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    <title>Papero Giallo</title>
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    <title>Storie di cucina 2</title>
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    <published>2010-09-01T22:23:04Z</published>
    <updated>2010-09-02T08:57:49Z</updated>

    <summary>Maurizio Cortese inizia la collaborazione a un nuovo progetto che prossimamente vedrà la luce in rete. Per questo scriverà sul Paperogiallo nei prossimi mesi.Del resto il suo approccio alla rete era avvenuto anni fa proprio leggendo questo blog, poi ha...</summary>
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        <![CDATA[<img alt="Davide_Bruno.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Davide_Bruno.jpg" class="mt-image-none" style="" height="465" width="470" /><br /><br /><i>Maurizio Cortese inizia la collaborazione a un nuovo progetto che prossimamente vedrà la luce in rete. Per questo scriverà sul Paperogiallo nei prossimi mesi.<br />Del resto il suo approccio alla rete era avvenuto anni fa proprio leggendo questo blog, poi ha partecipato alla bella esperienza di Dissapore da cui si è distaccato nell'ultimo periodo.</i> <br /><br />Storie di ragazzi – da dietro le quinte<br />&nbsp;<br />Acqua, farina, sale, lievito. Quattro ingredienti così semplici, così apparentemente facili da combinare fra loro, eppure, come spesso accade, le cose più semplici possono diventare anche le più difficili.<br />&nbsp;<br />Da buon napoletano quante pizze avrò mangiato e in rapporto al numero quante volte sono andato via contento dalla pizzeria di turno? Poche, da contare sulle dita di una sola mano, forse due.<br />&nbsp;<br />E’ vero, sembra facile, acqua, farina, sale e lievito.<br />Come per tutte le cose della vita, però, senza amore, passione, competenza, sacrificio, non si va lontano. Vero Davide?<br />&nbsp;<br />Davide Bruno è un ragazzo introverso, dal carattere schivo, un gran lavoratore, non lo noteresti mai se non fossi tu a interessarti a lui.<br /><br />]]>
        <![CDATA[Tutte le mattine si sveglia all’alba e alle sei e trenta apre bottega. Deve preparare l’impasto per le pizze della sera.<br />Certo,
 potrebbe dormire qualche ora ancora e magari aggiungere un po’ di 
lievito nell’impasto per farlo crescere più in fretta e magari, perché 
no, far completare il processo di lievitazione nello stomaco dei clienti
 della pizzeria.<br />Si che potrebbe farlo, quale sarebbe il problema? Tante pizzerie, troppe, hanno questa consuetudine.<br />&nbsp;<br />Davide,
 invece, preferisce attraversare la città che ancora sonnecchia. A 
fargli compagnia, nei palazzi che incrocia strada facendo, le prime luci
 del mattino provenienti dalle cucine dove si sta preparando il primo 
caffè della giornata.<br />&nbsp;<br />Davide ha imparato bene la lezione. Da 
dodici anni ha la fortuna di lavorare gomito a gomito con il suo 
maestro, Enzo Coccia della pizzeria La Notizia.<br />&nbsp;<br />Lo stesso rito, 
fatto in modo così scrupoloso, si perpetua in poche altre pizzerie. 
Accade quindi che un prodotto così povero, così popolare, sia elevato a 
rango di alta gastronomia.<br />&nbsp;<br />Più di mille persone, ogni giorno, 
attendono il loro turno all’esterno della pizzeria Sorbillo, in Via 
Tribunali, in pieno centro storico di Napoli.<br />Una voce femminile, resa metallica da un altoparlante, chiamerà uno a uno il loro cognome.<br />Prego, accomodatevi, e benvenuti nella storia di Napoli.<br />Carolina
 non si è risparmiata, ha messo al mondo ventuno figli, avuti tutti dal 
marito Luigi Sorbillo, fondatore della pizzeria nel lontano 1933.<br />La prima, Ester, nel 1929 e l’ultimo, Gaetano, nel 1951.<br /><br /><img alt="Esterina_Sorbillo.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Esterina_Sorbillo.jpg" class="mt-image-none" style="" height="405" width="470" /><br /><br />Ester,
 Esterina per chi la conosceva, già nell’immediato dopoguerra fece 
valere la sua forte personalità e si è occupata della pizzeria per circa
 cinquant’anni fino a consegnare idealmente le chiavi al nipote 
prediletto Gino.<br />Oggi, nella pizzeria di Gino Sorbillo, il fratello 
Antonio, come il suo collega Davide, si preoccupa anche lui, tutte le 
mattine, di rendere l’impasto delle pizze quanto più elastico e soffice 
possibile per rendere più agevole il compito di Gino, vera macchina da 
guerra, che ogni giorno stende sul marmo del banco della pizzeria più di
 mille panetti preparati dal fratello.<br />&nbsp;<br />Si parla tanto di Enzo 
Coccia e di Gino Sorbillo, due straordinari interpreti dell’arte della 
pizza napoletana, titolari di pizzerie che sono vere e proprie aziende, 
ma è grazie anche a persone come Davide e Antonio se in tanti si 
occupano di loro.<br />Persone silenziose, che lavorano nell’ombra. Pochi se ne ricordano ma Napoli ha tante storie simili da raccontare.<br />Come quelle di Davide Bruno e di Antonio “Toto” Sorbillo.<br /><br /><font style="font-size: 0.8em;">TESTI E FOTO DI MAURIZIO CORTESE</font><div><br /></div>]]>
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    <title>Made in Eataly 1 - Resto del Mondo 0</title>
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    <published>2010-08-31T11:17:40Z</published>
    <updated>2010-08-31T12:25:18Z</updated>

    <summary>Oggi a New York apre i battenti Eataly.Per il made in Italy, e non solo quello alimentare, Eataly sarà una vetrina eccezionale posta com&apos; è alla convergenza tra la Quinta Strada e Broadway.L&apos;idea di Eataly è nata in Piemonte nel...</summary>
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        <![CDATA[<a href="http://blog.paperogiallo.net/IMG_0455.JPG"><img alt="IMG_0455.JPG" src="http://blog.paperogiallo.net/assets_c/2010/08/IMG_0455-thumb-470x352-2068.jpg" class="mt-image-none" style="" height="352" width="470" /></a><br /><br />Oggi a New York apre i battenti <a href="http://www.newyork.eataly.it/">Eataly</a>.<br />Per il made in Italy, e non solo quello alimentare, Eataly sarà una vetrina eccezionale posta com' è alla convergenza tra la Quinta Strada e Broadway.<br /><a href="http://blog.paperogiallo.net/2007/05/sono_arrivato_buon_ultimo_a.html">L'idea di Eataly</a> è nata in Piemonte nel dicembre del 2007, nella testa e con i soldi di Oscar Farinetti e di alcuni suoi soci.<br />Con lo sbarco negli Usa e l'allenza con i<a href="http://lidiasitaly.com/"> Bastianich</a> e <a href="http://www.mariobatali.com/restaurants.cfm">Mario Batali</a> l'operazione assume una dimensione internazionale e la cucina e i prodotti italiani tornano, e in modo positivo, sulle pagine dei quotidiani di tutto il mondo.<br />Il tutto con il contorno di<a href="http://www.slowfood.it/"> Slow Food</a>, nato in Piemonte nel 1989, ma esploso da alcuni anni anche negli Usa, con Carlo Petrini come icona del movimento e da sempre consigliere di Farinetti.<br /><br />Che dire, fa impressione mettere insieme tante note positive in un articolo che riguarda il made in Italy a 360 gradi e la morale che se ne può trarre è che chi sceglie la strada della qualità del prodotto e dell'innovazione del marketing sconfigge la concorrenza di francesi, spagnoli, americani e asiatici.<br />Una volta tanto sono gli altri, tutti gli altri, costretti ad inseguire:<br /><br /><b>Made in Eataly 1 - Resto del Mondo 0</b><br /><br /><font style="font-size: 0.8em;">FOTO S. BONILLI</font> <br />]]>
        
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    <title>Storie di cucina</title>
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    <published>2010-08-30T15:12:35Z</published>
    <updated>2010-08-30T15:49:04Z</updated>

    <summary>Stavamo parlando con Ernesto Iaccarino nel giardino del Don Alfonso, dalla cucina è arrivata una giovane cuoca per fargli assaggiare una preparazione.Alta, magra, carina, una stagista, ha detto Ernesto.Così il giorno dopo sono andato in cucina per sentire la sua...</summary>
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        <![CDATA[<img alt="Valeria_Martinuzzi_1.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Valeria_Martinuzzi_1.jpg" class="mt-image-none" style="" width="470" height="700" /><br /><br />Stavamo parlando con Ernesto Iaccarino nel giardino del Don Alfonso, dalla cucina è arrivata una giovane cuoca per fargli assaggiare una preparazione.<br />Alta, magra, carina, una stagista, ha detto Ernesto.<br />Così il giorno dopo sono andato in cucina per sentire la sua storia direttamente da lei, Valeria, vent'anni, da poco uscita dall'Istituto Alberghiero di Vittorio Veneto.<br />Lei è arrossita, non voleva farsi fotografare e gli altri cuochi, ovviamente, ridevano a la prendevano in giro.<br /><br />]]>
        <![CDATA[<img alt="Valeria_Ernesto.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Valeria_Ernesto.jpg" class="mt-image-none" style="" width="470" height="699" /><br /><br />E' dovuto intervenire Ernesto e così mi ha detto che si era diplomata da
 poco e dopo lo stage al Don Alfonso in autunno sarebbe andata alle 
Calandre, a lavorare nella cucina di Massimiliano Alajmo, era già 
d'accordo.<br />- Due buonissimi indirizzi per iniziare bene la professione - ho detto.<br />- Quanti della tua scuola hanno scelto la professione - le ho chiesto<br />- Quasi nessuno - <br />- E tu, dopo gli stages cosa farai? -<br />- Dopo vorrei andare all'estero, due o tre anni per imparare bene la lingua e fare esperienza in cucina -<br />- Magari vai in America o addirittura in Australia - ho detto io.<br /><br />
<img alt="Valeria_Martinuzzi_2.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Valeria_Martinuzzi_2.jpg" class="mt-image-none" style="" width="470" height="701" /><br />
<br />
Ha sorriso e poi si è rimessa ha tagliare le melanzane, si occupa dell'antipasto e cura le rifiniture. <br />E' l'inizio della professione di cuoco, tanti sogni, tante speranze.<br />Lei è Valeria Martinuzzi, 20 anni, futura cuoca.<br /><br /><font style="font-size: 0.8em;">FOTO S. BONILLI</font><br /> ]]>
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    <title>Bar con cucina a Schiazzano</title>
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    <published>2010-08-29T10:17:49Z</published>
    <updated>2010-08-30T07:35:58Z</updated>

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        <![CDATA[<img alt="Da_Francesco_1.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Da_Francesco_1.jpg" class="mt-image-none" style="" height="730" width="470" /><br /><br />Quando giro in auto alla ricerca di qualche trattoria sconosciuta ho sempre in mente alcune pagine di Hemingway che descrivono piccole osterie spagnole in sperduti paesi assolati.<br />Così quando verso le 13 siamo arrivati a Schiazzano, un pugno di case e una chiesa tra Sant'Agata e Massa Lubrense, ho pensato che l'accostamento letterario ci stava tutto.<br />Nella piccola piazza accanto alla chiesa, dominata da un bel balcone fiorito, c'erano gli alimentari, con bar, pizzeria e ristorante motivo del nostro tour per le stradine della Penisola Sorrentina.<br /><br /><img alt="Da_Francesco_2.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Da_Francesco_2.jpg" class="mt-image-none" style="" height="802" width="470" /><br /><br />Eravamo i soli clienti e abbiamo mangiato nei tavoli sulla piazza, all'ombra, al fresco, in un luogo abbastanza fuori dal tempo.<br /><br />]]>
        <![CDATA[<img alt="Da_Francesco_3.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Da_Francesco_3.jpg" class="mt-image-none" style="" height="1462" width="470" /><br /><br />Certo, se qui ci venite il fine settimana o la sera non vi
riconoscerete in questa descrizione perché all'interno e al piano di
sotto ci sono i tavoli di una pizzeria di media grandezza e la gente
riempe il locale e fa la fila.<br />Ma alle 13 del 26 agosto Da Francesco a Schiazzano c'eravamo solo noi e ci siamo molto divertiti, gastronomicamente parlando.<br /><br /><img alt="Da_Francesco_4.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Da_Francesco_4.jpg" class="mt-image-none" style="" height="1132" width="470" /><br /><br />Il
fuoco di fila degli antipasti ci ha messo a posto lo stomaco e la vista
perché la signora e la ragazza che hanno iniziato a servirci, uscivano
ogni pochi minuti con un piatto di portata e così ha aperto le danze
una treccia alla piastra avvolta da prosciutto ma il piatto non è
stato, diciamo così, memorabile.<br />Poi sono arrivate le palline fritte
di zucca e formaggio e allora si è iniziato a ragionare perché tutti le
hanno finite in pochi bocconi.<br /><br /><img alt="Da_Francesco_5.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Da_Francesco_5.jpg" class="mt-image-none" style="" height="1131" width="470" /><br /><br />Il piatto di crocchette e arancini ha subito la stessa sorte, partenza lanciata che ha richiesto di rifiatare un attimo.<br />La
signora si è ripresentata con un piattone di calamaretti spillo e zucchine
fritte che noi commensali abbiamo spiluzzicato usando le mani e
alternando la nostra attenzione tra questo piatto e i primi piatti nel
frattempo arrivati in tavola, i ravioli aragosta e agrumi, i ravioli
formaggio e pomodoro, i ravioli ai frutti di mare e i miei paccheri con
pomodoro e ricciola.<br /><br /><img alt="Da_Francesco_6.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Da_Francesco_6.jpg" class="mt-image-none" style="" height="802" width="470" /><br /><br /><img alt="Da_Francesco_7.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Da_Francesco_7.jpg" class="mt-image-none" style="" height="1462" width="470" /><br /><br />Il mio piatto era congegnato in modo che il
condimento me lo sarei terminato io spezzettando con la forchetta la
ricciola che era a bordo piatto.<br />Una vera goduria.<br />E chi ha saltato il primo ha mangiato il trancio di ricciola senza paccheri, peggio per lui.<br />Chiusura con un bel piatto di frutta fresca e il pensiero che ci vuole poco per godere il paesaggio e il cibo di questo paese.<br /><br /><img alt="Da_Francesco_8.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Da_Francesco_8.jpg" class="mt-image-none" style="" height="802" width="470" /><br /><br />E
quel poco consiste in un conto in 5 persone di € 121,50 e nella voglia
di girare e scoprire il proprio territorio cosa che io ho potuto fare
grazie a un amico che il territorio lo ha battuto con curiosità in
questi anni e ci ha portato a scoprire Schiazzano, un pugno di case con
chiesa, tra Massa Lubrense e Sant'Agata.<br /><br /><b>Da Francesco</b><br />Schiazzano<br />Massa Lubrense<br />Tel 081 808 1003<br /><br /><font style="font-size: 0.8em;">FOTO S. BONILLI</font><br />]]>
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    <title>San Pietro è anche un ristorante</title>
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    <published>2010-08-26T16:17:52Z</published>
    <updated>2010-08-27T08:57:28Z</updated>

    <summary>Avviso al lettore, questo è un viaggio nel bello e nel buono condensati in quantità uniche e incredibili.Sedete al ristorante e vi arriva il primo piatto, la tartare di palamito, delicata, freschissima, provocante.Siete seduti in un tavolo affacciato sul mare,...</summary>
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        <![CDATA[<img alt="San_Pietro_1.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/San_Pietro_1.jpg" class="mt-image-none" style="" height="690" width="470" /><br /><br />Avviso al lettore, questo è un viaggio nel bello e nel buono condensati in quantità uniche e incredibili.<br />Sedete al ristorante e vi arriva il primo piatto, la tartare di palamito, delicata, freschissima, provocante.<br />Siete seduti in un tavolo affacciato sul mare, si vede Positano da un lato e Praiano dall'altro, sotto di voi un mare che cambia spesso i riflessi mentre il sole sta tramontando.<br />Voi siete quasi in paradiso, voi siete seduti nel ristorante dell'Hotel San Pietro, a cento metri in alto sulle rocce e sotto di voi il mare di Positano e in fondo i Faraglioni di Capri, il condensato del bello.<br /><br /><img alt="San_Pietro_2.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/San_Pietro_2.jpg" class="mt-image-none" style="" height="690" width="470" /><br /><br />In cucina c'è un cuoco con una storia importante, Alois Vanlangenaeker, uno che ha avuto le tre stelle Michelin quando ha lavorato con Alfonso Iaccarino, al <a href="http://www.donalfonso.com/it/">Don Alfonso</a> di Sant'Agata, che poi ha lavorato in Francia ma ha preferito una scelta di vita, tornare ad abitare in Costiera con la famiglia a pochi passi dal San Pietro, e lavorare in un albergo.<br />In Italia il ristorante d'albergo, salvo poche eccezioni, non è apprezzato dai gourmet e forse per questo motivo un'isola felice come il San Pietro, con due ristoranti diversi, uno a mare, il Carlino, riservato solo ai clienti dell'albergo, l'altro, senza nome se non quello dell'albergo, riservato ai clienti ma aperto anche al pubblico esterno, non è raccontata e premiata come dovrebbe anche se non è certo ignorato visto che ha una stella Michelin. <br /> <div><br /></div>]]>
        <![CDATA[<img alt="San_Pietro_3.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/San_Pietro_3.jpg" class="mt-image-none" style="" height="702" width="470" /><br /><br />Voi siete dunque seduti al ristorante e vi arriva il San Pietro glassato con le millefoglie di verdure e i cannolicchi gratinati e tutti i discorsi stanno a zero, è un gran piatto che esce da una cucina dove lavora una grande squadra che ogni sera fa uscire piatti per un centinaio di clienti.<br /><br /><img alt="San_Pietro_4.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/San_Pietro_4.jpg" class="mt-image-none" style="" height="1381" width="470" /><br /><br />I tortelli farciti di ricotta di bufala, maggiorana e pappa di pomodoro sono delicati e perfetti e sono un grande primo piatto a cui fa seguito un filetto di vitello e guanciale con verdure glassate e il dolce di yogurt di bufala con frutti di bosco e meringhe croccanti.<br />Ma ci sono altri piatti che vi possono conquistare, per esempio la vellutata di cozze allo zafferano, l'uovo con granchio fellone e purea di cavolfiore e la zuppa di pomodoro fredda, anguria e bruschetta al finocchio, tutti riusciti, tutti piatti che vi dicono che la cucina non ha paura di fare grandi numeri senza nulla sacrificare alla grande qualità.<br />Piatti provati da noi in una cena tra amici accompagnata da grandi vini campani.<br /><div><br /></div><div><img alt="San_Pietro_5.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/San_Pietro_5.jpg" class="mt-image-none" style="" height="690" width="470" /><br /><br />E il San Pietro è un concentrato di bellezza e grande qualità tanto che da anni la rivista <a href="http://www.cntraveller.com/recommended/honeymoon-destinations/the-best-honeymoon-hotels/hotel-il-san-pietro-positano">Traveller</a> lo giudica tra i migliori del mondo.<br />Inserito tra le rocce e in una natura che vi lascia spiazzati tanto è bella, colorata, armoniosa ha anche oltre che i giardini una grande estensione di orti che riforniscono l'albergo di pomodori, zucchine, insalate ecc...<br /><br /><img alt="San_Pietro_6.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/San_Pietro_6.jpg" class="mt-image-none" style="" height="1042" width="470" /><br /><br />E' una piccola azienda agricola quella del San Pietro che non può rivaleggiare certo con i 9 ettari di campagna di Punta Campanella, l'orto del ristorante Don Alfonso, il sogno realizzato di Alfonso Iaccarino, forse la più bella tenuta del mondo, ma che ha comunque un immenso fascino vista dall'alto o scendendo le scale che dall'albergo portano alla spiaggia, cento metri di dislivello che valgono la passeggiata.<br /><br /><img alt="San_Pietro_7.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/San_Pietro_7.jpg" class="mt-image-none" style="" height="1042" width="470" /><br /><br />Il pranzo o la cena al ristorante San Pietro costa circa € 90 più i vini, e quando vi sedete come prima cosa vi viene servito un trancio di pizza preparata nel grande forno accesso e invitante che si vede in fondo alla sala da pranzo.<br />C'è anche una bella cantina ed è l'occasione buona per scoprire produttori campani e annate non banali perché Vito Cinque, che col fratello Carlo è il proprietario, è molto attento a tutto quello che è qualità e novità.<br /><br /><img alt="San_Pietro_8.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/San_Pietro_8.jpg" class="mt-image-none" style="" height="1381" width="470" /><br /><br />Giù c'è la spiaggia privata, c'è il bar, c'è il ristorante Carlino e un servizio cortese e sempre disponibile.<br />Le obiezioni di chi dice che visti i prezzi questo è il minimo, ignorano che a questo livello ci sono pochi 5 stelle lusso che uniscono bellezza della location con una tale perfezione di servizi e, <i>excusatio non petita</i>, io che ho soggiornato qui pagando il conto e non come ospite-giornalista posso dire che per me il San Pietro è tranquillamente tra i primi 10 alberghi del mondo con le sue 55 stanze e la posizione unica e irripetibile.<br /><br /><img alt="San_Pietro_9.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/San_Pietro_9.jpg" class="mt-image-none" style="" height="1382" width="470" /><br /><br />Al San Pietro si prenota la stanza e la prima colazione, il pranzo al Carlino e la cena al ristorante dell'albergo sono assolutamente facoltativi.<br />Certo, il momento della colazione del mattino nella grande sala e terrazza affacciata sul mare è per me, amante di questo rito, uno dei momenti più belli e indimenticabili.<br />Leggi i giornali, sorseggi del vero te di qualità e mangi del pane tostato con la marmellata e pensi che i molti stranieri che vengono qui al San Pietro, nei grandi alberghi di Positano, di Ravello, di Sorrento e ci arrivano anche da molto lontano per fortuna hanno una foto e un ricordo dell'Italia che è indimenticabile.<br /><br /><img alt="San_Pietro_10.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/San_Pietro_10.jpg" class="mt-image-none" style="" height="1381" width="470" /><br /><br />Perché giri per il mondo e vedi luoghi bellissimi, conosci i grandi professionisti dell'accoglienza ma poi quando torni in patria scopri angoli come questo dove, malgrado i mille ostacoli italici di burocrazia e incapacità di fare squadra, si offre all'ospite qualcosa di unico ed eccezionale.<br />Le fotografie che vedete rendono solo in piccola parte il senso della bellezza e i mille aggettivi spesi potrebbero sembrare eccessivi e sono invece la fredda cronaca dell'incontro col bello, questo pianeta San Pietro, con i suoi panorami, i tramonti, i profumi, il colore dei fiori e delle piante.<br /><br /><img alt="San_Pietro_11.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/San_Pietro_11.jpg" class="mt-image-none" style="" height="1382" width="470" /><br /><br />Carlo Cinque, che vedete nel quadro e nella fotografia, è il creatore di questa struttura, nata, pezzo dopo pezzo nella Costiera Amalfitana nel dopoguerra, e da subito meta di un turismo di elite.<br /><br /><img alt="San_Pietro_12.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/San_Pietro_12.jpg" class="mt-image-none" style="" height="1381" width="470" /><br /><br />Di fronte a Positano e al San Pietro sostano spesso i grandi yacht che in estate fanno base nel Mediterraneo e questa è una delle mete per pranzi o cene di personaggi famosi della finanza e dello spettacolo.<br />Contrariamente alla Costa Smeralda qui tutto avviene senza il vuayerismo del pubblico che affolla i moli di Porto Cervo eppure ce ne sarebbe motivo, come per esempio per lo yacht di 138 metri e 75 uomini di equipaggio di proprietà di Larry Ellisson, il maggiore azionista di Oracle, che ha gettato le ancore sere fa di fronte alle terrazze del San Pietro.<br />Se misuriamo queste visite in fatturato del turismo, sono un mucchio di soldi perché gli ospiti che scendono a terra da questi yacht mangiano, acquistano vestiti e ogni altro ben di Dio e lasciano una scia di dollari, yen, rubli e euro.<br /><br /><img alt="San_Pietro_13.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/San_Pietro_13.jpg" class="mt-image-none" style="" height="1042" width="470" /><br /><br />Quando sali questi scalini per partire speri sempre di riuscire a tornare, anche solo per 4 giorni.<br />La Costiera Amalfitana non è solo San Pietro, ovviamente, ma è natura e mare così belli che c'è posto per tutti perché quello che c'è qui come natura, mare e paesaggio non si può riprodurre con i soldi, si può solo venire a visitare e vivere.<br /><br /><font style="font-size: 0.8em;">FOTO S. BONILLI</font><br /></div>]]>
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    <title>Carlino, il ristorante invisibile</title>
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    <published>2010-08-24T22:23:44Z</published>
    <updated>2010-08-25T09:32:42Z</updated>

    <summary>Ho mangiato un piatto di paccheri, coccio e olive veramente buono accompagnato da una bottiglia di Fior d&apos;uva di Marisa Cuomo e come chiusura una insalata di pomodori e basilico, di quello che ti sembra di non avere mai assaggiato.Un...</summary>
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        <![CDATA[<img alt="Carlino_1.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Carlino_1.jpg" class="mt-image-none" style="" height="690" width="470" /><br /><br />Ho mangiato un piatto di paccheri, coccio e olive veramente buono accompagnato da una bottiglia di Fior d'uva di Marisa Cuomo e come chiusura una insalata di pomodori e basilico, di quello che ti sembra di non avere mai assaggiato.<br /><br /><img alt="Carlino_2.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Carlino_2.jpg" class="mt-image-none" style="" height="802" width="470" /><br /><br />Un pranzo in riva al mare, in un ristorante che, si potrebbe dire, non esiste.<br />Sulle guide non c'è, non è possibile prenotare, apre alle 12 e chiude alle 16.<br /><br />]]>
        <![CDATA[<img alt="Carlino_3.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Carlino_3.jpg" class="mt-image-none" style="" height="690" width="470" /><br /><br />Eppure il Carlino ha una sua affezionata clientela, una Molteni nera,
arrivata fin qui via mare dato il peso e le dimensioni, che troneggia
in cucina e un personale numeroso, attento e gentile che vi serve.<br />Carlino
è il nome del ristorante in riva al mare dell'Hote San Pietro, è aperto
da tre anni e contrariamente a quello che si immagina dei ristoranti di
spiaggia qui si mangia bene e si beve bene.<br /><br /><img alt="Carlino_4.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Carlino_4.jpg" class="mt-image-none" style="" height="1205" width="470" /><br /><br />Certo, a dare sapore ai
piatti contribuiscono il panorama e il clima, ma anche prendendo un
panino col salmone affumicato in casa e un bicchiere di Fiano ci si può
rifocillare all'ombra e passare una splendida oretta di intervallo tra
un bagno e l'altro.<br />Per arrivare fin qui si prende un ascensore che
scende per 80 metri nella roccia e si arriva su una spiaggia tra le
pochissime esistenti in questa parte della Costiera.<br /><br /><img alt="Carlino_5.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Carlino_5.jpg" class="mt-image-none" style="" height="1092" width="470" /><br /><br />Per chi ha
timore o soffre di claustrofobio c'è una lunga discesa a mare che
attraversa orti coltivati a pomodori, insalate, frutta e fiori di tutti
i colori e varietà.<br />Il San Pietro è uno degli alberghi più belli del
mondo, ha un ristorante "ufficiale" molto buono dove si può
tranquillamente prenotare e gustare la cucina di Alois Vanlangenaeker,
un signore che quando lavorava al Don Alfonso ha preso tre stelle
Michelin.<br />La sera al tramonto la vista che c'è sulla baia di
Positano vale, come si suol dire, il viaggio e la spesa che non è certo
proibitiva, sui 90 € se non si beve troppo alto.<br /><br /><font style="font-size: 0.8em;">FOTO S. BONILLI</font><br />]]>
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    <title>Da Salvatore, si pranza in tre con € 44</title>
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    <published>2010-08-23T14:17:12Z</published>
    <updated>2010-08-23T14:21:43Z</updated>

    <summary>Poco fuori Sant&apos;Agata, sulla strada che porta a Positano, c&apos;è questa trattoria con i tavoli al bordo della Via Nastro azzurro.E&apos; un mangiare onesto e i prezzi sono incredibili.Noi, che eravamo in tre, abbiamo speso € 44,60 così suddivisi: tre...</summary>
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        <![CDATA[<img alt="Da_Salvatore_1.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Da_Salvatore_1.jpg" class="mt-image-none" style="" width="470" height="710" /><br /><br />Poco fuori Sant'Agata, sulla strada che porta a Positano, c'è questa trattoria con i tavoli al bordo della Via Nastro azzurro.<br />E' un mangiare onesto e i prezzi sono incredibili.<br />Noi, che eravamo in tre, abbiamo speso € 44,60 così suddivisi: tre primi di gnocchi, un piatto non eccelso ma con i gnocchi ben fatti, € 18; due secondi, 2 mezzi polli alla brace, buoni, polli della casa, un gradevole piatto, € 12; due mezze minerali e una bottiglia di Biancolella € 12,60.<br /><br /><img alt="Da_Salvatore_2.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Da_Salvatore_2.jpg" class="mt-image-none" style="" width="473" height="710" /><br /><br />Ci siamo seduti verso le 12,30 e alle 13 il locale era pieno fuori e dentro.<br />Gestione familiare, prezzi tirati all'osso, materia prima buona e così ecco un luogo, a pochi metri da esercizi più impegnativi, che con circa € 14 a testa ti fa mangiare e bere stando bene e senza problemi digestivi.<br /><br />]]>
        <![CDATA[<img alt="Da_Salvatore_3.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Da_Salvatore_3.jpg" class="mt-image-none" style="" width="470" height="1111" /><br /><br />Degli amici con due impepate di cozze, calamari, due pizze, dolce, due
cocacola e vino avevano speso circa la stessa cifra e ce lo avevano
segnalato.<br />Di locali come questo in Italia ce ne sono a migliaia, la
sola avvertenza è di stare attenti che ci siano materie prime buone e
non di qualità scadente per contenere i prezzi.<br />Come lo si scopre?<br />Col passa parola, un buon palato e l'attenzione ai particolari. <br /><br /><b>Da Salvatore</b><br />Via Nastro azzurro, 18<br />80067 Sorrento<br />tel 081 533 30 62<br /><br /><font style="font-size: 0.8em;">FOTO S. BONILLI</font><br />]]>
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    <title>Lidia Alciati</title>
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    <published>2010-08-22T14:19:49Z</published>
    <updated>2010-08-22T14:46:47Z</updated>

    <summary>E&apos; morta Lidia Alciati, una grande donna che era anche una fantastica cuoca.Lei era la signora della cucina del ristorante Guido da Costigliole d&apos;Asti, uno di quei locali che hanno fatto la storia della ristorazione italiana degli anni Sessanta, Settanta...</summary>
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        <![CDATA[E' morta Lidia Alciati, una grande donna che era anche una fantastica cuoca.<br />Lei era la signora della cucina del ristorante <a href="http://www.astilibri.com/cultura/guido_costigliole.htm">Guido da Costigliole d'Asti</a>, uno di quei locali che hanno fatto la storia della ristorazione italiana degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta perché in sala, in cantina e al mercato c'era lui, Guido, uno dei grandi della nostra cucina e perché lei, Lidia, cucinava quei piatti della tradizione piemontese che possono essere simboleggiati dai suoi agnolotti e che sono passati alla storia.<br />Ho avuto la fortuna di conoscere Guido e Lidia, di pranzare nel loro ristorante di Costigliole d'Asti in varie occasioni e poi di conoscere i suoi figlioli Piero, Ugo e Andrea.<br />La grande tradizione con loro è continuata.<br />Lei oggi non c'è più, e la voglio ricordare semplice, schiva, gentile, una grande donna.<br /> ]]>
        
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    <title>Nastro d&apos;oro, ristorante con vista</title>
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    <published>2010-08-20T11:17:46Z</published>
    <updated>2010-08-20T16:12:49Z</updated>

    <summary>Prima passate da Santa Maria Annunaziata, sulla strada che da Sant&apos;Agata sui due Golfi porta a Massa Lubrense, senza fermarvi a mangiare, non ne vale la pena, ma per ammirare un panorama che vi resterà dentro per la bellezza persino...</summary>
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        <![CDATA[<img alt="Nastro_dOro_1.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Nastro_dOro_1.jpg" class="mt-image-none" style="" height="660" width="470" /><br /><br />Prima passate da Santa Maria Annunaziata, sulla strada che da Sant'Agata sui due Golfi porta a Massa Lubrense, senza fermarvi a mangiare, non ne vale la pena, ma per ammirare un panorama che vi resterà dentro per la bellezza persino inquietante di un mare unico, con l'isola di Capri in primo piano e più lontano quelle di Ischia e Procida.<br />Poi proseguite verso Massa Lubrense lungo la via Nastro d'oro e fermatevi dopo un chilometro o poco più di fronte a una piccola costruzione affacciata sull'infinito e sul bello.<br />E' il ristorante Nastro d'oro, dove lavorano Franco, giovane entusiasta e gentile, che cura la sala, e il padre, vecchio lupo di mare, cuoco sulle navi e a terra, uno di quelli che sono le fondamenta della nostra cucina, che lavorano dieci, dodici ore in cucina, senza gli squilli dei critici o dei blog.<br /><br /><img alt="Nastro_dOro_2.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Nastro_dOro_2.jpg" class="mt-image-none" style="" height="1062" width="470" /><br /><br />Franco lavorava a Montecarlo e il padre a Ischia e i due si sentivano spesso e facevano progetti.<br />Nel 2002 l'occasione di lavorare insieme in un proprio locale perché c'era in vendita una piccola trattoria piena di debiti, sulla strada tra Sant'Agata e Massa Lubrense, affacciata sul panorama più bello del mondo.<br />E quando padre e figlio vengono qui, dimenticano i debiti del locale e sposano quella vista, quel panorama, quel ristorante, loro e solo loro.<br /><br />]]>
        <![CDATA[<img alt="Nastro_dOro_3.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Nastro_dOro_3.jpg" class="mt-image-none" style="" height="1062" width="470" /><br /><br />Veniteci all'ora di pranzo, verso le 13 o poco più, sarete soli e
potrete godere del fresco della piccola sala e della vista, unica e
persino commovente, di un panorama che sarà vostro mentre mangiate.<br />Franco vi porterà le cassette del pesce di giornata, totani, calamari, saraghi, alici e spigole e un polpo.<br />E
così è iniziato il nostro pranzo con un piatto di alici e polipetti
veraci fritti, un buon inizio, il piacere dei prodotti freschi, dai
sapori netti, che si ricordano.<br />La fravaglia di "rutunni", piccoli
pesci fritti, segue il primo piatto ed è un gioco piacevole parlare,
guardare il panorama e mangiarli con le mani, due o tre alla volta,
golosamente.<br /><br /><img alt="Nastro_dOro_4.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Nastro_dOro_4.jpg" class="mt-image-none" style="" height="662" width="470" /><br /><br />La treccia coi pomodori forse è troppo, forse
ricordiamo un'altra treccia buonissima mangiata sere prima, e così la
assaggiamo solamente.<br />Poi arriva il calamaro crudo con arancia e semi di papavero ed è un'altra iniezione di sapori, freschezza, piacere palatale.<br />L'impepata
di cozze funge come da intervallo classico e anche godibilissimo così
come la bruschetta col pomodoro condita dall'olio del Nastro d'oro.<br /><br /><img alt="Nastro_dOro_5.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Nastro_dOro_5.jpg" class="mt-image-none" style="" height="662" width="470" /><br /><br />Un
piatto di pasta ci vuole e tocca alle mezze maniche coi calamari, forse
un po' troppo cotte, ma son dettagli all'interno del mondo di quelli
che la pasta la vogliono troppo cotta o troppo cruda e comunque sono
mezze maniche buone.<br />Il nostro piatto di chiusura è totani e patate fritte.<br /><br /><img alt="Nastro_dOro_6.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Nastro_dOro_6.jpg" class="mt-image-none" style="" height="1062" width="470" /><br /><br />Forse
troppo olio, troppo unte le patate ma comunque qui, in una sala fresca
e con una bella aria, con un panorama che ti rapisce a ogni istante lo
sguardo, questo è un piatto intellettualmente favoloso perché ancora
una volta, parlando tra di noi, ne prendiamo delle piccole porzioni con
le mani, quasi fosse il sacchetto di patate fritte, e facendo scorrere
il tempo con lentezza, finiamo il piatto e finiamo felici il nostro
pranzo.<br />Ora mi manca un pranzo qui a dicembre, magari col mare inquieto e il cielo temporalesco perché sembra di essere in un paradiso.<br /><br /><b>Ristorante Nastro d'oro</b><br />Via Nastro d'oro 18, <br />80061 Massa Lubrense<br />tel 081 8089187<br />Carta di credito Visa<br />Aperto tutto l'anno<br /><br /><font style="font-size: 0.8em;">FOTO S. BONILLI</font><br />]]>
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    <title>Lo Scoglio dei gourmet</title>
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    <published>2010-08-18T14:17:13Z</published>
    <updated>2010-08-18T14:25:54Z</updated>

    <summary>I pomodori che ti arrivano su un piatto da portata sono unici, incredibili, così buoni che puoi dire &quot;io pomodori così non ne ho mai mangiati&quot; e lui sorride contento.Lui è Peppino, il proprietario dello Scoglio, un ristorante che si...</summary>
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        <name>Stefano Bonilli</name>
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        <![CDATA[<img alt="Scoglio_Nerano_1.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Scoglio_Nerano_1.jpg" class="mt-image-none" style="" width="470" height="683" /><br /><br />I pomodori che ti arrivano su un piatto da portata sono unici, incredibili, così buoni che puoi dire "io pomodori così non ne ho mai mangiati" e lui sorride contento.<br />Lui è Peppino, il proprietario dello Scoglio, un ristorante che si protende sul mare nella baia di Marina del Cantone, a Nerano.<br /><br /><img alt="Scoglio_Nerano_2.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Scoglio_Nerano_2.jpg" class="mt-image-none" style="" width="470" height="1322" /><br /><br />Sorride contento Peppino De Simone, perché dietro ai piatti di verdure, alla frutta, alla cucina semplice ma vera dello Scoglio, c'è un orto che si trova pochi chilometri prima di Nerano, a Sant'Agata sui due Golfi, ed è un orto di un ettaro dove sono coltivati pomodori, melanzane, fagiolini, zucchine, zucche, peperoni, insalate di tutti i tipi, rughetta, prezzemolo e poi pesche, mele, fichi, susine e tutto quello che è coltivabile.<br /><br />]]>
        <![CDATA[<img alt="Scoglio_Nerano_3.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Scoglio_Nerano_3.jpg" class="mt-image-none" style="" width="470" height="1464" /><br /><br />E così quando arrivano in tavola i primi piatti di verdure cotte e
crude, una specialità della casa, tu capisci che lo Scoglio è un
ristorante particolare, non è tanto importante un voto di un critico,
un giudizio, l'assenso di una guida o di un blog, l'importante è essere
venuti qui a provare questi sapori spesso unici.<br />Lo Scoglio è
Peppino ma è anche Antonietta, la madre, che sta alla cassa ed è una
leggenda perché anche i suoi conti sono una leggenda quando attraccano
al pontile i tender degli yacht che fanno tappa allo Scoglio e
scaricano i ricchi ospiti.<br /><br /><img alt="Scoglio_Nerano_4.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Scoglio_Nerano_4.jpg" class="mt-image-none" style="" width="470" height="1322" /><br /><br />Molti assimilano questo ristorante ai
locali di moda, per via di una clientela in parte ricca e famosa, ma in
realtà gli spaghetti con le zucchine meritano una clientela vasta
perché sono il piatto simbolo del locale, sono buoni e le zucchine,
come si può immaginare, arrivano dall'orto di Sant'Agata e sono
zucchine che parlano, che lasciano il ricordo.<br /><br /><img alt="Scoglio_Nerano_5.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Scoglio_Nerano_5.jpg" class="mt-image-none" style="" width="469" height="1464" /><br /><br />Ecco, lo Scoglio, con
i tavoli su un pontile appoggiato su un grande scoglio, una cucina
fresca e capace di fare tranquillamente cento coperti, con camerieri
che sono figli e nipoti, con Mario, il cameriere-istituzione, allo
Scoglio da più di 40 anni, con mogli e sorelle che dirigono il traffico
vorticoso di clienti, che parlano molte lingue agli stranieri un po' di
tutto il mondo e un dialetto schietto ai molti napoletani che qui fanno
una tappa fedele, lo Scoglio è un ristorante bello, divertente, con una
vista dai tavoli del mare e del panorama da far invidia a qualunque
location famosa.<br /><br /><img alt="Scoglio_Nerano_6.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Scoglio_Nerano_6.jpg" class="mt-image-none" style="" width="470" height="1018" /><br /><br />Nel centro del pontile-ristorante c'è una grande
vasca con le aragoste che ogni tanto Peppino pesca con le mani per fare
spettacolo anche se il vero spettacolo è il piatto che poi ti arriva
dalla cucina dove il men che ventenne figlio di Peppino è il cuoco
giovane che dopo un apprendistato al Pescatore è tornato all'ovile e fa
un gran lavoro insieme con la squadra di cuochi vecchi e giovani.<br /><br /><img alt="Scoglio_Nerano_7.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Scoglio_Nerano_7.jpg" class="mt-image-none" style="" width="470" height="1606" /><br /><br />Verdure
sbalorditive e poi, ovviamente, crostacei e pesce fresco e buono, sono
il menù dello Scoglio, perché Peppino è anche una specie di agricoltore
del mare e quindi qui arriva il meglio del pescato e non viene rovinato
da preparazioni strampalate o pretenziose.<br />Se poi Peppino si siede
al vostro tavolo e racconta, scopri tutta la passione e l'ironia di un
professionista bravo e appassionato e se poi si va con lui a visitare
l'orto si capisce perché il pomodoro che hai mangiato ti sembrava un
frutto nuovo e mai assaggiato.<br /><br /><img alt="Scoglio_Nerano_8.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Scoglio_Nerano_8.jpg" class="mt-image-none" style="" width="470" height="1464" /><br /><br /><img alt="Scoglio_Nerano_9.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Scoglio_Nerano_9.jpg" class="mt-image-none" style="" width="470" height="1061" /><br /><br />E se adesso la spiaggia è gremita e
le macchine spesso si ingorgano in lunghe file, salendo e scendendo tra
Nerano e Sant'Agata, a settembre o in primavera, in una giornata di
sole, lo Scoglio è uno spot dell'Italia gastronomica e turistica di
qualità, magari non famosa e non stellata, ma vera e buona.<br />Come quei pomodori, come le zucchine...<br /><br /><b>Lo Scoglio</b><br />Marina del Cantone<br />Loc. Nerano<br />tel. 081 8081026<br /><br /><font style="font-size: 0.8em;">FOTO S. BONILLI</font><br />]]>
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    <title>Trastevere, di là dal fiume</title>
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    <published>2010-08-13T09:17:08Z</published>
    <updated>2010-08-13T11:17:10Z</updated>

    <summary>Se all&apos;alba, giù per Via dei Pettinari, si va verso Ponte Sisto, quasi sul Lungotevere si incrocia sulla destra Via Giulia, bella, silenziosa, senza auto, come fossimo in una Roma del 1600.Attraversando il ponte si entra in Trastevere in Piazza...</summary>
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        <![CDATA[<img alt="Roma_Via_Giulia_1.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Roma_Via_Giulia_1.jpg" class="mt-image-none" style="" height="690" width="470" /><br /><br />Se all'alba, giù per Via dei Pettinari, si va verso Ponte Sisto, quasi sul Lungotevere si incrocia sulla destra Via Giulia, bella, silenziosa, senza auto, come fossimo in una Roma del 1600.<br /><br /><img alt="Roma_Trastevere_1.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Roma_Trastevere_1.jpg" class="mt-image-none" style="" height="1092" width="470" /><br /><br />Attraversando il ponte si entra in Trastevere in Piazza Trilussa, una delle zone che di giorno, e la notte sino a tardi, sono tra le più frequentate.<br />Sotto, lungo le rive del Tevere, le tende dei mille negozi e ristorantini che la notte trasformano il traffico del Lungotevere in un grande ingorgo, hanno chiuso da poco, c'è silenzio e una bella aria fresca. <br />Dovunque bottiglie e sporcizia ma per fortuna le scope elettriche sono già in azione e tutto sta per ritornare normale.<br /> <div><br /></div>]]>
        <![CDATA[<img alt="Roma_Trastevere_2.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Roma_Trastevere_2.jpg" class="mt-image-none" style="" height="1092" width="470" /><br /><br /><img alt="Roma_Trastevere_3.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Roma_Trastevere_3.jpg" class="mt-image-none" style="" height="802" width="470" /><br /><br />Vedere Via del Moro, Vicolo del Cinque e la stessa Piazza Santa Maria in Trastevere deserti, giusto alle sei del mattino può capitare, così come trovare la saracinesca del Forno di Via del Moro ancora abbassata.<br />Trastevere vive di giorno ma si trasforma la sera dalle 19 in poi quando turisti italiani e stranieri affollano bar, ristoranti e pizzerie.<br />Qui in questa parte di Trastevere c'è Glass, un bel ristorante per chi vuole mangiare alto, c'è il ristorante delle Sorelle Ferrara, c'è Checco er Carrettiere e più oltre Bir &amp; Fud e per chi cerca un buona bar c'è Ombre Rosse e la Trattoria degli Amici, una bella iniziativa della Comunità di Sant' Egidio.<br /><br /><img alt="Roma_Trastevere_4.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Roma_Trastevere_4.jpg" class="mt-image-none" style="" height="1092" width="470" /><br /><br />Il Mercato di Piazza San Cosimato fa tristezza in piena stagione, figurarsi ora che appare come uno spazio decaduto e abbandonato, ridisegnato dai soliti architetti presuntuosi.<br /><br /><img alt="Roma_Trastevere_5.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Roma_Trastevere_5.jpg" class="mt-image-none" style="" height="1204" width="470" /><br /><br />Gli spazzini stanno pulendo scalinate, piazze e vicoli, tra un po' riprende il ritmo abituale di un quartiere che ha un nome importante, che nell'immaginario rimanda a personaggi e storie di un altro secolo.<br />Oggi Trastevere in questa parte vicino al fiume è un quartiere per i giovani con la bottiglia di birra in mano e per i turisti e anche per qualche gourmet curioso.<br />Quando i lampioni sono ancora accesi si riattraversa Ponte Sisto e si va a Campo dei Fiori, tra un po' gli spazzini passeranno anche qui, poi arriveranno suonatori e maghi e cani e il ponte riprenderà la vita di sempre.<br /><br /><font style="font-size: 0.8em;">FOTO S. BONILLI</font><br />]]>
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    <title>Agosto a Roma</title>
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    <published>2010-08-12T04:17:43Z</published>
    <updated>2010-08-12T07:38:50Z</updated>

    <summary>Lui è Annibale Mastroddi, macellaio in Roma.Il suo negozio, in via Ripetta, a pochi passi da Piazza del Popolo, ha una porta di ingresso centenaria così come il bellissimo bancone in marmo.Qui si vende carne di primissima qualità ma si...</summary>
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        <name>Stefano Bonilli</name>
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        <![CDATA[<img alt="Annibale_8_2010_1.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Annibale_8_2010_1.jpg" class="mt-image-none" style="" height="660" width="470" /><br /><br />Lui è Annibale Mastroddi, macellaio in Roma.<br />Il suo negozio, in via Ripetta, a pochi passi da Piazza del Popolo, ha una porta di ingresso centenaria così come il bellissimo bancone in marmo.<br />Qui si vende carne di primissima qualità ma si viene anche per scambiare due chiacchiere con Annibale che, in alto nel suo banco, tutto vede e a tutti dedica un saluto, una battuta e un sorriso.<br /><br /><img alt="Annibale_8_2010_2.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Annibale_8_2010_2.jpg" class="mt-image-none" style="" height="804" width="470" /><br /><br />Annibale si alza tutte le mattine che è ancora buio e alle sei è già al negozio perché per lui il lavoro è vita nel vero senso della parola e la qualità è proprio una sua fissa e quindi da lui troverete solo carne di prima qualità.<br />Fuori di retorica, Annibale è il vecchio macellaio che sa tutto dei tagli della carne, che consiglia i clienti, che si rifiuta bonariamente di dare della carne per preparare un bel bollito che non sia quella giusta.<br /> <div><br /></div>]]>
        <![CDATA[<img alt="Annibale_8_2010_3.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Annibale_8_2010_3.jpg" class="mt-image-none" style="" height="1060" width="470" /><br /><br />Nel mese di dicembre la macelleria di Annibale diventa luogo di appuntamento da tutta la città e le prenotazioni per un grande bollito, per il cappone, per i grandi tagli di carne fioccano come grandine e la fila davanti al banco è sempre lunga.<br />Il sabato c'è la porchetta, bella, buona, calda, che Annibale offre ai clienti con un bicchiere di vino mentre aspettano il loro turno.<br />E così capita che si va da Annibale per farsi un aperitivo di porchetta, magari senza comprare carne, ma lui ride, è un amico ed è sempre contento di salutare i vecchi clienti.<br /><br /><img alt="Annibale_8_2010_4.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Annibale_8_2010_4.jpg" class="mt-image-none" style="" height="1463" width="470" /><br /><br />Per Pasqua i capretti di Annibale sono tanto leggendari quanto contingentati e anche a Pasqua come già a Natale si affacciano alla bottega clienti che compaiono una o due volte l'anno per le ricette della tradizione ma è al sabato di ogni settimana, invece, che la fila la fanno i vecchi clienti che vengono un po' da tutta Roma, e la bottega diventa anche salotto.<br />Lui conosce tutti e per tutti ha una battuta col suo accento romanesco un po' sfottente, ma gentile.<br /><div><br /></div><div><img alt="Annibale_8_2010_5.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Annibale_8_2010_5.jpg" class="mt-image-none" style="" height="1464" width="470" /><br /><br />Annibale lavora in prevalenza carne danese che fa frollare con cura nella grande cella frigorifera, ha capretti che si procura da contadini che conosce lui, nella vetrina ci sono i piatti pronti perché ormai la gente non vuole cucinare.<br />La macelleria è sempre aperta e quindi anche ad agosto già alle sei del mattino trovate Annibale nel suo negozio.<br />Passate a salutarlo, è molto simpatico, diventerete amici.<br /><br /><font style="font-size: 0.8em;">FOTO Nokia 6220 DI FABIO CREMONESI</font><br /></div><div><br /></div>]]>
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    <title>Roma all&apos;alba: una passeggiata meglio della melatonina</title>
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    <published>2010-08-10T14:17:21Z</published>
    <updated>2010-08-10T14:38:31Z</updated>

    <summary>C&apos;è poco da fare, anche se sei tornato a Roma la tua testa è ancora in gran parte là da dove sei venuto.E poichè Sydney è 9 ore avanti, tu sei là anche se stai a Roma e non è...</summary>
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        <name>Stefano Bonilli</name>
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        <![CDATA[<img alt="Roma_8_2010_1.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Roma_8_2010_1.jpg" class="mt-image-none" style="" height="690" width="470" /><br /><br />C'è poco da fare, anche se sei tornato a Roma la tua testa è ancora in gran parte là da dove sei venuto.<br />E poichè Sydney è 9 ore avanti, tu sei là anche se stai a Roma e non è nostalgia ma fuso orario sballato.<br />- Prendi la melatonina - mi ha detto una cara amica, ma io meno pillole prendo e meglio sto e così questa mattina alle 5,30, quando mi sono svegliato - anche perché secondo il fuso di Sydney per me erano le 14,30 - ho pensato che meglio della melatonina era una lunga passeggiata per Roma.<br /><br /><img alt="Roma_8_2010_2.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Roma_8_2010_2.jpg" class="mt-image-none" style="" height="1203" width="470" /><br /><br />Immaginate questo percorso: Piazza Argentina, Via delle Botteghe Oscure, Campidoglio, Fori Imperiali, Via dei Fori Imperiali, Via Cavour, Rione Monti, Piazza del Quirinale, Fontana di Trevi, Via del Corso, Piazza di Pietra, Piazza del Pantheon e ritorno a Piazza Argentina.<br />Per qualunque turista è un susseguirsi di scorci, di monumenti e di strade quasi obbligatorie nella prima visita a Roma ma alla mattina alle 6 tutto assume un fascino unico perché è agosto e al deserto del mattino presto si aggiunge il deserto ferragostano e così vai a piedi per una Roma tua, fresca, silenziosa e che ti riempie gli occhi anche se queste strade le hai già percorse mille volte.<br /><br />]]>
        <![CDATA[<img alt="Roma_8_2010_3.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Roma_8_2010_3.jpg" class="mt-image-none" style="" height="1204" width="470" /><br /><br />La piazza del Campidoglio è bellissima e quasi inedita, vista senza le 
solite centinaia di turisti che la affollano e mentre ti guardi attorno 
senti la mano del genio ad ogni inquadratura.<br />Poi la attraversi e ti 
affacci sui Fori Imperiali col sole che sorge e lì uno rimane fermo, 
immobile, a guardare le colonne che cambiano colore minuto dopo minuto e
 si fa coinvolgere in un momento magico.<br /><br /><img alt="Roma_8_2010_4.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Roma_8_2010_4.jpg" class="mt-image-none" style="" height="1204" width="470" /><br /><br />Via dei Fori 
Imperiali deserta la si vede solo la domenica mattina sul presto quando 
viene pedonalizzata, oggi c'è solo la scopa elettrica della Nettezza 
Urbana e su per Via Cavour, col sole che sorge e ti arriva negli occhi, 
arrivi nel Rione Monti, strade e stradine pulite e deserte e poi su, 
verso la Piazza del Quirinale e anche qui solo i carabinieri del 
presidio e scendendo verso la Fontana di Trevi per Via della Dataria uno
 ascolta il rumore dei suoi passi.<br /><br /><img alt="Roma_8_2010_5.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Roma_8_2010_5.jpg" class="mt-image-none" style="" height="1494" width="470" /><br /><br /><img alt="Roma_8_2010_6.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Roma_8_2010_6.jpg" class="mt-image-none" style="" height="1092" width="470" /><br /><br /><img alt="Roma_8_2010_7.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Roma_8_2010_7.jpg" class="mt-image-none" style="" height="802" width="470" /><br /><br />A Fontana di Trevi devi venirci proprio presto per trovarla deserta, o quasi.<br />La
 mamma giapponese col bambino, gente che passa per andare a lavorare, 
Via del Corso senza pedoni e auto e poi Piazza di Pietra e Piazza del 
Pantheon e sempre uno spettacolo di luce che cambia, silenzio, monumenti
 che ti catturano gli occhi anche se penseresti che no, che li hai visti
 mille volte ma se giri all'alba la città è tua e anche i monumenti e le
 piazze diventano diversi, quasi delle diapositive viventi che si 
scalettano davanti ai tuoi occhi.<br /><br /><img alt="Roma_8_2010_8.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Roma_8_2010_8.jpg" class="mt-image-none" style="" height="1494" width="470" /><br /><br /><img alt="Roma_8_2010_9.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Roma_8_2010_9.jpg" class="mt-image-none" style="" height="1606" width="470" /><br /><br />Sono le 7,30, Piazza 
Argentina è quasi deserta, il sole è già caldo, la passeggiata à finita e
 resta il premio di un buon cappuccino coi giornali del mattino.<br />Questo tipo di melatonina mi è piaciuto molto di più. <br /><br /><font style="font-size: 0.8em;">FOTO S. BONILLI</font><br />]]>
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    <title>La professione del turista</title>
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    <published>2010-08-07T05:19:49Z</published>
    <updated>2010-08-06T21:34:37Z</updated>

    <summary>Alle 7 del mattino - il fuso colpisce ancora e le 9 ore di differenza si sentono - dunque, alle 7 già sveglio come un grillo guardo dalla finestra come sarà la giornata.Nuvole e sole e i soliti 22 gradi.Alle...</summary>
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        <name>Stefano Bonilli</name>
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        <![CDATA[<img alt="Brisbane_8.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Brisbane_8.jpg" class="mt-image-none" style="" width="470" height="666" /><br /><br />Alle 7 del mattino - il fuso colpisce ancora e le 9 ore di differenza si sentono - dunque, alle 7 già sveglio come un grillo guardo dalla finestra come sarà la giornata.<br />Nuvole e sole e i soliti 22 gradi.<br />Alle 8 si fa colazione in riva al fiume e si leggono i giornali italiani scaricati sull'iPad: il Foglio, dal punto di vista della praticità, è tra i migliori perché lo scarichi a mezzanotte italiana, che è la prima mattina del giorno dopo per me, e lo leggi quando vuoi.<br /><br /><img alt="Brisbane_9.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Brisbane_9.jpg" class="mt-image-none" style="" width="470" height="762" /><br /><br />Anche il Sole24Ore funziona bene, lo scarichi e se vuoi leggerlo compri la copia scaricata - però non prima delle 7 del mattino italiane, che sono le 16 per me - ed è sempre disponibile per essere letta anche nei giorni successivi.<br />La Repubblica, la tanto tecnologicamente decantata Repubblica, invece, si prende i miei soldi per un abbonamento di 14 giorni, è la pezzatura minima, dopodichè non mi fa scaricare il giornale.<br />Scrivo una mail, gentilmente mi rispondono subito, provo a seguire le loro istruzioni ma non accade nulla, non riesco a leggere questa benedetta Repubblica, riscrivo ma la nuova password che mi danno a me quaggiù non mi fa entrare...<br />Il Corriere della sera prevede invece un abbonamento minimo di un mese e appare ovvio che io faccia a meno del Corriere pensando anche che son matti a non vendere la copia singola.<br />Poi c'è la Stampa, graficamente già pensata per l'iPad, e come al solito con articoli interessanti e infine Il Fatto Quotidiano, divertente, utile, provocatorio.<br />Insomma, la mia colazione in riva al fiume Brisbane con la lettura mattutina dei giornali assomiglia tanto a quella italiana, compreso lo stato d'animo dopo la lettura per quello che accade lassù.<br />Certo, fa un po' sorridere il tempo lontano quando essendo in viaggio all'estero da molti giorni si andava in qualche grande edicola a sfogliare i giornali di due o tre giorni prima per vedere cosa accadeva in patria.<br /><br />]]>
        <![CDATA[<img alt="Brisbane_10.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Brisbane_10.jpg" class="mt-image-none" style="" width="470" height="1472" /><br /><br />La città è bella e girarla in traghetto, bus e a piedi è una gran 
faticata se si vogliono vedere vie, quartieri, giardini e capire com'è, stare in mezzo alla gente, sempre molto gentile e tranquilla.<br />Verso
 mezzogiorno la giornata vira sul nuvoloso ma si sta bene all'aperto e 
allora sosta d'obbligo in un bel ristorante un chilometro più a sud di 
dove abbiamo fatto colazione, ad Alchemy, ristorante di cucina 
australiana moderna, uno dei primi della città, di fronte al ponte in ferro e in riva al fiume.<br /><br /><img alt="Brisbane_11.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Brisbane_11.jpg" class="mt-image-none" style="" width="470" height="802" /><br /><br />Prima un aperitivo 
sulla terrazza, in relax parlando col sommelier dei vini australiani e 
ascoltando i suoi consigli per il bicchiere da scegliere e poi pranzo 
leggero, un piatto a testa, salmone, freschissimo e cotto alla perfezione e pappardelle, una rimpatriata della gola e dello spirito, comunque molto buone, e per accompagnamento una bella bottiglia
 di Sauvignon Blanc Cloudy Bay.<br /><br /><img alt="Brisbane_12.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Brisbane_12.jpg" class="mt-image-none" style="" width="470" height="1068" /><br /><br /><img alt="Brisbane_13.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Brisbane_13.jpg" class="mt-image-none" style="" width="470" height="802" /><br /><br />Attorno a noi c'è chi legge il 
giornale e poi pranza in terrazza, mentre la sala è piena di uomini di 
affari, così sembra di capire dai loro vestiti scuri o dalla camicia bianca con cravatta, mentre di turisti come noi&nbsp;
nessuna traccia, siamo i soli in questo inverno da sogno.<br /><br /><img alt="Brisbane_14.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Brisbane_14.jpg" class="mt-image-none" style="" width="470" height="1068" /><br /><br />Alle 15 di nuovo in marcia, ci sono un paio di librerie da ispezionare, un museo, un quartiere che dicono di moda e la cena... ma quello sarà un altro discorso. <br /><br /><font style="font-size: 0.8em;">FOTO S. BONILLI</font><br /> ]]>
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    <title>Noosa, capitale del surf e del paradiso</title>
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    <published>2010-08-05T07:44:09Z</published>
    <updated>2010-08-04T21:49:09Z</updated>

    <summary>A nord di Brisbane, più o meno un 120 chilometri, inizia la Sunshine Coast e lì c’è Noosa, dove è incominciato tutto.Il surf australiano infatti è nato qui molti anni fa, quando Noosa era un piccolo borgo.Queste spiagge sono perfette...</summary>
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        <name>Stefano Bonilli</name>
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        <![CDATA[<img alt="Noosa_1.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Noosa_1.jpg" class="mt-image-none" style="" width="470" height="754" /><br /><br />A nord di Brisbane, più o meno un 120 chilometri, inizia la Sunshine Coast e lì c’è Noosa, dove è incominciato tutto.<br />Il surf australiano infatti è nato qui molti anni fa, quando Noosa era un piccolo borgo.<br />Queste spiagge sono perfette per il surf, ma anche per prendere il sole e fare i bagni e sono spiagge infinite e di una bellezza che toglie il fiato.<br /><br /><img alt="Noosa_2.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Noosa_2.jpg" class="mt-image-none" style="" width="470" height="960" /><br /><br />Andarci è facile – se si è privi di patente internazionale come è capitato a noi – ci si alza alle 5,30 del mattino, si prende l’Express per Noosa della Greyhound Australia, $ 50 l’andata e ritorno, delle ore 7 e alle 9,20 si è a Noosa in tempo per farsi un cappuccino con pane tostato e marmellata in uno dei molti bar di Hastings Street, la strada principale.<br /><br />]]>
        <![CDATA[<img alt="Noosa_3.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Noosa_3.jpg" class="mt-image-none" style="" width="470" height="1250" /><br /><br />Poi a piedi e in pochi minuti ci si affaccia sulla spiaggia che si estende, e non per modo di dire, a perdita d’occhio.<br />Natura,
 paesaggio, sabbia, acqua del mare – siamo sull’Oceano Pacifico – il 
sole, la gente sorridente, insomma tutto ti fa capire che sei in un 
paradiso.<br /><br /><img alt="Noosa_4.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Noosa_4.jpg" class="mt-image-none" style="" width="470" height="1046" /><br /><br />Siamo in inverno, ci sono 23 gradi, e Noosa è invasa da anziani anche se si vedono molti giovani e molti zaini e sacchi a pelo.<br />Ormai
 il posto è di super moda, soliti negozi di abiti, solite boutique, 
centri commerciali e molti ristoranti ma il paesaggio in riva al mare è 
rimasto intatto, non è stato cementificato.<br /><br /><img alt="Noosa_5.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Noosa_5.jpg" class="mt-image-none" style="" width="470" height="1132" /><br /><br />Qui si fa il surf in 
tutte le tonalità, cioè si possono scegliere le onde basse, le onde cioè
 per imparare, oppure spingersi più avanti lungo la spiaggia alla 
ricerca di onde da professionisti.<br />Le tavole per il surf si noleggiano ma si vedono anche molte auto arrivare con la tavola sul tetto.<br />Si noleggiano anche le canoe ma non si vedono invece ombrelloni nonostante il sole picchi duro.<br /><br /><img alt="Noosa_6.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Noosa_6.jpg" class="mt-image-none" style="" width="470" height="1043" /><br /><br />A
 Noosa non ci sono stabilimenti balneari, come in tutta l’Australia, la 
spiaggia è libera, ci sono le torrette dei bagnini che si muovono lungo 
la spiaggia con piccole vetture elettriche e la gente si stende dove 
vuole.<br />Da applauso la presenza di tantissime toilettes pulitissime.<br />A pranzo c’è chi affolla i ristoranti sulla riva e chi mangia un panino o delle patate fritte lungo la passeggiata.<br /><br /><img alt="Noosa_7.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/Noosa_7.jpg" class="mt-image-none" style="" width="470" height="754" /><br /><br />Noi
 alle 15,20 dobbiamo tornare alla fermata dei bus perché parte il nostro
 Greyhound per Brisbane e del resto siamo in inverno e quando rientriamo
 a Brisbane è già buio. <br />Noosa è stata una scoperta bellissima e 
penso che anche i mille chilometri verso Cairns siano un vero paradiso, 
di turismo sulla costa, la Barriera Corallina, il mare e le isole, le 
immersioni, spettacolare per chi ama la natura e i parchi nazionali 
nell’interno.<br />Per il turista mordi e fuggi una grande nostalgia e voglia di tornare.<br /><br /><font style="font-size: 0.8em;">FOTO S. BONILLI</font><br />]]>
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