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    <title>Papero Giallo</title>
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    <title>Solstizio d&apos;Estate al Povero Diavolo, c&apos;è Spessore</title>
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    <published>2013-05-16T10:17:16Z</published>
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    <summary> I cappelletti con burro e parmigiano erano così buoni che, anche se arrivati la sera, dopo un pranzo di grandi piatti in serie, made Piergiorgio Parini, sono stati un flash per le papille e per il cervello.Una giornata al...</summary>
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        <![CDATA[<a href="http://blog.paperogiallo.net/IMG_2580.JPG"><img alt="IMG_2580.JPG" src="http://blog.paperogiallo.net/assets_c/2013/05/IMG_2580-thumb-470x352-4423.jpg" class="mt-image-none" style="" height="352" width="470" /></a> <div><br />I cappelletti con burro e parmigiano erano così buoni che, anche se arrivati la sera, dopo un pranzo di grandi piatti in serie, <i>made</i> <b>Piergiorgio Parini</b>, sono stati un flash per le papille e per il cervello.<br />Una giornata al <b>Povero Diavolo</b> a parlare dei progetti dell'instancabile <b>Fausto</b> che ha messo in pista una nuova iniziativa, <a href="http://www.ristorantepoverodiavolo.com/homepage/spessore-2/"><i><b>Spessore, Appuntamento fra procuratori e consumatori di piacere</b></i></a>, "<i>e vedrai che molti non capiranno cosa vuol dire</i>", dice Fausto che, quasi unico in Italia, sta organizzando questa iniziativa rischiando in prima persona, non per guadagnare ma per ricreare uno spirito comunitario in un mondo che sta correndo dietro a riflettori e televisioni.<br /><br /><a href="http://blog.paperogiallo.net/IMG_2583.JPG"><img alt="IMG_2583.JPG" src="http://blog.paperogiallo.net/assets_c/2013/05/IMG_2583-thumb-470x352-4425.jpg" class="mt-image-none" style="" height="352" width="470" /></a><br /><br /></div><div>Siamo seduti a quello che potrebbe essere chiamato il tavolo sociale di questo ristorante che da Torriana guarda la pianura verso Rimini, il Titano e Verucchio.<br />Prima di questa <i><b>frittata con asparagini selvatici</b></i> avevamo mangiato <b><a href="http://www.piantespontaneeincucina.info/documenti/schede_delle_principali_specie_della_tradizione_alimentare/ruscus_aculeatus.pdf">pungitopo con salsa olandese</a></b>, un antipasto inconsueto e caratterizzato da un fondo amarognolo veramente intrigante.<br />C'è anche il salame a tavola, ha sei sette mesi di affinamento in cantina, grande carne, giusta salatura, una specialità e passione di Fausto quella di farsi i salami, in cantina ce ne sono sei tra i quali scegliere e in tavola ci sono delle bottiglie di <b>Ripa di Sopravento</b>, un vino frizzante bianco e di <b>Fontana dei Boschi</b>, un Lambrusco che Fausto giudica il primo in assoluto, opera d'arte di <b>Vittorio Graziano</b>, il migliore, aggiunge Fausto.<br /><br />A tavola con noi, sono già le 23,30, c'è anche Piergiorgio, il cuoco che pochi giorni fa <b>Enzo Vizzari</b>, nel corso della presentazione a <b>Le Strade della Mozzarella</b>, ha definito unico, naif in senso positivo, un cuoco che fa ricette che sono sue e solo sue, non somigliano a nessuna cucina anche se Piergiorgio ha girato per molte cucine, a cominciare da quella della mamma.<br /><br /><a href="http://blog.paperogiallo.net/IMG_0871.JPG"><img alt="IMG_0871.JPG" src="http://blog.paperogiallo.net/assets_c/2013/05/IMG_0871-thumb-470x352-4433.jpg" class="mt-image-none" style="" height="352" width="470" /></a><br /><br /><a href="http://blog.paperogiallo.net/IMG_0880.JPG"><img alt="IMG_0880.JPG" src="http://blog.paperogiallo.net/assets_c/2013/05/IMG_0880-thumb-470x352-4427.jpg" class="mt-image-none" style="" height="352" width="470" /></a><br /></div><div><br />A pranzo abbiamo goduto, gastronomicamente parlando, provando e deliziandoci con una serie di piatti buoni e belli come gli <b><i>spaghetti con succo di stridoli con bottarga dello chef</i></b>, ma uno è stato superiore agli altri oppure si potrebbe dire più ispirato, il <b><i>piccione in due cotture con prugnoli e carciofi</i></b>.<br />Ovviamente la foto non rende la bontà del piatto e io, che di piccioni ho una buona esperienza, a cominciare da quelli che molti anni fa <a href="http://blog.paperogiallo.net/2007/10/fulvio.html"><b>Pierangelini </b>cucinava al <b>Gambero Rosso</b> di San Vincenzo</a>, dico che questo piatto di piccione di Parini è una perfetta interpretazione di una moderna cottura del piccione che, va ricordato, è poco amato e poco proposto nella ristorazione di qualità.<br /><br />Per il <b>Solstizio d'Estate</b>, il 21 giugno, l'appuntamento è a <b>Torriana</b> perché <b>Spessore</b> è una manifestazione diversa, nuova e di cucina e vini di qualità.<br /><br /><a href="http://blog.paperogiallo.net/IMG_0886.JPG"><img alt="IMG_0886.JPG" src="http://blog.paperogiallo.net/assets_c/2013/05/IMG_0886-thumb-470x352-4431.jpg" class="mt-image-none" style="" height="352" width="470" /></a><br /></div><div><br /><br /><br /><i>Foto S. Bonilli</i><br /></div>]]>
        
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    <title>Le beccacce di Uliassi</title>
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    <published>2013-05-12T08:17:56Z</published>
    <updated>2013-05-14T12:50:11Z</updated>

    <summary> Pranzo da Mauro Uliassi mentre su Senigallia al sole subentra la pioggia, è un sabato di metà maggio di una primavera umida ma noi siamo a tavola e pensiamo a ben altro.Mauro e la sorella Katia, secondo me sono...</summary>
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        <![CDATA[<a href="http://blog.paperogiallo.net/IMG_0857.jpg"><img alt="IMG_0857.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/assets_c/2013/05/IMG_0857-thumb-470x352-4409.jpg" class="mt-image-none" style="" height="352" width="470" /></a> <div><br />Pranzo da <a href="http://www.uliassi.it/index_ita.html"><b>Mauro Uliassi </b></a>mentre su Senigallia al sole subentra la pioggia, è un sabato di metà maggio di una primavera umida ma noi siamo a tavola e pensiamo a ben altro.<br />Mauro e la sorella Katia, secondo me sono una delle più belle coppie della nostra cucina, lei in sala che ti accoglie sorridente e ti consiglia i vini, lui, vecchio guascone dal sorriso sincero, in cucina a capitanare la sua squadra di cuochi, molti dei quali con lui da un decennio e più.<br />Siamo qui per le beccacce perché il menù carne e pesce di Uliassi è un vero gioiello e le beccacce mi piacciono molto e gliele avevo chieste per Sms al momento della prenotazione.<br /><br /><i>Vengo venerdi 10 sera - gli avevo scritto <br />Non ci sono - mi aveva risposto e io sapevo bene il perché <br />Anche tu vai dalla Clerici ?<br />Ma come si fa a dire di no - mi ha risposto lui ridendo :-))<br />E allora sabato a pranzo e beccacce - ho concluso io<br /></i><br />E così siamo qui in quattro per un pranzo pesce e cacciagione, in primis le beccacce.<br /><br /><a href="http://blog.paperogiallo.net/IMG_0851.jpg"><img alt="IMG_0851.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/assets_c/2013/05/IMG_0851-thumb-470x352-4411.jpg" class="mt-image-none" style="" height="352" width="470" /></a><br /></div><div><br />E' un racconto che inizia dalla fine perché il piatto, che è <b><i>Beccaccia arrostita alla marchigiana su crostone con le sue interiora</i></b>, arriva come settima e ultima portata ed è un piatto perfetto per cottura, insieme dei sapori e anche quantità, comunque un gran bel piatto che ha valso il viaggio.<br /><br />Avevamo iniziato con una triglia croccante accompagnata da savor di aceto, fave, pecorino, erbe primavera e fiori di zucca, piatto buono ma senza quella marcia in più che invece ha dimostrato subito <b><i>Il fosso</i></b>, veramente un piatto raffinato e riuscito alla perfezione.<br />Si tratta di un misto di erbe selvatiche, crema di bucce di fave, purea di patate, lumache e coscette di rana, una vera delizia e se le parole non bastano a seguire vedete la fotografia, quanto al sapore, credetemi sulla parola.<br /><br /><a href="http://blog.paperogiallo.net/IMG_0838.jpg"><img alt="IMG_0838.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/assets_c/2013/05/IMG_0838-thumb-470x352-4415.jpg" class="mt-image-none" style="" height="352" width="470" /></a></div><div><br />Poi un piatto di pollo, insalata e ostriche, un vero assaggio, non immaginatevi porzioni grandi ma porzioni giuste per degustare sette piatti.<br />Il piatto successivo era bocconi di alzavola con cipollotti, anche questo un assaggio ricco di sapori che ha preceduto i due assaggi di pasta, il primo, <i><b>ravioli di patate, finanziera di selvaggina e nocciole tostate</b></i>, il secondo, <i><b>tagliatelle di lepre con erbe aromatiche e parmigiano di 7 anni</b></i>, vera goduria perché a me la pasta piace e vera goduria per i sapori netti e coinvolgenti, totalmente in sintonia con l'armonia complessiva del pranzo.<br /><br /><a href="http://blog.paperogiallo.net/IMG_0846.jpg"><img alt="IMG_0846.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/assets_c/2013/05/IMG_0846-thumb-470x352-4417.jpg" class="mt-image-none" style="" height="352" width="470" /></a><br /></div><div><a href="http://blog.paperogiallo.net/IMG_0847.jpg"><img alt="IMG_0847.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/assets_c/2013/05/IMG_0847-thumb-470x352-4419.jpg" class="mt-image-none" style="" height="352" width="470" /></a></div><div><br />A questo punto è entrata in scena la beccaccia che ha aperto questo breve racconto di un pranzo da Uliassi un sabato un po' piovoso di metà maggio.<br />Si chiude con un pre dessert che per noi sarà dessert e fine del pranzo, <i><b>gelato di formaggio di bufala e meringa di idromele</b></i>.<br /><br /><a href="http://blog.paperogiallo.net/IMG_0855.jpg"><img alt="IMG_0855.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/assets_c/2013/05/IMG_0855-thumb-470x352-4421.jpg" class="mt-image-none" style="" height="352" width="470" /></a><br /><br />Che dire, anche il dessert è buonissimo come tutto l'insieme e anche il bere non è stato da meno perché abbiamo iniziato con <b>Villa Bucci Riserva 2008</b>, abbiamo proseguito con <b>Salmariano 2003 Marotti Campi</b>, e abbiamo concluso con un bel rosso,<b> La Regina del bosco 2000 di Dezi</b>.<br />Tre vini del territorio, tre vini delle Marche, una regione bella e ricca di una cultura gastronomica invidiabile e che tedeschi e olandesi amano particolarmente tanto che nell'interno numerose sono le case acquistate dagli stranieri innamorati di questo territorio.<br /><br />Smette di piovere e ce ne andiamo passeggiando in riva al mare di Senigallia, una città che ha due ristoranti con le due stelle Michelin, la prossima visita, per par condicio, la faremo all'altro due stelle, Moreno Cedroni e la sua Madonnina del pescatore.<br /><br /><br /><i>Foto di S. Bonilli</i><br /></div><div><br /></div>]]>
        
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    <title>Nonna Sceppa, hai presente una grande trattoria italiana?</title>
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    <published>2013-05-07T09:17:40Z</published>
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        <![CDATA[<a href="http://blog.paperogiallo.net/IMG_2565.jpg"><img alt="IMG_2565.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/assets_c/2013/05/IMG_2565-thumb-470x352-4387.jpg" class="mt-image-none" style="" height="352" width="470" /></a><br /><br />Raffaele Chiumiento è uno dei proprietari del ristorante <b>Nonna Sceppa</b> insieme con il fratello Luigi, all'amministrazione e la sorella Anna in cucina.<br />Ci eravamo conosciuti ai tempi dei blog, prima della comparsa degenerativa di facebook, ma non ero mai sceso a Paestum per mangiare nel suo ristorante, vero presidio della tradizione.<br />L'altra sera, terminata una faticosa giornata (gastricamente parlando) alle <b>Strade della mozzarella</b> - anzi, essendo fuggiti prima della fine, per evitare i troppi piatti che arrivavano a tavola - abbiamo cenato da <b>Nonna Sceppa</b> e Raffaele mi ha salutato ricordandomi quei tempi lontani e anche di una mozzarella speditami a Roma e mai arrivata sulla mia tavola.<br /> <div>Il ristorante nasce nel 1969, una grande sala, luci non calde, in estate ampi spazi all'aperto, insomma un luogo di altri tempi che può far pensare il peggio e invece ha una cucina per tutti i tempi, classica e di materie prime sempre fresche ed eccezionali.<br />Iniziamo con una mozzarella di <b>Barlotti</b> e ricotta di <b>Rivabianca</b>, evviva, siamo nel top della mozzarella e in uno dei territori più vocati.<br />A seguire tagliatelle con carciofi e asparagi, delicati e buoni e una zuppa di carciofi ripieni, fave e piselli, vera libidine palatale.<br /><br /><a href="http://blog.paperogiallo.net/IMG_2567.jpg"><img alt="IMG_2567.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/assets_c/2013/05/IMG_2567-thumb-470x626-4389.jpg" class="mt-image-none" style="" height="626" width="470" /></a><br /></div><div><br />A questo punto salta il secondo ma Raffaele insiste per un assaggio di frittura e quindi si prosegue e, neppure a dirlo, è una di quelle fritture leggere e saporite, proprio come Dio comanda.<br />In cucina le mogli dei due fratelli Chiumento, Francesca e Cinzia, che con Anna fanno un trio formidabile.<br /><br /><a href="http://blog.paperogiallo.net/IMG_2569.jpg"><img alt="IMG_2569.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/assets_c/2013/05/IMG_2569-thumb-470x352-4391.jpg" class="mt-image-none" style="" height="352" width="470" /></a><br /></div><div><br />Da bere una di quelle bottiglie che lasciano sempre un gran bel ricordo di queste terre, il Montevetrano 2008 di Silvia Imparato.<br />Non parliamo di conto perché Raffaele, in ricordo dei nostri trascorsi sul blog ha preteso di offrire la cena a me, Cortese e Danilo Giaffreda e comunque, a parte il vino, che costava € 50, siamo in una buona trattoria, perché questo è <b>Nonna Sceppa</b> in senso nobile, una gran bella trattoria italiana come è nell'immaginario di tutti noi, pranzo dell'anno 2012, come mi scrive su twitter Marco Bolasco quando vede la foto della zuppa che ho postato da bravo "fanatico" armato di iPhone e grazie a un wi fi che va velocissimo.<br /><br />Nonna Sceppa<br />Via Laura, 45&nbsp;&nbsp;84047 Capaccio-Paestum, Salerno<br /><table class="ts intrlu" width="100%"><tbody><tr><td valign="top"><nobr>0828 851064</nobr></td></tr></tbody></table><br /><br /><i>Foto iPhone di S. Bonilli</i><br /></div>]]>
        
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    <title>L&apos;aragosta e i paccheri della Brezza Marina</title>
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    <published>2013-05-05T17:17:14Z</published>
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        <![CDATA[<a href="http://blog.paperogiallo.net/BJgNdoQCAAAiuB6.jpg"><img alt="BJgNdoQCAAAiuB6.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/assets_c/2013/05/BJgNdoQCAAAiuB6-thumb-470x352-4384.jpg" class="mt-image-none" style="" height="352" width="470" /></a> <div><br />Non avevo tanta voglia di mangiare, alle 12 in punto avevamo fatto tappa da Vannulo giusto il tempo di sentirsi dire "Tutto finito" come succede sempre verso il mezzodì nella <b><a href="http://www.vannulo.it/storia.html">Tenuta Vannulo</a></b> a chi si presenta ad acquistare la mozzarella.<br />Parliamo di una delle migliori mozzarelle in assoluto che ha una particolarità, se la volete acquistare non la trovate in nessun negozio della penisola ma solo allo spaccio della tenuta e quindi specialmente il fine settimana c'è la fila, la macchina che distribuisce i numeri e la gente che si porta via chilate di mozzarella visto che è arrivata fin qui, dalle parti di Paestum, per acquistarla.<br />Maurizio Cortese dice che volevamo dei bocconcini e la signora al banco ne prende due e ce li regala.<br />Una goduria, ovviamente e allora io punto sulla vicina Yogurteria e ordino una coppa di yogurt naturale con un po' di miele, goduria bis e via verso Paestum.<br /><br />Non avevo tanta voglia di mangiare ma Maurizio dice che c'è un ristorante che ha del pesce molto fresco e allora ci dirigiamo in via F. Gregorio 42, a Capaccio.<br />Io mi guardo attorno dubbioso, l'edilizia della zona non mi induce a pensare che qui ci sia un ristorante buono e l'entrata del ristorante mi convince che abbiamo sbagliato perché il tappeto di sintetico verde elettrico e la facciata dipinta per metà fanno tanto meridione sfigato.<br />Non fermatevi alle apparenze, Dina Vignola, una ragazza mora, di quelle di carattere, toste e simpatiche, conduce il ristorante Brezza Marina con il fratello Rico in cucina e la tavola vi assicuro che valeva la sosta, a cominciare dai mezzi paccheri con scorfano nero in porzione king, 110 gr, che vengono spazzolati con "viva soddisfazione" come direbbe Crozza-Napolitano.<br /><br /><img alt="BJgGMt-CEAAxwuU.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/BJgGMt-CEAAxwuU.jpg" class="mt-image-none" style="" height="512" width="384" /><br /></div><div><br />Ma è l'aragosta di Santa Maria di Castellabate, nel Cilento, e gli scampi che mi hanno colpito per la freschezza e bontà.<br />Li vedete nella foto di apertura e rivedendoli sto pensando che tornerò a mangiare questo piatto quanto prima, mozzarelle permettendo.<br />Il pranzo alla Brezza Marina è costato € 240 in tre ma l'aragosta e gli scampi ce li siamo pappati solo Cortese ed io.<br />Già, perché siamo qui per <a href="http://www.lestradedellamozzarella.it/">Le strade della mozzarella</a> e, quanto a pranzi e cene ci sarà da "lavorare" non poco.<br /><br /><i>Foto iPhone di S. Bonilli</i><br /><br /><br />Brezza Marina<br />via F. Gregorio 52, 84047 Laura di Paestum (Sa)<br />Tel 0828 851017<br /><br /><br /></div>]]>
        
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    <title>Adrià? Redzepi? W pasta e fagioli per tutti</title>
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    <published>2013-05-02T07:39:07Z</published>
    <updated>2013-05-02T08:13:28Z</updated>

    <summary>E&apos; in atto una profonda restaurazione di antichi valori, in politica come nella vita.E così la restaurazione è in corso anche nella gastronomia e nel vino, facilitata dalla profonda e inguaribile crisi economica.Si scopre oggi che dal 1998 o giù...</summary>
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        <![CDATA[<img alt="PastaeFagioli.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/PastaeFagioli.jpg" class="mt-image-none" style="" height="357" width="470" /><br /><br />E' in atto una profonda restaurazione di antichi valori, in politica come nella vita.<br />E così la restaurazione è in corso anche nella gastronomia e nel vino, facilitata dalla profonda e inguaribile crisi economica.<br /><b>Si scopre oggi che</b> dal 1998 o giù di lì per colpa di non si sa chi abbiamo ammirato Adrià, la sua cucina, che da burloni molti chiamano molecolare, non certo lui, ma la scoperta è che Adrià e i suoi accolliti sono solo degli imbonitori.<br /><b>Che</b> la tradizione gastronomica italiana è un mondo immobile dove nulla e nessuno può cambiare qualcosa.<br /><b>Che</b> la cucina italiana è la migliore del mondo, salvo dimenticarsi qualunque provvedimento che ne faciliti l'insegnamento e la diffusione.<br /><b>Che</b> i vini, se non naturali, sono un peccato dell'industria.<br /><b>Che</b> la guida Michelin merita un W se contrapposta ai The 50 World's Best Restaurants.<br /><br />Certo, il successo di Massimo Bottura in questo contesto è difficilmente spiegabile, la sua pasta e fagioli, per esempio, deve essere considerata un esempio di tradizione irrisa, ma che ci volete fare, Flaiano parlava degli italiani e di un carro del vincitore, insomma, non è successo nulla, Bottura è bravo, ma solo per la parte del menù della tradizione, il resto?<br />Son ragazzi!<br />E comunque avevamo scherzato nel 1998 :-))<br /> <div><br /></div>]]>
        
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    <title>La grande indigestione di reality, ricette e super chef in tv</title>
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    <published>2013-04-28T14:17:17Z</published>
    <updated>2013-04-28T18:29:28Z</updated>

    <summary> Se una persona intelligente scrive su La Lettura, il supplemento del Corriere della sera, un articolo intitolato &quot;Ridatemi la libertà di mangiare da schifo come insegna mamma&quot; vuole dire che siamo arrivati al livello di guardia.Ne caso di Fulvio...</summary>
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        <![CDATA[<a href="http://blog.paperogiallo.net/IMG_9225.jpg"><img alt="IMG_9225.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/assets_c/2013/04/IMG_9225-thumb-470x626-4382.jpg" class="mt-image-none" style="" height="626" width="470" /></a> <div><br />Se una persona intelligente scrive su <b><a href="http://lettura.corriere.it/">La Lettura</a></b>, il supplemento del <b>Corriere della sera</b>, un articolo intitolato "<i>Ridatemi la libertà di mangiare da schifo come insegna mamma</i>" vuole dire che siamo arrivati al livello di guardia.<br />Ne caso di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fulvio_Abbate">Fulvio Abbate</a>, uno la cui madre "faceva da mangiare da schifo", la causa scatenanta sono stati gli ultimi reality con la cucina e i cuochi stellati come protagonisti e più in generale l'invasione delle ricette e del cibo su giornali e televisione.<br />Naturalmente l'articolo vuole essere dotto ma le citazioni della pubblicistica gastronomica fanno capire che Abbate di gastronomia non ne capisce una mazza e va sull'ovvio citando Artusi e Ada Boni mentre quando fa la citazione letteraria ti fa capire che lui è fico e colto e tira in ballo Camus concludendo in modo paradossale e very snob il suo articolo "...<i> in nome della gioia, sogno e pretendo la libertà di tornare a mangiare da schifo, come mi ha insegnato mamma. Grazie Gemma per l'orrore delle tue ripugnanti zuppe, giuro</i>".<br /><br />Si potrebbe dire subito che chi mangia male in gioventù subisce un trauma infantile difficilmente riassorbibile, e Abbate ne è la prova.<br />Ma ragionando seriamente si deve dire che il livello di guardia determinato dall'invasione di ricette, cuoche e cuochi, blog, televisione, libri, reality e film che hanno come protagonista la cucina ha ormai logorato l'immagine di questo mondo inducendo una mutazione che si manifesta in modo differenti ma ugualmente significativi.<br /><br />Il più recente fenomeno è quello dei cuochi di grido che conducono reality ed ecco Cracco, Barbieri e Bastianich che hanno fatto un vero boom con il reality <b>Master Chef</b>, giunto ormai al terzo anno, con ascolti che sfiorano il milione di spettatori a serata, un dato questo che per la televisione tematica sul satellite equivale a svariati milioni di spettatori se andasse in onda nella televisione generalista.<br />Ed ecco che Rai1 manda in prima serata e di venerdì il nuovo reality,<b> La terra dei cuochi</b>" con Davide Scabin come giudice e l'implacabile Clerici come conduttrice.<br />A breve la Fox Tv manderà in onda Cannavacciuolo nella parte che in Inghilterra e Usa è di Gordon Ramsay, nel reality <b>Cucine da incubo</b>, e non è che l'inizio mentre continua immutabile su Rai1 <b>La prova del cuoco</b> e la Parodi su La7 per non parlare di tutti i programmi di cucina dei canali tematici, e per non parlare di blog come Giallo Zafferano, entrato nella scuderia di Banzai e diventato un modello per chi avendo un blog di ricette sogna di trasformare un hobby in una professione.<br /><br />Io conosco da anni i vari Cracco, Cedroni, Uliassi, Cannavacciuolo, Corelli, Vissani, Pierangelini, Santin, Colonna, Alajmo, Crippa, Bottura ecc... e oggi che vedo alcuni di loro andare in televisione non più come un tempo, quando cuoco e ricetta si sposavano in una sequenza di poche decine di secondi, di alcuni minuti o di un'intera trasmissione.<br />No, oggi i cuochi accompagnano con il loro nome, il prestigio e la presenza, un copione recitato dei concorrenti che vogliono diventare cuochi professionisti, con tanto di bonus in denaro di € 100.000/120.000 per aprire un ristorante.<br />Cambia l'idea stessa della professione e in questo la televisione ha una funzione di fabbrica dell'irrealtà ma io mi sono stufato di passare per un rompi palle, uno che critica solo.<br /><br />Il mio amico Max dice che non ricorda nell'ultimo periodo un mio scritto dove parlassi bene di qualcuno e, essendo stata la mia professione negli ultimi trenta anni quella del critico gastronomico, l'osservazione ci sta e calza come un guanto ma modificandola in un punto, in quanto criticare non è parlar male ma ragionare su qualcosa o qualcuno portando degli argomenti a supporto delle critiche.<br />In questo caso so già tutto, <i>mi hanno chiamato</i>, <i>vuoi dire di no</i>, <i>è un'occasione</i>, <i>meglio io che un altro </i>ecc... le motivazioni dell'andata in televisione sono mille e tutte con un loro fondamento di verità anche se a questi amici così disponibili vorrei ricordare che <u>la televisione non è ciò che si dice ma quello che si vede </u>e, francamente, negli ultimi tempi girando per le cucine televisive non è che si siano viste tutte cose belle.<br />E poi c'è la crisi e l'andata in tv non è che il giorno dopo riempia il ristorante ma aumenta le quotazioni del cuoco quando lo chiamano per una manifestazione, per una cena, per un evento.<br />Queste cose le so tutte e quindi d'ora in poi a proposito dei cuochi in televisione mi tacerò.<br />E quindi, su il sipario.<br /><br /><br /><br /><br /></div>]]>
        
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    <title>Festival del giornalismo ma i giornalisti enogastronomici fuori dalla porta</title>
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    <published>2013-04-20T15:41:07Z</published>
    <updated>2013-04-20T15:53:46Z</updated>

    <summary>Si svolge ogni anno a Perugia una bella manifestazione, Festival Internazionale del Giornalismo, alla quale partecipano centinaia di addetti ai lavori e di giovani.Io ho partecipato alla decima edizione, invitato da Antonio Tombolini, tema del nostro dibattito i tablet e...</summary>
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        <![CDATA[<a href="http://blog.paperogiallo.net/festival_internazionale_del_giornalismo_di_perugia_edizione_213_-1363967865K546142.jpg"><img alt="festival_internazionale_del_giornalismo_di_perugia_edizione_213_-1363967865K546142.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/assets_c/2013/04/festival_internazionale_del_giornalismo_di_perugia_edizione_213_-1363967865K546142-thumb-470x172-4380.jpg" class="mt-image-none" style="" height="172" width="470" /></a><br /><br />Si svolge ogni anno a Perugia una bella manifestazione, <b><a href="http://www.festivaldelgiornalismo.com/">Festival Internazionale del Giornalismo</a></b>, alla quale partecipano centinaia di addetti ai lavori e di giovani.<br />Io ho partecipato alla <a href="http://blog.paperogiallo.net/2010/04/libro_di_carta_ma_anche_digitale.html">decima edizione</a>, invitato da <a href="http://www.simplicissimus.it/">Antonio Tombolini</a>, tema del nostro dibattito i tablet e il giornalismo cartaceo, era il 21 aprile 2010 e io avevo uno dei primi modelli dell'iPad che <a href="http://blog.paperogiallo.net/2010/04/ipad_bello_e_impossibile.html">avevo acquistato</a> all'inizio del mese a New York.<br /><br /><div>Ho letto attentamente il programma del Festival di quest'anno e ho visto che ancora una volta il giornalismo enogastronomico non esiste, non ha spazio, non interessa, il cibo è presente in un incontro, francamente abbastanza scontato, con il fondatore di Eataly, Oscar Farinetti "<a href="http://www.festivaldelgiornalismo.com/programme/2013/food-harmony-of-the-world">Cibo, armonia del mondo</a>".<br />Questa assenza, che non è una dimenticanza ma un vero vuoto culturale, è abbastanza comprensibile perché quando io parlo con i giornalisti, quelli giovani e sconosciuti o miei coetanei, molti di loro firme celebri, sento tali e tante banalità sul cibo e sul vino del tipo "<i>Adrià fa una cucina con prodotti chimici</i>" o anche "<i>quel cuoco di Copenhagen che dà da mangiare le formiche</i>" per non dimenticare il penoso commento "<i>a me la nouvelle cuisine non piace</i>" tutte banalità che preferisco non correggere per non fare la parte dell'atipatico maestrino saccente.<br />Ma questa è la situazione in Italia, una delle patrie della gastronomia.<br /><br /><br /></div>]]>
        
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    <title>A Roma la differenziata è un bluff, tutta la spazzatura negli stessi camion</title>
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    <published>2013-04-17T15:18:11Z</published>
    <updated>2013-04-17T15:18:24Z</updated>

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        <![CDATA[<a href="http://blog.paperogiallo.net/ama.jpg"><img alt="ama.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/assets_c/2013/04/ama-thumb-470x162-4378.jpg" class="mt-image-none" style="" height="162" width="470" /></a><br /><br />Noi facciamo la raccolta differenziata della spazzatura, abitiamo in centro e nel cortile del nostro palazzo ci sono due bidoni per la differenziata e uno per il fresco.<br />La carta da un lato e il vetro con la plastica e il ferro, dall'altra, li portiamo nei giorni prefissati direttamente ai furgoni che sostano nelle vie attorno a casa.<br />In un paese civile la differenziata è prassi normale, nella capitale d'Italia tutto questo dovrebbe essere normale e invece nel <a href="http://duepuntozero.alemanno.it/2013/01/18/rifiuti-soddisfazione-per-raccolta-differenziata-al-302.html">sito del sindaco Alemanno</a>, da dove è stata presa la foto, il primo cittadino esulta perché la differenziata è arriva al 30% e dice: "<i>Esprimo grande soddisfazione per l’accelerazione impressa dalla Capitale nella raccolta differenziata dei rifiuti, testimoniata dal dato del 30,2% di materiali avviati a riciclo raggiunto nel mese di dicembre 2012.</i>"<br /><br />Oggi il <b>Corriere della sera</b>, nella sua edizione romana, denuncia che la differenziata a Roma è un bluff: "<a href="http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/13_aprile_17/rifiuti-bluff-differenziata-212686586600.shtml">Differenziata, il bluff della raccolta in centro, tutti i sacchetti finiscono nello stesso camion</a>" è il titolo dell'articolo corredato dalle foto fatte dai giornalisti che hanno seguito i camion dal centro alle discariche.<br /><br />E allora tu pensi che continuerai a fare la tua personale raccolta differenziata perché è una scelta giusta, ovvia, che facilita la convivenza, una scelta civile ma una volta di più hai la prova che Roma, capitale d'Italia, è amministrata in modo incivile e che il degrado è frutto di corruzione, furti e mala politica.<br />E sei sempre più incazzato.<br />&nbsp;<br /><br /> <div><br /></div>]]>
        
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    <title>Vino, mignotte e coca al Vinitaly</title>
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    <published>2013-04-13T15:06:40Z</published>
    <updated>2013-04-13T15:34:50Z</updated>

    <summary> Riassunto delle puntate precedenti.Il Signor 25 cm alias Rocco Siffredi ha prodotto insieme con Jarno Trulli, ex pilota di F1, un vino, presentato al Vinitaly.Cristiana Lauro ha raccontato su Intravino di questa iniziativa di Siffredi ma anche di chi...</summary>
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        <![CDATA[<a href="http://blog.paperogiallo.net/metro%2Bmorbido.jpg"><img alt="metro+morbido.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/assets_c/2013/04/metro+morbido-thumb-470x249-4376.jpg" class="mt-image-none" style="" height="249" width="470" /></a> <div><br />Riassunto delle puntate precedenti.<br />Il <b>Signor 25 cm</b> alias <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rocco_Siffredi"><b>Rocco Siffredi</b></a> ha prodotto insieme con <b>Jarno Trulli</b>, ex pilota di F1, un vino, presentato al Vinitaly.<br /><a href="http://www.cristianalauro.com/"><b>Cristiana Lauro</b></a> ha raccontato su <b>Intravino</b> di questa iniziativa di Siffredi ma anche di chi si era scandalizzato, il pezzo era intitolato "<a href="http://www.intravino.com/grande-notizia/il-vino-di-rocco-siffredi-con-dedica-speciale-ai-bacchettoni-ipocriti-del-vino/">Il vino di Rocco Siffredi, con dedica speciale ai bacchettoni ipocriti del vino</a>", a seguire una serie di interventi hanno manifestato il loro dissenso, imbarazzo e giudizio negativo su tutta l'aperazione fatta al Vinitaly, Lauro compresa.<br />Lauro ha rincarato la dose scrivendo: "<i>Alziamo polemica sterile o parliamo con cognizione di causa? Quello che scandalizza te ed altri, francamente mi fa sorridere. Vuoi che parliamo del giro di escort, squillo o chiamale come vuoi, a servizio dei produttori di vino e dei loro dipendenti? Fa bene o fa male? La droga fa bene al mondo del vino? No perchè ne gira tanta, tanta al Vinitaly. Dobbiamo scoperchiare la pentola o stai bene così? Oppure sei così ingenuo che non hai viso nulla? Ma per favore!</i>"<br /><br />A questo punto è scesa in campo la cavalleria nella persona di <b>Franco Ziliani</b> che nel suo blog <b>Vino al Vino</b> ha scritto un post dal titolo: "<a href="http://www.vinoalvino.org/blog/2013/04/droga-e-squillo-al-vinitaly-e-ora-fuori-le-prove.html">droga-e-squillo-al-vinitaly-e-ora-fuori-le-prove! </a>con tanto di minaccioso punto esclamativo.<br />Ziliani si dice convinto che, o Lauro snocciola le prove o l'Ente Fiera, il Comune di Verona, i produttori e gli stessi visitatori - lui in testa - "<i>debbano chiedere conto, nelle sedi opportune, nessuna esclusa, e ragione di queste affermazioni gravissime alla persona che le ha espresse e al blog che le ha pubblicate</i>."<br /><br />Per attenuare la voglia di manette di Ziliani lo invito a leggere, facendoselo prestare, l'incipit dell'ultimo libro di Saviano "<b>Zero Zero Zero</b>" dal quale scoprirebbe che la cocaina la usano così tante persone in Italia che è probabile - dice Saviano - <i>che la usi anche chi ti sta seduto accanto in treno, oppure l'autista dell'autobus, o l'infermiera all'ospedale, o il poliziotto che sta per fermarti, o la cassiera del bar, o l'amministratore del condominio.</i>.. e quindi, sicuramente, hanno fatto uso e usano la cocaina anche molti di coloro che hanno visitato il Vinitaly e anche molti tra coloro che avevano gli stand e anche, per la legge dei grandi numeri, vari produttori di vino, perché non è certo questa del vino un'oasi che si discosta dal resto della società ma ne è uno spaccato.<br />Le prove?<br />Basta leggere le statistiche sulla diffusione della coca in Italia per capire che tra le 150.000 persone che hanno visitato il Vinitaly ce ne sono un tot che usano coca, così come un tot che non pagano le tasse, un tot gay, un tot malati, un tot che fanno di professione o occasionalmente le prostitute, un tot con il colesterolo fuori controllo, un tot che non sanno l'inglese&nbsp; ecc...<br />E anche un tot di ipocriti.<br /><br /><br /></div>]]>
        
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    <title>Vinitaly 1988, mi ricordo che...</title>
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    <published>2013-04-08T08:17:07Z</published>
    <updated>2013-04-08T09:02:31Z</updated>

    <summary>... lo stand al Vinitaly del 1988 era nel Padiglione 2 spazio C/7, non era grande ma da subito era diventato un punto di incontro perché lì si distribuiva gratis il Gambero Rosso, quello strano supplemento di otto pagine del...</summary>
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        <name>Stefano Bonilli</name>
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        <![CDATA[<a href="http://blog.paperogiallo.net/IMG_0637.jpg"><img alt="IMG_0637.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/assets_c/2013/04/IMG_0637-thumb-470x626-4374.jpg" class="mt-image-none" style="" height="626" width="470" /></a><br /><br />... lo stand al <b>Vinitaly</b> del 1988 era nel Padiglione 2 spazio C/7, non era grande ma da subito era diventato un punto di incontro perché lì si distribuiva gratis il <b>Gambero Rosso</b>, quello strano supplemento di otto pagine del <b>manifesto</b> che nel numero 16 riportava in prima pagina il titolo "<i>Il codice etilico</i>".<br />Eravamo la grande novità del mondo del vino, c'era chi ci definiva "I comunisti che si occupano di vino" per via del manifesto, del quale eravamo l'inserto mensile, ma in verità non facevamo paura neppure ai più reazionario dei produttori, per non dire che alcuni dei collaboratori non erano esattamente militanti di sinistra ma di tutt'altra parte, e non ci importava, erano bravi degustatori.<br />Attiravamo l'attenzione generale perché era già uscita la prima edizione della guida <b>Vini d'Italia 1988</b> con i <b>32 Tre Bicchieri</b>, i migliori vini italiani secondo noi, intesi come la redazione del GR e Arcigola.<br />Tre Bicchieri come marchio distintivo e assoluta novità, e si era capito che eravamo bravi e innovativi quando il 13 dicembre del 1987 a Firenze, a <b>Palazzo Medici Riccardi</b> c'era stata la premiazione e in sala avevano sfilato tutti, da <b>Carlo Hauner</b>, che arrivava dal profondo sud, a <b>Bartolo Mascarello</b>, che alle premiazioni non andava mai, da <b>Antinori </b>a <b>Marco de Bartoli</b> a <b>Nicolò Incisa</b>.<br /><br />Come era il Vinitaly di quegli anni? Quanto a ingorghi e mancanza di parcheggi poco è cambiato, allora lo spazio fieristico era più piccolo, i padiglioni ancora più spartani, non c'era il <i>wi fi</i> nè i cellulari e tanto meno i blog, gli ubriachi erano i padroni del territorio nella giornata di domenica e il vino non era di moda come oggi che <b>Corriere della sera</b> e <b>Stampa</b> dedicano due supplementi di molte pagine all'evento.<br />Tutto era più casereccio, i produttori erano in molti casi contadini, molti di loro diventeranno milionari, alcuni si perderanno per strada, altri sono ormai nomi famosi internazionalmente, gli stand erano abbastanza artigianali, tutto era più artigianale.<br />Il nostro stand era piccolo, spesso all'ora di pranzo si andava a mangiare la pasta allo stand di Paola Di Mauro, si affacciavano allo stand curiosi e collaboratori, dai fratelli <b>Mariani</b> del ristorante <b>Checchino</b> a <b>Lucio Pompili</b>, da <b>Franco Ziliani</b> a <b>Graziano Pozzetto</b>.<br /><b>Sandro Sangiorgi</b> era un giovane di 25 anni che faceva il sommelier nel ristorante di <b>Alberto Ciarla</b> mentre <b>Alberto Chechetto</b> e <b>Galdino Zara</b>, che erano stati sindacalisti, erano diventati osti con l'<b>Enoteca Tastevin</b> di Mira, <b>Gigi Piumatti</b>, la memoria storica e grande degustatore di <b>Arcigola</b> non ancora <b>Slow Food</b>, non aveva ancora trent'anni, <b>Cernili </b>era molto più magro, <b>Petrini</b> era già famoso ma non ancora in mondovisione, molti che oggi firmano dovunque schede e articoli vinosi erano ancora troppo giovani e impegnati più che con il vino, col latte del mattino.<br /><div>C'era entusiasmo e amicizia, cosa sparita ben presto dal mondo del vino quando al successo hanno cominciato a sommarsi soldi e invidie.<br /><br />Di lì hanno preso il volo i primi neofiti e in pochi anni alcune migliaia di nuovi appassionati hanno invaso enoteche e ristoranti della penisola introducendo linguaggi e atteggiamenti che hanno condizionato il sano sviluppo del mercato del vino, indotto decine di ristoranti a gonfiare oltre misura le cantine, cambiato il palato di chi il vino lo faceva e seguiva le mode dei vitigni internazionali piuttosto che di quelli autoctoni.<br />Noi sbagliavamo e con noi quasi un intero mondo.<br /><br /><br /><br /></div>]]>
        
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    <title>Cosa si legge in tempi di grande crisi</title>
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    <published>2013-04-05T15:54:25Z</published>
    <updated>2013-04-05T16:22:18Z</updated>

    <summary>Avevo scritto un post simile nel lontano, o forse è meglio dire nel lontanissimo 23 settembre 2008, praticamente in un&apos;altra era economica e politica anche se il fallimento di Lehman Brothers era avvenuto da pochi giorni, il 15 settembre del...</summary>
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        <![CDATA[<a href="http://blog.paperogiallo.net/IMG_9889.JPG"><img alt="IMG_9889.JPG" src="http://blog.paperogiallo.net/assets_c/2013/02/IMG_9889-thumb-470x313-4320.jpg" class="mt-image-none" style="" height="313" width="470" /></a><br /><br />Avevo scritto un post simile nel lontano, o forse è meglio dire nel lontanissimo <a href="http://blog.paperogiallo.net/2008/09/cosa_si_legge_in_tempi_di_cris.html">23 settembre 2008</a>, praticamente in un'altra era economica e politica anche se il fallimento di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lehman_Brothers">Lehman Brothers</a> era avvenuto da pochi giorni, il 15 settembre del 2008, ma non se ne valutavano ancora tutti gli effetti devastanti.<br />Allora i blog avevano ancora importanza e molto traffico, oggi molto traffico e le discussioni passano da facebook - da cui sono scappato un paio di anni fa - mentre twitter penso non sia adatto per queste discussioni.<br />Io amo il blog perché è sempre più una nicchia, in contrapposizione al fragore generale, e guardo il mondo attorno a me non più con stupore, ormai esaurito, ma con la curiosità di un entomologo.<br />Vedo, per esempio, che anche i cuochi più intelligenti vanno in televisione a fare spettacolo e penso che questo non potrà che cambiare in prospettiva la cucina di alta gamma, l'immaginario dei giovani cuochi, il modo di essere, di apparire ma anche di cucinare.<br />Sarebbe utile leggere <a href="http://www.bollatiboringhieri.it/">Televisione di Carlo Freccero</a> per capire molte cose e non illudersi che la televisione sia solo un elettrodomestico.<br /><br /><img alt="giornali_web.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/giornali_web.jpg" class="mt-image-none" style="" height="450" width="470" /><br /> <div><br />Ma per fare un confronto riguardo ai giornali, riviste e libri letti , sempre che un confronto sia possibile, tra ciò che rispondevano i lettori di questo blog nel 2008 e i lettori di oggi, aprile del 2013, immagino quasi completamente diversi e meno numerosi, dico subito che io ho abitudini tipiche di un giornalista di vecchia generazione, quindi non faccio testo perché acquisto e leggo ancora varii quotidiani ma presto ne taglierò un paio visto lo scadimento qualitativo del settore:<br /><i>Corriere della sera, Repubblica, Stampa, Il Fatto, Sole24Ore</i> e il <i>Post</i><br />Non leggo più riviste del settore enogastronomico perché inutili, vecchie e costose, continuo a leggere <i>Espresso</i>, ma credo smetterò data l'inutilità, <i>Internazionale</i>, <i>Monocle</i> e <i>FT Week End</i>. <br />Quanto ai libri, ho iniziato ad acquistare quasi solo <i>ebook</i> in quantità - ultimi acquisti <i>Natural Woman, Il web ci rende liberi?, L'ispettore Morse e le morti di Jericho</i> - perché a casa non ho più spazio ma continuo a perlustrare le librerie, anche in questo caso mantenendo vecchie abitudini.<br />Leggerò con grande curiosità e interesse le risposte.<br /></div><div><br /></div>]]>
        
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    <title>Wagyu, non Chianina</title>
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    <published>2013-04-02T11:17:11Z</published>
    <updated>2013-04-02T12:07:54Z</updated>

    <summary> Wagyu e sai quel che mangi?L&apos;altro giorno ho acquistato dal mio macellaio, Annibale di via Ripetta, questo bellissimo taglio di carne Wagyu e l&apos;ho cucinata al forno, così, senza nessuna aggiunta se non dell&apos;aglio e del rosmarino.Risultato esaltante, forse...</summary>
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        <name>Stefano Bonilli</name>
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        <![CDATA[<a href="http://blog.paperogiallo.net/IMG_2425.JPG"><img alt="IMG_2425.JPG" src="http://blog.paperogiallo.net/assets_c/2013/04/IMG_2425-thumb-470x352-4372.jpg" class="mt-image-none" style="" height="352" width="470" /></a> <div><br />Wagyu e sai quel che mangi?<br />L'altro giorno ho acquistato dal mio macellaio, <a href="http://www.annibale.com/home.html">Annibale di via Ripetta</a>, questo bellissimo taglio di carne Wagyu e l'ho cucinata al forno, così, senza nessuna aggiunta se non dell'aglio e del rosmarino.<br />Risultato esaltante, forse la migliore carne che io abbia mangiato in Italia, certamente molti grideranno alla bestemmia perché in questo caso il chilometro zero viene letteralmente polverizzato e perché in Italia ci sono molti allevamenti di grande qualità in Piemonte e Toscana prima di tutto, che allevano beste italiane di grande qualità.<br />E' la prima volta che la carne Wagyu l'acquisto e la mangio qui in Italia mentre in Australia, sia a Sydney che a <a href="http://blog.paperogiallo.net/2011/07/manzo_wagyu_la_carne_piu_buona_del_mondo.html">Melbourne</a>, ho mangiato bistecche provenienti da manzi Wagyu di una bontà unica e anche molto costose.<br /><a href="http://www.blackmorewagyu.com.au/">Blackmore</a> è una delle migliori aziende agricole australiane che alleva questi animali frutto di <a href="http://www.blackmorewagyu.com.au/our-products/blackmore-wagyu/"><i>Fullblood Wagyu genetics</i></a>, cioè animali frutto di una selezione genetica senza contaminazioni che ha fatto di questi <i>manzi</i> i migliori del mondo, anche meglio di quelli allevati dai grandi maestri giapponesi.<br /><i>Semel in anno licet insanire per Wagyu</i>.<br /><br /></div>]]>
        
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    <title>Hotel Rex, albergo con carbonara incorporata</title>
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    <published>2013-03-29T16:41:31Z</published>
    <updated>2013-03-29T18:05:48Z</updated>

    <summary>Non si vive di sola carbonaraMa se è buona anche siAntico proverbio etruscoAvevo l&apos;appuntamento alla libreria IBS di via Nazionale ma per un contrattempo il mio interlocutore ha dato buca.Via Torino era lì di fronte, l&apos;ora era quella giusta e...</summary>
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        <name>Stefano Bonilli</name>
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        <![CDATA[<i>Non si vive di sola carbonara<br />Ma se è buona anche si</i><br /><br /><u>Antico proverbio etrusco</u><br /><br /><br />Avevo l'appuntamento alla libreria IBS di via Nazionale ma per un contrattempo il mio interlocutore ha dato buca.<br />Via Torino era lì di fronte, l'ora era quella giusta e quindi mi sono avviato verso il <a href="http://www.hotelrex.net/italiano/"><b>Rex</b></a>, l'albergo con carbonara incorporata, perchè entrando nella reception, sulla destra si apre la porta del <a href="http://www.hotelrex.net/italiano/ristorante-pipero.htm"><b>Pipero al Rex</b></a>, ristorante che in un anno o poco più si è guadagnato una meritata fama di buona cucina e il titolo di "<i>Migliore carbonara di Roma</i>" e io che considero quella di Roscioli la numero uno - altra scuola di pensiero dice che quella di <b>Arcangelo</b> è la <i>number one</i> - mi sono detto "andiamo a vedere come è la carbonara in un Venerdì Santo che in altri tempi sarebbe stato di digiuno e penitenza".<br />Lui, Alessandro Pipero, lo conosco da tanti anni, dai tempi della Porta Rossa di Labico dove <b>Antonello Colonna</b> aveva il suo ristorante da corsa e Pipero faceva sala, vini, internet, relazioni con i blogger che cominciavano a crescere e moltiplicarsi, e anche da spalla del vulcanico Colonna.<br /><br />Sei tavoli, venti coperti, la sera sempre pieno, a pranzo di solito uno o due tavoli occupati, oggi cinque tavoli "un caso eccezionale" dice Alessandro mentre prende la mia ordinazione - un piatto solo - dico io - vuoi la carbonara - fa lui, sorridendo.<br />E carbonara fu.<br />Dalla cucina mi saluta Luciano Monosilio, il giovane, grande cuoco, il protagonista ma anche il volto meno noto di questo successo.<br /><br />Arriva una porzione abbondante, spaghetti <a href="http://www.pastacocco.com/ita/index.htm">Cavalier Cocco</a> al dente e come Dio comanda, il guanciale non mi sembra proprio, per usare un eufemismo, lesinato, è croccante e abbondante, da libidine, l'uovo perfettamente amalgamato, insomma una grande carbonara.<br />La prima di Roma?<br />Forse si, ma a pari merito con quella <i>Roscioliana</i>, però con una mia variante che Nabib mi ha gentilmente fatto sostituendo la pasta <b>Cavaliere</b> con gli spaghetti del <b>Pastificio dei Campi</b> che amalgamano l'uovo quel pelino in meno che rende il piatto very super.<br /><br />Me ne vado contento.<br />Niente conto - <i>ma figurati, hai mangiato un solo piatto, la prossima</i> - dice Pipero.<br />Un buon Venerdì Santo.<br /><br /> ]]>
        
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    <title>Roma tra teppismo e casta</title>
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    <published>2013-03-27T18:17:12Z</published>
    <updated>2013-03-27T19:43:48Z</updated>

    <summary> La notizia era di quelle che ti lasciano basito, in Piazza del Pantheon l&apos;altra notte sono state rubate la palle di ferro che delimitavano lo spazio oltre il quale non si può andare con l&apos;auto.Rubate, avete capito bene, e...</summary>
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        <name>Stefano Bonilli</name>
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        <![CDATA[<a href="http://blog.paperogiallo.net/IMG_0608.JPG"><img alt="IMG_0608.JPG" src="http://blog.paperogiallo.net/assets_c/2013/03/IMG_0608-thumb-470x352-4355.jpg" class="mt-image-none" style="" height="352" width="470" /></a> <div><br /></div><div>La notizia era di quelle che ti lasciano basito, in Piazza del Pantheon l'altra notte sono state rubate la palle di ferro che delimitavano lo spazio oltre il quale non si può andare con l'auto.<br />Rubate, avete capito bene, e il furto è avenuto nel cuore di Roma, tra la Camera e il Senato.<br />In Piazza della Minerva, a un centinaio di metri dal Pantheon, si vede come erano disposte queste palle di ferro e si capisce meglio a chi danno fastidio. <br /><br /><a href="http://blog.paperogiallo.net/IMG_0606.JPG"><img alt="IMG_0606.JPG" src="http://blog.paperogiallo.net/assets_c/2013/03/IMG_0606-thumb-470x352-4357.jpg" class="mt-image-none" style="" height="352" width="470" /></a><br /></div><div><br />Nella foto si vede che nella zona dove c'è assoluto divieto di sosta le auto blu dei noleggiatori la fanno da padroni e si vede chiaramente che un van è parcheggiato anche dentro la piazza della Minerva.<br />D'altra parte gli sfregi, gli atti di teppismo e la distruzione di qualunque limitazione di traffico si vedono bene proprio a Piazza della Minerva dove uno dei due cippi in marmo è stato sradicato e giace lì da mesi.<br /><br /><a href="http://blog.paperogiallo.net/IMG_0607.JPG"><img alt="IMG_0607.JPG" src="http://blog.paperogiallo.net/assets_c/2013/03/IMG_0607-thumb-470x352-4359.jpg" class="mt-image-none" style="" height="352" width="470" /></a><br /></div><div><br />Questa è la Roma di noi umani, di noi cittadini comuni ma basta dirigersi da Piazza del Pantheon verso il Senato ed ecco che i blocchi sono elettrici, in metallo e in grado di alzarsi e abbassarsi per far passare <i>gli eletti</i>, nel senso della casta, dei senatori e delle auto di ministri, sottosegretari e portaborse.<br /><br /><a href="http://blog.paperogiallo.net/IMG_0616.JPG"><img alt="IMG_0616.JPG" src="http://blog.paperogiallo.net/assets_c/2009/07/IMG_0616-thumb-470x352-1079.jpg" class="mt-image-none" style="" height="352" width="470" /></a><br /></div><div><br />Una grande isola pedonale, a volte piena di auto ma non auto dei romani ma auto della casta che ha occupato strade e palazzi come un'ameba, mese dopo mese, anno dopo anno, incurante della città e dei cittadini.<br /><br /><a href="http://blog.paperogiallo.net/IMG_0617.JPG"><img alt="IMG_0617.JPG" src="http://blog.paperogiallo.net/assets_c/2013/03/IMG_0617-thumb-470x352-4362.jpg" class="mt-image-none" style="" height="352" width="470" /></a><br /></div><div><a href="http://blog.paperogiallo.net/IMG_0618.JPG"><img alt="IMG_0618.JPG" src="http://blog.paperogiallo.net/assets_c/2013/03/IMG_0618-thumb-470x352-4364.jpg" class="mt-image-none" style="" height="352" width="470" /></a></div><div><a href="http://blog.paperogiallo.net/IMG_0620.JPG"><img alt="IMG_0620.JPG" src="http://blog.paperogiallo.net/assets_c/2013/03/IMG_0620-thumb-470x352-4366.jpg" class="mt-image-none" style="" height="352" width="470" /></a></div><div><a href="http://blog.paperogiallo.net/IMG_0621.JPG"><img alt="IMG_0621.JPG" src="http://blog.paperogiallo.net/assets_c/2013/03/IMG_0621-thumb-470x352-4368.jpg" class="mt-image-none" style="" height="352" width="470" /></a></div><div><br /></div>]]>
        <![CDATA[D'altra parte il centro di Roma è fuori controllo, la presenza dei vigili è risibile, spesso li si vede girare per vicoli e multare alcune auto, altre no, quelle di commercianti "generosi", visitare negozi, fare controlli ma non tutto deve essere stato sempre corretto visto che diversi episodi che hanno avuto come protagonisti i vigili aurbani di Roma si sono conclusi con indagini della Procura della Repubblica e relative condanne.<br />Il traffico è selvaggio e nei vicoli del centro i cartelli di divieto vengono spesso sradicati e non sostituiti o più semplicemente ignorati, come dimostra questa foto scattata una normale mattina di marzo del 2013 a Roma, in via dei Pettinari, tra Ponte Sisto e Campo dei Fiori, là dove c'era una catena che delimitava la zona pedonale con divieto assoluto di traffico e tutto è stato demolito nottetempo per permettere ai commercianti della zona di transitare e andare a parcheggiare di fronte ai loro negozi.<br /><br /><a href="http://blog.paperogiallo.net/IMG_0630.JPG"><img alt="IMG_0630.JPG" src="http://blog.paperogiallo.net/assets_c/2013/03/IMG_0630-thumb-470x352-4370.jpg" class="mt-image-none" style="" height="352" width="470" /></a><br /><div><br /><br /><br /><i>Foto di S. Bonilli</i><br /></div>]]>
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    <title>Vade retro Nestlè</title>
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    <published>2013-03-22T16:00:29Z</published>
    <updated>2013-03-22T15:54:02Z</updated>

    <summary> Vade retro me Nestlè Vade retro me San PellegrinoVangelo Marco 8,33Così parlò Valerio M. Visintin su Puntarellarossa, a proposito delle sponsorizzazioni della San Pellegrino ai principali eventi gastronomici tipo The 50 Best Restaurant&apos;s o Identità Golose e al tour...</summary>
    <author>
        <name>Stefano Bonilli</name>
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        <![CDATA[<img alt="images-1.jpg" src="http://blog.paperogiallo.net/images-1.jpg" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" height="219" width="230" /> <div><i>Vade retro me Nestlè <br />Vade retro me San Pellegrino<br /></i></div><div><br />Vangelo Marco 8,33<br /><br /><br />Così parlò Valerio M. Visintin su <a href="http://www.puntarellarossa.it/2013/03/21/visintin-e-la-nestle-si-puo-essere-coerenti-con-i-soldi-di-una-multinazionale/">Puntarellarossa</a>, a proposito delle sponsorizzazioni della San Pellegrino ai principali eventi gastronomici tipo The 50 Best Restaurant's o Identità Golose e al tour Usa terminato pochi giorni fa da Massimo Bottura, A taste of Italy.<br />No, la San Pellegrino no! <br />Perché di proprietà della Nestlè e la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nestl%C3%A9#Cibo_transgenico">Nestlè</a> è proprietaria anche della Buitoni che ha ritirato i tortellini in commercio perché avevano un ripieno con tracce di carne di cavallo, no perché la Nestlè è quella del latte in polvere che sostituisce i latte materno nei paesi in via di sviluppo, no perché Nestlè ha avuto una politica commerciale molto aggressiva e spregiudicata...<br />No a Nestlè che ha tra i suoi marchi Nespresso, che sponsorizza Cook it Raw, San Pellegrino e Acqua Panna, che sponsorizzano i principali eventi gastronomici.<br />Anche Slow Food non accetta sponsorizzazioni della Nestlè.<br /><br />Quindi in una società come l'attuale, senza più barriere commerciali se tu scrivi su un quotidiano che riceve la pubblicità della Nestlè dovresti porti dei problemi?<br />E gli altri, tutti gli altri sponsor sono bravi, buoni e puri?<br /><br /><br /></div>]]>
        
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