intro.html">'Antica Osteria del Ponte</a> a Cassinetta di Lugagnano, una ventina di chilometri da Milano, e il loro è stato il ristorante che alla fine degli anni Settanta ha fatto da contraltare a Marchesi e alla linea della Nouvelle Cuisine. <br />Ezio Santin faceva parte di <u>Linea Italia in Cucina</u>, l'associazione creata da <a href="http://archiviostorico.corriere.it/1996/maggio/29/Addio_patron_del_Sole_Maleo_co_0_96052910871.shtml">Franco Colombani</a> del Sole di Maleo.<br />L'Antica Osteria del Ponte ha avuto le tre stelle della Michelin, le tre forchette del Gambero Rosso ed è da oltre trenta anni ai vertici della ristorazione italiana. <br />Maurizio lo conosco da quando era un bambino, vantaggi e svantaggi dell'età.&nbsp; <br />Abbastanza presto si era capito che avrebbe seguito il papà dietro ai fornelli. <br />Come apprendistato lui è uno che non ha fatto delle comparsate nelle cucine d'oltr'alpe ma si è fatto quattro anni nelle grandi cucine dei Robuchon e Troisgros tanto per fare due nomi, quel che si dice un tirocinio duro e severo.<br />Al ritorno è entrato all'Osteria del Ponte come pasticciere, grande tecnica appresa nei quattro anni dai cugini francesi, che sulla pasticceria sono imbattibili, e tanta voglia di fare.<br /><br /><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="cuoconero4.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/cuoconero4.jpg" class="mt-image-none" style="" height="470" width="470" /></span><br /><br />Quando nel 2003 abbiamo iniziato a fare corsi di cucina alla Città del gusto di Roma ho chiamato Maurizio prima come insegnante e poi come uno dei cuochi del canale Gambero Rosso Channel.<br />Dopo un anno di spola Milano-Roma Maurizio Santin è diventato l'Executive Chef della Città del gusto. E' stato l'addio al ristorante di famiglia, non senza dispiaceri per mamma e papà Santin, e un totale cambio di vita per Maurizio che, dopo molte altre esperienze, è riuscito a fare il suo ristorante, aperto da circa un mese in via Metauro, a Roma.<font style="font-size: 0.8em;"><br /><br /></font></div>]]>
        <![CDATA[Il ristorante è stato battezzato <a href="http://mauriziosantin.blogspot.com/2008/11/il-cuoco-nero.html">Il Cuoco Nero</a>, nome col quale Maurizio si è caratterizzato nelle trasmissioni del canale televisivo.<br />E' un locale molto bello, ampio, luminoso con un menu per l'ora pranzo e uno per la sera.<br />A
pranzo prezzi intelligenti, pasta a 7 ?, insalata a 4,50 ?, carne del
giorno 10 ?, fish &amp; chips all'italiana 9 ?, Tiramisù 6 ?, per
offrire un pasto conveniente agli impiegati dei molti uffici attorno.<br /><br /><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="cuoconero5.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/cuoconero5.jpg" class="mt-image-none" style="" height="983" width="470" /></span><br /><div><br />In cucina una squadra di giovani diretti da Gaia Giordano, allieva di
Maurizio e richiamata all'ovile da un altro ristorante dove lavorava.<br />Aprire a Roma portando un cognome importante, di questi tempi è un'impresa rischiosa e ambiziosa.<br />La
capitale è un terreno difficile per un cuoco del nord - tra l'altro
interista - in una città molto conservatrice, che premia i nuovi
indirizzi solo se entrano nel <i>passa-parola</i> ma nessun sa come si fa :-))<br />Abbiamo provato, per esempio, i ravioli di coda alla vaccinara, in carta la sera, e il piatto è riuscito, gradevole.<br />Buono, ma non c'erano dubbi, il tiramisù tradizionale che vedete qui sotto.<br />Il
menu dell'ora pranzo, che abbiamo "perlustrato" è molto buono, facile,
amicale ma un ristorante comunque ha bisogno di un rodaggio e in questo
caso saranno importanti i primi mesi del 2009.<br /><br /><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="cuoconero2.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/cuoconero2.jpg" class="mt-image-none" style="" height="666" width="470" /></span><br /></div><div><br />Lui, Maurizio, è bravo, ha voglia di fare gol, poi deve anche
dimostrare a quelli dell'Osteria del Ponte che non è scappato ma forse
quella macchina era troppo calibrata sui genitori, troppo scuderia di
formula uno mentre Maurizio ha voglia di essere figlio del suo tempo,
un quarantenne che si misura con parole nuove come crisi, buona cucina,
prezzi intelligenti da far stare insieme sotto la nuova insegna.<br /><br /><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="cuoconero3.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/cuoconero3.jpg" class="mt-image-none" style="" height="313" width="470" /></span><br /></div><div><font style="font-size: 0.8em;">Gaia Giordano e Maurizio Santin<br /></font><br /><font style="font-size: 0.8em;">FOTO SIGRID VERBERT</font><br /><br /><b>Il Cuoco Nero</b><br />Via Metauro 32 - angolo Via Tirso<br />tel. 0685300692<br />parcheggio custodito Via Tirso 14<br />chiuso sabato a pranzo e domenica<br />carte di credito: tutte</div>]]>
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    <title>L&apos;anno del risotto</title>
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    <published>2008-12-31T15:00:17Z</published>
    <updated>2009-01-02T09:28:15Z</updated>

    <summary>Il risotto alla milaneseIl 2009 lo iniziamo col risotto alla milanese, è l&apos;appuntamento del 17 gennaio promosso dal GVCI, Gruppo Virtuale Cuochi Italiani ed è un appuntamento planetario perché quel giorno tutti i cuochi italiani del mondo faranno il risotto...</summary>
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        <name>Stefano Bonilli</name>
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        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="risottoxsbo_s.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/risottoxsbo_s.jpg" class="mt-image-none" style="" height="330" width="470" /></span><br /><br /><b>Il risotto alla milanese</b><br />Il 2009 lo iniziamo col risotto alla milanese, è l'appuntamento del 17 gennaio promosso dal <a href="http://www.gvci.org/menu/eventi/Idic2009/idic2009.htm">GVCI, Gruppo Virtuale Cuochi Italiani </a>ed è un appuntamento planetario perché quel giorno tutti i cuochi italiani del mondo faranno il risotto alla milanese.<br />Lo scorso anno era stata la giornata della carbonara e avevo organizzato la manifestazione al <a href="http://blog.paperogiallo.net/2008/01/tre_carbonare_vi_sembran_poche.html">teatro della cucina</a> della Città del gusto.<br />Quest'anno mi sa che cambio location :-))<br />Quest'anno è il Papero Giallo che organizza le cose e quindi la serata del risotto alla milanese la faremo in un bel posto a Roma, stiamo valutando ma prossimamente su questo blog ci saranno tutte le indicazioni.<br />Voi ditemi se siete interessati.<br /><br /><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="risotti_s.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/risotti_s.jpg" class="mt-image-none" style="" height="564" width="470" /></span><br /><br />Intanto vi do la ricetta, così vi preparate...<br /><br /><font style="font-size: 0.8em;">RISOTTO ALLA MILANESE</font><br /><br /><i>Ingredienti: dose per 4 persone</i><br />riso vialone gr. 400<br />burro gr. 100<br />formaggio lodigiano gr. 75<br />midollo di bue gr. 50<br />brodo di lesso - manzo, vitello, pollo - circa Lt. 1,500<br />una piccola cipolla<br />zafferano in pistilli<br /><br />Mettere in una tazza 16 o 20 pistilli di zafferano e versarvi sopra un poco di brodo bollente.<br />Porre in una casseruola o in una padella a bordi alti la cipolla affettata, il midollo di bue e gr. 50 di burro; rosolare lentamente per circa 15 minuti senza far colorire la cipolla, che poi verrà tolta; aggiungere il riso e lasciarlo rostare per qualche minuto, mescolando con un cucchiaio di legno. Unire quindi un mestolo di brodo bollente e mano a mano che asciuga unire altro brodo bollente. Cuocere il riso a fuoco vivace, continuando sempre a mescolare.<br /><br />Cinque minuti prima di levare il risotto aggiungere il brodo dove è stato sciolto lo zafferano, filtrandolo; al caso schiacciare contro le pareti del colino i rimanenti pistilli, diluendoli con altro brodo bollente. Si mette lo zafferano all'ultimo momento&nbsp; per far si che il suo aroma rimanga intatto. Mescolare bene, comunque, anche se attacca un poco sul fondo della casseruola non c'è da preoccuparsi in quanto i buongustai sostengono che un vero buon risotto "el gà de sàvé de tacào giò" deve sapere di attaccaticcio... per essere buono.<br /><br />Tolto il recipiente dal fuoco, incorporare al risotto il rimanente burro e la metà del formaggio lodigiano: mantecare, versare il risotto sul piatto di portata e servirlo con il restante formaggio a parte. Se ne avanza lo si riscalda al salto, cioè in padella.<br /><br />Da<i> Le ricette regionali italiane di Anna Gosetti della Salda </i>pag. 202<br /><i>Le foto dei due risotti sono di Davide Oldani, la prima, di Andrea Berton la seconda.<br /><br /><font style="font-size: 0.8em;">FOTO SIGRID VERBERT</font></i> <br />]]>
        
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    <title>Il ristorante è morto, viva il ristorante</title>
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    <published>2008-12-30T19:00:57Z</published>
    <updated>2008-12-30T19:04:17Z</updated>

    <summary>C&apos;è chi dice che il ristorante è morto.Non è il solito giornalista a corto di argomenti che parla, nè il sociologo di turno.Il ristorante così come è concepito attualmente non ha più ragione di essere, dice Igles Corelli, professione ristoratore,...</summary>
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        <name>Stefano Bonilli</name>
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        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="Foto_Ristoranti1.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Foto_Ristoranti1.jpg" class="mt-image-none" style="" height="700" width="470" /></span><br /><br />C'è chi dice che il ristorante è morto.<br />Non è il solito giornalista a corto di argomenti che parla, nè il sociologo di turno.<br />Il ristorante così come è concepito attualmente non ha più ragione di essere, dice <a href="http://www.locandadellatamerice.com/">Igles Corelli</a>, professione ristoratore, e lo dice pubblicamente su <a href="http://www.new.facebook.com/profile.php?id=1366107766&amp;ref=profile#/group.php?gid=41706978811">Facebook</a> e credo che il suo segnale vada valutato e discusso con attenzione.<br />Lui dice che in momenti come questi bisogna ripensare profondamente la struttura stessa del ristorante che va assolutamente razionalizzata, a comiciare dai "fronzoli".<br />Cosa sono i fronzoli? In inglese si direbbe <i>no-frills</i>.<br />Spiega Corelli "<i>Sono</i> <i>tappeti persiani, bicchieri di cristallo, argenteria, tovaglie Bellomo,
cantine esagerate non adatte al tipo di cibo che il ristorante offre,
fiori freschi, meglio eliminare queste cose che allegerire la materia
prima. Se non basta -meno personale e se non basta come penso- rinventare
il ristorante</i>".<br /><br /><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="Foto_Ristoranti2.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Foto_Ristoranti2.jpg" class="mt-image-none" style="" height="639" width="468" /></span><br /><br />]]>
        <![CDATA[Non la pensa così <a href="http://www.facebook.com/people/Cristina-Bowerman/574863329#/profile.php?id=574863329">Cristina Bowerman</a>, del <a href="http://www.menudiroma.com/ita/commenti/commento.aspx?IDCommento=21595">ristorante Glass</a>, di Roma, che dice: "<i>Nuovamente si batte lo stesso ferro.....io, quando vado al ristorante o
quando mangio qualsiasi cosa, deve essere ANCHE bella , perchè no,
anche con fronzoli. Mi spiace, ma ad ognuno il suo! Mi puoi presentare
la migliore prelibatezza in terra, ma se è brutta da vedere, su piatti
che non mi piacciono e in un ambiente non curato, non mi piacerà mai!</i>"<br />Eliminare i fronzoli ma non toccare la materia prima, dice <a href="http://www.tommasofarina.com/tag/adriano-liloni">Adriano Liloni della Trattoria Pegaso</a> di Gavardo "<i>la materia prima non si tocca....si eliminano i fronzoli, lasciandoli
ai locali di alta fascia, dove i veri ricchi (non i signori)
continueranno a girare....si e' aperto un divario non piu' colmabile,
fra grandi ristoranti e trattorie...l'unica cosa cercare assolutamente
di mantenere la materia prima..pur servendola in un coccio....</i>".<br /><br /><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="Foto_Ristoranti_3.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Foto_Ristoranti_3.jpg" class="mt-image-none" style="" height="700" width="470" /></span><br /><br />Non bisogna fare confusione dice Cristina Bowerman "<i>I ristoranti devono esistere per diversi target e non fare di tutta
un'erba un fascio. I ristoranti di lusso devono continuare ad esistere
così come quelli medi ed infine le trattorie. Ripeto, ad ognuno il suo.
Cercare di uniformarli non contribuirà altro che ad un appiattimento
della ristorazione.</i>"<br /><br />Un discorso difficile, complesso, ricco di sfaccettature e di possibili soluzioni.<br />Da
alcuni anni ci sono vari esempi di strade nuove, nuove tipologie di
locali, nuovi formati, tutti percorribili e questo dimostra che non si
va verso un'omologazione, piuttosto verso una diversificazione
intelligente, una stratificazione che sempre più risponde e si plasma
sulla nuova stratificazione della nostra società e la diversificazione
della domanda. <br /><div><br /><font style="font-size: 0.8em;">FOTO SIGRID VERBERT</font><br /></div>]]>
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    <title>Raspelli e i peccati di gola</title>
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    <published>2008-12-28T14:40:48Z</published>
    <updated>2008-12-28T15:44:24Z</updated>

    <summary><![CDATA[Gli chiede l'intervistatore "Il suo è una lavoro?" e il Raspa risponde "E' una dannazione".E' un frammento&nbsp; dell'intervista che appare oggi sulla Stampa - pensa un po', il giornale dove Raspelli ha una rubrica da una ventina d'anni e più,...]]></summary>
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        <name>Stefano Bonilli</name>
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    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://blog.paperogiallo.net/">
        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="edoardo_raspelli_funghi.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/edoardo_raspelli_funghi.jpg" class="mt-image-none" style="" height="340" width="470" /></span><br /><br />Gli chiede l'intervistatore "<i>Il suo è una lavoro?</i>" e il Raspa risponde "<i>E' una dannazione</i>".<br />E' un frammento&nbsp; dell'intervista che appare oggi sulla <a href="http://www.lastampa.it/redazione/default.asp">Stampa</a> - pensa un po', il giornale dove <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/Cucina/grubrica.asp?ID_blog=56&amp;ID_articolo=810&amp;ID_sezione=99&amp;sezione=I%20Ristoranti">Raspelli</a> ha una rubrica da una ventina d'anni e più, quel che si dice uno scoop - e nella quale per l'ennesima volta lui si racconta.<br />Chiariamo subito un punto: <a href="http://blog.paperogiallo.net/2007/10/raspelli_io_lo_adoro.html">Raspelli è bravo</a>, batte i ristoranti, cioè li visita davvero e, come dice nell'intervista "... <i>quando vado al ristorante mangio 3 o 4 antipasti, 2 primi, 2 secondi e un dolce</i>".<br />Questo avviene di media 150 volte l'anno, tante sono le sue visite e quindi rispetto alla media dei critici viaggia alto, altissimo e pochi tengono da anni questa andatura.<br />Certo, questo lo si nota osservando Raspelli da vicino: ha una pancia enorme e dopo essere calato da 119 chili a 99 credo che li abbia ripresi tutti e con gli interessi.<br />Lui non racconta i piatti nelle sue recensioni ma le atmosfere e gli uomini.<br />Molto attento alle PR, se gli altri parlano bene di un cuoco lui ne parla, se solo ce n'è il minimo pretesto, male o molto male.<br />E' il 27 maggio 2005 e Bernardi, allora a <a href="http://peperosso.libero.it/index.php/story/27_05_05_esclusivo_rivelati_uh_uh_the_bi">Peperosso</a>, gli chiede: "<i><b><strong>La cosa più buona mai mangiata?</strong></b> Un crudo di gamberoni rossi. La peggiore non le interessa [<ins>Certo! E molto</ins>]
Sei mucchietti composti da semi di peperone su base gelatinosa, serviti
in un piatto rettangolare. Da Ferran Adrià, naturalmente.</i>"<br />Si, perché Ferran Adrià è un po' una sua ossessione fin dall'autunno del 1999 quando sulla Stampa ha pubblicato in un'intera pagina la sua stroncatura-capolavoro intitolata "<i><u>22 portate di vergogna</u></i>" con la quale, dopo una prima intera colonna contro il Gambero Rosso, reo della prima copertina italiana dedicata a Adrià con un titolo che non lasciava dubbi "<i><u>Il cuoco del XXI secolo</u></i>" - ma senza mai fare il nome - ha demolito Adrià, la sua cucina e i gonzi anzi, i gastrogonzi, come lui li chiama, che ne parlavano bene. <br />]]>
        <![CDATA[Il sospetto che ebbero a quel tempo molti fra i critici e gli appassionati fu che Raspelli, che all'estero viaggia pochissimo, fosse stato spiazzato dal boom della cucina spagnola e per questo tagliato fuori dal dibattito e che per rientrarci avesse deciso di attaccare a testa bassa.<br />E infatti l'articolo fece molto scalpore e questo per Raspelli è ossigeno.<br />Come scalpore fece il suo 11,5/20 dato alla cucina di Massimiliano Alajmo e alle Calandre sulla Guida Espresso ai tempi della sua direzione.<br />Di quel voto e della relativa stroncatura lui va orgoglioso tanto da rivendicarla sulla <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/Cucina/grubrica.asp?ID_blog=56&amp;ID_articolo=591&amp;ID_sezione=99&amp;sezione=I%20Ristoranti">Stampa del novembre del 2007</a> proprio nella recensione che indica il ristorante dei fratelli Alajmo come il secondo d'Italia anche grazie, dice il Raspa, a quella botta: "<i>Se non avessi bastonato Massimiliano Alajmo, per quel gommoso
pastrocchio di polenta presentatomi alle sue Calandre, oggi il secondo
ristorante d'Italia (a pari merito con l'Enoteca Pinchiorri di Firenze)
continuerebbe con il gastro-cazzeggio di allora.</i>"<br />Raspelli lo conosco da tanti anni. <br />Nel 1985, quando lavoravo alla trasmissione del TG2 di Tito Cortese, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/TG2"><u>Di Tasca Nostra</u></a>, l'ho intervistato e per lui l'apparire, a parte la vanità, essendo un free lance, fa parte degli attrezzi del mestiere.<br />Nel 1986 ha curato la pagina dei ristoranti sul <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gambero_Rosso">Gambero Rosso</a>, ai tempi supplemento del manifesto, quanto di più lontano da lui, politicamente parlando.<br />Oggi Edoardo Raspelli da Bresso, dedica la maggior parte del tempo a <a href="http://www.gabriellacarlucci.it/mela-verde/">Melaverde</a>, la trasmissione domenicale di Retequattro che conduce da dieci anni con Gabriella Carlucci, cura sempre la rubrica dei ristoranti sulla Stampa e sogna - o forse ha smesso - di avere una guida dei ristoranti tutta sua.<br />]]>
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    <title>Gli spaghetti alla carbonara del Dolada</title>
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    <published>2008-12-26T17:43:54Z</published>
    <updated>2008-12-27T13:58:27Z</updated>

    <summary>Se li mangi a Roma è normale.Buoni o meno buoni gli spaghetti alla carbonara fanno parte del paesaggio, ma a 850 metri sul livello del mare, a Plois, frazione di Pieve d&apos;Alpago, sono un piatto che incuriosisce il rosciolano -...</summary>
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        <name>Stefano Bonilli</name>
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    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://blog.paperogiallo.net/">
        <![CDATA[Se li mangi a Roma è normale.<br />Buoni o meno buoni gli spaghetti alla carbonara fanno parte del paesaggio, ma a 850 metri sul livello del mare, a Plois, frazione di Pieve d'Alpago, sono un piatto che incuriosisce il rosciolano - inteso come frequentatore intensivo dell'alimentari con cucina Roscioli - che è in me e che ogni due o tre giorni questo piatto se lo mangia.<br />E così ho ordinato gli spaghetti che cucina Riccardo de Prà, figlio d'arte, figlio di Enzo e Rossana, due signori che sono nella storia della gastronomia italiana dagli anni Settanta in poi e che hanno trasformato il <a href="http://www.dolada.it/default2.htm">Dolada</a>, ristorante e albergo, in una tappa obbligata.<br />Ci ha servito in tavola un'altra de Prà, Benedetta, che dalla mamma Rossana ha preso tutta la carica di spregiudicata e scherzosa gentilezza.<br />Che spettacolo tutto: il pranzo, la giornata di sole, il panorama di neve a perdita d'occhio, l'esserci arrivati dall'alto rimanendo letteralmente a bocca aperta.<br />E che spettacolo gli spaghetti alla carbonara che arrivano in tavola scomposti: nel piatto gli spaghetti, un uovo in camicia in cima, del formaggio grattuggiato sulla destra del piatto e del guanciale sulla sinistra.<br />Si mescola, si amalgama, si mangia... e si gode.<br /><br /><br /> ]]>
        <![CDATA[Carta ben più ricca quella che inventa ogni stagione Riccardo, un cuoco figlio d'arte che è stato a cucinare in Giappone e Inghilterra e Francia ma che qui, maturo e contento, sta dando il meglio.<br />Io però ero un po' a regime per via di un pranzo natalizio e di una cena al rientro serale e quindi ho spiluccato, come si suol dire, e mi sono ripromesso di tornare per un pranzo e magari una sosta a dormire in una delle sette stanze.<br />Abbiamo bevuto un Montervertine 1995 preso da una cantina che Rossana ha costruito nel corso dei decenni.<br />Gli altri hanno mangiato il piccione, servito dentro una zucca, il gran fritto, polenta e salsicce, saltato i dolci e salutato la famiglia perché il sole calava e noi dovevamo tornare.<br />Fa piacere vedere persone che conosci da trent'anni, che magari hai scontentato per via della guida, ma che stimi, e scoprire che loro il passaggio di testimone l'hanno fatto in pieno con Riccardo e Benedetta.<br />"Ma lei è sempre così taciturno?" mi ha chiesto Benedetta al momento dei saluti.<br />A volte si, ma poi scrivo :-))<br /><br />Ps<br />Un amico che ha una compagnia di elicotteri mi ha regalato per Santo Stefano il volo da Padova a Plois passando per il sorvolo delle montagne con un ritorno sopra quello che resta della diga del Vaiont.<br />A Roberto dico grazie.<br />]]>
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    <title>Calandre 25-12-2008, a pranzo</title>
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    <published>2008-12-25T17:17:54Z</published>
    <updated>2009-01-02T10:27:27Z</updated>

    <summary>Il pranzo di Natale da alcuni anni lo faccio da solo, poi la sera la famiglia si ricompone.Lo scorso anno ho mangiato un toast sul litorale romano, bella giornata con alcuni risvolti.Quest&apos;anno, viste le cose fin qui accadute nel corso...</summary>
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        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="Massimiliano_Alajmo.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Massimiliano_Alajmo.jpg" class="mt-image-none" style="" height="312" width="470" /></span><br /><br />Il pranzo di Natale da alcuni anni lo faccio da solo, poi la sera la famiglia si ricompone.<br />Lo scorso anno ho mangiato un toast sul litorale romano, bella giornata con alcuni risvolti.<br />Quest'anno, viste le cose fin qui accadute nel corso del 2008, ho deciso di volermi bene e ho telefonato a Raffaele Alajmo: "Io sono solo per il pranzo di Natale e pensavo di venire da voi e festeggiare lì anche Santo Stefano con alcuni amici.<br />Detto, fatto.<br />Treno, scendo a Padova, attendo il taxi 28 minuti e alle 13,30 sono a Rubano, alle <a href="http://www.calandre.com/default.asp?lingua=ita">Calandre</a>, e mi siede al tavolo con vista - da lontano - di un po' di cucina.<br />Menu nuovo, scelgo i piatti che non conosco e si incomincia:<br /><br />Gli <i><u>scampi tostati con formaggio fresco di latte di fave di limone, radicchio e mela</u></i> sono un bell'inizio, leggeri e perfetti per un menu di otto piccole portate.<br /><br />Segue una <i><u>battuta di carne cruda piemontese all'arancia e mandarino su salsa d'uovo, olive nere e germogli di crescione</u></i>, si mangia con le mani, ti danno anche il tovagliolo caldo per pulirti, ma tu le mani alla fine&nbsp; te le sarai leccate.<br /><br />Poi una <i><u>zuppetta di cime al tartufo bianco con ovetti croccanti e crema gelata di cipolla</u></i>, piatto assolutamente geniale e semplice.<br /><br />Tre <i><u>gnocchi di verdure ripieni</u></i>, uno di<i> patate e ricotta affumicata</i>, uno di <i>broccoli con ricotta affumicata, cime di rapa e parmigiano</i>, uno di <i>rape rosse con gorgonzola e roquefort</i>.<br />E' il piatto che occupa il secondo posto nella mia personale classifica di gradimento.<br /><br /><i><u>Trippette di baccalà alla parmigiana</u></i>, piatto da ola, che ha già conquistato i clienti, e anche me, e occupa il primo posto bis nella mia personale classifica natalizia.<br /><br />Arriva la carne, la <i><u>costata di vitello impanata con sorbetto di salsa rubra e patate fritte all'aneto</u></i>.<br />Mi alzo in piedi di fronte a un piatto "semplice", che non cerca il difficile e il nuovo a tutti i costi, è perfetto e ti rimanda all'infanzia, il ché a Natale non è male.<br /><br /><i><u>Granita di agrumi alla chartreuse con spuma frizzante, polvere effervescente e mandarino allo zenzero</u></i>.<br />Si gode anche coi dolci, specialmente come in questo caso, quando sono belli a vedersi e dai sapori netti e profondi, che si sentono e ricordano.<br /><br /><i><u>Souflè caldo di marroni con spumone al caffè</u></i>, un dolce finale che si gusta con piacere perché tutti i piatti che lo hanno preceduto erano buoni e leggeri e in giusta quantità.<br /><br />Questo menu, che si chiama <a href="http://www.calandre.com/sezione.asp?pagina=calandre&amp;sezione=menu_calandre&amp;lingua=ita"><i><u>Ingredienti</u></i></a>, costa 225 €<br /><br />Il pranzo di Natale alle Calandre è terminato.<br /><br />]]>
        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="Raffaele_Alajmo.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Raffaele_Alajmo.jpg" class="mt-image-none" style="" height="312" width="470" /></span><br /><font style="font-size: 0.8em;"><b>Raffaele Alajmo</b></font><br /><br />Certo, quando un ristoratore ti ha come cliente sa che, in tempi di blog, tu scriverai, racconterai.<br />In
questo caso posso dire, in attesa di pranzare a Santo Stefano gustando
i piatti della tradizione, che siamo certamente nel migliore ristorante
italiano del momento.<br />Non facendo più una guida - almeno per ora - non faccio torto a nessuno e do a Massimiliano Alajmo il giusto riconoscimento.<br />Raffaele in sala, e anche in azienda, è una macchina da guerra.<br />Schietto, diretto, anche ruvido, a me piace più di chi sorride sempre ma non sai mai come la pensa.<br /><br />Dei vini, buoni, molti, intriganti, ne parliamo domani<br />]]>
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    <title>@babbonatale.com</title>
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    <published>2008-12-24T16:17:47Z</published>
    <updated>2008-12-24T16:16:15Z</updated>

    <summary>I buoni sentimenti si sprecheranno nelle prossime 48 ore, poi si tornerà alla routine ricca di indifferenza e di una modica dose di egoismo.E allora non resta che sfruttare questo squarcio temporale per dire le cose buone che vengono in...</summary>
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        <name>Stefano Bonilli</name>
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        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="Papero_Natale1.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Papero_Natale1.jpg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" height="128" width="163" /></span><i>I buoni sentimenti si sprecheranno nelle prossime 48 ore, poi si tornerà alla routine ricca di indifferenza e di una modica dose di egoismo.<br />E allora non resta che sfruttare questo squarcio temporale per dire le cose buone che vengono in mente.</i><br /><br />&nbsp;<b>gesu.bambino@jessus.par<br />&nbsp;natale.babbo@babbonatale.com</b><br /><br />Gentili Signori, sarebbe bello che/se:<br /><br />Fossimo tutti più buoni (ma mi rendo conto della irricevibilità della richiesta)<br /><br />In subordine farò delle richieste terra terra riguardanti il piccolo mondo del cibo e del vino.<br /><br />Vorrei che sparisse la sofisticazione degli alimenti.<br /><br />Vorrei che un nuovo Ministero dei Cibi, dei Vini e della Tradizione inglobasse quelli delle Politiche Agricole, dell'Industria Alimentare e del Turismo (che non c'è ma ci vorrebbe).<br /><br />Vorrei che fossero vietate le recensioni e gli articoli su commissione (volgarmente "marchette") e i moltissimi giornalisti e scrittori rimasti senza un lavoro e una professione fossero riciclati nel ministero di cui sopra (braccia per la nuova agricoltura).<br /><br />Vorrei che le guide dei ristoranti fossero obiettive e quindi che la Michelin fosse riscritta e fossero date dieci tre stelle ai ristoranti italiani.<br /><br />Vorrei che alle guide dei vini fossero vietati gli spettacoli viaggianti.<br /><br />Vorrei che per essere editori di libri e guide gastronomiche fosse necessario un esame di stato: requisito primo per l'ammissione non possedere vigneti.<br /><br />Vorrei che Gualtiero Marchesi fosse contento dei voti che gli danno le guide: tanto, chi se ne frega, lui è Marchesi e loro son nessuno.<br /><br />Vorrei che Edoardo Raspelli scrivesse un articolo dove parla bene di almeno tre colleghi.<br /><br />Vorrei che fosse vietato scrivere Nouvelle Cuisine riferendosi a una cucina, a un cuoco, a un ristorante del 2008 e anni antecedenti, fino al 1979.<br /><br />Vorrei che Luigi Cremona facesse almeno un pranzo completo, caffè e ammazza caffè compresi.<br /><br />Vorrei che Giacomo A. Dente e Paolo Scotto facessero amicizia.<br /><br />Vorrei che venisse fatto un canale televisivo dedicato al cibo e al vino.<br /><br />Vorrei&nbsp; mille pranzi di Natale della Comunità di S. Egidio.<br /><br />Io però quest'anno vorrei fare il mio pranzo di Natale alle Calandre :-))<br /><br /><i>Sicuramente voi avrete degli altri <b>Vorrei...</b> da aggiungere.</i><br /><div><br /></div>]]>
        
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    <title>Le parole della tradizione</title>
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    <published>2008-12-23T11:00:28Z</published>
    <updated>2008-12-23T17:14:32Z</updated>

    <summary>Questo è un vero regalo di Natale da fare a chi è appassionato di cibo e di parole.Il Dizionario delle cucine regionali italiane è il compendio di un percorso che Slow Food ha fatto dal 1990 in poi.In quell&apos;anno il...</summary>
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        <name>Stefano Bonilli</name>
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    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://blog.paperogiallo.net/">
        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="Dizionario_SlowFood.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Dizionario_SlowFood.jpg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" width="165" height="250" /></span>Questo è un vero regalo di Natale da fare a chi è appassionato di cibo e di parole.<br /><a href="http://editore.slowfood.it/editore/ita/dettagli.lasso?cod=9788884991393&amp;-session=slowfoodstore_it:5367285A1db081BC36UhW2074DEE&amp;-session=slowsitestore_it:5367285A1db081BC37upn2074E0A">Il Dizionario delle cucine regionali italiane</a> è il compendio di un percorso che Slow Food ha fatto dal 1990 in poi.<br />In quell'anno il Gambero Rosso era ancora la casa editrice di Slow Food perché l'associazione ne possedeva una quota di minoranza.<br />Io pensavo ci fosse lo spazio per una nuova guida dei ristoranti - e i fatti mi hanno dato ragione - mentre Slow Food pensava di fare una guida delle osterie.<br />A ognuno è andata bene e la guida <a href="http://editore.slowfood.it/editore/ita/dettagli.lasso?cod=9788884991652&amp;-session=slowfoodstore_it:D59C36FB1ddc41D7E3sJO3C9D0BE&amp;-session=slowsitestore_it:D59C36FB1ddc41D7E3oiG3C9D0BE">Osterie d'Italia</a> è diventata un classico di grande successo e con una funzione di punto di riferimento per chi vuole, come cliente o operatore, cimentarsi con le cucine della tradizione.<br />Prima una collana de <a href="http://editore.slowfood.it/editore/ita/prodotti.lasso?cod1=00008">Le Ricette di Osterie d'Italia</a> e da ultimo questo libro che raccoglie le parole della tradizione.<br />Un bel regalo.<br />]]>
        
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    <title>Mangiare solo italiano?</title>
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    <published>2008-12-22T10:55:51Z</published>
    <updated>2008-12-22T10:55:53Z</updated>

    <summary>Il ministro Zaia fa la guerra all&apos;ananas come esempio e stimolo al mangiare italiano?A me sembra un comportamento miope, per nulla intelligente.Noi, paese di esportatori per eccellenza, andiamo ad alzare la bandiera dell&apos;autarchia alimentare?Nel Ventunesimo secolo è una ipotesi che...</summary>
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        <name>Stefano Bonilli</name>
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        <category term="Le nostre ricette" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
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        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="ananas.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/ananas.jpg" class="mt-image-center" style="margin: 0pt auto 20px; text-align: center; display: block;" height="450" width="404" /></span>Il ministro Zaia fa la guerra all'ananas come esempio e stimolo al mangiare italiano?<br />A me sembra un comportamento miope, per nulla intelligente.<br />Noi, paese di esportatori per eccellenza, andiamo ad alzare la bandiera dell'autarchia alimentare?<br />Nel Ventunesimo secolo è una ipotesi che non sta in piedi visti i mercati e la circolazione delle merci. <br />Non credo, comunque, che noi saremmo contenti se gli americani, attualmente colpiti da una crisi senza precedenti, lanciassero la parola d'ordine di bere solo vini made in Usa, e basta.<br />Il discorso, sulla spinta della parola d'ordine di NO ANANAS, si è allargato da parte di molti fino a dire no Champagne, no salmone, no carne danese, no caviale ecc...<br />Io ho visto che ci sono come prodotti civetta, in alcune grandi catene di distribuzione, degli Champagne che costano molto meno di alcuni nostri spumanti e penso che il discorso su <u><i>Bollicine versus Champagne</i></u> sia vecchio, stantio, noioso.<br />E' vero che quasi tuttti i prodotti italiani sono più buoni di quelli importati ma hanno un difetto, molto spesso sono più costosi, pensiamo al cattivo aglio made in China che spadroneggia sui banchi dei nostri mercati oppure la passata di pomodoro, sempre cinese e sempre cattiva, usata dalla maggior parte delle pizzerie perché costa molto meno della passata italiana.<br />Ormai si cerca il prezzo più basso, ormai l'ananas è la frutta di fine pasto in tutti i medi ristoranti, come il limoncello, e le arance sono spagnole, anche se meno buone delle nostre, perché la logistica spagnola della distribuzione è migliore della nostra.<br />]]>
        
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    <title>La Cucina Nazionale Italiana di Allan Bay e Paola Salvatori</title>
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    <published>2008-12-20T17:10:06Z</published>
    <updated>2008-12-20T19:36:11Z</updated>

    <summary>&quot;Esiste ormai un corpus di piatti di origine sempre più lontana, regionale, ma nazionale. Scopo di questo libro è raccontarli. Di dare l&apos;indicazione di dove e come sono nati, di descriverne brevemente la genesi e di dare la ricetta nazionale...</summary>
    <author>
        <name>Stefano Bonilli</name>
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    </author>
    
        <category term="Cultura" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
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    <category term="allanbay" label="Allan Bay" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    <category term="cucina" label="Cucina" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    <category term="paolasalvatori" label="Paola Salvatori" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://blog.paperogiallo.net/">
        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="Bay_cucinanazionale.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Bay_cucinanazionale.jpg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" width="177" height="249" /></span>"<i>Esiste ormai un corpus di piatti di origine
sempre più lontana, regionale, ma nazionale. <br />Scopo di questo libro è
raccontarli. Di dare l'indicazione di dove e come sono nati, di
descriverne brevemente la genesi e di dare la ricetta nazionale attuale
- o meglio la nostra proposta.<br /></i>Certo, come per tutte le ricette, le
varianti, in genere piccole ma a volte significative, sono in agguato:
qui abbiamo proposto la "nostra" variante, quella che reputiamo più
adatta ai tempi odierni.</i><i> (...)</i><br /><i>Queste 1135 ricette, semplici o ricche, a
volte anche sontuose, adatte a tutti i giorni o da festa, sono, a
nostro parere, il nucleo della cucina nazionale italiana di oggi.</i>"<br /><br />E' l'incipit del libro, anzi, il librone - sono 760 pagine + indici - che Allan Bay insieme con Paola Salvatori ha pubblicato per <a href="http://www.ponteallegrazie.it/scheda.asp?editore=Ponte%20alle%20Grazie&amp;idlibro=6459&amp;titolo=LA+CUCINA+NAZIONALE+ITALIANA">Ponte alle Grazie</a>.<br />Siamo stati insieme giurati, il settembre scorso, al Cous Cous Fest e Allan ci ha raccontato di questo suo lavoro, iniziato in sordina e che poi, per il suggerimento e incoraggiamento dell'editore Mauri, ha preso l'aspetto di opera ambiziosa e che vuole segnare un discrimine tra il prima e il dopo queste pagine.<br /><br />Allan Bay ha lavorato insieme a Paola
Salvatori, una storica, per costruire il castello di ricette che
nell'intento degli autori diventa il nuovo punto di riferimento per
appassionati, studiosi e curiosi.<br /><br /><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="Feltrinelli.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Feltrinelli.jpg" class="mt-image-none" style="" width="399" height="380" /></span><br /><br /> ]]>
        <![CDATA[<span class="wuzSommario">I due autori fanno riferimento con grande frequenza al <a href="http://www.colomboduemila.com/it/index.htm">Talismano della Felicità di Ada Boni</a>,
forse il manuale di cucina più diffuso e che è stato pubblicato per la
prima volta nel 1929, e contrappongono il loro volume a quello della
Gosetti della Salda, <b>Le Ricette Regionali Italiane</b> poiché ritengono superata l'idea di una cucina italiana somma e risultante delle varie cucine regionali.<br /><br /></span><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="Boni_Talismano.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Boni_Talismano.jpg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" height="250" width="170" /></span><span class="wuzSommario">Se si confronta, per esempio, la ricetta del <u>risotto alla milanese</u>
di Bay e quella della Gosetti si notano numerose differenze,
soprattutto nelle quantità, l'una per quattro persone dà indicazione di
400 grammi di riso vialone mentre Bay dice 360 grammi di riso Carnaroli.<br />Là
dove ci sono riferimenti storici o di libri e autori che hanno scritto
di una tal ricetta, questi sono riportati in corsivo prima della
ricetta stessa.<br />Il lavoro è grande e anche tattilmente il libro è
corposo e dà soddisfazione al momento dell'acquisto - questo per i
bulimici come me - e quindi se ne potrà dare un vero giudizio completo
solo tra alcuni mesi, il tempo per avere le risposte dei
consumatori-lettori-cuochi.<br />Direi proprio di darci appuntamento prossimamente e chi ha notazioni le invii al <a href="http://blog.paperogiallo.net/mt-static/html/stefano.bonilli@paperogiallo.net">Papero Giallo</a> così da costruire una grande recensione collettiva "Una Recensione Nazionale Italiana".</span><br />]]>
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    <title>Gola Profonda</title>
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    <published>2008-12-19T09:41:39Z</published>
    <updated>2008-12-19T16:04:04Z</updated>

    <summary>Dustin Hoffman e Robert Redford in Tutti gli uomini del PresidenteE&apos; morto Mark Felt, The Deep Throat, che contribuì alla caduta del presidente degli Stati Uniti, Richard Nixon.La notizia è sulla prima pagina del Washington Post di oggi.La sua storia...</summary>
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        <name>Stefano Bonilli</name>
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        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="Tutti_uomini_Presidente.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Tutti_uomini_Presidente.jpg" class="mt-image-none" style="" height="304" width="430" /></span><br /><font style="font-size: 0.8em;"><b>Dustin Hoffman e Robert Redford in <i>Tutti gli uomini del Presidente</i></b></font><br /><br />E' morto Mark Felt, <i>The Deep Throat</i>, che contribuì alla caduta del presidente degli Stati Uniti, Richard Nixon.<br />La notizia è sulla prima pagina del <a href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2008/12/19/AR2008121900228.html?hpid%3Dtopnews&amp;sub=new">Washington Post</a> di oggi.<br />La sua storia si svolge negli anni Settanta, fu lo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scandalo_Watergate">scandalo Watergate</a> e fu l'epopea di un quotidiano, il Washington Post e di due giovani cronisti, Bob Woodward e Carl Bernstein, che con una campagna serrata e un'inchiesta che ha goduto dei suggerimenti di Mark Felt, numero due della FBI dell'epoca, conosciuto per oltre trent'anni solo come <u><i>Gola Profonda-Deep Throat</i></u>, immortalata prima dal libro di Woodward e Bernestein "All the President's Men", poi dal film del 1974 <i><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tutti_gli_uomini_del_presidente_%28film%29">Tutti gli uomini del Presidente</a>, </i>segnarono una tappa fondamentale nella storia degli Stati Uniti e in quella della stampa. <br />Le sue indicazioni e l'inchiesta del Post e poi di tutta la stampa americana costrinsero infatti il presidente Nixon alle dimissioni.<br /> <div><br /></div>]]>
        
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    <title>Dicembre giallo shocking</title>
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    <published>2008-12-18T15:10:51Z</published>
    <updated>2008-12-18T18:26:09Z</updated>

    <summary>Il 18 dicembre 2008 è andato in rete il nuovo Papero Giallo.Quasi contemporaneamente su Facebook il Papero Giallo Fans Club ha superato i 1000 iscritti.Il 16 dicembre del 1986 era nato il Gambero Rosso. Quell&apos;esperienza è chiusa ma dicembre è...</summary>
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        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="1000_FB.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/1000_FB.jpg" class="mt-image-none" style="" height="527" width="400" /></span><br /><br />Il 18 dicembre 2008 è andato in rete il nuovo Papero Giallo.<br />Quasi contemporaneamente su Facebook il <a href="http://www.new.facebook.com/group.php?sid=208585a19942c736de5deb78d34023a7&amp;refurl=http%3A%2F%2Fwww.new.facebook.com%2Fs.php%3Fq%3Dpapero%2Bgiallo%26init%3Ds%253Agroup%26k%3D200000010%26n%3D-1%26sid%3D208585a19942c736de5deb78d34023a7&amp;gid=32951606238">Papero Giallo Fans Club</a> ha superato i 1000 iscritti.<br />Il 16 dicembre del 1986 era nato il Gambero Rosso. <br />Quell'esperienza è chiusa ma dicembre è un mese che il fondatore del Gambero Rosso, ora Papero Giallo, ama molto.<br />Porta bene, almeno per i primi venti anni :-))<br /> <div><br /></div>]]>
        
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    <title>Il Papero Giallo 2009</title>
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    <published>2008-12-18T11:43:00Z</published>
    <updated>2008-12-18T13:31:47Z</updated>

    <summary>E&apos; bello, vero?Più ricco, colorato, agile.Così la penso io ma il giudizio datelo voi...Il Papero Giallo diventa un appuntamento quotidiano per chi vuole vivere bene e, aggiungo, per chi lo vuole anche in momenti come questi.Quindi strumento agile e ricco...</summary>
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        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="nuovo_papero.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/nuovo_papero.jpg" class="mt-image-none" style="" height="387" width="370" /></span><br /><br />E' bello, vero?<br />Più ricco, colorato, agile.<br />Così la penso io ma il giudizio datelo voi...<br />Il Papero Giallo diventa un appuntamento quotidiano per chi vuole vivere bene e, aggiungo, per chi lo vuole anche in momenti come questi.<br />Quindi strumento agile e ricco di informazioni con al centro sempre il cibo ma, come avete visto, non solo il cibo, e tra poco tempo anche il vino - novità sorprendente - e poi i viaggi, quelli veri, in provincia e dove c'è la qualità, in Italia e all'estero.<br />E poi tante altre novità che si vedranno via, via.<br />Il disegno del Papero Giallo l'ha fatto Fabio Cremonesi, il webmaster è stato Tiziano Fogliata, due persone che hanno saputo interpretare al meglio le idee del papero-stefano. E poi voglio ringraziare la mia fotografa preferita Sigrid Verbert che fin dall'inizio mi ha dato le sue foto.&nbsp; <br />I consigli e suggerimenti sono quelli dei miei amici.<br />Adesso ci vogliono i vostri di consigli, i suggerimenti e anche le corrispondenze, per chi se la sente, in stile Papero Giallo: brevi, chiare, vere.<br /><i>Se sono rose fioriranno, dicevo.<br />Sono fiorite, adesso facciamo crescere rigogliosa la pianta.</i> <div><br /></div>]]>
        
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    <title>Si fa presto a dire spigola...</title>
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    <published>2008-12-18T11:35:00Z</published>
    <updated>2009-01-02T10:22:04Z</updated>

    <summary>... si fa presto, ma mica siamo in estate, il mare è in burrasca, le barche che vanno al largo non escono da una settimana ma se entri in un ristorante e chiedi la solita spigola non c&apos;è problema.Uno ha...</summary>
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        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="sanlorenzo1.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/sanlorenzo1.jpg" class="mt-image-none" style="" height="665" width="470" /></span><br /><br />... si fa presto, ma mica siamo in estate, il mare è in burrasca, le barche che vanno al largo non escono da una settimana ma se entri in un ristorante e chiedi la solita spigola non c'è problema.<br />Uno ha questi pensieri e dubbi e però davanti ai suoi occhi c'è una esposizione di merluzzi, sogliole, pezzogne, gallinelle, saraghi, san pietro e spigole, e non siamo in una pescheria, e allora pensa che c'è qualcosa che non va.<br /><br />"C'è qualcosa che non va?" chiedo a Enrico Pierri.<br />Lui è il responsabile dell'esposizione di pesci, il mare è in tempesta, quindi...<br />"Il pesce viene da Anzio, è il solo tratto di mare riparato da dove arrivano prodotti, ma con un mare così non tutti - risponde Pierri - se ci fosse il mare calmo avremmo anche cannolicchi, tartufi, fragolini, ombrine".<br />Quindi il pesce c'è ma costa, ha prezzi che molti ristoranti non si possono permettere ma non per via del mare ma per la qualità e la difficoltà di rifornimento.<br />Perché il mercato del pesce e i ristoranti di pesce sono un mondo diviso in gironi e qui, siamo al <b>Sanlorenzo</b>, in via dei Chiavari, nel cuore di Roma, vendono pesce di alta qualità, quindi nel girone più impegnativo.<br /><br />Già, il pesce di qualità, i prezzi e il pubblico che deve fidarsi perché nessuno è esperto ma tutti però vorrebbero certi pesci tutto l'anno, come il tonno, che adesso non c'è, arriva dai mercati esteri, ma quando si siedono al ristorante la tartare di tonno è quasi una ordinazione d'obbligo.<br /><br />]]>
        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="sanlorenzo2.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/sanlorenzo2.jpg" class="mt-image-none" style="" height="630" width="470" /></span><br /><br />Pierri prende in mano delle alici, sono rovinate perché il mare le ha strapazzate. <br />Le
porta in cucina e il piatto che preparano e poi ci servono è con la
burrata e il tartufo ed è un modo per truccarle, queste alici, non nel
senso di spacciarle per quel che non sono, ma per arricchirle e
abbellirle essendo di loro saporite e aliciose ma non di bell'aspetto.<br /><br />C'è il discorso dei clienti che vorrebbero certi pesci sempre, non hanno ancora imparato che non è possibile la spigola o i calamari, o i gamberoni tutto l'anno, sempre che vogliano pesce buono e dei nostri mari.<br />"Oggi le ricciole sono da un chilo - dice Pierri come esempio - ma se uno le trova più grandi quelle ricciole vengono dall'Oman".<br /><br /><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="sanlorenzo3.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/sanlorenzo3.jpg" class="mt-image-none" style="" height="982" width="470" /></span><br /><br />E' così, è un mercato con riti e capricci perché ormai ci sono dei consumi di lusso generalizzati e chi non ha ordinato una spigola scagli la prima pietra.<br />Solo che nella giornata in cui noi siamo a far foto e parlare la spigola, che non si può/riesce a vendere a più di 80/82 euro al chilo al tavolo, costa al ristoratore 52 euro/chilo e se si aggiungono l'Iva, le lavorazioni con tutti gli annessi e il servizio "è una vendita a perdere - sentenzia il titolare del San Lorenzo - ma non puoi non averla perché il cliente te la ordina".<br />Le guide, dopo il primo anno di vita, l'hanno trattato bene il ristorante, l'Espresso ha dato un 15,5/20, il Gambero Rosso 80/100, il locale è molto bello, dopo i primi mesi in salita, Roma è una città grande e che funziona col passa parola, comincia a ingranare.<br />Soffitti alti, un bel restauro, quadri moderni alle pareti, una sala fumatori, sotto, nelle cantine, una saletta per pranzi privati e Pierri, con Elena Lenzini, che serve, consiglia, mentre lei suggerisce i vini.<br /><br /><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="sanlorenzo4.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/sanlorenzo4.jpg" class="mt-image-none" style="" height="665" width="470" /></span><br /><br />Una bella carta dei vini, interessante, non banale, con un tratto ricercato, etichette non scontate ma neppure pretenziose e prezzi sopportabili.<br />Riprendiamo, però, a parlare del tema <u>piatti e pesci che ci devono essere tutto l'anno</u> e quindi, è quasi scontato e d'obbligo, degli spaghetti con le vongole.<br />Mentre in cucina fanno cuocere 80 grammi di spaghettoni Verrigni per la foto -&nbsp; e per mangiarli, va da sè - e preparano il sugo di vongole noi parliamo con Pierri del mollusco più diffuso sulle nostre tavole che può arrivare da Chioggia e dalla Laguna, dal Sud Est Asiatico e dalla Laguna di Sabaudia, queste ultime sono vongole rare, costose, incredibili, costano 22 euro al chilo e in un piatto sono così buone, grosse, dal sapore totale da bastarne 7/10 mentre quelle senza sapore che di solito vi invadono il piatto, che danno un'apparente idea di abbondanza, costano 6/8 euro al chilo e in questa forbice noi vediamo rappresentato lo spaccato di un mercato che vuole e, nella maggior parte dei casi, non sa, non conosce.<br />Arrivano gli spaghetti con le vongole e sono al dente come si mangiano a Roma e sono cremosi, ben conditi e buoni. Forse ne ho mangiati di migliori, sempre qui, certo ho mangiato in stagione spaghetti con i ricci da alzarsi e ballare attorno al tavolo, ma non è da critici fare certe confessioni.<br />Un secondo di merluzzo con asparagi e patata, buono, carni che si scompongono a lamelle, piatto e pesce da ordinare.<br /><br />Conclusione: un buon ristorante di pesce che ha sempre buona materia prima, dove si spendono 80 euro di media, con un servizio che migliora progressivamente e dei proprietari attenti e sorridenti.<br /><br /><b>Il Sanlorenzo<br /></b>via dei Chiavari 4-5<br /><font style="font-size: 0.8em;">ROMA</font><br />tel. 06. 6865097<br />chiuso domenica e lunedì e sabato a pranzo<br />ferie in agosto<br />carte di credito: tutte<br /><br /><div><font style="font-size: 0.8em;">FOTO SIGRID VERBERT</font><br /></div>]]>
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